L'azzurra Monica Carlin ha partecipato per la prima volta alla 6 ore di Curinga, diplomandosi alla fine "regina" della corsa: non solo vincitrice (e 8^ assoluta), ma anche nuova detentrice del record della corsa, che viene ritoccato di oltre 5 km, passando ora all'importo (dato ancora non ufficiale, perchè mancano le ultime centinaia di metri) di 60,220 km. La sua è stata una partecipazione davvero generosa: Monica, rispondendo al tifo tributato dai pubblico di cittadini, ha saputo regalare a tutti un bello spettacolo agonistico, e con una notevole dose di "eroismo" (ma questo è sicuramente uno degli elementi che contribuiscono a costruire in lei la tempra della grande campionessa), perchè malgrado l'insorgere di alcuni doloretti legati ad un'infiammazione tendinea ai metatarsi del piede sinistro già preesistenti all'inizio della gara, ha continuato a correre con grande determinazione, incrementando addirittura l'andatura quando ha compreso che poteva migliorare il record della corsa.
Di seguito il breve racconto della stessa Monica Carlin.
(Monica Carlin) Erano già da diverso tempo che promettevo a Giovanbattista Malacari che avrei partecipato alla 6 ore della città di Curinga. E quest’anno, insieme a Marco, siamo riusciti ad organizzarci.
Un lungo di 6 ore in questo periodo, tra l’altro, ci stava proprio bene in vista dei mondiali in quel di Winschoten del prossimo 10 settembre.
Le mie condizioni fisiche prima della partenza, non erano per la verità non perfette, tutt’altro. Una metetarsalgia e una tendinite si erano manifestate quattro giorni prima della gara. Martedì sera non camminavo praticamente più. Ho seguito quindi tre giorni di assoluto riposo e cure (tekar, ghiaccio, crema verde…).
Arrivata sul posto e vedendo il circuito (di cui già conoscevo le difficoltà), mi sono resa conto che, nella mia situazione, la gara sarebbe stata una faccenda molto dura.
Comunque sono partita, abbastanza tranquilla di ritmo, pur consapevole che le mie “avversarie” erano temibili e in forma ambedue, con l’obiettivo minimo di correre almeno tre ore.
Dopo solo mezz’ora, è iniziato il dolore.
Dopo le due ore, avevo deciso di fermarmi; il solo fatto di non essere vicino al rifornimento mi ha indotto a proseguire.
Ritornata di nuovo in piazza, ove c’era un arco gonfiabile, il tifo del pubblico e la partecipazione della gente del posto, erano talmente alti che mi sono sentita spinta a proseguire.
Il dolore al piede persisteva, ma muscolarmente ero a posto: al passaggio della maratona (3h12' circa) ho deciso di continuare per arrivare almeno alle 4 ore.
Raggiunta la meta che mi ero posto, ho pensato che - a quel punto - non sarebbe stato male provare a concludere le Sei ore, sempre se il dolore non fosse stato troppo forte e, sia pur con fatica, sono riuscità a giungere “al traguardo”.
Il totale del chilometraggio 70 km 304 metrei, record della manifestazione, mi soddisfa...
Il tifo caloroso (anche sul circuito),l’ organizzazione perfetta mi hanno portato a concludere la gara.
Il risulltato mi appaga soprattutto se si considera che i mondiali sono alle porte.
Viste le mie condizioni critiche, il risultato (tra l’altro, titolo italiano IUTA di specialità) è stato appagante.
Dopo le interviste di rito e la cura alla cavligia e le previsioni, me ne sono andata alle docce.
Dopo la gara zoppicavo vistosamente, ma oggi va già meglio.
Continuerò con le cure e spero che la preparazione in vista del Mondiale possa procedere per il meglio, senza intoppi.
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