Non siamo tutti uguali.
C'è chi ha bisogno di sicurezze. Lavoro, casa, famiglia. Ancore.
L'abisso fa paura. Il diverso disorienta. Il dubbio toglie il sonno.
L'umanità ha varie facce.
Serve il custode delle regole. Serve la formica che metodica costruisce.
Serve chi cresce e protegge i bambini.
Serve chi racconta la favola bella del dio della pace.
Ma non tutto è regole, costruzione, protezione, pace.
Non tutto è armonico e lineare. Non tutto è luce.
C'è chi si stacca dal branco. C'è chi va ad esplorare.
I nuovi sentieri della conoscenza vogliono animi curiosi.
Allora, tutto ciò che è abitudine diventa ostacolo.
Chi indaga le ombre va oltre la paura.
Eremiti e viaggiatori sono gli interpreti dell'ignoto.
La strada è il teatro. L'etica del viandante è lo strumento.
Il cammino è per gli spiriti inquieti.
Fratelli e sorelle delle sensazioni. Brevi incontri, grandi passioni.
L'amore è un attimo.
Pieni di nostalgia, la melodia del fado nelle vene, si guarda avanti.
Non si vedono crescere i figli.
Si lascia il porto, con la tempesta nel cuore.
Il cammino è contraddizione.
Sa dell'addio, della perdita, e della morte stessa.
Il cammino è analogo al parto.
E' accettazione del mistero della vita.
E' il bimbo mago che non si accontenta.
E' il dentro e il fuori.
Il movimento.
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