Ci siamo. Mancano 48 ore al via della Torino-Roma No Stop, ultramaratona internazionale di 712 km che partirà il 2 giugno, Festa della Repubblica, da Piazza Castello a Torino e – attraversate quattro regioni (Piemonte, Liguria, Toscana e Lazio) e dodici province - arriverà nel cuore di Roma entro il tempo limite di 7 giorni e 10 ore.
Nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia, l’evento inserito nel calendario culturalsportivo di Esperienza Italia vuole portare un messaggio di festa e unione lungo le strade che uniscono la prima e l'attuale capitale del nostro Paese.
Di seguito il comunicato stampa (Torino-RomaNews.doc) aggiornato con le ultimissime notizie - e al via ci sarà anche Paolo Rovera, finisher all'Ultratrail del Mont Blanc e azzurro al Campionato del Mondo 24 ore su strada a Brive-Le-Gaillarde, 2010, (Francia), uno dei favoriti alla vittoria - e un’intervista ad alcuni dei temerari ultrapodisti in gara.
Si sono registrati 17 iscritti, di cui quattro hanno dato per sopraggiunti motivi forfait. Tra i partenti si annoverano ben quattro Guinness World Record (Enzo Caporaso, Marinella Satta e Aldo Maranzina), due fratelli al via (Luca e Paolo Aiudi), l’ultramaratoneta statunitense Roy Pirrung, l’ironman Vincenzo Catalano, il rumeno Frigura Vasile, terzo classificato all’ultima 24 Ore di Torino, oltre agli specialisti delle ultradistanze Paolo Rovera e Antonio Tallarita. Tra le donne sarà lotta a due tra la ex azzurra Marinella Satta e la più giovane del gruppo Paola Pari.
I PARTENTI. Ci sarà anche il leggendario Roy Pirrung al via della Torino-Roma No Stop. Statunitense classe 1948, presidente dell’Associazione Americana Ultrarunning, nella sua lunga carriera podistica Pirrung ha preso parte a un centinaio di competizioni (sette soltanto nel 2010: tre 50 km, una 50 miglia, una 100 km, una 48 ore e una 24 ore), comprese quattro partecipazioni alla mitica Spartathlon, “la corsa degli dèi” di 246 Km.
Originario di Kohler nel Wisconsin, il plurivittorioso Pirrung ha inoltre partecipato a corse sui ghiacciai, campionati del mondo di 24 ore e più in generale ai maggiori eventi del calendario mondiale di ultramaratona. Sui 100 km ha un personale di 7h57’38’’, mentre la distanza più grande da lui coperta nell’arco delle 24 ore è di 248,125 km. Di se stesso dice: “Il destino di correre è nel mio nome che amo scrivere così: roy pIrRUNg” (I RUN, io corro).
Ai nastri di partenza anche Paolo Rovera, probabilmente il favorito alla vittoria finale. Classe 1974, originario di Dronero (CN), Rovera è uno degli alfieri della nazionale azzurra campione europea a squadre e vicecampione del mondo a squadre ai campionati di 24 Ore a Brive (Francia) del 2010. Oltre a una partecipazione alla Marathon des Sables (2006) e a Spartathlon (2009), Rovera può vantare un successo alla Ottore di Capraia del 2010, con 93,250 Km percorsi (nuovo record della corsa) e con un vantaggio di oltre 13 km sul secondo classificato.
Fari puntati anche su Antonio Tallarita, emiliano, classe 1960. La sua passione per le ultradistanze nasce nel 2006, quando termina la 100 km del Passatore in 10h23’. Grandi risultati nel 2009: vicecampione italiano della 24 Ore, seconda miglior prestazione italiana di tutti i tempi alla Spartathlon (17esimo su 340 partecipanti, 246 km in 28h32’), vincitore della 24 Ore di Antibes, 2° alla “Novecolli running” (Cesenatico). Nel 2010 si laurea Campione Europeo e Vice Campione mondiale a squadre nella 24 Ore di Brive.
Al via ci sarà pure Enzo Caporaso, torinese, classe 1959, detentore di due Guinness dei Primati: 51 maratone corse in 51 giorni consecutivi (2008) e sette 100 km in sette giorni consecutivi (2010). Ha corso tre “100 km del Passatore” (2002, 2008 e 2009), una 24 Ore di Golfe Juan (2008), una 24 Ore di Bergamo (Campionato Mondiale del 2009), una 24 Ore di Avignone (2009), oltre a 35 maratone (dal 1993 al 2010, escluse le 51 maratone del Guinness World Record).
Tra i 14 partenti partenti alla Torino-Roma No Stop figura anche Marinella Satta, torinese di Pianezza, classe 1957. Nel suo lungo curriculum sportivo che può vantare ben 148 gare tra maratone e ultramaratone, le vittorie alla XV edizione della Stratorino, alla Torino-Saint Vincent del 1997, alla Maratona di Servigliano (AP) e di Novi Ligure (AL) e il titolo di campionessa italiana di 100 km in pista, ottenuto a San Remo nel 2002. Nel 2010 è entrata nel Guinness dei Primati per aver corso una maratona palleggiando con un pallone da basket in 4h 28’ 11’’ (record mondiale assoluto, maschile e femminile).
Merita una citazione anche il lombardo Vincenzo Catalano, ironman di punta nel panorama internazionale con all’attivo 78 maratone, 51 ironman (3,8 km di nuoto, 180 km di bicicletta e 42, 195 km di corsa), 14 double ironman, 7 triple ironman, 1 quintuple ironman e 3 deca ironman (38 km di nuoto, 1800 km di bicicletta e 423 km di corsa).
Per approfondimenti sui curricula e statistiche dei partecipanti vai a questo link, (utilizzando il campo “ricerca per persona”).
L'intervista. Agli atleti iscritti sono state poste le seguenti domande:
1 Cosa ti ha spinto a provare una simile sfida?
2 Quale sarà la tua tabella di marcia?
3 Per correre 712 km no stop ci vuole una certa abitudine alla sofferenza?
4 Qual è quella che consideri la tua più grande impresa prima della Torino-Roma No Stop?
Così hanno risposto alcuni di essi.
ANTONIO TALLARITA. L’invito di un amico come Enzo Caporaso a condividere una nuova esperienza che va oltre i miei attuali limiti. 100 km al giorno. Tantissima, considerando i dolori ai piedi che mi porto dietro da tempo. La Spartatlhon e la Nove Colli.
ENZO CAPORASO. Dopo il grande sforzo profuso per organizzare la Torino-Roma No Stop, tentare di correrla mi è sembrato il minimo. Il mio obiettivo è cercare di raggiungere almeno 2 check point al giorno. Credo che il concetto di sofferenza sia talmente spostato in avanti per un ultramaratoneta che, più di abitudine alla sofferenza, parlerei piuttosto di soddisfare la propria passione. Organizzare la Torino-Roma No Stop.
VINCENZO CATALANO. Sono principalmente un ultra triathleta. Mi ha affascinato l'idea di poter sfidare dei runners puri.
Non voglio fare tabelle: mi fermerò quando sarò stanco. Sicuramente riposerò nelle ore più calde per correre soprattutto di notte. Serve soprattutto la voglia di mettersi in gioco, di osare, di uscire dalla banalità quotidiana. Il decaironman (38 km di nuoto, 1800 km in bici e 423 km di corsa), che ho corso già sei volte, e i 10 ironman in 10 giorni.
MARINELLA SATTA. Volevo correre una 48 ore o una 6 giorni. Poi, appena ho sentito della Torino-Roma No Stop, ci ho pensato un giorno: ma chi me lo fa fare? Vado, voglio mettermi alla prova. Penso di correre e camminare, per risparmiare le energie. Farò delle piccole soste e utilizzerò tutti i check point per recuperare le forze.
Sì, ma non solo: oltre alla propensione alla sofferenza ci vuole un po’ di incoscienza e molta tenacia.
La mia prima maratona, a Rieti nel lontano 1980. Giocavo a basket in Serie C, decisi una settimana prima della gara di partecipare, senza la minima preparazione: chiusi al sesto posto, in 3h25’. Ricordo con piacere anche la mia prima 100 km, da Torino a Saint Vincent, finita in 10h03’, il mio esordio sulle 24 Ore, con 171 km percorsi e la mia maratona da Guinness, corsa in 4h28’10’’ palleggiando con un pallone da basket. Ogni volta dico “mai più, questa è l’ultima”. Poi, però, appena recupero le forze penso alla sfida successiva.
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