"Conviene perdersi, ogni tanto. Si scoprono cose che se no non le vedresti mai".
Questa è una delle scoperte che Ivano Marescotti fa durante il suo viaggetto a piedi da Piacenza a Rimini.
Marescotti è un bravo attore di Bagnacavallo, in Romagna.
Il documentario, che dura un'ora e quaranta, racconta degli incontri che Marescotti fa durante il cammino, contadini, anziani, gestori di agriturismo, partigiani, ciclisti, un cantore dei maggi, l'ultimo pastore transumante, Francesco Guccini, osti, preti, immigrati, a tutti chiede come si dice "bambino" nel loro dialetto, raccogliendo cento nomi diversi.
Un cammino lungo l'appennino emiliano e romagnolo, che invoglierà sicuramente chi vede questo documentario a seguirne le orme.
Il documentario, che è passato su RaiTre alle 8 del mattino, è fortunatamente on line in streaming sul sito de "La storia siamo noi", diviso in due parti.
La regia è di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, bravi nell'esser riusciti a rendere il senso del cammino. Le località attraversate dal viaggetto: Ottone, Bardi, Borgo Val di Taro, Corchia, Passo della Cisa, Pietra di Bismantova, Cervarolo, Gova, Passo delle Radici, Fiumalbo, Riolunato, Pavana, Castelluccio, Riola, Carpineta, Casola Valsenio, Misileo, Santa Sofia, Passo della Calla, Verghereto, sorgente del Tevere, Roncofreddo, Rimini.
Viaggetto sull'Appennino - Parte prima
Viaggetto sull'Appennino - Parte seconda
Ivano Marescotti è uno dei più importanti attori italiani. Romagnolo, sessantacinque anni compiuti da poco, condivide con Faber il vizio del dialetto, inteso come linguaggio popolare d’espressione autentica, e non come lingua settaria, da imporre, cristallizzata e non mescolabile.
I nostri ascoltatori più attenti ricorderanno la sua versione romagnola di Pierino e il Lupo, trasmessa da Popolare Network durante le dirette dell’ultima edizione del Meeting degli Indipendenti. In occasione delle date milanesi del suo spettacolo Detector (Teatro Filodrammatici, fino al 27 Marzo), è passato nei nostri studi. Lo abbiamo intercettato per un personalissimo endorsment intorno alle canzoni di De Andrè.
“Amo molto il primo periodo di De Andrè, ma se devo scegliere un brano che mi gira in testa spesso è Creuza de ma”. Strano, vista la sua “ossessione” per il dialetto…
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