A Curinga, Marco Boffo e Monica Carlin si laureano re e regina della 6 ore, con il nuovo record della corsa (81,241 km per Boffo e 70,305 km per Carlin), mentre Fabio Ricci vince la Maratona, con un tempo poco al disotto delle tre ore.
Va in archivio felicemente la 4^ edizione della 6 ore (e Maratona) di Curinga), svoltasi il 30 luglio a Curinga, piccola e pittoresca cittadina in provincia di Catanzaro, ricca di storia e di tradizioni. Anima organizzativa dell'evento è Giovambattista Malacari, di origine curinghese, anche se tesserato con l'ASD Villa De Sanctis Roma, spinto nel suo impegno, oltre che dalla sua passione di ultramaratoneta praticante, dal desiderio di promuovere la sua cittadina attraverso lo sport.
114 sono stati i podisti impegnati nella 6 ore, tra i quali 21 le donne. Venti invece i partenti per la maratona (tra cui nessuna donna: una gara tutta al maschile, dunque).
La gara si è svolta, secondo tradizione, lungo un circuito - già sperimentato nelle precedenti edizioni ed omologato - ricavato dal reticolo di strade del nucleo più antico della cittadina ed una breve estensione nella parte più moderna di essa, di km 3,605, con un notevole dislivello altimetrico che in alcuni tratti si concretizzava in pendenze al 15-18% tali da mettere a dura prova la tempra anche dei podisti più ferrati. Per consentire ai podisti di realizzare la misura chilometrica esatta della maratona, subito dopo il via, è stato fatto compiere loro un "giro di lancio" più breve, per poi immetterlii nel circuito lungo, che presentava una forma approssimativa di un otto i cui occhielli risultavano collegati da una "bretella" che i runner percorrevano nei due sensi: grande spettacolo, dunque, nel tratto in comune.
La partenza è stata data alle 18.00 e la gara si è conclusa alle 24.00, con una grande partecipazione di pubblico sia nella piazza dove era stato piazzato il gonfiabile della partenza e dove era presente stabilmente uno speaker.
Moltissimi i cittadini, ma tanti anche familiari e accompagnatori dei runner in lizza, oltre che i simpatizzanti.
Vincitori della corsa che assegnava i titoli di Campione Italiano IUTA di specialità (ed anche di categoria) sono stati Marco Boffo (Brema Running Team, M35) con 81,241 km, e Monica Carlin (Brema Running Team, F40), 8^ assoluta con 70,305 km. Marco Boffo e Monica Carlin si sono firmati re e regina della corsa, non solo perchè hanno condotto la gara praticamente sempre in testa, ma anche perchè hanno entrambi scritto il nuovo record della corsa.
Nella gara maschile, soprattutto all'inizio, si è registrato un duello tra Marco Boffo e il calabrese Leonardo Sestito (M40, Hobby Catanzaro) che poi ha dovuto rallentare il ritmo, ritirandosi più tardi avendo totalizzato soltanto 16 giri e 56,615 km percorsi, mentre nelle fasi finali della corsa si è registrata una grande rimonta del piemontese Paolo Rovera (M35, ASD Dragonero) che, negli ultimi giri, con un guizzo di energie palese soprattutto quando nella mezzora finale di gara i runner circuitavano nel giro piccolo, ha recuperato molto del divario chilometrico che lo separava da Marco Boffo. Ottima prestazione di Valerio Fatatis (M35, Road Runners Club Milano) che - con un suo recente esordio direttamente in ultramaratona - si sta rivelando un ultrarunner di qualità e di grandi promesse: dopo due ore di gara, Fatatis era addirittura in terza posizione con più di sette giri percorsi, ma successivamente - alla 5^ ora di gara - scivolava in 5^ posizione per concludere in 7^ posizione con 70,320 km.
Il podio maschile della 6 ore si completa con Paolo Rovera, di cui si è detto, con 76,698 km, e con l'azzurro Ivan Cudin (M35, GM Udinesi UOEI, detentore della MPI 24 ore su strada) che ha realizzato l'importo di 75,789 km.
Nella gara femminile, invece, Monica Carlin è stata sempre alla testa della corsa, seguita dalla pugliese Luisa Zecchino (F40, Podistica Massafra) che concludeva la gara 17^ assoluta con 64,650 km e da Monica Barchetti (F40, Atletica Calderara) che chiudeva con l'importo di 62,070 km.
Per quanto concerne la maratona, vincitore è stato Fabio Ricci (M40, ASD Esercito Comsump) un 2h59'46, seguito da Giuseppe Sestito (M40, Violetta Club Lamezia) in 3h00'38 e da Rocco Alfredo Affuso (M50) in 3h40'53.
Grande la partecipazione di pubblico, come si è detto: anche se quest'anno - e di questo gli organizzatori si sono quasi scusati - la concomitanza di un matrimonio in grande stile a cui molti dei cittadini erano invitati, dell'inaugurazione di un nuovo pub in altra località e d'una festa religiosa in una cittadina vicina in cui era attesa la comparsata di un noto cantante, hanno distolto molti dal rimanere ad assistere alla gara come negli anni passati.
Ciò nondimeno, la presenza dei cittadini è stata massiccia, sia nella piazza dove era posto il gonfiabile, sia lungo tutte le strade interessate dal percorsi: tantissimi quelli che hanno posto sedie e sdraio fuori dalle case per assistere comodamente allo spettacolo.
Ottimo anche l'assetto organizzativo e tecnico, con il rilevamento dei passaggi mediante chip curato da Timing Data Service e la possibilità dei podisti in gara di controllare ad ogni passaggio i propri riscontri chilometrici su di un grande schermo che forniva il dato in tempo reale.
Unico appunto ad un'organizzazione pressocchè perfetta è da farsi sulla riuscita della cerimonia delle premiazioni. Infatti, quest'anno - a differenza delle precedenti edizioni - la gara assegnava - come si è detto - i titoli italiani di Campione italiano IUTA di specialità (e di categoria): a parte qualche piccolo errore, nella premiazione per categorie, alla cerimonia non è stato dato il giusto risalto, nel senso che lo speaker incaricato (forse per mancanza di informazione preliminare corretta ed esaustiva) ha mancato di dare rilievo a ciò che si stava facendo. Per esempio, stando dalla parte del pubblico, non si è capito quale era il podio assoluto del Campionato, mentre è stato dato rilievo al podio per categoria, così come non è stato adeguatoamente sottolineato (per non dire che è stato taciuto) il fatto che Marco Boffo e Monica Carlin avesserro stabilito il nuovo record della corsa.
Insomma, una mancanza veniale, alla quale in futuro, occorrendo di nuovo il Campionato Italiano IUTA, occorrerà sicuramente rimediare. Come regola generale, in eventi di questo genere, gli speaker incaricati di condurre le cerimonie delle premiazioni, devono essere informati preventivamente e conoscere con precisione tutti i dettagli che occorre conoscere per presentare gli atleti che salgono sul podio con le parole più oppurtune che siano soprattutto "tecnicamente" corrette: i rappresentanti e i promoter IUTA presenti su ogni teatro di gara di ultramaratone italiane, incluse nel Grand Prix IUTA (e la gara di Curinga lo era) hanno appunto questa funzione di supporto e di guida.
Grande l'ospitalità garantita a tutti i partecipanti, ma anche ai loro accompagnatori con un grande pasta party prima della gara ed uno alla fine (a tarda ora, subito la conclusione delle premiazioni) in cui è stata data l'opportunità di degustare una serie di specialità calabresi, per la cui preparazione molte famiglie ciuringhesi hanno fatto a gara.
Il parere finale è che la 6 ore di Curinga è una gara durissima, ma sicuramente da non mancare, anche per l'opportunità di visitare - con la scusa dell'evento sportivo - un luogo e una regione ricca di tradizioni e di cose interessanti da vedere.
Le classifiche complete si possono consultare sul sito web del Timing Data Service.
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