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30 marzo 2015 1 30 /03 /marzo /2015 16:46
Yassine Rachik, atleta di punta dell'Atletica 100 Torri Pavia e potenziale atleta di interesse nazionle, terzo classificato, con record personale alla StraMilano 2015. (Foto di Giancarlo Colombo)

Yassine Rachik, atleta di punta dell'Atletica 100 Torri Pavia e potenziale atleta di interesse nazionle, terzo classificato, con record personale alla StraMilano 2015. (Foto di Giancarlo Colombo)

Terzo posto per i verdi colori dell’Atletica 100 Torri Pavia alla Stramilano 2015, svoltasi il 29 marzo 2015, alla sua 44^ edizione, grazie a Yassine Rachik che, punta di diamante dell'ASD Atletica 100 Torri di Pavia, potrebbe essere una perla anche per la nazionale italiana se solo la burocrazia riuscisse a sbloccarsi e a far diventare definitivamente italiano questo giovane ragazzo marocchino che è un vero fuoriclasse.

1h03’11” per fare i 21,097km della Stramilano, una delle competizioni più importanti e famose del mondo, ricche di storia perchè su quel podio dove è salito domenica Yassine sono saliti decine di grandissimi campioni. Davanti a lui due straordinari atleti che arrivano dagli sconfinati altipiani del Kenya: Thomas Lokomwa ha bissato il successo dell’anno passato chiudendo la gara in 1h00’33”, alle sue spalle Kennedy Kipiego in 1h00’39”

Ho fatto tutta la gara da solo, dal primo all’ultimo metro - fa sapere Yassine - e non è facile tenere il ritmo in queste condizioni. Il caldo mi ha condizionato parecchio così come una vescica sotto i piedi nell’ultima parte di gara che mi ha costretto a rallentare e gestire il ritmo fino al traguardo”.

Ma dove può arrivare questo ragazzo che in pochi anni ha già vinto ben 25 Campionati italiani individuali, dai 1500 metri alla mezza maratona, da junior come da Promessa under 23 adesso: “Sto crescendo molto. In mezza maratona penso di valere almeno un minuto in meno, di poter arrivare anche a 1h02’00”, ne sono convinto, serve solo che ci siano le condizioni giuste. Adesso mi dedico alla pista, voglio fare grandi gare nei 1500 metri e nei 3000, fare magari anche qualche bel 5000 metri. Ci sarà ancora spazio nelle prossime settimane per qualche gara su strada più corta, ma l’obiettivo ora sono i grandi meeting europei”.

 

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30 marzo 2015 1 30 /03 /marzo /2015 07:33
(Nelle foto: Salvatore Ragonese)
(Nelle foto: Salvatore Ragonese)

(Nelle foto: Salvatore Ragonese)

(Elena Cifali) Salvatore Ragonese, ha 18 anni (classe 1996) e frequenta l'ultimo anno del liceo scientifico.
Da tre anni pratica trail running, una magnifica disciplina che gli permette di unire l'attività fisica alla sua passione più grande: la montagna. Il tutto in compagnia di amici della società Etna Trail ASD di cui fa parte, anche se molto spesso la sua natura solitaria prende il sopravvento.

Alcuni giorni fa il giovanissimo Salvatore mi ha scritto un messaggio carico di entusiasmo ed aspettative per la volontà di voler compiere una personalissima impresa che lo vedrà, il giorno 2 maggio 2015, correre sull’Etna cercando di compiere in un'unica sessione ascensione e discesa a piedi sul vulcano attivo più alto d’Europa, con partenza e arrivo a Linguaglossa.
Ho sempre sostenuto che l’Etna sia una palestra di altissimo livello che nutre la fantasia e l’attività di runner che giorno per giorno si cimentano sui suoi fianchi, paragonandolo ad un immenso spazio su cui navigare senza remi o volare senza ali.

Ecco cosa mi scrive questo giovanissimo atleta:

Da un pò di tempo mi passa per la testa l'idea di voler andare oltre il semplice allenamento quotidiano o la gara della domenica. Così ho deciso di tentare di stabilire un nuovo record, mai provato prima, di ascesa e discesa sul vulcano attivo più alto d'Europa, l'Etna. Il percorso, con partenza dal centro del paese di Linguaglossa, si snoderà solamente lungo antichi sentieri e strade forestali, che mi porteranno fin sulla cima del cratere sommitale di Nord-est (3340 s.l.m). Da lì, inizierà una lunga discesa verso valle al punto di partenza, per un totale di circa 45 km e 2800 metri di dislivello positivo. Il tutto, ovviamente, nel minor tempo possibile (spero intorno alle 6 ore)”.

L’unica domanda che potevo fare a questo intrepido ragazzo é stata: "Perché lo vuoi fare"?

“Ho deciso di intraprendere quest'impresa principalmente perché credo che sia giusto rendere onore a una montagna, l'Etna, che è il nostro punto di riferimento quotidiano, facendoci distinguere dal resto del mondo. - così mi ha risposto Salvatore - Abitare sulle sue pendici è un privilegio, e ciò ha sempre risvegliato la mia coscienza. Fin da piccolo ho imparato a rispettare la Montagna e a convivere con essa giorno per giorno. Credo che non ci sia nulla di più essenziale e forte di un uomo con un paio di scarpette ai piedi, solo un puntino rispetto all'immensità della Natura che tenta di attraversare con la sola forza di volontà. Più che una sfida contro l'Etna, la mia sarà una sfida contro me stesso, sostenuto dall'energia positiva che solo l'Etna emana. Inoltre, sarà per me anche un modo per rendere grazie ad una persona speciale, una persona senza la quale il mio amore per la montagna non sarebbe mai nato: mio nonno Salvatore Ragonese soprannominato 'il camoscio dell'Etna'".

Ci sono dei momenti in cui ognuno di noi si abbandona alla fantasia, magari durante quello spazio temporale che si interpone tra veglia e sonno, momenti in cui si è capaci di progettare imprese che mai avremmo immaginato prima, senza che l’ombra dell’incertezza si ponga tra noi e la luce della vittoria.

Si potrebbe pensare che per alcuni trailer l’Etna sia un’ossessione, a me piace pensare che sia una delle ragioni che rendono la vita "eruttiva". Un’eruzione, un carico di energia, di fiducia, di determinazione accompagneranno Salvatore lungo questi chilometri su e giù per la montagna. E’ bellissimo scoprire che ci sono giovanissimi che, seppure ancora impegnati con la scuola, trovano il tempo, la voglia e la passione per correre, dedicandosi a forme di sport pulito ed onesto.

Salvatore sarà sostenuto da alcuni compagni di squadra e l’impresa sarà testimoniata dall’amico Giuseppe Di Stefano che si occuperà delle riprese fotografiche e video.

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26 marzo 2015 4 26 /03 /marzo /2015 01:26
Eliott Daniels
Eliott Daniels

Eliott Daniels

Per Eliott Daniels una mezza da record a 10 anni, lo scorso 22 marzo 2015, in occasione della "Kaiser Permanente Hal Marathon", nel contesto di The Oakland Running Festival, a Oakland (USA).
Il giovane Eliot ha corso la distanza della Mezza in 1h29'14, stabilendo il nuovo record mondiale - per quanto non ufficiale - sulla distanza per la sua età.

At least two records were shattered during Sunday's Oakland Running Festival.
Elliot Daniels, 10, from Campbell unofficially beat the world record for anyone his age after finishing the 13.1 mile course in one hour, 29 minutes and 14 seconds, eclipsing the previous record by nearly two minutes.
Oakland resident Jesse Cherry, who is an Olympic hopeful, set a men's event record in two hours and 25 minutes.
And San Anselmo's Devon Yanko placed first in the women's division finishing in 2 hours and 56 minutes.

 

Foto di Jim Gensheimer/Bay Area News Group

 

Commento. In Italia una cosa simile non sarebbe possibile, perchè i regolamenti vigenti non consentirebbero la partecipazione ad una gara agonistica di minori, ad eccezione di quelle gare sotto il controllo della FIDAL con la possibilità di gareggiare soltanto su certe distanze, con l'obiettivo di tutelare il più possibile la crescita psico-fisica dei giovani atleti e di consentire una crescita della loro costituzione fisica senza traumatismi e senza strappi.
In altri contesti, si lascia che i giovanissimi partecipino ad eventi disegnati essenzialmente per atleti adulti.
Non è la prima volta che si sentono notizie di questo tipo.
A mio avviso si tratta di una forma di "abuso" dell'infanzia, perché c'è da chiedersi quanto di questo impegno nella corsa su di una distanza impegnativa possa nascere da una libera volontà del minore e quanto, invece, non dipenda dagli adulti che lo circondano e che vanno alla ricerca di un record "per procura".

Secondo me, di fronte ad imprese del genere da "Guinness dei Primati", non c'è da rallegrarsi, ma da rattristarsi: vedere bambini precocemente adultizzati che vengono esibiti come fenomeni da baraccone nel circo mediatico.

Chi li ripagherà poi dell'infanzia perduta e diei giochi che non gli è stato consentito di fare, per allenarsi, piuttosto? (Maurizio Crispi)

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24 marzo 2015 2 24 /03 /marzo /2015 20:17
(Foto di Arturo Barbieri - Podisti.Net)

(Foto di Arturo Barbieri - Podisti.Net)

Ilaria Fossati, amatissima ultramaratoneta, di grande grinta e coraggio, che ha più volte indossato la maglia azzurra, lo scorso febbraio 2015 ha subito un intervento chirurgico che è andato bene.

Ilaria ha recuperato con velocità senza lasciarsi abbattere, affrontando la malattia e tutti i fantasmi ad essa correlati con la stessa determinazione con cui ha affrontato le sue ultramaratone.

il 22 marzo 2015, (a distanza di poco più di un mese dall'intervento chirurgico), è rientrata nel mondo amatissimo per lei delle ultra, con la sua partecipazione, in occasione della Cento Chilometri di Seregno - Trofeo Italsilva".
Ed è stato giusto che fosse così, visto che per lei l'avventura delle Ultra è cominciata proprio a Seregno: dunque, anche una partecipazione fortemente simbolica e il segnale dell'avvento della Primavera, dopo l'Inverno della malattia.

Brava, Ilaria! E' così che si fa!

Poche parole, a fatica
A (sole) 4 settimane dall'intervento, il rientro alle gare, alla vita di sempre, ma che ho visto così diversa... rientrare in occasione della 100 km di Seregno era fortemente simbolico.
Qui è iniziato tutto, e dovevo esserci.
Per me, per Noemy, per tutti quelli che mi sono stati vicini...
Per tutti quelli che erano meravigliati che fossi lì.
La mia gara del cuore...
Per la prima volta ho corso a Seregno senza pressioni, senza l'ansia del risultato, godendomi ogni dannato passo dei miei primi 60 km.
Perché niente è scontato.
Vedevo tutti superarmi e sfrecciarmi davanti e non me ne fregava nulla: sono ancora qui nel mio mondo, tra le persone a cui voglio bene...
Siete tutti snocciolati lungo il percorso, ma con me.
E l'ho sentito dagli abbracci in partenza...
Nessuna fatica, nessuna crisi, nessuna esitazione: le gambe ricordano, il cuore ci mette il resto.
Grazie a Maximiliano e Luciano che mi hanno scortato.
L'affetto era tangibile, tanto che era primavera anche lungo la terribile SS36, la pioggerella e la sensazione di umido.
La primavera era dentro di me.
Il senso di gratitudine mi ha sopraffatto, tutti mi avete riconosciuto e salutato e sostenuto.
Grazie a voi, ai Runners Desio, ad Ilaria che mi ha regalato la sua medaglia, ad Arturo che ha mollato la macchina fotografica per abbracciarmi.
A Marco che - "mettetevelointesta" - la sua bandana è ormai uno status symbol...
Grazie a Dio (con molta semplicità...) per avermi regalato un altro traguardo da onorare, con grandissima commozione.
E non sono io che ho le lacrime in tasca, sono i fotografi che mi beccano sempre nei momenti migliori!

Ilaria Fossati (profilo facebook)

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23 marzo 2015 1 23 /03 /marzo /2015 19:48
Missione compiuta! Il 42enne ultrarunner romano Giorgio Calcaterra, tri-campione del mondo nella 100 km, aveva programmato di correre per due volte consecutive la distanza classica della maratona, il 22 marzo 2015, in occasione della 21^ Maratona di Roma e ce l'ha fatta! Dopo aver tagliato il traguardo la prima volta al 9° posto in 2h34:26 ed essersi sottoposto al controllo antidoping (di default attuato sui primi dieci classificati) ed avere onorato tutte le ottemperanze, è ripartito a tutta velocità, raggiungendo l'ultimo atleta della maratona (Eligio Lomuscio, 70enne di Barletta) intorno al 40°km e incitandolo a concludere la sua fatica, camminando con lui: “Ho faticato non poco per raggiungere l'ultimo, ma ho voluto così festeggiare e onorare anche chi corre senza l'obiettivo della vittoria!"

Missione compiuta! Il 42enne ultrarunner romano Giorgio Calcaterra, tri-campione del mondo nella 100 km, aveva programmato di correre per due volte consecutive la distanza classica della maratona, il 22 marzo 2015, in occasione della 21^ Maratona di Roma e ce l'ha fatta! Dopo aver tagliato il traguardo la prima volta al 9° posto in 2h34:26 ed essersi sottoposto al controllo antidoping (di default attuato sui primi dieci classificati) ed avere onorato tutte le ottemperanze, è ripartito a tutta velocità, raggiungendo l'ultimo atleta della maratona (Eligio Lomuscio, 70enne di Barletta) intorno al 40°km e incitandolo a concludere la sua fatica, camminando con lui: “Ho faticato non poco per raggiungere l'ultimo, ma ho voluto così festeggiare e onorare anche chi corre senza l'obiettivo della vittoria!"

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18 marzo 2015 3 18 /03 /marzo /2015 06:28
Reg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannico

La storia di Reg Harris (1920-1992), il più grande ciclista britannico su pista di tutti i tempi, è stata raccontato in un libro da Robert Dineen, Reg Harris. The Rise and the Fall of Britain's greatest Cyclist (Random Press, 2012) , un libro che - anche con il supporto di una ricca documentazione fotografica racconta di questo eroe popolare di umili origini l'ascesa alla gloria dei massimi risultati sportivi e la caduta a causa delle sue incontrollate passioni per le auto, per la bella vita e per ogni sorta di "vizi". Ma, mlgrado la sua "caduta", nell'immaginario degli appassionati del ciclismo britannico, è rimasto sempre un eroe che ha compiuto indimenticantibili imprese.

Reg Harris, whose statue overlooks the Manchester Velodrome, is the legend who all track cyclists want to emulate. He was a poor, working-class boy born in the Depression who escaped the Lancashire mills to utterly dominate his sport. He triumphed as world champion an incredible five times between 1947 and 1954 and performed medal-winning heroics at the London Olympics.

At his peak he was the most adored sportsman in the country, a British cycling superstar, attracting huge crowds, sponsorship, and the company of the rich and famous. But, fiercely driven and ruthlessly single-minded, Harris had a dark side. His was a sensational life fuelled by an insatiable need for money, celebrity, fast cars and beautiful women that constantly threatened to destroy him.

Following an exhaustive investigation, Robert Dineen has uncovered an epic sporting rise and fall – a story more astounding than anyone had known.

(Dal risguardo di copertina) The sensational story of the rise and fall of Reg Harris, Britain's first cycling hero. Thanks to exhaustive new research and investigation Robert Dineen has unearthed a truly cinematic story. This epic account of Reg Harris's meteoric success takes you from his humble beginnings to his spectacular highs and his dramatic lows.
Born into a poor, working-class family during the Great Depression, Reg Harris left school early to help support his widowed mother working in a bicycle shop. But after winning a local cycling competition, Harris realised his natural abilities and began to train seriously. Working in a paper mill to fund his ambitions, Harris soon started winning enough races to leave the mill and went on to break the rules of amateurism and become the favourite for three titles in the 1948 Olympics. But Harris's dreams of gold were shattered when he was involved in a high-speed car accident that nearly left him paralysed. However, Harris's determination and drive meant he defied the odds and he went on not only to compete in the Olympics but to win two silver medals.
From there, Harris's career went stellar and he became one of the most famous sporting figures in the land, eclipsing even footballers. Winning five World Championships between 1949 and 1954, fame, money and adulation followed, and with it an insatiable appetite for beautiful women, fine wine and fast cars that all threatened to destroy him. After blowing all his money, two failed marriages and a disastrous business venture, Harris made a shock come-back winning the British Championship at age 54. But was there a dark side to this celebrated victory? Through interviews with those who knew Harris best, Robert Dineen reveals both the professional triumphs and personal tribulations of this sporting legend.

Reginald Hargreaves Harris (1 March 1920 – 22 June 1992) was a British from Lancashire track racing cyclist in the 1940s and 1950s. He joined the 10th Hussars in World War II and was a tank driver in the North Africa campaign before being wounded and invalided out of the services. Despite his discharge he went on to win the World Amateur Sprint in Paris in 1947 and won Olympic Sprint silver and Olympic Tandem Sprint silver in 1948.
He won the world amateur sprint title in 1947, two Olympic silver medals in 1948, and the professional title in 1949, 1950, 1951 and 1954. His ferocious will to win made him a household name in the 1950s, but he also surprised many with a comeback more than 20 years later, winning a British title in 1974 at the age of 54.

Reg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannicoReg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannico
Reg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannico
Reg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannicoReg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannicoReg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannico
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13 marzo 2015 5 13 /03 /marzo /2015 22:13

Straordinaria impresa portata a termine dal cefaludese Dario La Martina che è riuscito a chiudere in ottima posizione l’estenuante quarta edizione dell’Ultra Trail Sierras del Bandolero (UTSB), che si è tenuto in Spagna nelle montagne delle provincie di Cadice (Cádiz) e Málaga, sulla distanza di ben 150 km, tra il 7 e l'8 marzo 201!

L’atleta cefaludese, fonte di ispirazione per tutti i praticanti di trail running di Cefalù e apprezzato da tutti gli appassionati della Sicilia per le sue doti atletiche e umane, nonostante un periodo di fermo dovuto ai malanni di stagione, quindi senza aver potuto seguire la tabella di allenamenti prevista, è stato comunque capace di arrivare 44° assoluto su 400 finisher e 5° di categoria, correndo, come ama dire lui stesso, “con la testa”.
Partito venerdì 6 marzo 2015 nel pomeriggio intorno alle 18:20 ha tagliato il traguardo alle 20:48 di sabato 7 marzo con il crono di 26h30’44”, avendo corso praticamente sena interruzione e limitando i periodi di riposo al minimo possibile.

Intervistato a caldo si è detto felice di aver terminato la gara anche se avrebbe potuto fare di meglio: «Ho fatto ricorso a tutta la mia forza di volontà per vincere la stanchezza e i dolori ai piedi che ad un certo punto si erano fatti quasi insopportabili a causa del fondo roccioso. Sono rimasto affascinato dai luoghi e dai sentieri scavati nella roccia anticamente dai banditi, e poi è una sensazione unica correre di notte…».

 

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13 marzo 2015 5 13 /03 /marzo /2015 16:48
Ruggero Pertile, campione di Assindustria Padova Sport, a confronto con i runner

Il 13 marzo 2015, va in scena uno degli appuntamenti predisposti da Assindustria Padova sport, nel percorso di avvicinamento alla Maratona di ant'Antonio, rivolto agli atleti amatoriali: si tratta dell'incontro/confronto con Ruggero Pertile, campione di Assindustria Padfova Sport, presso il Centro Congressi di via Forcellini a Padova. 

Si parlerà dell’alimentazione del podista con il campione di Assindustria Sport e con il dottor Fagnani, nutrizionista delle Fiamme Gialle

L’appuntamento è di quelli imperdibili, per tutti gli appassionati di podismo. Il campione azzurro di Assindustria Sport Ruggero Pertile, uno dei più grandi maratoneti italiani, metterà a disposizione la sua esperienza per arricchire una serata completamente dedicata all’alimentazione del podista. L’appuntamento è fissato per venerdì 13 marzo, alle ore 20.30, nella sala del Centro Congressi di Padova, in via Forcellini, 170.

L'incontro è rivolto a tutti gli atleti amatoriali che desiderano approfondire questi argomenti e che vogliono ottenere migliori risultati durante le loro performance. La parte relativa alla nutrizione sportiva sarà trattata dal dottor Francesco Fagnani, nutrizionista ufficiale delle Fiamme Gialle.

Un’opportunità davvero preziosa, a poco più di un mese dalla Maratona S.Antonio, in cartellone domenica 19 aprile: dal campione padovano verranno sicuramente preziosi consigli per presentarsi pronti all’appuntamento.

L’ingresso è gratuito ma è gradita la prenotazione scrivendo a: chiara.finishline@gmail.com.

Nella foto la locandina dell’evento

 

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9 marzo 2015 1 09 /03 /marzo /2015 22:45

Il dottor Charles Eugster, 95 anni, dentista inglese in pensione, ha battuto sabato il primato mondiale sui 200 metri indoor nella categoria master (M95) ai British Masters Championship.
Charles Eugster ricorda uno dei vecchietti protagonisti del film «Cocoon», ma con una buona dose di esibizionismo e di "sano" (e, peraltro, giustificato) narcisismo: dalle foto che circolano nel web si potrebbe proprio dire che Eugner sia un "vecchietto di ferro"!

Dopo l’impresa è tornato in hotel per un (meritato) riposino. Lo stakanovista della pista ha infatti totalizzando 55,48 secondi, migliorando di 2,4 secondi il precedente record mondiale stabilito nel marzo 2013 dall’americano Orville Rogers.

Eugster è nato a Londra e attualmente vive a Zurigo, dove ha sempre svolto la professione di odontoiatra.

Negli ultimi anni ha partecipato con grande successo anche a diverse gare di canottaggio (vincendo un totale di ben 40 medaglie).

 

 

British Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoorBritish Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoor
British Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoorBritish Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoor
British Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoorBritish Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoor

Record-breaking 95-year-old runs 55.48 at Lee Valley where he also beat the UK over-90 60m record by three seconds

Charles Eugster broke the world over-95 indoor 200m record at the British Masters Indoor Championships this weekend, clocking 55.48 to take more than two seconds off the mark set by American Orville Rogers in 2013.

The 95-year-old also ran 15.32 to beat the UK over-90 60m record by three seconds at Lee Valley.

Eugster later took to Facebook to share the news of his world record and thank those who have helped him to achieve it.

“I have just broken the M95 World Record at 200m indoors!” he wrote. “55.38 seconds – I’m over the moon… Thank you to everyone who has helped me achieve this.”

 

 

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4 marzo 2015 3 04 /03 /marzo /2015 20:25
Ruggero Pertile, vincitore della 1^ edizione della Unesco Cities Marathon (2013)

Ruggero Pertile, vincitore della 1^ edizione della Unesco Cities Marathon (2013)

Ruggero Pertile, il campione azzurro di Assindustria Padova Sport annunciato tra gli atleti da battere nella Acea Maratona di Roma 2015 che si disputerà domenica 22 marzo 2015.

L’ha già vinta nel 2004 e se la vedrà con diversi atleti africani, ma vuole essere di nuovo il "re di Roma".

Sarà Ruggero Pertile la stella italiana della XXI Acea Maratona di Roma, la 42,195 chilometri della capitale che si svolgerà domenica 22 marzo 2015 con partenza (alle 8.50) e arrivo da via dei Fori Imperiali.
La gara, confermata nel circuito dei migliori eventi su strada al mondo IAAF Road Race Gold Label, ha già raccolto 15.000 iscrizion, provenienti i da 110 nazioni.

Pertile (Assindustria Spot Padova), in agosto settimo ai Campionati Europei di Zurigo, ha un primato personale di 2h09’53” e, a Roma, ha già vinto nel 2004.
Al via, ma solo per un test propedeutico, ci saranno anche i due azzurri delle Fiamme Gialle Andrea Lalli e Ahmed El Mazoury, che hanno in programma di correre per 25-30 chilometri, mentre Roma segnerà il debutto in maratona di Jamel Chatbi (Riccardi Milano).

In lizza per la vittoria ci saranno però diversi atleti africani. I più accreditati sono i keniani John Kipkorir Komen (PB 2 ore 7’17”) e Peter Chesang Kurui (2 ore 8’56”), gli etiopi Teshome Gelana Etana (2 ore 7’37”) e Habtamu Assefa Wakeyo (2 ore 8’28”) e il marocchino Mustapha El Aziz (2 ore 7’55”), con l’ucraino Oleksandr Sitkovskyy da tenere d’occhio quale possibile outsider. In campo femminile fari puntati sull’azzurra Deborah Toniolo (Forestale), per la prima volta a Roma. La 37enne atleta di Schio sarà in gara con l’obiettivo di salire sul podio.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
  • Contatti

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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
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