Alle 19.00 circa, in attesa del Ceremony Award (la "cerimonia delle premiazioni") secondo l'etichetta e le scansioni previste dalla IAU, ha avuto luogo con la moderazione di Nadeem Khan, responsabile dell'Area comunicazioni IAU, una conferenza stampa-intervista con i primi tre atleti uomini e donne.
Tra questi, un ruolo fondamentale è spettato a Giorgio Calcaterra (Oro Mondiale ed Europeo) e alla 35nne statunitense Amy Spronston, Re e Regina di questo Campionato del Mondo 2012.
Così si racconta il nostro Giorgio Calcaterra, ormai consacrato super-campione di ultramaratona (a cui, ormai, avendo vinto tutto il vincibile, manca soltanto di ritoccare il Record del Mondo 100 km su strada - e chissà che non ci riesca, prima o poi, vista la progressiva erosione del suo personal best negli ultimi anni).
"Sono partito certo che sarebbe stata una bella gara. Forse all'inizio siamo andati tutti troppo forte e sarebbe stato meglio risparmiarsi un po' all'inizio. Ho corso consapevole che avrei potuto fare un bel risultato, considerando il mio personal best realizzato alla 100 km del Passatore, su di un percorso ben più difficile. Ho corso un po' guardando il cronometro e un po' tenendo d'occhio i miei più diretti avversari. Poi, quando sono rimasto da solo, ho dovuto tenere d'occhio siprattutto il cronometro, specie nell'ultimo giro perchè ero un po' provato dall'andatura sostenuta nella prima parte della gara e avevo rallentato un po' l'andatura. Tenevo d'occhio il cronometro, perchè essendo da solo c'era il rischio che la mia andatura potesse scendere un po' troppo e che il mio vantaggio venisse eroso.
L'andatura così forte all'inizio: benchè io sia uno che ha molta esperienza, sono stato travolto dall'entusiasmo e dallo spirito di gara e, in un certo senso, mi sono comportato un po' da novellino [ride].
Le prossime gare? Ancora non so bene. Certo è che vorrei paetecipare ad una 100 km che si tiene a fine maggio che per me è molto bella e a cui sono molto affezionato [si tratta della 100 km del Passatore], ma ancora non posso dirlo con certezza. E sicuramente, nell'intervallo e in attesa di decidere, farò molte altre gare, su distanze diverse, anche se ancora non so quali".
Il romano Giorgio Calcaterra la corsa e l'ultramaratona ce li ha proprio nel sangue: ieri, al parco alla Porada di Seregno si è confermato come uno dei più grandi (se non il più grande) campione dell'ultramaratona italiana (specialità 100 km, in particolar modo): le sue cinque vittorie consecutive alla 100 km del Passatore e i suoi tre titoli di Campione del Mondo 100 km (2008, 2011, 2012) parlano forte chiaro. La sua stoffa si vede in particolar modo nella sua longevità, nel fatto che si registra da parte sua da quando si è accostato alla specialità dell'ultramaratona, un costante migiloramento delle sue prestazione e che, in linea di massima, fatta salva l'eccezione del problema fisico che lo costrinse a rinunciare al Campionato del Mondo di Gibilterra (nel 2010), problema peraltro piuttosto collegabile alla sua abituale attività lavorativa, non si è mai infortunato e possiede inoltre una straordinaria capacità di recupero, tanto da essere attenzionato per questo motivo dagli specialisti di Fisiologia e Medicina dello Sport.
Nel contesto della stessa conferenza stampa, Alberico Di Cecco che, 3° classificato (e Bronzo mondiale ed europeo), ha esordito in ultramaratona nel 2011, con la 100 km del Passatore, ha dichiarato: "Sono felice di aver potuto partecipare a questo Mondiale. E' stato per me motivo di orgoglio e di soddisfazione. Nella seconda metà della gara ho sofferto particolarmente - e in maniera intensa - a causa di problemi intestinali e poi di forti crampi. Ma ciò nonostante ho tenuto duro, ho stretto i denti e lottato sino alla fine per arrivare sino al traguardo nel modo migliore possibile, onorando così la fiducia che mi è stata accordata nel far parte di questa bellissima squadra".
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