L'Ultramaratona del Tricolore chiude la sua sesta giornata (26/10/2011). L'ingegner Tallarita procede lento, ma sicuro, inanellando giri su giri, senza aver apparentemente accusato il colpo inferto dalle pessime condizioni meteo di ieri. Ma dopo la tempesta, è ritornato il sereno - fortunatamente - e s'è incrementato anche il numero degli "spalleggiatori" (cioè di un centista Du Bien Sen e dei maratoneti presenti sul circuito).
(Michele Rizzitelli) Non ha lasciato reliquati sulla forte fibra di Antonio Tallarita la giornataccia di ieri e, nel 6° giorno, la sua marcia è proceduta sicura e spedita (con il crono di chiusura di 11:58:52). E’ ora ad un passo dal record di Enzo Caporaso (7 100 km in sette giorni), che tuttavia non gli interessa. All’ingegnere piace la cifra tonda, che ha trasformato nella formula 10%=1000 km.
Tappa interlocutoria quella odierna, ma che induce all’ottimismo per la tranquillità con la quale l’ha portata a termine. Ha rinunciato alle soste, e ha corso tutto di un fiato ad un ritmo più lento. Gestisce il tutto con mens matematica, sorretto da una classe e da una determinazione che non conosce ostacoli.
Gli ha fatto compagnia per tutti i 100 km Du Bien Sen (11:38:44); Vito Piero Ancora per 50 Km (5:35:50); 10 i maratoneti in gara, regolati dal solito Stefano Giorgio (3:58:48).
I fedelissimi sono 8. Cinque sono pugliesi, di cui tre tesserati con Barletta Sportiva. Questi barlettani sembrano non cedere, e stanno come torri ferme al soffiar dei venti, sotto ettolitri di pioggia e il peso di centinaia di chilometri. Non è finita: nel fine settimana è previsto l’arrivo di qualche centista.
Diciamoci la verità. Non sono da tutti queste gare in circuito. Io stesso le odio, e mi cimento perché (quasi) costretto. Richiedono amore sviscerato per la corsa pura, forza mentale ed osservanza di regole ferree. Qui non siamo nella maratona della scenografica Firenze, dove in 300, dicono, abbiano tagliato, o al Passatore, che per alcuni diventa una passeggiata in macchina. A Reggio Emilia, non si può bluffare: i giudici ti hanno gli occhi sempre addosso, e il chip non fa sconti a nessuno. I detrattori di queste gare, forse, non sanno che i Campionati Italiani IUTA e quelli Internazionali sotto l’egida IAU si svolgono prevalentemente in circuiti, appunto per i succitati motivi. E’ nei circuiti che Fattore, Calcaterra, Cudin, Casiraghi, Carlin e le squadre nazionali femminili e maschili hanno raccolto medaglie.
Oggi, s’è vista la sagoma gigantesca del Presidente dei Supermaratoneti, Gianfranco Gozzi, accompagnato da buona parte del Comitato Direttivo.
E’ venuto a complimentarsi con i suoi iscritti e ad onorare la loro fatica.
Vedi anche:
Ultramaratona del Tricolore (10X100km). Il resoconto della 1^ giornata (Michele Rizzitelli)
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