Si è svolta a Palermo tra il 30 novembre e il 1° dicembre 203 l'8^ edizione della 24 ore del Sole, organizzata dalla ASD MOL (Luigi Stella), valevole come Campionato Italiano IUTA 24 e 12 ore su pista.
Adriana Ponari, collaboratrice di Ultramarone Maratone e Dintorni (Magazine e omonima pagina Facebbok), è stata presente sul campo per la realizzazione di un servizio fotografico. Ma ha anche voluto scrivere le sue impressioni relative ad un''esperienza per lei totalmente nuova, dal momento che - pru avendo fatto altre osservazioni e a altri servizi fotografici in campo podistico, in questa circostanza si è trovata per la prima volta a seguire le vicissitudini di un'ultramaratona (e, per di più, "a tempo" e su pista). E, pur essendo la sua prima volta - da fotografa e da osservatrice -, credo che Adriana di una 24 ore abbia saputo comprendere pienamente lo spirito e il significato, non solo di impresa sportiva ma anche di esperienza umana profondamente coinvolgente, sia per chi la vive da atleta sia per chi la osserva da spettatore, senza pregiudizi e senza categorie mentali rigide e asfittiche.
Di seguito il suo articolo.
(Adriana Ponari) Sabato e Domenica allo Stadio delle Palme, ero lì a fare foto a loro, a questi simpatici, silenziosi, umili
Li osservavo incuriosita e perplessa, abituata alla festosità e alla velocità delle Maratone e "dintorni"... Posso assicurare che man mano che restavo lì a fare foto al freddo e colata per la pioggia come loro, il loro continuare a correre - ovvero il loro volere correre a tutti i costi - ha cominciato a coinvolgermi: alla fine, mi sono sentita una di loro, dentro e accanto...
Sono arrivata presto la mattina di sabato per avere il tempo e l'agio di trovare una risposta a ciò che mi domandavo da profana, cioè cosa ci sia di bello e di affascinante nel correre senza quella tensione palpabile in altri tipi di corsa, tensione che si chiama agonismo nel momento in cui è la presenza dell'altro che ti determina a fare meglio e magari a vincere e, se poi partecipi per divertirti e per sentirti vivo, come non condividere con gli altri la festa.
Non è stato facile capire... Loro continuavano e continuavano a girare: alcuni ancora correndo, altri camminando.
Fra l'altro, da medico, riflettevo sul ritmo sonno-veglia (ho letto di persone che riescono a indursi uno stato di trance simile al sonno... mah! Da credere?) sul deafferentamento sensoriale del percorrere un tracciato sempre identico, anche se si cambia senso di marcia...
Non è stato facile capire e, forse, la chiave è più semplice di quanto non si possa pensare.
Si prova e ci si innamora di questo "lungo viaggio con se stessi", nel corso del quale nella mente ti passano le grandi stazioni della tua vita o le stazioncine della quotidianità, aspettando che si viri la boa della notte verso la meta finale.
Questa è l'immagine che mi è stata offerta a caldo, appena finita la corsa, da uno dei partecipanti - Luigi - uomo sicuramente sensibile (vegano, tanto per sfatare ancora una volta le stupidate sull'alimentazione carente dei vegetariani) ed è un'immagine usata da altri ultramaratoneti e non può essere un caso.
Aspettando...
"Chi corre per 24 ore sa aspettare..." mi ha detto un caro amico oggi ed è anche questo un semplice segreto nella vita. Aspettare, anzi sapere aspettare, è un concetto ormai dimenticato come i sorrisi che in questo mondo dove si viaggia correndo, sono gratuiti e sinceri.
Infine, vorrei dedicare due parole a Nerino Paoletti vincitore della 12 ore del Sole (e Campione Italiano IUTA 2013 nella specialità): Nerino abita in un paesino in Piemonte, in provincia di Verbania, sulle montagne sopra il lago Maggiore; è talmente innamorato della Sicilia che mi ha confidato che, pur non amando volare, per venire qui da noi supera qualsiasi ritrosia. E' stato simpatico scambiare due parole con lui ed i suoi amici... continuava a ripetermi che quando sarebbe andato in pensione, avrebbe chiuso casa e sarebbe venuto a vivere in Sicilia. Ha aggiunto, poi, che qui da noi non c'è nulla che non vada!
Mi ha portato esempi molto positivi, vissuti in prima persona, di chi sono i Siciliani e di cosa sanno fare. Ovviamente stavano per scattare in me, ascoltandolo, i soliti automatismi del "Sì, però...", "Ma sai,non è proprio così", "qui non cambia mai niente". Poi, guardando nei suoi occhi la felicità della vittoria di quella che certo non è una passeggiata, ma una gara massacrante, affrontata da lui come una passeggiata e vedendo che la sua felicità aveva un marcia in più: vincere in Sicilia, mi sono detta: "Ma se ci crede lui perché non devo crederci io?"
E allora godiamoci per un attimo queste fantastiche parole. "Forse noi Siciliani lo siamo davvero come lui ci vede!" gli ho sorriso e gli ho detto: "Quando verrai,ti accoglieremo a braccia aperte!"
Le foto sono di Adriana Ponari
Vedi anche le due gallerie di Adriana Ponari nella pagina Facebook "Ultramaratone, maratone e dintorni".
24 ore del Sole 2013 (8^ ed.). Le foto di Adriana Ponari (2) - 137 photos
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