(Elena Cifali) Ho incontrato una coppia qualche gara fa, credo che fosse a Modica, subito dopo il mio primo "Passatore" (maggio 2013).
Lui, un chiacchierone di prim’ordine si autopresentò. Era in compagnia della moglie, entrambi corrono da sempre ma lei ormai non gareggia più. Lui, avanti negli anni fa solo gare corte ma, ogni volta, che mi incontra mi racconta di qualche sua impresa di ragazzo nelle lunghe distanze.
Sconosco i loro nomi ma, quando mi si avvicinano, mi riempiono di gioia e mi fanno sentire una figlia, perchè sono sempre carichi di complimenti, suggerimenti e raccomandazioni.
Ieri li ho incontrati separatamente. Lui in corso di gara e lei a passeggio col loro cane, un volpino bianco, curatissimo, soffice come un batuffolo di cotone. Con l’eleganza che la contraddistingue lei mi ha detto: “Leggo sempre quello che scrivi (immagino si riferisca ai miei racconti su Ultramaratone, maratone e dintorni), perché non scrivi qualcosa anche su me e mio marito?”
A dire il vero, l’ho guardata con aria esterrefatta.
Non so nulla di loro, neppure i loro nomi, ma non ho voluto deluderla. Mancavano solo pochi minuti all’inizio della gara e mi sono congedata frettolosamente.
Durante quei brevi 33 minuti di corsa pensavo e ripensavo a quei due.
Mi ripromettevo di cercarli dopo, ma come due angeli spariscono sempre.
Poco importa, scriverò di loro; scriverò quello che la mia fantasia mi detterà.
Ed ecco il mio racconto.
... "Metti le scarpette, stasera si corre"
La luna illumina l’ambiente filtrando tra le cime degli, la strada si percepisce appena.
Le foglie, gialle e rosse, ormai secche sono cadute copiose durante questo pomeriggio di vento.
I due distinguono i margini del viale, più che per nettezza dei suoi confini, per le diverse sfumature di colore del suo fondo e dei suoi strati: grigio chiaro quello asfaltato, marrone scuro ai margini ed ancor più scuro tra il nudo terreno e gli alberi.
Qualche lampione, di tanto in tanto, rende più evidenti i contorni del tutto, compreso il viso di Lei, ormai avanti negli anni, solcato da rughe profonde sulle guance ed ai lati degli occhi. Un incarnato chiaro, latteo fa da cornice ai suoi occhi cerulei, espressivi come quando era bambina. Sorridente e serena, gli corre al fianco e il suo corpo di donna, femminile ed atletico allo stesso tempo non sfugge alle sue attenzioni.
Le sue movenze rimangono leggere ed hanno qualcosa di sensuale. Lui, più avanti di Lei nell’età, è rimasto un bell’uomo come da ragazzo. Lo sguardo penetrante, interrogativo, i capelli folti e brizzolati.
Un uomo tutto muscoli, possente come un toro, offeso solo in quella mano che, per disgrazia, rimase incastrata in quel pesante cancello quando ancora lavorava in acciaieria.
Lui percepiva la sua essenza di donna attraverso i suoi movimenti, i suoi occhi, il suo sorriso. “Hai un bel passo stasera...” - le dice, guardandola, mentre Lei si volta sorridendogli. "Sono un po’ stanca invece” - lei risponde senza distogliere gli occhi dalla strada, rallentando leggermente il passo per poi riprendere l’andatura.
Stavano correndo da quasi un’ora sotto la luna serale ed i loro passi, i loro sorrisi, i loro cuori sembravano sintonizzati senza sforzo sulle stesse frequenze.
“Dai, quest’ultimo chilometro più veloce!”
Accelerano gradualmente sino a portarsi su ritmi più elevati, lui solo meno di un metro davanti a Lei.
Si volta solo per guardarla… solo per vedere lei…
Poi, rallentano leggermente “Dai, amore, ci siamo, forza corriamo insieme e rapidi sino all’altezza della panchina al lato della strada...”.
Corrono ansimando, la loro non più giovane età li mette a dura prova, sentono il peso degli anni ma non gliene danno peso.
Si fermano finalmente... Lei, con fare tenero e pacato, lo abbraccia respirando a pieni polmoni, poi, quando il fiato glielo permette continua: “Non credevo, siamo stati bravi, mi sembrava di volare”
Si guardano e sorridono mentre si appoggiano sulla panchina.
L’uno di fronte all’altra, si abbracciamo forte e sentono i loro respiri che vanno regolarizzandosi mentre i loro corpi intrisi di sudore si raffreddano.
Si scambiamo una bottiglietta d’acqua per dissetarsi mentre ancora si sfiorano con gli occhi.
Si fa ora di tornare a casa e, col loro passetto svelto e cadenzato, tenendosi a braccetto come si usava fare molti anni fa, sudati e sorridenti, si avvicinano alla loro auto bianca poco più in là…..
scrivi un commento …


Perchè ho dato alla mia pagina questo titolo?
L'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho
creato, con titolo simile ("








