(Maurizio Crispi) Anche Salvo Campanella (Marathon Monreale) e Stefano Rametta (ASD Vento in Faccia) hanno partecipato alla 11^ edizione del Memorial Luigi Zarcone - Trofeo Città di Villabate che ha avuto luogo il 3 novembre 2013 a Villabate (Palermo).
E' da un po' di tempo che i due su handbike si vedono gareggiare tra loro (con moltissimo fair play e altrettante solidarietà reciproca) nelle gare siciliane su strada.
Sono entrambi neofiti della disciplina, entrambi costretti a esplorare nuove possibilità, dopo un incidente che li ha resi disabili.
Salvo Campanella viene dal podismo amatoriale: nelle gare su strada era divenuto una presenza costante e generosa.
Stefano Rametta, invece, prima dell'incidente praticava il body building (o fitness).
A loro non interessa vincere l'uno sull'altro, ma partecipare e, con la loro presenza, servire da stimolo a tanti altri che, come loro, hanno subito degli incidenti e che non sanno come intraprendere un'attività sportiva che sia praticabile nelle loro nuova (e diversa) condizione: una condizione di disabilità che, pur presentandosi come un limite nello stesso tempo, inaspettatamente, offre nuove opportunità e apre inattesi, orizzonti. tutti da esplorare, a condizione che si abbia la forza d'animo di uscire dallo stato d'animo di chi ha subito una sorte avversa e voglia trasformare il limite in risorsa, abilità, voglia di fare e gioia di vivere.
Dal primo esordio alla 6 ore Clarentina (svoltasi nell'estate 2013), Salvo Campanella è stato presente con la sua handbke a numerose manifestazioni podistiche e, assieme a Stefano Rametta, sta diventando vessillfeiro dello sport per diversamente abili su handbike, di cui l'ex-pilota di Formula Uno Alex Zanardi è un fulgido esempio.
La determinazione di Salvo e Stefano è encomiabile.
La loro voglia di fare è tanta, come anche il loro desiderio di poter trovare tanti emuli, attraverso l'esempio che stanno dando con le loro performance.
Salvo e Stefano sono i battistrada di un'applicazione dello sport per diversamente abili che ha già tantissimi praticanti in Italia e nel mondo: basti pensare che alla Maratona di Padova (Maratona di Sant'Antonio) sono oltre un centinaio i partenti disabili tra wheelchair e handbike.
Entrambi, uniti in questa straordinaria avventura, tuttavia, toccano con mano un'arretratezza del contesto siciliano.
"Qui a Palermo, non c'è un posto dove possiamo allenarci - dice accorato Salvo - andare su strada è davvero impensabile. C'è il rischio di essere travolti dalle auto. L'unica volta che abbiamo potuto allenarci seriamente, lo abbiamo dovuto fare scortati dai Vigili Urbani".
Occorre sensibilizzare i nostri amministratori su come sormontare questo problema e creare delle piste apposite dove gli utenti in handbike possano tranquillamente allenarsi.
In altre regioni italiane più evolute (e sicuramente più attente a questi problemi) esistono già le piste su asfalto per l'avviamento al ciclismo. Si tratta di piste asfaltate o in cemento di lunghezza variabile (tra un chilometro circa e 1500) metri con curve e rettifili, create in spazi suburbani, che possano servire per l'avviamento alle attività ciclistiche (nelle quali rientrano a pieno titolo quelle su wheelchair e su handbike).
Palermo (e territorio limitrofo) non ne ha nemmeno una, allo stato attuale, con un'eccezione (che tuttavia è palesemente insufficiente). "In realtà - precisa Salvo - esiste a Torretta una pista [frse non nata a questo scopo, ma per il Go-kart - ndr] che io frequento, perchè a faccia aperta mi ci sono presentato a chiedere se mi davano la possibilita di allenarmi. E lì, devo dire, ho subito trovato porte aperte. L'architetto Ragusa, gestore e proprietario della pista, mi ha detto che non c'era nessun problema e che, quando avessi voluto, avrei potuto andarci durante la settimana ad esclusione del sabato e della domenica. E' un po distante da Monreale dove abito, ma è gia qualcosa. Certo, se fosse realizzata una pista del genere a Palermo o, nelle immediate vicinanze, non sarebbe male,considerando che noi che pratichiamo il ciclismo para- e normo- non abbiamo un impianto nel quale allenarci.
Sarebbe il caso che gli amministratori, raccogliendo le istanze di molti si decidano a dare l'avvio a un progetto di questo tipo che, del resto, per la sua realizzazione, non richiederebbe grandi strutture: solo un terreno disponibile, la sua recinzione e la costruzione di un percorso asfaltato idoneo.
Ma certamente non è accettabile l'idea, ventilata da alcuni che questo anello lo si possa realizzare all'interno di Villa delle Ginestre (che è uno dei due presidi regionali - quello di palermo - per il trattamento dei medullo lesi e della loro riabilitazione).
Si potrebbe lanciare l'idea di riprendere a questo scopo la vecchia pista per il Go-Kart, tuttora esistente nella bellissima location di Capo Gallo (a Palermo, ubicata all'interno della Riserva naturale Orientata di Capo Gallo e Isola delle Femmine). L'intero impianto, peraltro semplicissimo versa in uno stato di grande abbandono, ma con pochi interventi potrebbe essere rimesso in condizione di ospitare coloro che vogliano apprendere in sicurezza i rudimenti del ciclismo e praticare l'handbike o allenarsi in wheelchair. Una simile realizzazione del Comune di Palermo in Joint venture con l'amministrazione della Riserva Naturale Orientata potrebbe diventare un fiore all'occhiello per la nostra città, dove esistono tante risorse che purtroppo rimangono inutilizzate e vanno inesorabilmente verso il degrado.
L'idea portante è che un impianto del genere debba essere per tutti i cittadini: è anche così che si "normalizza" la disabilità.
Tutto ciò all'insegna dell'esigenza di offrire pari opportunità a tutti.
Nella foto (di Maurizio Crispi), Salvo Campanella e Stefano Rametta in azione, durante il Memorial Luigi Zarcone dello scorso 3 novembre 2013.
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