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19 luglio 2015 7 19 /07 /luglio /2015 06:26
Emanuela Pagan e il Cammino di Santiago. E' giunto il mio momento: per questo io parto

Emanuela Pagan si accinge a percorrere il Cammino di Santiago. Anche per lei è giunto il momento di andare.

Quello che segue è una anticipazione, come un piccolo capitolo d'esordio o anche una "soglia" al Cammino che avrà inizio il 25 luglio 2015.

(Emanuela Pagan) 25 Luglio 2015, Francia-Spagna. 700 e più chilometri a Santiago

Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo.Quello è il momento d’inseguire i propri sogni, quello è il momento di prendere il largo forti delle proprie convinzioni”.

E’ una frase presa dal libro: “Il Delfino”, di S. Bambaren, un racconto a me caro.

Il momento di cui scrive l’autore è giunto anche per me, per questo parto.

Un viaggio che non è una fuga. Al contrario. E’ un andare incontro da sola alle proprie paure, per ritrovare un sorriso facendo i conti con i segni sulla pelle lasciati dal dolore. La forza di ogni passo sarà guidata dalla fede, perché nella vita la differenza la fa sempre ciò in cui si crede.

Ho riempito lo zaino di bei ricordi, soprattutto quelli lontani, i più preziosi al cuore. L’ho gonfiato con le risate fatte con gli amici veri, quelli che conoscono il significato delle parole ti voglio bene. Per chiuderlo ho usato gli abbracci delle persone che non mi hanno mai lasciato sola. In una tasca ho messo il sorriso di Amedeo. Lo chiamano diversamente abile, ma ha capito più lui della vita che tanti laureati. Quando sarò stanca penserò a chi non può camminare, ma non desiste dall’andare per il mondo.

Ho un quaderno con un girasole, me lo hanno regalato per ricordarmi che al sole devo sempre puntare.

Sono grata alla vita, perché è un dono che mi permette ogni giorno di amare. Non mi appartiene, è fugace. Si giustifica nella luce che si riesce a portare agli altri.

Lo scopo non è la destinazione, ma l’andare.

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3 marzo 2015 2 03 /03 /marzo /2015 20:48

Scopri con questa guida i percorsi e tante curiosità sul Cammino di Santiago, tutto quello che c'è da sapere sul più famoso pellegrinaggio nel cuore della Spagna, fino a Santiago di Compostela

Homeway Italia

Homeway Italia, nel suo sito, ha raggruppato le informazioni più salienti sul Cammino di Santiago, con dati e curiosità sulle diverse vie, con statistiche sui pellegrini e sulle loro tipologie (provenienze, motivazioni, etc) e consigli su come preparare per preparare lo zaino prima di intraprendere il Cammino e su come gestirlo, una volta in viaggio.
Le informazioni sono di facile ed intuitiva fruizione, essenzialmente grafiche.

Si tratta di informazioni di uso libero per tutti: un prezioso contributo indirizzato agli appassionati del cammino e a quanti intendano intraprenderlo.

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25 febbraio 2015 3 25 /02 /febbraio /2015 11:46

Quello di Edith dela Héronnière (La Ballata dei Pellegrini, Sellerio, 2014) è un libro che tutti coloro siano appassionati del camminare e del Cammino (inteso - per antonomasia - come il Cammino di Santiago) dovrebbero leggere.
Perchè?
Perchè come il libro di Jean-Christhophe Rufin, pure recensito su questo magazine, offre uno sguardo non convenzionale sul Cammino e sulla figura emblematico del Pellegrino, come figura prima ancora che della religione, dell'inquietudine.
Ma è interessante leggerlo, anche perché riporta la cronaca di un viaggio apiedi iniziato ben più da lontano di quanto non sia per il Cammino canonico che si intraprende poco prima dell'attraversamento dei Pirenei.

L'autrice e i suoi tre compagni di viaggio, infatti, in silenzio, chiacchierando, litigando, attraversano gran parte del territorio francese, offrendo così una cronaca di viaggio in un territorio francese selvaggio ed ostico, di rado descritto in altre similari cronache di viaggio.

E, infine, possiede le peculiari qualità di un testo diaristico fortemente poetico in cui il cammino, mentre viene spogliato di una sua sacralità pre-costituita e confessionale viene reinvestito di un significato sacrale profondamente laico.

Il brano che riporto di seguito può forse dare un'idea di qaunto sto afferamndo.

Le coorti di pellegrini sfuggivano alle Chiese quanto agli Stati, al punto che Luigi XIV dovette promulgare un decreto che proibiva i pellegrinaggi non legittimatida un'autorizzazione scritta. La storia dei pellegrini si è sviluppata fuori dal grembo ecclesiastico, anche se le Chiese continuano a dare ad intendere di controllare gli slanci.
Al primo passo che fa, il pellegrino esce dall'inquadramento; dopo diecimila passi, le preghiere consuete non gli salgono più alle labbra. Ha i pensieri vuoti, il cuore arido, l'anima digiuna. Sembra duro, da quanto é intento al proprio cammino come un pittore al proprio quadro. Quelli che, ai margini del cammino, gli costruiscono oratori, ospizi, ponti non sono le Chiese, ma quasi sempre dei laici, piccoli signori di campagna, gente semplice che capisce meglio di chiunque altro i suoi bisogni, senza cercare di proteggerlo da se stesso. Al suo passaggio gli si offre delpane, poiché è visibilmente affamato, e un letto per sdraiarsi. Ma senon riceve né pane né letto, non per questo desiste dal suo cammino; niente ferma questo fanatico. Le Chiese canonizzavano gli ospedalieri e i costruttori di ponti solo per allungare una mano sopra una questione superiore alla loro portata (da Hedith della Héronnière, La Ballata dei Pellegrini, Sellerio, 2014, pp. 159-160)

Edith de la Héronnière, La Ballata dei Pellegrini, Sellerio, 2014

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16 gennaio 2015 5 16 /01 /gennaio /2015 23:06
Il mio Cammino di Santiago ritorna nel sogno

(Elena Cifali) Da che sono tornata dal Cammino di Santiago il Cammino stesso si è trasformato in sogno ricorrente.
Credo di sognarlo tutte le notti, ma solo poche volte ne ricordo perfettamente la dinamica.
Stanotte dovevo fare il Cammino a ritroso: dovevo andare dalla Sicilia a Santiago. Mi dispiacevo perché non avevo con me una guida cartacea e sentivo forte il peso e la responsabilità di portare con me altre persone.
In un momento di egoismo e liberazione, mi ritrovavo a pensare che avrei potuto lasciarli in Sicilia e avrei potuto continuare il Mio Viaggio da sola, senza dover rallentare il passo o sottomettermi a soste che non ritenevo opportune.
Quando mi svegliai, a causa della sveglia che suonava, non riuscivo a nascondere a me stessa una forte irritazione.
Volevo che il sogno non si interrompesse; volevo tornare in quella dimensione onirica a me tanto cara.
"Il Cammino ti entra dentro e non ti lascia mai più!" - mi dissero prima della partenza.
E fu così, anzi, così è!
Mi sento in Cammino ogni volta che guardo un campanile, ogni volta che monto lo zaino, ogni volta che guardo l'alba, ogni volta che osservo le foto di Saro e Pedro, ogni volta che mi sento libera tra i boschi, ogni volta che non so che strada scegliere.
Mi sento in Cammino ogni notte, quando mi sveglio, avvolta dalle tenebre e mi chiedo dove sono.

Il Cammino è una scelta, un sogno, una passione ma anche un modo di vivere.
Invidio chi ha avuto il coraggio di non tornare mai più, chi ha scelto di vivere in quella natura, tra boschi, sentieri, strade, mucche, lupi e soprattutto tra le persone.
Già, quelle persone che non sono più "la gente" ma sono esseri umani.
Quel mondo fantastico, dove non esistono i miei sentimenti negativi, esiste ... io l'ho toccato, l'ho vissuto e non riesco a dimenticarlo ...
Sindrome del Cammino, bentornata anche oggi!

 

(commento di UMD) E' appunto il sogno che aiuta a vivere nel quotidiano. Guai se non avessimo le nostre vie dei sogni!
Con il Cammino di Santiago che per molti rimane un sogno nel cassetto si verifica questo ineffabile sovrapposizione del "sogno" con il reale, in quanto procedendo lungo il cammino viviamo nella realtà, ma nello stesso tempo rendiamo vivo e presente un sogno.
E il sogno, poi, continua a manifestarsi a noi, a riemergere, e noi siamo strappati alla realtà del quotidiano e trasportati a vivere nella dimensione del sogno.
Avendo percorso il Cammino nella realtà, con fatica e sudore, il passaggio alla dimensione del sogno è più semplice, perché si basa su dati reali immagazzinati in modo indelebile nella nostra memoria.
Il Cammino di Santiago è - autenticamente - una via dei sogni, attraverso cui si può coltivare una mistica del desiderio e dell'altrove.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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