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8 ottobre 2011 6 08 /10 /ottobre /2011 10:46

Lizzy-Hawker.jpgMentre in Italia erano in corso i Campionati Nazionali della 24 ore su pista, nel nord del Galles (North Wales), a Anglesey, in occasione del Commonwealth Mountain and Ultra Distance Championships.

La 24 ore si è svolta dal 23 al 24 settembre.

Ebbene, si attendeva l'esordio sulla distanza di un'atleta che, nel corso di questi anni, ha marcato la storia dell'ultramaratona e dell'ultratrail con risultati impressionanti: vincitrice di 4 edizioni dell'UTMB (2005/2008/2010/211); vincitrice di 3 edizioni della Swiss Alpine Marathon (2006/2007/2011); Campionessa Mondiale della 100 km a Misari/Seoul nel 2006 (7h28'56"); medaglia di bronzo mondiale a Serre Chevalier (FRA) nel 2009 in occasione dell Campionato Mondiale di Ultratrail; medaglia di bronzo mondiale al Campionato del Mondo della 100 km nel 2010 a Gibilterra (7h33'26").

La Hawker aveva annunciato da tempo la sua decisione di cimentarsi in una gara di 24 ore, accogliendo la richiesta della Federazione Inglese a vestire proprio la maglia nazionale in occasione dei Giochi del Commonwealth 2011.

Ma quello che nessuno si aspettava era un Record mondiale... Lizzy Hawker ha vinto la gara assoluta, aggiudicandosi la medaglia d'oro e precedendo tutti gli uomini, ma più di ogni altra cosa ha stabilito alla sua prima partecipazione in una gara di 24 ore il nuovo Record Mondiale su strada femminile, coprendo la distanza di Km 247,076.

Il precedente primato apparteneva alla tedesca Sigrid Lomsky, stabilito a Basilea il 02 Maggio del 1993 con km 243,657 e avvicinato solo dalla francese Anne Cecile Fontaine in occasione dei Campionati Mondiali di Bergamo nel 2009, quando vinse l'oro con km 243,644.

lizzy Hawker portraitSe si pensa che la Hawker ha migliorato questo primato di ben km 3,419 e dopo 18 anni, e tutto questo alla prima eseprienza sulla distanza, si può facilmente immaginare quale possa essere il suo futuro in questa disciplina e quanti record potranno cadere bei prossimi anni...
Per la cronaca, la Hawker nella classifica finale dei Giochi del Commonwealth 2011 ha realizzato anche un lusighiero piaxzzamento nella classifica assoluta, precedendo il gallese John Pares (km 244,335), l'australiano David Kennedy (km 236,929) e l'inglese Pat Robbins (km 231,164).

Al femminile secondo posto per la gallese Emily Gelder (km 220,480) e l'australiana Meredith Quinlan (km 217,631).

Risultati questi di spessore mondiale, che la dicono lunga sulle potenzialità di atleti che stanno salendo alla ribalta sulla 24 ore.

 

Vai all'articolo originale

 

Lizzy Haker intervista all'Ultratrail du Mont Blanc 2011

 

Commonwealth 24 Hour Road Race Championship – Overall Standings

1. Lizzy Hawker (England) 240 laps / 247.076 km * World Best Female
2. John Pares (Wales) 237 laps / 244.335 km
3. David Kennedy (Australia) 230 laps / 236.929 km
4. Pat Robbins (England) 225 laps / 231.164 km
5. Bryan McCorkindale (New Zealand) 216 laps / 222.374 km
6. Wayne Botha (New Zealand) 216 laps / 222.295 km
7. Chris Carver (England) 214 laps / 220.719 km
8. Emily Gelder (Wales) 214 laps / 220.480 km
9. Ant Courtney (Australia) 214 laps / 219.868 km
10. Meredith Quinlan (Australia) 211 laps / 217.631 km
11. Alex McKenzie (New Zealand) 211 laps / 216.955 km
12. Richad Quennell (England) 210 laps / 216.452 km
13. Sean McCormack (Wales) 206 laps / 211.941 km
14. Deb Martin-Corsani (Scotland) 202 laps / 208.057 km
15. Jeremy Mower (Wales) 202 laps / 207.968 km
16. Marie Doke (England) 201 laps / 206.409 km
17. Wayne Gaudet (Canada) 200 laps / 206.230 km
18. John Pearson (Australia) 199 laps / 204.328 km
19. Susannah Harvey-Jamieson (Australia) 199 laps / 204.373 km
20. Sharon Law (Scotland) 198 laps / 204.017 km

 

Men
1. John Pares (Wales) 237 laps / 244.335 km
2. David Kennedy (Australia) 230 laps / 236.929 km
3. Pat Robbins (England) 225 laps / 231.164 km

 

Men’s Team Race
1. England 668.335 km (Pat Robbins, Chris Carver, Richard Quennell)
2. Wales 664.244 km (John Pares, Sean McCormack, Jeremy Mower)
3. New Zealand 661.624 km (Bryan MacCorkindale, Alex McKenzie)
4. Australia 661.125 km (David Kennedy, Anth Courtney, John Pearson)
5. Canada 595.093 km (Wayne Gaudet, Bruce Barteaux, Dave Carver)
6. Scotland 490.296 km (Steve Mason, Bill Sichel, Richard Cunningham)

 

WOMEN
1. Lizzy Hawker (England) 240 laps / 247.076 km * World Women’s Best
2. Emily Gelder (Wales) 214 laps / 220.480 km
3. Meredith Quinlan (Australia) 211 laps / 217.631 km

 

Women’s Team Race
1. England 643.016 km (Lizzy Hawker, Marie Doke, Karen Hathaway)
2. Australia 619.190 km (Meredith Quinlan, Susannah Harvey-Jamieson, Sharon Scholtz)
3. Scotland 605.791 km (Deb Martin-Consani, Sharon Law, Pauline Walker)
4. Canada 448.369 km (Sue Armstrong, Bernadette Benson, Charlotte Vasarhelyl)

 

Commonwealth Mountain and Ultradistance Championhips

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8 ottobre 2011 6 08 /10 /ottobre /2011 10:30
Campionato-del-mondo-ultratrail-2011-0031.JPG  Campionato-del-mondo-100-km-2011-Winschoten 6634

 

Nell'ultima newsletter pervenuta dalla IAU viene annunciata l'elezione dell'Atleta dell'anno (scelto, ovviamente, tra gli ultrarunner del mondo che maggiormente si sono distinti nei Maggiori eventi di ultramaratona promossi dalla IAU nel corso del 2011).

Tra i 20 atleti che hanno ricevuto automaticamente la nomination figurano anche gli italiani Giorgio Calcaterra e Cecilia Mora.

Sono stati infatti nominati automaticamente tutti gli atleti saliti sul podio degli eventi internazionali del 2011 (Campionato del Mondo di 100 km, Campionato del Mondo di UltraTrail e Trofeo IAU di 50 km) e coloro che hanno conseguito migliori prestazioni o record assoluti mondiali.

Altri potranno essere nominati: pertanto tutti sono invitati a votare i nostri azzurri e a presentare altri nostri atleti, andando nell'apposito link segnalato.

 

Di seguito il testo della comunicazione IAU, inoltrata da Nadheem Khan, responsabile dell'Area Comunicazioni.

Subject: Athletes of the Year Nomination and Voting Process
Dear Friends,
Hope all of you are doing well.
We are at the end of another outstanding international season. We have had several amazing events and athletes have performed to their full potential.
We started the season with the World Trail Championships in Connemara. We introduced the team events for the first time at these championships.
This was followed by the 50km World Trophy Final in Assen. Some very fast times on a very fast 50km course were achieved on the day.
The 100km World and European Championships took place in Winschoten in September. The men´s and women´s times were outstanding and there were some very close races in both fields.
IAU supported the recently held Commonwealth Mountain and Ultradistance running championships. Several amazing runs over a three day event over three different distances.
Please note the new Athlete of the Year Award rules and regulations are attached above. This was presented after the Technical Meeting in Winschoten to the federations.
Nominations are now open. Also, please find a list of automatic nominated athletes attached. You can nominate athletes outside of this list by going to our website.
Currently, we are at nine (9) men and eleven (11) women on the list.
We are accepting nominations (through our website link:
When nominating, please add a short note under comments on some of the athlete's performances. Nominations close on Nov. 20th 2011.
Athletes already nominated need not be re-nominated. If you have any questions, please do not hesitate to contact me.
I wish you the very best for the remainder of your season this year. Take care and my best wishes.

Yours in Sport,
Nadeem Khan
Director of Communications
nadeem.khan@iau-ultramarathon.org

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29 settembre 2011 4 29 /09 /settembre /2011 21:17

 Lorenzo-Lo-Preiato-VP85.pngIl 2 ottobre si svolgerà la Bologna-Savigno. Allo start anche Lorenzo Lo Preiato, il cinquantenne operatore finanziario, operato al cuore e portatore di sei by-pass coronarici, portacolore dell'ASD "VP8.15 che promuove iniziative di solidarietà attraverso eventi sportivi. Ecco di seguito il curriculum sportivo dell'atleta, con le sue principali imprese e i suoi prossimi progetti.

Lorenzo Lo Preiato, 50enne “Financial Bancher” di Bologna portacolori dell’Associazione Sportiva Dilettantistica e Culturale “VP8.15. Italian Runners for Charity Projects” creata allo scopo di sostenere iniziative di solidarietà attraverso eventi sportivi, nel 2004 fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico con l'applicazione di sei by-pass da parte del Professor Giorgio Noera di Cotignola.

L'atleta bolognese nel 2010 è arrivato al traguardo della ventisei miglia di New York con il tempo di 5.57.27 in compagnia di un biosensore miniaturizzato “Bluec@rdio”, apparecchio che porta la firma dello stesso Noera: lo sviluppo di questa tecnologia si e resa possibile nell' ambito dello “spin off “ universitario Health Ricerca e Sviluppo dell'Universita' di Bologna con la Confindustria, in stretta alleanza con ESAOTE Italia.

Lo strumento , ancorato sul bordo dei pantaloncini e con dodici sensori applicati al torace, ha reso possibile il controllo di molti parametri del cuore tramite la trasmissione, da un normale telefono cellulare, delle frequenze cardiache, la visualizzazione in tempo reale e in Italia, sul monitor del cardiochirurgo romagnolo.

Dopo l’esperienza americana, nel 2010 si è presentato sulla linea di partenza della Maratona di Firenze per correre una quindicina di chilometri: la sua prova è stata ripresa in diretta da RAI Sport con il commento di Franco Bragagna, Attilio Monetti e dallo stesso Giorgio Noera.

 

Performance 2011:

  • Maratona di Roma – 4:53:29 (Personale sulla distanza);
  • Maratonina San Bartolomeo in Bosco (FE) – 2:03:33;
  • Maratonina Lolli (Zola Predosa – BO) – 2:02;
  • Trenta chilometri nella maratona delle “Terre Verdiane” (PR) – 3:01;
  • Maratonina delle 4 porte (Pieve di Cento – BO - 2:01:26;
  • Dodici chilometri alla 50 di Romagna (Castel Bolognese – RA) – 1:07;
  • Ventisei chilometri alla Colle-Marathon (Barchi – PS) – 2:25;
  • Maratonina “StraRimini” (RN) – 2:07;
  • Maratonina di Iesolo (Iesolo – VE) – 1.56 (Personale sulla distanza);
  • Maratona a staffetta Bacino di Suviana ( BO) – 3:55;
  • Omulouc Half Maraton (Repubblica Ceca) – 1:58:09;
  • Maratonina UniCredit “Run tune up “ (BO) – 2:04:40.

ProssimI appuntamenti:

  • Ventuno chilometri alla 3° Edizione Bologna-Savigno (BO);
  • Trentatré chilometri alla Maratona d’Italia (Carpi – MO);
  • Maratonina di Cremona (CR);
  • Trentadue chilometri alla Venicemarathon;
  • Maratona di New York.

Testimonial iniziative di solidarietà:

  • Ricostruzione della scuola elementare “Lakay Mwen” di Port au Prince (Haiti);
  • Acquisto sede AGEOP (Associazione Genitori Ematologia Oncologica Pediatrica), impegnata nella lotta contro i tumori e le leucemie dell’infanzia;
  • Sostegno ai colpiti dalla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica);
  • Raccolta fondi per la scuola “Tashi Delek” di Katmandu (Nepal) che ospita orfani tibetani. 
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26 settembre 2011 1 26 /09 /settembre /2011 10:55

makau01g.jpgSi è svolta ieri la Maratona di Berlino. Il keniano Makau di 26 anni cancella il mito e cambia la maratona, stabilendo il nuovo record del mondo ion maratona con 2h03'38", mentre  il detentore del record precedente, l'etiope Gebrselassie, si ritira al 35° km. Makau, parlando del ritiro di Gebre: «L'ho sfinito con lo zig zag».

Oltre 41.000 i partecipanti.

L'articolo di Giulia Zonca è comparso su LaStampa.it

La bandiera che Patrick Makau sventola dietro la Porta di Brandeburgo avvolge la maratona e ribalta le gerarchie. Il Kenya si è ripreso il record del mondo, lo ha tolto a Gebrselassie, all'Etiopia e qui non si tratta di statistica. È una sfida che dura da anni, supremazia territoriale, regni che si succedono e 21 secondi, lo scarto tra il neo primato e quello vecchio, sono più che sufficienti per decretare una nuova era.

Non è questione di generazioni, Makau, che ieri ha vinto la 42 km di Berlino in 2 ore 3 minuti e 38 secondi, ha 26 anni, il suo connazionale Wanjiru, talento assoluto della specialità, morto in maggio, era più giovane e aveva iniziato a prendersi successi importanti quando aveva 20 anni. Non si tratta solo di età, è un vero e proprio passaggio di consegne. Traumatico ovviamente. Succede al chilometro 27: Makau scatta deciso, Gebre, che fino a lì lo aveva marcato in serenità, allunga e si ritrova senza fiato, senza gambe, con lo stomaco chiuso, l'aria che non circola e si ferma. Lascia il percorso. Mani sulla pancia, mani sul viso e poi mani appoggiate alle gambe, sembra che voglia vomitare, dirà che non riusciva a respirare per un improvviso attacco d'asma ma quel che vede chi lo guarda è puro panico. L'etiope sa che questo sarebbe il secondo ritiro consecutivo dopo New York, lo scorso novembre. A 38 anni suona come una sentenza definitiva. Dopo il primo abbandono decise di ritirarsi: «Non sopporto di continuare senza più essere protagonista» e nove giorni dopo cambiò idea, «scelta troppo azzardata». Non si era consultato con lo Stato che ha pressato per un prolungamento di carriera e stuzzicato la sua ambizione: «Tu sei l'Etiopia». Tutto questo deve essergli passato davanti agli occhi in quel minuto perso a litigare con i suoi polmoni, è rientrato in gara, ormai distante da Makau che correva verso il record, ma 8 km dopo la convinzione e la benzina erano finiti. Non si corre dietro a chi sta per detronizzarti.

Makau ha dato il meglio quando si è sbarazzato del rivale che ha chiamato «eroe» una volta tagliato il traguardo, però ha anche sottolineato che il suo idolo è Paul Tergat, ultimo keniano a custodire il titolo di maratoneta più veloce del mondo. Attenzione alla progressione: Belayneh Densimo (Etiopia) è il primo ad andare sotto le 2 ore e 7 minuti, nel 1988; Paul Tergat (Kenya) il primo a scendere sotto le 2 ore e 5 minuti, nel 2003; Haile Gebrselassie (Etiopia) il prima ad abbattere il muro delle 2 ore e 4 minuti il che suggerisce che a Makau ora toccherà spingersi a un tempo più basso delle 2 ore e 3 minuti per pareggiare i conti.

Al momento è già raggiante così: «Il più bel giorno della carriera, della vita no perché quando hai un figlio non lo puoi dire. La gara è stata bella, al mattino mi pareva di non sentirmi al meglio, poi ho iniziato a correre e i dubbi sono spariti solo che non stavo tranquillo con un campione come Gebre alle calcagna. Ho fatto un po' di zig zag per stancarlo, quindi ho tentato lo strappo. È andata bene». Cioè lasciare il re della strada lì, stravolto, non gli è affatto dispiaciuto. Del resto Makau è un tipo schietto, ammette che ha iniziato a fare questa fatica «per migliorare la mia condizione» e in realtà non solo la sua perché ha già diffuso ricchezze per la regione d'origine.

È l'uomo del momento, cinque maratone corse e tre successi, ora va a caccia del titolo olimpico: «Se Dio vuole sarò oro a Londra 2012». Oltre al volere di Dio farà bene a stare attento a dove mette i piedi perché a Londra, in aprile, è caduto e ieri a Berlino stava per giocarsi cronometro e gloria per un errore. Ha sbagliato strada a 200 metri dall'arrivo e ha dovuto cambiare corsia saltando oltre lo spartitraffico. Un imprevisto da sommare ai secondi spesi per tramortire Gebre con lo zig zag: il record del mondo poteva essere anche più basso.

Makau è arrivato in calando, ha spinto come un matto tra il 27° km (quello dello scatto) e il 35°, dopo ha gestito con il sorriso e l'ansia di fermare il cronometro. Una volta realizzato quel che gli era riuscito ha trovato nuove energie e salutato il pubblico con calorosi cinque per poi avvitarsi su se stesso abbracciato alla bandiera. Kenya ovunque perché tutto il podio arriva da un'unica nazione, la stessa che ha monopolizzato la maratona femminile ai mondiali di Daegu: dal primo al terzo posto. Momento di grazia o «Potere Kenya» come scrive il Daily Nation, giornale di Nairobi. Tra i campioni da omaggiare al ritorno ce n'è anche uno imprevisto: Stephen Kwelio Chemlany potrebbe persino dover rinunciare alla borsa di ingaggio per l'orgoglio del piazzamento. È una delle lepri, in teoria doveva fermarsi dopo aver scortato i corridori di testa. Quando Makau è andato via da solo, a 10 km dalla fine, Chemlany si sarebbe dovuto sfilare, il galateo dell'uomo da spremere prevede il ritiro in buon ordine una volta sbrigato il lavoro. Invece questa lepre se ne è fregata degli ordini di scuderia e ha continuato fino al secondo posto, festeggiato a 4 minuti da Makau. Non si molla una corsa che sta per diventare un trionfo nazionale.

Il cronometro di Makau non è in assoluto il più veloce di sempre, Geoffrey Mutai, a Boston, ha chiuso in 2 ore 3 minuti e 3 secondi ma quel percorso non può essere omologato, troppe discese. Mutai era seccatissimo quando ha capito di aver mancato la storia, solo ieri si è calmato. È keniano anche lui e come il resto del paese ha pensato una sola cosa: «Il record è tornato a casa».

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23 settembre 2011 5 23 /09 /settembre /2011 15:58

Migidio-Bourifa-a-Roma-maratona-2011---2.JPG(www.atleticaweek.it) Migidio Bourifa domenica sarà in gara alla mezza maratona di Bergamo: “Ho sempre voglia di gare”

(Albino - BG) – C’è sempre tanta voglia di gare e di essere sempre ai vertici della maratona italiana in Migidio Bourifa, già tre volte Campione italiano sui 42km.

 La nuova stagione delle corse su strada sta entrando nel vivo ed il portacolori dell’Atletica Alta Valle Brembana domenica sarà in gara alla mezza maratona di Bergamo: “Torno in gara nella mia città, ho già vinto la maratona una volta qualche anno fa e partecipato più volte alla mezza. Correre sulle strade di casa è sempre piacevole, così come incontrare alla partenza o all’arrivo tanti amici”.

Allenato da Massimo Magnani, uno dei più esperti tecnici italiani, Bourifa si è allenato duramente questa estate sui sentieri di Livigno: E’ un periodo positivo, ad agosto ho fatto diversi giorni di carico di lavoro che spero dia i suoi frutti nelle prossime settimane. Certo ora faccio un po’ più fatica  a recuperare se faccio allenamenti più importanti, ma la voglia non manca e mi accorgo che la mia condizione sta crescendo”.

Saranno due mesi intensi per il bergamasco: “Domenica sarà solo un test, con ogni probabilità sarò alla Maratonina di Cremona a metà ottobre per giocarmi il Campionato italiano assoluto ed in novembre in una grande maratona italiana. Mi piacciono le sfide, più sono forti gli avversari più rendo in gara”.

 

Vai alla scheda di Migidio Bourifa

 

Cesare Monetti
Direttore
www.atleticaweek.it
cesare.monetti@atleticaweek.it
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21 settembre 2011 3 21 /09 /settembre /2011 21:33

Meeting 2011 Santiusti 0408Santiusti guida Assindustria in Finale Oro. La forte ottocentista gialloblù lancia la squadra in vista della due giorni di gare che assegna lo scudetto (24-25 settembre, Sulmona). «E’ l’ultimo impegno di una stagione davvero intensa. E poi, dopo quasi due anni, tornerò ad abbracciare i miei genitori a Cuba, dove resterò un mese»

Da qualche notte Yusneysi Santiusti Caballero fatica a dormire. Succede perché sa che la prossima settimana tornerà a Cuba e riabbraccierà la sua famiglia: mamma Ester, papà Gustavo e suo fratello Joendry. «Non vedo l’ora. Resterò lì per un mesetto, facendo un po’ di vacanza e riprendendo ad allenarmi. Non li vedo da quasi due anni e in questi giorni sono talmente agitata che fatico a prendere sonno, e non mi capita mai. Con me porterò una valigia di regali dall’Italia: soprattutto magliette e vestiti. Ho più cose per loro che per me» racconta Yusneysi, che non ha ancora la cittadinanza italiana ma il permesso di soggiorno che le permette di rientrare nel paese in cui è nata, ventisei anni fa.

Prima, però, ci sarà l’ultimo impegno di una stagione tanto lunga quanto ricca di soddisfazioni: sarà infatti tra le stelle della squadra femminile di Assindustria Sport Padova, presente sabato e domenica a Sulmona, per la Finale Oro dei campionati di società, a cui si è qualificata anche la formazione maschile. «Correrò 400, 800 e staffetta 4x400 e sarà la mia ultima uscita per il 2011. Sono contenta di chiudere con la finale dei Societari perché è una manifestazione diversa da tutte le altre: è forse l’unica occasione in cui puoi vedere in uno stesso posto tutti i tuoi compagni di squadra e fare gruppo, tifando assieme per chi sta gareggiando. Nell’attesa non c’è lo stress che invece vivo prima dei meeting internazionali, perché non devo pensare al cronometro ma solo al miglior piazzamento. E poi so per esperienza che ai Societari si vive un’allegria che non sempre si trova da altre parti, rimanendo assieme anche dopo le premiazioni, per la cena con i compagni».

Quest’anno Yusneysi si è imposta negli incontri internazionali di Torino, Reims, Madrid e Padova, ritoccando il suo primato sul doppio giro di pista a Zagabria, la scorsa settimana, portato a 1’58”70. Ma dove può realmente arrivare? «Sono convinta di poter correre attorno all’1’57” e ne è convinto anche il mio allenatore, Claudio Berardelli. Anche il solo fatto che abbia ritoccato il mio personale in questa fase della stagione, dopo un’estate in cui mi sono preparata spesso da sola e con meno regolarità rispetto ai mesi scorsi, sta a testimoniare che di margini di miglioramento ne ho. Ora? Rientrerò a Cuba, poi resterò a Padova per un altro breve periodo e quindi tornerò ad allenarmi in Kenya. Non ho ancora fissato le date di preciso, ma dopo la positiva esperienza dell’anno scorso voglio ritrovare quelle sensazioni per poi tornare in Europa. Nel 2011 mi sono per la prima volta misurata con i grandi meeting internazionali e sono convinta che l’esperienza maturata mi sarà molto utile».

 

 

Nella foto (di Antonio Muzzolon) Yusneysi Santiusti al Meeting Città di Padova

Visita www.assindustriasport.it

Per informazioni: Ufficio Stampa Assindustria Sport Padova tel 049 8227114 – fax 049 8227164

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15 settembre 2011 4 15 /09 /settembre /2011 10:40

Ian_Thorpe.jpgL’australiano  IAN THORPE, plurimedagliato campione olimpico di nuoto, è a LIVIGNO per un ciclo di allenamenti in quota.

Aquagranda Wellness Park di Livigno annuncia con orgoglio che nella propria struttura ospita, dal 14 al 23 settembre 2011, il campione di nuoto australiano Ian Thorpe impegnato, unitamente alla nazionale svizzera di nuoto, in un ciclo di allenamenti in quota in preparazione dell’appuntamento olimpico di Londra 2012.

Questa prestigiosa presenza conferma che il centro sportivo di Livigno, oltre che fornire un alto servizio di wellness in favore dei turisti di tutta l’Alta Valtellina, può divenire un importante punto di riferimento non solo per il nuoto sportivo mondiale, ma in generale per tutte le discipline sportive che necessitano di preparazione in altura (m. 1816 s.l.m.).

Livigno rappresenta da tempo un riferimento privilegiato per atleti e squadre delle diverse discipline sportive, che proprio qui trovano le migliori condizioni per una adeguata preparazione in quota in vista dei più importanti appuntamenti sportivi mondiali, attorniati da un ambiente naturale intatto, da servizi ricettivi e sportivi di assoluta eccellenza. Ciclisti, fondisti, podisti, squadre di canottaggio, nuotatori trovano strutture e servizi adeguati in un contesto alpino piacevole e dal carattere internazionale.

Aquagranda Wellness Park è una struttura di recentissima costruzione di oltre 20.000 mq., firmata dal interior designer di fama internazionale, Architetto Simone Micheli, al cui interno trovano spazio una elegante foresteria, un bar-ristorante dotato di circa 4.000 mq. di solarium, un complesso integrato formato da Thermarium, piscine ludiche e zona beauty, oltre che da una piscina con vasca semiolimpionica da 25 ml. e zona fitness di circa 400 mq. dotata di attrezzature di ultima generazione.

 

Per maggiori informazioni
Ufficio stampa APT Livigno:
press@livigno.eu - tel. +39 0342 052236
Aquagranda Wellness Park:
info@aquagrandalivigno.com - tel. +39 348 0833125
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6 settembre 2011 2 06 /09 /settembre /2011 16:16

Ruggero Pertile - atleta Assindustria - a Daegu, 8^assoluto in maratona e primo europeo (Foto Colombo/Fidal)Pertile ottavo mondiale! Grande rimonta del campione di Assindustria che, a Daegu, è il primo atleta europeo al traguardo della maratona. Ruggero: «Ho corso con la testa. Questo risultato è il mio regalo a mia figlia Alice»

Che rimonta! Ruggero Pertile ha optato per una condotta di gara accorta e alla fine la sua scelta è stata premiata. Nell’ultimo giorno dei campionati del mondo di atletica leggera coreani, a Daegu, il campione di Assindustria Sport Padova chiude la maratona maschile con un ottimo ottavo posto, frutto di una gara in progressione, che l’ha portato a rimontare 19 posizioni nella seconda metà della prova. Alla fine il cronometro per «Rero» dice 2 ore 11’57”, con il successo che va al keniano Abel Kirui, che si conferma sul trono iridato davanti al connazionale Kipruto e all’etiope Lilesa. Per Pertile la soddisfazione di essere il primo europeo al traguardo (a soli 7” dal sesto posto) e per giunta in modo abbastanza netto, se si considera che il secondo di questa particolare classifica è il rumeno Ionescu, tredicesimo in 2 ore 15’32”.

«Ho gareggiato usando la testa – racconta l’atleta di Villanova di Camposampiero, seguito dal tecnico Massimo Magnaniperché al primo giro mi sono reso conto che i ritmi imposti erano troppo alti e che in tanti non avrebbero retto sino alla fine. Nei primi 10 chilometri ho sudato tanto, poi per fortuna ho trovato il mio passo e ho potuto chiudere forte in progressione, come volevo. Essere finalista a un Mondiale di fronte a questi campioni mi rende felice: ce l’ho messa tutta, volevo fare un bel regalo di compleanno a mia figlia Alice, che è a casa, e spero di esserci riuscito. E’ vero, forse mi è mancata un po’ di fortuna in questi anni, ma alle mie spalle ho sempre avuto la mia famiglia, la mia squadra e tanti amici che non hanno mai smesso di sostenermi. Dico grazie anche a loro per questo risultato e ringrazio Alì, la catena di supermercati che da sempre mi è vicina. Adesso è importante guardare avanti: sono fiducioso per Londra. All’Olimpiade sarà un’altra gara ed è lì che mi piacerebbe realizzare il mio primato, un tempo in torno alle 2 ore e 8 minuti sarebbe un sogno, il tassello che ancora mi manca per coronare tanti anni di carriera».

Con una temperatura alta ma meno del previsto (24° e il 65% di umidità) Pertile è passato al giro di boa in un’ora 05’29” (ventisettesimo) iniziando la sua risalita nei successivi 5 chilometri: al venticinquesimo chilometro (passaggio in un’ora 17’20”) era già sedicesimo, al trentesimo era undicesimo in classifica (un’ora 32’57”), piazzamento tenuto anche al trentacinquesimo chilometro (un’ora 49’06”). Nell’ultimo tratto di gara, la rimonta del campione gialloblù si completa recuperando altre tre posizioni, sino allo splendido ottavo posto finale. E assieme a lui gioisce anche Assindustria Sport, unica società non militare che ai Mondiali ha prestato due atleti alla nazionale azzurra (Pertile e la primatista italiana del salto con l’asta Anna Giordano Bruno).

 

Nella foto (di Giancarlo Colombo/Fidal) Ruggero Pertile a Daegu

 

Visita www.assindustriasport.it e www.maratonasantantonio.it

Per informazioni: Ufficio Stampa Assindustria Sport Padova tel 049 8227114 – fax 049 8227164

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1 settembre 2011 4 01 /09 /settembre /2011 21:24

pertile_arrivo2010-Turin-Marathon.jpgRuggero Pertile, chiamata mondiale. Il campione di Assindustria: «Torno in nazionale con una gran voglia di rifarmi dopo il quarto posto agli Europei di Barcellona»

«I nemici sono il caldo e l’umidità che può arrivare al 95%. L’obiettivo? Voglio regalare un bel piazzamento a mia figlia Alice»

Il conto alla rovescia è iniziato. Ruggero Pertile è in Corea ormai da una decina di giorni, periodo di ambientamento che gli è servito per prepararsi al meglio in vista della maratona dei campionati del mondo di Daegu, in programma domenica 4 settembre alle 9 di mattina, quando in Italia saranno le due della notte fra sabato e domenica. Il campione di Assindustria Sport Padova, alla terza partecipazione iridata in carriera dopo Parigi 2003 e Helsinki 2005, ha dedicato gli ultimi giorni prima della prova agli allenamenti di rifinitura e vive ormai le ore di vigilia.

«Sono pronto e in buone condizioni – racconta il miglior specialista italiano in attività – preparato ad affrontare il caldo, che sarà il nostro avversario più pericoloso. Dopo i primi giorni di pioggia a Daegu sono arrivati il sole e l’umidità, che può toccare anche il 95%: ne dovremo tener conto nell’impostare la gara, anche perché il termometro potrà salire sino ai 34, 35 gradi. Il percorso invece è abbastanza veloce, con rettilinei larghi e infiniti. Che gara mi aspetto? Sarà fondamentale gestirsi, proprio tenendo conto delle condizioni climatiche: credo imposterò una prima parte controllata per poi dare tutto nella seconda metà della maratona. Cercherò di rimanere nelle prime posizioni ma bisognerà vedere che ritmo imporranno gli atleti africani, a partire dal campione uscente keniano Kirui, dai suoi connazionali e dagli specialisti di Marocco ed Etiopia. Ma credo che vadano tenuti in considerazioni pure gli atleti coreani, pronti a ben figurare nel proprio paese. Gli obiettivi? Il 30 agosto ha compiuto due anni mia figlia Alice, rimasta a casa con mia moglie Chiara: diciamo che mi piacerebbe poterle regalare un risultato di valore, magari un piazzamento tra i primi otto, dieci al mondo».

Ambientarsi non è stato difficile anche se la Corea è lontana mezzo mondo da casa sua. «Il villaggio è ben organizzato e con gli atleti della squadra azzurra riusciamo a fare gruppo. Seguire la propria dieta non è un problema, perché spesso si va a casa Italia. E poi, grazie a skype, tenere i contatti con amici e familiari è diventato più facile». Ruggero è carico, guarda ai Mondiali ma anche al passato e al futuro. «Torno in nazionale dopo il quarto posto dei campionati europei di Barcellona, quando mancai il podio di pochissimo: dentro ho una gran voglia di rifarmi per quel risultato sfortunato. E’ chiaro che ai Mondiali la concorrenza aumenta: in quest’ottica, la gara di Daegu sarà un banco di prova valido per capire cosa succederà l’anno prossimo con la maratona dei giochi olimpici di Londra, il grande obiettivo del 2012».

A sostenerlo il suo paese, Villanova di Camposampiero, i compagni di squadra di Assindustria Sport Padova, unico club non militare che in Corea ha prestato due atleti alla nazionale azzurra (Pertile e la primatista italiana del salto con l’asta Anna Giordano Bruno) e gli amici di Alì, la catena di supermercati che da sempre accompagna Ruggero nella sua esperienza di atleta: anche se non potranno incitarlo direttamente a Daegu, c’è da scommettere che tutti tiferanno per lui davanti alla tivù, sabato notte.

 

Nella foto Ruggero Pertile, primo sul traguardo della Turin Marathon 2010 

Visita www.assindustriasport.it ewww.maratonasantantonio.it

Per informazioni: Ufficio Stampa Assindustria Sport Padova tel 049 8227114 – fax 049 8227164

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27 agosto 2011 6 27 /08 /agosto /2011 08:22

Giordano3(Colombo-Fidal)Anna Giordano Bruno, salti mondiali: la campionessa di Assindustria Sport è alla vigilia del debutto iridato, con l’asta femminile in programma nella notte italiana tra sabato e domenica. Anna: «Serena prima della gara. E il kimchi è davvero molto buono…». Domenica 4 settembre tocca a Pertile

Il kimchi per saltare più in alto. Anche così si preparano i Mondiali, assaggiando le specialità tipiche coreane. A Daegu ormai da una settimana, Anna Giordano Bruno ha avuto modo di ambientarsi prima delle qualificazioni del salto con l’asta femminile, in programma alle 9.30 di domenica mattina, ora locale (quando in Italia saranno le 2.30 della notte tra sabato 27 e domenica 28 agosto).

«Sono stati giorni abbastanza tranquilli – spiega la primatista italiana della specialità – Meno caldi di quello che mi aspettavo ma molto umidi e col cielo sempre grigio. Per quanto mi riguarda mi sono allenata regolarmente anche se la pioggia ogni tanto disturbava: diciamo che sono riuscita a fare tutto quello che dovevo. Mi piace che ci sia un villaggio per noi atleti, così tutti stanno insieme e vivono più intensamente il clima mondiale. E poi tutto è organizzato per il meglio: le stanze, la mensa, il campo di allenamento all’interno del villaggio, i trasporti per andare allo stadio. E anche il cibo: è comodo trovarlo pronto appena arrivi. Fra le specialità locali ho assaggiato solo il kimchi, che è un piatto tradizionale fatto da verdure fermentate e spezie: molto buono».

Oltre che atleta ricercatrice di algebra all’università, Anna preferisce non far calcoli per quanto concerne la pedana. «Per quanto mi riguarda non mi pongo obiettivi, se non quello di fare del mio meglio. A Berlino, ai Mondiali di due anni fa, rimasi fuori dalla finale per un soffio ma non mi presento qui con particolari smanie di rivincita, anzi, di quella esperienza conservo un ricordo bellissimo. Di fatto rimarrò in Corea un paio di settimane e queste saranno le mie vacanze dal lavoro».

La gara è tutt’altro che facile, con l’eventuale finale prevista per le 19.05 locali di martedì 30 agosto. Se la favorita è Yelena Isinbayeva, che torna a misurarsi con l’oro iridato, conquistato a Helsinki e Osaka prima del clamoroso «zero» di Berlino, hanno chance di vittoria anche la connazionale Feofanova, la polacca Rogowska, che le soffiò il titolo due anni fa nel mondiale tedesco, la vice-campionessa olimpica Suhr-Stuczynski e l’acrobata brasiliana Murer, iridata indoor a Doha. In rialzo le quotazioni della matura tedesca Strutz, salita a misure importanti a trent’anni, dell’altra tedesca Spiegelburg e della muscolata greca Kiriakopoulou.

Anna Giordano Bruno dirà la sua, aprendo al via all’altro portacolori di Assindustria Sport presente a Daegu: Ruggero Pertile correrà la maratona domenica 4 settembre, nell’ultimo giorno della competizione. I due campioni sono pronti a difendere i colori azzurri della nazionale e quelli gialloblù del club padovano, unica società non militare italiana a schierare due atleti nella rassegna iridata.

 

 

Nella foto (Colombo/Fidal) Anna Giordano Bruno

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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