Muore in campo, a 37 anni, l'ex-olimpionico di volley Vigor Bovolenta. In lutto il mondo dello sport
E' morto a 37 anni l'ex azzurro Vigor Bovolenta, dopo un malore. Si è accasciato durante una sfida di B-2 tra la sua Forlì e Macerata che si svbolgeva ieri 24 marzo 2012. In azzurro, fu argento olimpico ad Atlanta 1996. Il luttuoso evento si è verificato durante la partita di B-2 tra la sua squadra, Forlì, e la Lube Macerata. In lutto il mondo del Volley e di tutto lo sport. Un minuto di silenzio sui campi di serie A nelle partite in corso oggi, dedicato - oltre che a Vigor Bovolenta - alla memoria di Roberto Rondoni, Carlo Facchettin, e del militare ucciso in Afghanistan Michele Silvestri.
(Fonte: Marisa Poli, www.gazzetta.it) L’ex-centrale azzurro nel terzo set è andato in battuta, ha gettato la palla dall’altra parte e ha chiesto aiuto. "Mi gira la testa, aiutatemi che cado - ha detto - si è toccato il fianco dalla parte del cuore ed è svenuto", così ha raccontato un dirigente della Lube. Lunedì mattina, nell'obitorio dell'ospedale di Macerata, verrà eserguta l'autopsia.
Bovolenta è stato soccorso in campo con il massaggio cardiaco, è stato poi chiesto anche l’intervento del 118, ma il centrale di Forlì non ha mai ripreso conoscenza. I tentativi di rianimazione sono continuati per quasi un’ora in campo, Vigor, che avrebbe compiuto 38 anni il 30 maggio, è stato portato all’ospedale di Macerata. E nel reparto di rianimazione i medici hanno protratto gli sforzi, senza risultati. Nella sala d’attesa, in lacrime, tutti i compagni di squadra, l’allenatore Stefano Mascetti, i dirigenti della Lube e il tecnico della nazionale jr, Marco Bonitta, che era alla partita per seguire alcuni giovani e che era stato l’allenatore di Bovolenta nelle giovanili di Ravenna. A Macerata nella notte sono poi accorsi la moglie del giocatore, l'ex-pallavolista Federica Lisi, i genitori e i fratelli. A vegliare la salma a turno anche i compagni di squadra di Bovolenta e quelli della Lube
Vigor abitava a Ravenna con la moglie, Federica Lisi e i quattro figli (di cue due gemelli di appena un anno). Doveva il suo nome a un trapezista russo che il fratello Antonio (morto di leucemia nel 1990) e la sorella avevano visto in un circo. Centrale di 202 centimetri, nel 1990 è stato ingaggiato dal Messaggero Ravenna dopo gli inizi nel Polesella. Esordì in prima squadra a 16 anni, vinse lo scudetto e la Coppa Italia. Con la maglia di Ravenna ha vinto poi tre Coppe dei Campioni, una coppa Cev e due Supercoppe Europee. In carriera ha giocato poi a Ferrara, Roma, Palermo, Modena (dove ha vinto il campionato 2001-2002), Piacenza e Perugia. Dal 2010 era tornato vicino a casa, a Forlì, e con questa squadra (la Softer Volley) quest’anno stava giocando il campionato di B-2, nel girone E.
Bovolenta aveva esordito giovanissimo con la Nazionale maggiore: era il 3 maggio 1995, a L’Avana, nella gara persa 3-1 dagli azzurri contro Cuba. Amico per la pelle di Samuele Papi (suo testimone di nozze), era il ragazzino della nazionale dei fenomeni, chiamato da Velasco a giocare la finale olimpica di Atlanta 1996 contro l’Olanda (era l’uomo mascherato, indossava una protezione per il setto nasale fratturato). La storia con la nazionale si è interrotta nella World League 2002, si è riaperta con la gestione del c.t. Andrea Anastasi, che lo ha convocato per Pechino 2008 (dove l’Italia finì al quarto posto). Con la Nazionale, oltre alla medaglia olimpica, ha vinto quattro edizioni della World League, una Coppa del Mondo e due Europei.
Come da prassi quando un paziente muore in ospedale, la direzione sanitaria dell'ospedale maceratese ha disposto l'autopsia sul cadavere di Vigor, e dunque nessuno può più avvicinarsi alla salma. Solo dopo l'esame autoptico, previsto per domani mattina (26 marzo 2012), il feretro di Bovolenta verrà trasferito per i funerali (non si sa ancora se si svolgeranno a Ravenna o a Rovigo, nella regione da cui l'atleta era originario). Sul decesso verrà aperto un fascicolo di indagine e i carabinieri stanno già conducendo i primi accertamenti.
Sotto choc la squadra giovanile della Lube, mentre la prima squadra si trova già da ieri a Belluno, dove oggi incontrerà la Sisley. Il minuto di silenzio previsto sui campi della serie A è stato dedicato anche a Vigor Bovolenta, oltre che alla memoria di Roberto Rondoni, Carlo Facchettin, e del militare ucciso in Afghanistan Michele Silvestri.
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