Nei primi mesi del 2014 è uscito per i tipi di EGA - Edizioni Gruppo Abele Torino), il meritevole volume di Valerio Piccioni, Manlio Gelsomini, campione partigiano.
E' un libro che si è proposto il compito di ricostruire la velocissima vita di Manlio Gelsomini, nel suo percorso dall'atletica alle Fosse Ardeatine.
100 metri, i titoli regionali, la nazionale, il rugby: perché a vent'anni hai tante energie che uno sport non ti basta. Il fare a cazzotti per il fascismo. E poi la laurea in medicina con l'avversario di Freud. E la professione, i successi, la vita che va a mille.
Ma a un certo punto Manlio Gelsomini sterza, va da un'altra parte: le strade di San Lorenzo battono le immagini marziali delle parate.
L'8 settembre lui è dall'altra parte, sulle barricate contro i nazisti.
Da allora nulla sarà come prima. Fra comunisti irregolari, imboscate notturne, proclami eccitati e una spia avvolta nel mistero.
Fino ai sogni e agli incubi di via Tasso in un diario compilato voracemente, che sente l'avvicinarsi della fine, quel maledetto 24 marzo, alle Fosse Ardeatine.
(Fonte ItalNews) In una precedente presentazione del suo saggio, Valerio Piccioni, giornalista e Direttore della sede romana della Gazzetta dello Sport, cercando di spiegare da cosa nasce l'entusiasmo nel trasmettere a tanti le gesta di un grande uomo (nello sport e nella vita, sino a sacrificarla in nome di una causa)ha detto di Manlio Gelsomini:
“La scelta è dovuta principalmente alla mia curiosità verso i singoli percorsi umani di chi ha provato sulla propria pelle quanto è accaduto nella storia del mondo. La mia curiosità è stata corrisposta dal lavoro di Alessia Glielmi, archivista del museo della liberazione di via Tasso dove è custodito il diario che Manlio Gelsomini ha scritto durante la prigionia”.
“La parabola di Gelsomini è la dimostrazione che la resistenza è stata una collezione di storie umane diverse e con punti di partenza lontani. Egli aveva cominciato la sua missione pu, bblica come capo degli studenti fascisti e come atleta velocista del regime. La vita lo ha portato a scontrarsi con quella che poi era la pomposità stupida del fascismo: quel nazionalismo di basso livello che lo aveva prima sedotto per poi metterlo di fronte alla sua cruda realtà”.
“Significativo – ha aggiunto – come Gelsomini abbia dato vita al suo percorso da partigiano partendo dagli studi medici trascorsi insieme ad un tirocinante ebreo, affrontando ostacoli e scoperte all’insegna di un pieno di orgoglio che alla fine lo porterà a scegliere la via partigiana. Erano quelli i giorni in cui si illuse di poter aiutare il suo paese a vivere per poi purtroppo finire anch’egli la sua vita nello sterminio delle fosse ardeatine”.
Ed ancora, secondo Valerio Piccioni, può avere un grande significato analizzare la storia di Gelsomini ai giorni nostri: “A quasi settant’anni da quell’eccidio, molti dei personaggi contemporanei sono un po’ distanti dall’inquadrare il vero percorso di opposizione al fascismo – commenta Piccioni -. Su di Gelsomini non si è concentrata una grande fascia intellettuale, ma la storia non è dei macro-eventi che hanno caratterizzato l’umanità ma di coloro che l’hanno vissuta incarnandone il tracciato; capire la storia, vuol dire capire come un ragazzo sportivo e vivace, con una pazzesca voglia di vivere, scopra il fascismo di pari passo, vivendolo prima come una ragione di vita e poi come uno dei suoi tanti ostacoli da evitare. Per questo – aggiunge il direttore – penso che uno dei modi migliori per trasmettere la storia di Gelsomini a persone lontane anagraficamente da quel tempo sia utile analizzare il suo vissuto a partire dai suoi studi in medicina, passando dagli amori e dalle nuotate sul Tevere, fino ad arrivare all’entrata dei nazisti in Italia”.
Il volume di Valerio Piccioni viene presentato al Marathon Village della 20^ edizione della Maratona di Roma: l'appuntamento è alle 17.45 del 21 marzo 2014.
Manlio Gelsomini (Roma, 9 novembre 1907 – Roma, 24 marzo 1944) è stato un atleta, militare e partigiano italiano, trucidato alle Fosse Ardeatine.


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