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15 giugno 2011 3 15 /06 /giugno /2011 18:57

torino roma NostopRiceviamo e volentieri pubblichiamo i ringraziamenti di Enzo Caporaso, patron della Torino-Roma No Stop 2011 e guida dell'ASD Il Giro d'Italia Run rivolti a tutti quelli che hanno contribuito fattivamente con il loro entusiasmo, con il loro contributo, con la loro partecipazione al successo della manifestazione podistica estrema che, unica nel suo genere, si pone adesso come pietra miliare sfidante nel panorama delle ultra italiane su strada in linea.

Le parole di Enzo Caporaso rappresentano un "ultimo" atto sentito - e non formale - prima di un congedo temporaneo dalla straordinaria manifestazione e propedeutico per iniziare a sognare d'una nuova edizione nel 2012.

 Cari Amici, è trascorsa una settimana dalla conclusione della Torino-Roma No Stop: è stata un’avventura meravigliosa che, nonostante le insidie della “prima volta”, penso possa essere archiviata come un successo.

Gran parte del merito di questo successo sul quale pochi avrebbero scommesso fin dal giorno della presentazione, va indubbiamente ascritto agli uomini e alle donne de Il Giro d’Italia Run e dell’Atletica Ruffini che hanno saputo durante i sette giorni di gara, trovare sempre la soluzione ideale ai mille imprevisti che quotidianamente insidiavano l’evento, non solo alla sua edizione di esordio ma addirittura senza precedenti in Italia e forse nel mondo.

CaporasoSettex100kmEcco perché sento il desiderio di ringraziare quanti hanno reso possibile realizzare questo sogno chiamato Torino-Roma  No Stop.

Grazie a: Adamo Nicola, Aiudi Luca, Aiudi Paolo, Catalano Vincenzo, Frendino Pietro, Frigura Vasile, Giuliano Giovanni, Grillo Fortunato, Maranzina Aldo, Pari Paola, Parigi Fausto, Pirrung Roy, Rovera Paolo, Satta Marinella, Tallarita Antonio, Vella Victor, sono loro i “Padri” di questa corsa, senza il loro coraggio, la loro forza di resistere fino in fondo ma anche con la forza di ritirarsi con saggezza, una scelta di certo non facile,  consapevoli di essere comunque protagonisti di un evento straordinario che certamente potrà rivederli protagonisti in possibili nuove edizioni. Senza di loro questa corsa non avrebbe mai preso il via, per questo è a loro che va il mio grazie più grande, tutta la mia ammirazione per il coraggio dimostrato.

Grazie agli uomini e alle donne de Il Giro d’Italia Run e dell’Atletica Ruffini: Balascio Gerardo, Bassoli Domenico, Borra Cristina, Comba Giannina, Dascoli Vito, Del Col Giorgio, Demaria Tiziana, Faletto Paola, Fuggetta Emilio, Montone Miriam che per una settimana hanno formato una grande famiglia, diventando la famiglia di tutti i concorrenti per i quali si sono prodigati indifferentemente senza riserve e poi ancora, Paolo, Lino, Demetrio e tanti altri che anche solo per brevi tratti hanno dato il loro contributo di fatica affinché tutto potesse svolgersi nel migliore dei modi.

Grazie alla UISP e al suo Presidente Antonio Gasparro, che coerenti come mai con il claim dell’ ente: “Sport per tutti”, hanno abbracciato senza riserve questa manifestazione che ricordiamo celebrava i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Grazie alla IUTA al suo Presidente Gregorio Zucchinali, al Segretario Stefano Scevaroli ed ad il Direttivo tutto, che con il patrocinio dato a questa gara hanno dimostrato come sia ancora possibile in un mondo (quello dello sport) sempre più esasperato ed inquinato da interessi economici, poter coltivare, inseguire e realizzare sogni, semplicemente per sport.

Grazie ad Esperienza Italia 150 che ha onorato la manifestazione, inserendola nel calendario ufficiale dei festeggiamenti per il 150° e targando l’evento come “impresa”.

Grazie al Comune di Torino che ha contribuito ad alleviare gli enormi costi affrontati per organizzare l’evento.

Grazie alla Regione Piemonte, che fin dalla presentazione ci ha sostenuto con il proprio consenso.

Grazie alle 12 Province attraversate: Torino, Asti, Alessandria, Genova, La Spezia, Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto, Viterbo, Roma che hanno reso possibile il regolare svolgimento della manifestazione.

Grazie ai 13 Comuni che hanno ospitato i check point:  Masio, Gavi, Montoggio, Sestri Levante, Borghetto di Vara, Marina di Carrara, Livorno, Rosignano Solvay, Venturina, Grosseto, Manciano, Tuscania, Trevignano Romano.

Grazie alle tantissime persone che lungo tutto il percorso hanno sostenuto lo sforzo degli atleti in gara, correndo qualche chilometro in loro compagnia, offendo loro da bere o un frutto, con una pacca sulle spalle o con un caloroso applauso. L’affetto della gente che in alcuni punti era veramente “tanta”, come ad esempio sui litorali è stato con buone probabilità il miglior carburante per le fatiche degli intrepidi podisti.

Grazie ai gruppi dei Bancari Romani, dei Marathon Truppen e agli amici dell’Associazione Podistica Trevignanese che negli ultimi giorni di gara hanno atteso a turno i concorrenti per scortarli trionfali al traguardo di Piazza del Popolo.

Grazie alla RAI, a LA 7 a Sky, che hanno seguito con interesse l’evento, così come le innumerevoli testate giornalistiche nazionali e locali che non hanno voluto farci mancare il proprio supporto.

E grazie quindi a Timothy Ormezzano, nostro addetto stampa che, ancora una volta, ha dovuto fare gli straordinari per tenere tutto sotto controllo ed a Guido Cappio per la sua amicizia.

Grazie a Trevisan Dolciaria, Whirlpool e Intesa San Paolo, Carrefour UNO Mobile, Istituto di Medicina dello Sport di Torino che ancora una volta hanno voluto contribuire al successo di un grande evento podistico.

Grazie alle autorità che ci hanno onorato della loro amicizia componendo il prestigioso Comitato d’Onore: Presidente Berruti Livio, Franca Fiacconi, Prof. Carlo Gribaudo, Linus, Marchei Marco, Menarini Daniele, Nasi Tiziana, Ormezzano Gianpaolo, Ottoz Eddy, Scevaroli Stefano, Zomegnan Angelo, Zucchinali Gregorio.

Ed infine grazie al maestro Ugo Nespolo che ha realizzato i pettorali della manifestazione e soprattutto la medaglia con la quale da giovedì 9 giugno 2011, otto eroi potranno impreziosire la propria bacheca di successi.

È possibile come spesso accade facendo dei ringraziamenti che si dimentichi qualcuno per questo motivo, il mio ultimo grazie, va proprio a loro, a tutti quelli che pur non trovandosi in questo elenco, hanno contribuito a che la festa fosse gioiosa.

Grazie amici, vi auguro buone vacanze, riposiamoci per ritrovarci con rinnovate energie al nostro prossimo appuntamento del 15/16 ottobre: 100 km delle Alpi da Torino a Saint Vincent.

Buone corse.

 


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10 giugno 2011 5 10 /06 /giugno /2011 18:00

TallaritaRoma.jpgROMA. E’ nata una corsa. La più lunga che si sia mai disputata in Italia, una delle più estreme del mondo. La Torino-Roma No Stop, l'ultramaratona di 712 km dalla Mole al Colosseo, pur con tutte le difficoltà che contraddistinguono una prima edizione, è stata un grande successo. Merito di chi ha ideato e organizzato l’evento, l’Asd Il Giro d’Italia Run presieduta da Enzo Caporaso. Merito degli audaci podisti che, partecipando a questa lucida follia, hanno scritto un’incredibile pagina di storia sportiva nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Hanno “vinto” tutti gli otto podisti che, partiti il 2 giugno da Torino, in occasione della Festa della Repubblica, hanno tagliato il traguardo di Roma tra l’8 e il 9 giugno. Ha vinto anche chi si è ritirato, soltanto per aver avuto l’intenzione e il coraggio di partire per solcare di corsa il paese, attraverso quattro regioni e dodici province.

Ovviamente meritano una menzione particolare i primi classificati, Antonio Tallarita e Marinella Satta, giunti sul traguardo di Piazza del Popolo con 24 ore di distacco l’uno dall’altra. Ma è altrettanto bella la vicenda degli ultimi tre, che hanno completato la loro lunga fatica 5 minuti prima dello scadere del tempo massimo (7 giorni e 10 ore). E’ stata PariSattauna vera lotta contro il calendario e il cronometro, quella del trio composto dai fratelli Luca e Paolo Aiudi e dalla 30enne Paola Pari, la più giovane concorrente in gara, scortati e idealmente trascinati fino al traguardo dagli amici giunti appositamente per loro da Fano.

Scena simile il giorno prima, con il Gruppo Podistico Trevignanese ad accompagnare il leader Antonio Tallarita negli ultimi chilometri della sua lunga fatica e con i podisti Bancari Romani a fare da “scorta” a Victor Vella, maltese residente a Roma che, tagliato il traguardo, ha voluto “circumnavigare” un paio di giri di Piazza del Popolo per smaltire felicità ed emozione.

Ieri sera, la festosa premiazione, sotto l’obelisco di Piazza del Popolo. Abbracci, pacche sulle spalle, foto ricordo. Oltre alle prestigiose medaglie numerate, coniate appositamente per la Torino-Roma No Stop dal maestro Ugo Nespolo, i primi tre hanno ricevuto un bellissimo trofeo.

Parla ora Enzo Caporaso, che dopo 600 km di gara, svestiti i panni del concorrente ha indossato quelli dell’organizzatore per andare ad accogliere sul traguardo di Roma Antonio Tallarita, il primo vincitore della prima Torino-Roma No Stop: “Ringrazio tutti i partecipanti per aver onorato la corsa con un’impresa epica e tutto lo staff organizzativo che ha reso possibile questo grande evento. Nonostante le difficoltà, figlie delle incognite della prima volta, siamo orgogliosi di aver portato metà degli iscritti al traguardo, senza incidenti o errori di percorso. E’ nato il prototipo di una grande manifestazione sportiva, ma sono soprattutto nate delle belle amicizie tra chi ha partecipato all’ultramaratona, amicizie cementate da oltre 700 km da gocce di sudore e lacrime di gioia”.

 

CLASSIFICA TORINO-ROMA NO STOP 2011:

1 Antonio Tallarita (147h10’)

2 Roy Pirrung (163h20’)

3 Aldo Maranzina (170h)

4 Marinella Satta (171h15’)

5 Victor Vella (175h45’)

6 Luca Aiudi, Paolo Aiudi, Paola Pari (177h55’)

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10 giugno 2011 5 10 /06 /giugno /2011 09:03

Imprese-estreme-8448.JPGDomenica 15 maggio, Pio Malfatti ha corso, ad Ascoli Piceno, la tredicesima tappa della Maratrenta. Anche in questa maratona, Pio Malfatti è riuscito nel suo intento, correndo una buona maratona e portando così a 13 i risultati utili ai fini della sua impresa, concludendo con il tempo di 2 ore 55 min
La prossima maratona nel calendario Maratrenta, decisamente impegnativa per via dei forti dilivelli altimetrici, sarà quella di Suviana, il 12 giugno che sarà seguita - a distanza d'una settimana - da quella del Gargano (il 18 giugno).
Pio Malfatti, atleta azzurro di ultramaratona, si propone di correre nell'arco del 2011 trenta maratone in trenta diverse provincie italiane, coprendo tutte le regioni, in tempi al disotto delle 3 ore. L'ambizioso progetto che cade nell'anno che vede le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia proprone un messaggio di solidarietà agonistica e di unione attraverso la pratica sportivo-agonistica.
Ma è anche un modo perchè si parli - grazie all'impresa di un testimonial eccellente - del movimento delle ultramaratona.
Il progetto è stato denominato "Maratrenta".
Per leggere la descrizione ufficiale del progetto, la composizione del Comitato promotore e l'elenco delle maratone in programma si rimanda alla nota FB, intitolata, "MARATRENTA: PIO MALFATTI CORRERA' TRENTA MARATONE IN UN ANNO SOLARE E TUTTE SOTTO LE TRE ORE" (Maurizio Crispi) oppure al sito ufficiale di Maratrenta dove è possiile trovare articoli, news e le foto di tutte le partecipazioni sinora messe nel carniere nel rispetto pieno della premessa iniziale (www.maratrenta.it/).
Queste le maratone cui, sinora, Pio Malfatti ha partecipato. Rispetto all'elenco progettato, la Maratona del Lamone e a quella di San Benedetto sul Tronto (Maratona sulla Sabbia) non sono state contabilizzate e verranno sostituite con altre due maratone, in location ancora da decidere.
       

  1. Maratona di Roncola (Roncola di Treviolo in provincia di Bergamo - Lombardia, 06 Gennaio 2011 - 8° edizione Maratona sul Brembo e, come novità, accoppiata alla 1° edizione della mezza maratona), crono 2:51:46;
  2. Maratona di Ragusa (Ragusa - Sicilia 16 Gennaio 2011), 8° edizione Hybla Barocco Marathon), con il crono di 2:56:49;
  3. Maratona di Napoli (Napoli - Campania 30 Gennaio 2011 - 13° edizione Neapolis New Marathon), crono 2:53:01;
  4. Maratona di Terni (Terni - Umbria 20 Febbraio 2011 -  1° edizione Maratona di San Valentino), crono 2:52:26;
  5. Maratona di Salsomaggiore (Salsomaggiore - Emilia Romagna 27 Febbraio 2011 - 14° edizione Maratona delle terre Verdiane), crono 2:56:27;
  6. Maratona di Piacenza (Piacenza - Emilia Romagna 06 Marzo 2011 - 16° edizione Placentia Marathon for Unicef), 2:57:05
  7. Maratona di Roma (Roma - Lazio 20 Marzo 2011 - 17° edizione Maratona di Roma), crono 2:53:53;
  8. Maratona di Treviso (Treviso - Veneto 27 Marzo 2011 - 8° edizione Treviso marathon), crono 2:55:09
  9. Maratona di Milano (Milano - Lombardia 10 Aprile 2011 - 11° edizione Maratona di Milano), crono  2:58:51;
  10. Maratona di Padova (Padova - Veneto 17 Aprile 2011 - 12° edizione Maratona di S. Antonio), con il tempo di 2:53:22;
  11. Maratona di Vercelli (Vercelli - Piemonte 1 Maggio 2011 - 8° edizione  Maratona del riso), con il tempo di 2:55:06;
  12. Maratona di Trieste (Trieste - Friuli Venezia Giulia 8 Maggio 2011 - 12° edizione Maratona d'Europa), con il crono di 2:55:06;
  13. Maratona di Ascoli Piceno (Ascoli Piceno - Marche 15 Maggio 2011 - 29° edizione Maratona del Piceno), con il tempo di 2:55:52;

Siamo in attesa di ulteriori sviluppi, la cui evoluzione potrà essere seguita sul sito ufficiale dell'impresa.

maratrenta.png

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9 giugno 2011 4 09 /06 /giugno /2011 18:36

SattaPari.jpgROMA. “E’ stata dura. Sono andata bene per tutta la settimana, ma oggi ho davvero faticato. Ora vorrei riposare un po’”. Queste le prime parole di Marinella Satta, prima donna sul traguardo della Torino-Roma No Stop, ultramaratona internazionale di 712 km. Torinese, classe 1957, il suo curriculum sportivo conta ora 149 gare tra maratone e ultramaratone. “Questa, però, è stata la prova più impegnativa di sempre. Dopo centinaia di chilometri la stanchezza si fa sentire eccome. Non ho male alle gambe, ma mi bruciano i piedi: non avevo mai corso una prova così lunga”.

Nel suo palmarés le vittorie alla XV edizione della Stratorino, alla Torino-Saint Vincent del 1997, alla Maratona di Servigliano (AP) e di Novi Ligure (AL) e il titolo di campionessa italiana di 100 km in pista, ottenuto a Sanremo nel 2002. L’anno scorso, inoltre, Marinella Satta è entrata nel Guinness dei Primati per aver corso una maratona intera palleggiando con un pallone da basket, in 4h 28’ 11’’ (record mondiale assoluto, maschile e femminile).

“Il primo giorno ho corso con Paola Pari, l’altra donna in gara, poi dal secondo giorno sono passata in testa e ho trovato in Pirrung, Caporaso e Maranzina i miei nuovi compagni di viaggio. Ho dormito 3 o 4 ore al giorno. Di notte, sulle strade da Torino a Roma, sembrava quasi di correre in mezzo ai lupi”.

Partita da Torino alle 11 di mattina del 2 giugno, Marinella Satta ha chiuso la sua fatica oggi alle 14.10, dopo 171 ore di gara, a 24 ore esatte di distanza dall’arrivo sul traguardo di Piazza del Popolo del primo classificato, l’emiliano Antonio Tallarita.

Seconda piazza per lo statunitense Roy Pirrung, arrivato a Roma alle 6.12, terzo il triestino Aldo Maranzina, che ha completato la sua ultramaratona alle ore 13.00.

Intorno alle 19.00 è previsto l’arrivo del maltese residente a Roma Victor Vella, mentre il terzetto composto da Paola Pari e dai fratelli Luca e Paolo Aiudi è atteso sul traguardo poco prima delle 21.00, e cioè allo scadere del tempo massimo, fissato in 7 giorni e 10 ore.

Questa sera, dalle 21.00 in piazza del Popolo, è prevista la premiazione della Torino-Roma No Stop.

Grande merito dunque ai vincitori Tallarita e Satta.

Anche se, va detto, hanno vinto davvero tutti: onore a tutti i finisher!

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9 giugno 2011 4 09 /06 /giugno /2011 06:34

Marchesi19.100km-8077.JPGIeri, 8 Giugno, Battista Marchesi è stato aggredito e picchiato selvaggiamente, ferito e derubato di orologio e rilevatori satelillitari da due giovinastri di cui non si conosce l'entità. L'aggressione è avvenuta di primo mattino nella ciclabile del parco che costeggia l'Oglio, lungo il circuito che Tista percorreva ormai da 43 giorni.

Trasportato in ospedale (al nosocomio di Lovere), è stato sottoposto agli accertamenti e alle cure del caso. La prognosi è severa: almeno venti giorni di riposo a casa. Il morale di Tista è a pezzi: anche se la sua reazione - debole, per la verità, ma espressione del suo indomito spirito - è quella di voler continuare nell'ompresa, tanto che fa di tutto per farsi dimettere e andarsene a casa. Ma il coro delle persone che gli vogliono bene è unanime: "NO, Tista, in queste condizioni non puoi proseguire!" E Tista piange come un vitello, come ha pianto quando dai medici ha appreso la prognosi.

Ecco l'effetto profondo di un gesto gravissimo, selvaggio, oltre che incomprensibile.

C'è da augurarsi che delle indagini efficienti vengano portate sino in fondo dagli inquirenti, Carabinieri e quant'altro, e che i colpevoli, vigliacchi e spregevoli, possano essere assicurati alla giustizia, anche se la giustizia umana potrà fare ben poco alle gravissime ferite interiori che Tista, uomo buono e appassionato nel suo progetto, ha dovuto subire.

Questa è la seconda inturruzione che il suo progetto 19.100 km (la distanza da casa a Pechino) subisce, ma questa volta l'interruzione è ben più grave, perchè sopraggiunta in un momento in cui l'apparato organizzativo era ottimo e tutto sembrava filare per il meglio.

Auguriamo a Tista una pronta guarigione e che, sanato nel corpo e nello spirito, possa riprendere ancora una volta la sua impresa. Tista, non mollare!

Di seguito il racconto di Vitaliano Grasssi "Diavolo Rosso", che ci d° la cronaca accorata e dolente di quest'ultimo, terribile, giorno.

 

E’ successo l'8 giugno alle 4,30 del mattino, nel tragitto che da quarantatre giorni ormai percorreva per raggiungere la sua meta di 19.100 km in nove mesi.

Sono stati due stranieri con calci, pugni e ombrellate, a ridurlo in uno straccio per portargli via il Garmin e il cellulare utilizzato per segnalare la sua  posizione.

Prima di svenire è riuscito a difendersi con tutte le sue forze, sferrando un pugno ad uno dei due, che vista la reazione gli ha sferrato una coltellata.

Rinvenuto poco dopo, con un cellulare nascosto, chiama Ivan, uno degli organizzatori  che prontamente arriva a soccorrerlo ed a portarlo in ospedale.

Sognando. Il suo viaggio di oltre tremila km durato quarantatre giorni, si era protratto sino alla città di Ivanovo, una città distante trecento chilometri da Mosca.

Era andato in questo luogo, perché chiamato “città delle spose” dato che la  maggior parte di lavoratori degli- opifici-  erano donne.

Non è andato solo, si è portato la sua “dolce Primavera”, non sapendo che sarebbe stato l’ultimo suo viaggio.

Anche se, solo con la fantasia ,Tista si ricorderà di “Ivonovo” il suo ultimo traguardo, dove si sono fermati i suoi sogni infranti, ma che sono stati consolati dai profumi di quella “Primavera” che non vedrà mai più.

Si ricorderanno di lui chi lo ammirava, i Runners Bergamo, chi lo seguiva costantemente;  anche quel vecchietto che ogni settimana alle tre del mattino inviava un messaggio di augurio, chissà, gli mancherà.

I suoi  famigliari lo lasciavano fare, sapevano che questo era il suo il suo mondo, e per questo non lo volevano turbare. Ieri sera gli hanno fatto una sorpresa, sono venuti a trovarlo, hanno pranzato con lui, hanno festeggiato quei 3000 km percorsi, c’erano anche altri amici, non sapevano però…che sarebbe stata l’ultima cena.

Giuda non era presente,era già appostato lungo il fiume con un amico pure lui con lo stesso nome, avevano già premeditato l’attacco,non è stato un caso, il soggetto da colpire era solo ed indifeso, il bottino era assicurato:un misero bottino.

La loro coltellata non ha ferito solo il fisico del mio amico Tista, lo ha ferito anche nel cuore, anche se quella maledetta pugnalata ha colpito solo la gamba.

Pure la medicina subirà un danno da questo gesto insensato;cosa diremo ai bravi ricercatori dell'Università di Verona che alle 4 del mattino del 30 maggio avevano già  iniziato le loro analisi con la collaborazione di Tista per lo studio del comportamento umano sottoposto a sforzi estremi?

Uno studio che si sarebbe protratto per nove lunghi mesi e sicuramente il nostro atleta avrebbe rivelato dei segreti che solo il suo corpo poteva dare.

No! Questo non è più possibile. Il posto è rimasto vuoto, Marchesi sarebbe sicuramente contento se la sua missione fosse portata a termine da un altro come lui, sarebbe fantastico. Ma chi?

Dal letto d’ospedale, Tista mi confida: "Sono contento che gli organizzatori, Vincenzo, Ivan e il fratello, e Punzo siano qui; questo dimostra che non solo gli stava a cuore ciò che stavo facendo ma anch’io, nonostante tutto conto ancora tanto per loro".

Anche Gregorio col suo collegamento in diretta ha contribuito alla capillare informazione sull’accaduto.

La sua felicità è di breve durata, arriva il medico con il referto e il suo viso si contrae, mi guarda e piange.

“Deve stare a riposo 20 giorni e poi dovrà fare gli  accertamenti perché sono state evidenziate due costole rotte, un trauma cranico; e c’è stata una perdita di conoscenza con sincope ed una ferita da taglio alla coscia dx.”

Pronta la replica di Tista: “Io voglio continuare, non voglio fermarmi”mi chiede supplichevole”.

Questa volta non lo posso accontentare come quando gli porgevo del cioccolato, oppure il panino col salame sui muretti per non farlo inchinare.

Stavolta a malincuore devo dirgli di no: “Tista, non puoi continuare, devi fermarti, per la tua salute io non voglio che continui e nemmeno chi ha organizzato tutto questo per  te lo vuole”. “La colpa non è tua, gli dico, il destino crudele non vuole abbandonarti, prima la montagna di Montisola ti spedisce all’ospedale ora due balordi fanno la stessa cosa”.

Come possono dire che dobbiamo perdonarli anche se sono dei poveracci? Avrebbero potuto limitarsi alla minaccia col coltello, senza infierire come delle bestie.

Non importa se erano drogati oppure ubriachi. Perdonarli sarebbe un errore, perchè lo rifarebbero di nuovo. Se dovessi incontrarli direi loro: Complimenti, avete vinto un trofeo, quello della vergogna, mostratelo ai vostri amici, forse nemmeno loro ne sarebbero entusiasti. Il vostro gesto sarà ricordato non come quello di due temerari, ma di due vigliacchi, che aggrediscono un settantenne per massacrarlo di botte.

L’ultima volta insieme: non addio, ma arriverdeci! Ciao Tista, Il giorno prima avevamo vissuto le ultime 13 ore insieme. Eravamo partiti alle 3.07. Otto minuti di anticipo per recuperare il tempo perso settimana scorsa quando la sveglia si era dimenticata di avvisarti.

Abbiamo sopportato per quattro ore la pioggia che ci ha tenuto compagnia, non era forte come quella che ti ha colto domenica  e lunedì costringendoti ad un forzato riparo sotto quel tunnel, questa era quasi piacevole.

Non abbiamo visto Marinella, abbiamo visto poca gente, non era giornata ideale per tutti, noi eravamo soli, soli in quel mondo che tanti non conoscono bene, ma grazie a te hanno cominciato a conoscere.

Ora che non risalirai più il tuo fiume sino a Losine, dove per noi era il primo punto di arrivo, molti si chiederanno: dov’è finito quel matto che tutti i giorni passava di qua? Adesso si ricrederanno e non diranno più che sei matto.

Non vedrai più quella strada che tanto amavi, con quegli operai che ti salutavano sempre, quella strada sembrava fosse fatta apposta per te.

Tu ricorderai tutto questo, non lo dimenticherai, chi ti ha fatto tanto male si dannerà per questo, i colpevoli hanno i giorni contati,saranno sicuramente acciuffati.

Tista, non piangere più, sappi che tanta gente ha scritto parole buone per te, sei e rimarrai nei loro ricordi, quello che hai fatto prima ed ora, rimarrà non solo nella tua storia personale, ma anche nella storia dello sport. 

Non ho fatto molto per te, ho scritto solo quello che tu volevi far sapere.        

Avevi sempre poco tempo, tu dovevi solo correre ed io scrivere tutto quello che facevi; le tue soddisfazioni ma anche le tue delusioni, i tuoi momenti di euforia ma anche i momenti di sconforto. Hai insegnato a non lamentarsi mai inutilmente.

Una mia amica di Chiari, si chiama Enrica, alpinista e runner, mi ha confidato: “Domenica scorsa al Gir delle Malghe stavo accusando un attimo di stanchezza, ma ho pensato a Tista e mi son detta: io mi stanco per così poco e lui? Guarda cosa sta facendo. Mi sono ripresa e mi sono dimenticata di essere stanca”.

Ora, Tista, cerca di guarire, le medicine guariranno il tuo corpo, i tuoi famigliari con il loro amore guariranno il tuo spirito e chi ti ha sempre voluto bene continuerà a farlo.

Ciao Battista, ma per me, solo…Tista.

Quando si legge un libro, alla fine si richiude sempre.

Questa volta lasciamolo aperto, almeno potremo insieme… sognare ancora.

 

Vedi anche

 

"Marchesi 19100Km". Battista aggredito da due giovinastri, picchiato e derubato dei segnalatori satellitari

 

"Marchesi 19100Km". Festeggia con Battista i 3000 km percorsi!

 

"Marchesi 19100Km". Tista galoppa verso i 3000 km percorsi

 

Il referto medico

 

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8 giugno 2011 3 08 /06 /giugno /2011 18:09

Tallarita-copia-1ROMA. Antonio Tallarita ce l'ha fatta e ha vinto la Torino-Roma No Stop, l’ultramaratona più lunga che si sia mai corsa in Italia e che rinverdisce i fasti dei primordi dell'ultramaratona negli ultimi decenni del XIX secolo. Antonio Tallarita s'è presentato  nelle prime ore del pomeriggio in Piazza del Popolo a Roma, luogo che ha sostituito il punto d'arrivo prescelto originariamente ai piedi dell'Altare della Patria, così come era stato preannunciato sin dall'inizio. Al suo fianco lo staff tecnico e medico del CRT di Reggio, Giuliano Mainini, Presidente della sua società - la Podistica Biasola -, Marco Fantini, assessore provinciale alal sicurezza sociale di Reggio Emilia, alcuni podisti della Capitale e gli organizzatori della manifestazione. Partito da Torino alle 11.00 della mattina del 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, il 51enne emiliano è arrivato al traguardo romano di Piazza del Popolo oggi pomeriggio alle 14:15.

E’ stata, la sua, una vera - titanica - impresa: 712 km corsi in 147 ore circa, a una media di 118 km al giorno.

All’arrivo, piuttosto spartano - come nelle migliori tradizioni delle ultramaratone -, hanno fatto da cornice la curiosità dei tanti presenti e il calore degli amici di Tallarita che hanno scortato Antonio nell’ultimo tratto della sua lunga fatica. “Questa è la mia impresa più grande, a Spartathlon nel 2009 avevo corso 246 km, un’inezia al confronto - ha dichiarato Antonio Tallarita - All’arrivo ho avuto una sensazione di liberazione, fisica e mentale. Ho gareggiato quasi sempre da solo, non è facile tenere il ritmo, la concentrazione e superare i momenti di crisi. Il peggiore nel tratto tra Viareggio e Grosseto, quando ho sbagliato strada, allungando di 6 o 7 km il tragitto per Roma. Dedico questo mio successo ai miei genitori Giuseppe e Maria, che da lassù mi hanno dato una grossa mano, e a mia moglie Gabriella. Rivolgo i miei complimenti - ha aggiunto Tallarita - all’organizzazione della Torino-Roma No Stop. E ringrazio vivamente l’Assessore alla Provincia di Reggio Emilia Marco Fantini, che ha patrocinato la mia partecipazione alla gara. Ma il mio ringraziamento più grande va al team composto dal dottor Roberto Citarella e dal fisioterapista Giovanni Moccia che, a bordo del camper guidato da mio fratello Salvatore, ha seguito passo dopo passo la mia lunga galoppata. Come si dice in questi casi, senza di loro questa impresa sarebbe stata impossibile”.

Residente a Reggio Emilia, la città del Tricolore, classe 1960, Antonio Tallarita vede nascere la passione per le ultradistanze nel 2006, quando ha terminato la 100 km del Passatore in 10h23’. Grandi risultati ha ottenuto nel 2009: vicecampione italiano della 24 Ore, seconda miglior prestazione italiana di tutti i tempi alla Spartathlon (17esimo su 340 partecipanti, 246 km in 28h32’), successo nella 24 Ore di Antibes, secondo posto alla “Novecolli running” (Cesenatico). Nel 2010 si è laureato campione europeo e vice campione mondiale a squadre nella 24 Ore di Brive.

Intanto, per gli altri runner, la Torino-Roma No Stop prosegue, con sette podisti ancora in gara. Non fa più parte del gruppo, infatti, Enzo Caporaso, che ha abbandonato la sua marcia su Roma per tornare a vestire i panni dell’organizzatore: “Non volevo assolutamente perdermi l’arrivo di Antonio. Ho voluto esserci anch’io per abbracciare il primo vincitore della Torino-Roma No Stop, una corsa che, dopo il coro di consensi che abbiamo ricevuto, speriamo possa avere un grande futuro”.

Nella notte, o al massimo alle prime luci dell’alba di domani, è atteso al traguardo lo statunitense Roy Pirrung, attualmente a metà strada tra il check-point di Tuscania e quello di Trevignano Romano. Alle sue spalle, in corsa per il terzo posto, c’è il triestino Aldo Maranzina, tallonato dalla torinese Marinella Satta, la prima delle due donne in gara, attesa in Piazza del Popolo intorno alle 10 di domani mattina. Nel lungo curriculum sportivo della Satta, classe 1957, ben 148 gare tra maratone e ultramaratone, con le vittorie alla XV edizione della Stratorino, alla Torino-Saint Vincent del 1997, alla Maratona di Servigliano (AP) e di Novi Ligure (AL) e il titolo di campionessa italiana di 100 km in pista, ottenuto a Sanremo nel 2002. Nel 2010, inoltre, Marinella è entrata nel Guinness dei Primati per aver corso una maratona palleggiando con un pallone da basket, in 4h 28’ 11’’ (record mondiale assoluto, maschile e femminile).

Dietro alla Satta, leggermente distaccato, il maltese Victor Vella, segnalato a 15 km dal check-point di Tuscania.

Chiude la carovana il trio formato dai fratelli Luca e Paolo Aiudi e da Paola Pari.

 

Il profilo altimetrico della Torino-Roma No Stop

 


 

PirrungTallaritaCaporaso.jpg

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7 giugno 2011 2 07 /06 /giugno /2011 18:01

Tallarita-copia-1.jpg(Grosseto. Bollettino del 6° giorno di gara) Antonio Tallarita, al 6° giorno della Torino-Roma No stop è ormai quasi in vista del traguardo di Roma capitale e domani mattina sarà in Piazza del Popolo.

E il sesto giorno la Torino-Roma No Stop arrivò nel Lazio, quarta e ultima Regione toccata dal percorso di 712 km che si snoda dalla prima all’attuale capitale del Paese. Il leader è sempre lui, Antonio Tallarita, partito ieri alle 18.10 dal decimo check-point di Grosseto alla volta del successivo campo-base di Manciano: 60 km di fatica, con gli ultimi 10 km in ripida salita, per raggiungere il comune di circa 7 mila abitanti al confine tra la Toscana e il Lazio.

Tallarita ha frequentato nuovamente la solitudine del podista, correndo di notte, seguendo i bagliori delle lucciole. Arrivato alle 5.15 di stamani, dopo circa quattro ore di riposo, il Fidippide emiliano ha messo nel mirino i 48 km che lo separano dal check-point di Tuscania, a 620 km dal via di Torino e a 92 km dal traguardo, che dall’Altare della Patria è stato spostato presso Piazza del Popolo.

Sulla tabella di marcia di Tallarita, l’approdo nel cuore dell’Urbe è fissato tra le 10 e le 11 di mercoledì 8 giugno, a sei giorni esatti dalla partenza torinese, con un vantaggio di 34 ore sul tempo limite, fissato in 7 giorni e 10 ore.

Detto dell’uomo solo al comando, si passa all’impresa sicuramente non di minor conto degli altri otto audaci podisti ancora in corsa. Al secondo posto c’è sempre Roy Pirrung, ripartito stamani (ore 9.50) da Grosseto e incalzato da Enzo Caporaso, che in questo momento ha circa tre ore di ritardo. La lotta per il secondo gradino del podio si infiammerà sulla salita per Manciano e sulla successiva discesa, quando il Guinness World recordman torinese presumibilmente proverà a ridurre il gap sullo statunitense.

Alle loro spalle il triestino Aldo Maranzina, al quarto posto provvisorio. Quinta, nonché prima delle donne, Marinella Satta che nel pomeriggio ripartirà anche lei alla volta di Manciano. Intanto, dalle retrovie, sta risalendo bene Victor Vella, ieri rallentato da un problema alla tibia. Il maltese, residente a Roma, nel pomeriggio raggiungerà il check point di Grosseto, dove entro le 19 (pena l’eliminazione dalla gara) è atteso anche il gruppetto fanalino di coda della corsa formato dai fratelli Luca e Paolo Aiudi e da Paola Pari.

Gli ultimi, comunque splendidi interpreti di una lucida follia sportiva, sfrutteranno tutto il tempo concesso (178 ore, vale a dire 7 giorni più 10 ore) per arrivare comunque alla meta, interpretando una versione della fatica sportiva di incredibile intensità poetica e valenza fisica.

Dire che vincono tutti, al traguardo capitolino, non è un luogo comune, ma un giustissimo omaggio a un santissimo faticare.

 

 

 
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6 giugno 2011 1 06 /06 /giugno /2011 21:10

Gruppo1(Bollettino del 5° giorno di gara, da GROSSETO). Battute finali della Torino-Roma No Stop, l'ultramaratona internazionale di 712 km, giunta al suo quinto giorno. Il leader della corsa, Antonio Tallarita, alle ore 18:35 ha lasciato il check-point di Grosseto alla volta del campo-base successivo di Manciano (GR), a 140 km dal traguardo al Vittoriano, nel cuore di Roma, dove presumibilmente arriverà nella notte tra martedì e mercoledì. Dopo un lungo tratto di pianura, Tallarita dovrà affrontare le colline al confine tra la Toscana e il Lazio, con ascese fino ai 440 m slm.

Alle spalle dell’ultrapodista emiliano c’è Roy Pirrung, che ha da poco lasciato il check-point di Venturina. Lo statunitense ha circa 70 km di distacco dal leader della corsa.

Grande bagarre, invece, per il terzo posto in un confronto tra Enzo Caporaso e Aldo Maranzina, superato e distaccato di qualche chilometro dal primo dei due, anche se il vantaggio acquisito da Caporaso si è neutralizzato poco dopo, presso il check-point di Venturina, dove i due sono stati raggiunti dalla prima delle donne, la torinese Marinella Satta.

A breve, al campo-base di Venturina arriverà anche il gruppetto formato dai fratelli Luca e Paolo Aiudi e da Paola Pari.

Si preannuncia un gran finale: se il primo posto sembra ormai stabilmente nelle mani di Tallarita, gli ultimi 250 km diranno chi salirà sul secondo e terzo gradino del podio e chi vincerà la corsa rosa.

Più staccato, a circa 15 km dal check-point di Venturina, c’è il maltese Victor Vella, fanalino di coda dopo i problemi a una tibia che lo hanno costretto a un controllo presso il pronto soccorso di Cecina.

Dopo un trattamento sanitario a base di ghiaccio e Voltaren, Vella ha ripreso la sua marcia solitaria che sta assumendo sempre di più i contorni di un’impresa eroica.

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6 giugno 2011 1 06 /06 /giugno /2011 07:10

SattaMaranzina.jpg(Bollettino del 4° giorno di gara, rilasciato il 5 giugno) - Mancano “soltanto” 300 km ad Antonio Tallarita per conquistare la Torino-Roma No Stop, ultramaratona internazionale di 712 km dalle Alpi al Colosseo.

Il podista emiliano nel tardo pomeriggio ha lasciato il check-point di Rosignano Solvay (LI) alla volta del campo-base successivo, allestito a 43 km (una maratona) di distanza, in località Venturina (LI). Da lì, dopo un’ora di sosta, approfittando della strada in pianura, Tallarita proseguirà per altri 30 km circa, fino al check-point di Grosseto, a 197 km dal traguardo situato presso l’Altare della Patria a Roma.

Dietro all’uomo solo al comando, con circa 40 km di ritardo c’è lo statunitense Roy Pirrung che ha ritrovato il passo ma ha perso il suo compagno di viaggio Victor Vella, rimasto indietro per un dolore alla caviglia.

Alle spalle del duo di testa, è bagarre per il terzo gradino del podio tra Aldo Maranzina ed Enzo Caporaso, entrambi in netta ripresa dopo la crisi di ieri. Il triestino precede il torinese sulla strada tra Marina di Carrara e Livorno, in un tratto dell’Aurelia particolarmente trafficato.

Si accende anche la sfida rosa, con Marinella Satta in vantaggio su Paola Pari, di 24 anni più giovane, che può contare sull’appoggio di due concorrenti-amici come i fratelli Luca e Paolo Aiudi. Ripartito nel primo pomeriggio da Marina di Carrara, e ritrovato il passo dopo le defaillances di ieri, il terzetto sta coprendo i 70 km che lo separano dal check-point di Livorno, da raggiungere entro le 5 di lunedì mattina, pena l’esclusione dalla prova.

Intanto Vincenzo Catalano, Nicola Adamo, Giovanni Giuliano e Fortunato Grillo non sono riusciti a rispettare il cancello cronometrico di Sestri Levante (226 km dalla partenza da coprire in un tempo massimo di 54 ore) e hanno così dovuto abbandonare la corsa. Soltanto 9 dei 17 podisti al via giovedì scorso da Torino sono ancora in gara.

Ecco il riepilogo dei check-point e dei relativi cancelli cronometrici:

 

1° Km 83 Masio (Al) entro 14 ore

2° Km 130 Gavi (Al) entro 28 ore

3° Km 167 Montoggio (Ge) entro 35 ore

4° Km 226 Sestri Levante (Ge) entro 54 ore

5° Km 263 Borghetto di Vara (Ge) entro 58 ore

6° Km 305 Marina di Carrara (Ms) entro 79 ore

7° Km 375 Livorno (Li) entro 90 ore

8° Km 405 Rosignano Solvay (Li) entro 101 ore

9° Km 448 Venturina (Li) entro 109 ore

10° Km 515 Grosseto (Gr) entro 128 ore

11° Km 572 Manciano (Gr) entro 138 ore

12° Km 620 Tuscania (Vt) entro 153 ore

13° Km 672 Trevignano Romano (Roma) entro 172 ore

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5 giugno 2011 7 05 /06 /giugno /2011 05:12

Antonio TallaritaAggiornamento da Marina di Carrara. Antonio Tallarita è sempre al comando della Torino-Roma No Stop, l'ultramaratona di 712 km in unica tappa.

Il podista emiliano ha letteralmente fatto il vuoto dietro di sé, tenendo una media spaventosa di quasi 130 km al giorno. Avendo raggiunto alle 3.40 della notte il quinto check-point di Borghetto di Vara - dopo aver corso ben 37 km in salita, fino al Passo del Bracco (615 m s.l.m) - è ripartito alle 9.30 di stamani alla volta di Marina di Carrara, dove è arrivato intorno alle 15.

Da lì, dopo tre ore di sosta presso il “villaggio” allestito al campo sportivo, Tallarita è ripartito alla volta del settimo check point di Livorno, a 375 km dal via di Torino e a 337 km dall'arrivo presso l'Altare della Patria a Roma.

Parla Tallarita, ai microfoni di Radio Uno nel corso di Sabato Sport: “Stamani, con il termometro intorno ai 35°, ho accumulato circa 45 minuti di ritardo sulla tabella di marcia. Fino ad ora ho corso 307 km, intorno all’una di questa notte sarò a Livorno e deciderò se fermarmi a riposare oppure proseguire. Prevedo di arrivare a Roma tra martedì e mercoledì, con un giorno e mezzo di anticipo sul tempo limite. Ringrazio lo staff medico al mio seguito, il dottor Roberto Citarella ed il fisioterapista Giovanni Moccia, oltre ovviamente all’organizzazione della corsa che sta offrendo un’assistenza impeccabile ai podisti, offrendo loro tanti punti di ristoro e campi-base ospitali dove riposare e recuperare le energie. Nella vita di tutti i giorni sono un ingegnere, dirigente d’azienda. Lo sport mi dà equilibrio e serenità. La corsa è un momento importante che amo vivere con molta intensità. Io vivo a Reggio Emilia, la città che ha ideato il tricolore. Ecco perché non potevo proprio mancare alla Torino-Roma No Stop, una corsa che, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, collega la capitale storica a quella attuale del nostro Belpaese”.

PirrungCaporaso.jpgNel tardo pomeriggio le condizioni meteo sono sensibilmente peggiorate, obbligando gli audaci ultramaratoneti a percorrere lunghi tratti sotto l’acqua. Dietro al leader Tallarita hanno risalito la classifica lo statunitense Roy Pirrung e il maltese Victor Vella, che precedono di pochissimi chilometri Aldo Maranzina, attualmente al quarto posto. Quinta piazza per Enzo Caporaso, sesta la prima donna, la torinese Marinella Satta, seguita da un gruppetto composto dai fratelli Luca e Paolo Aiudi e Paola Pari, la più giovane podista in gara, tormentata dalle vesciche ai piedi. Chiudono la classifica, con circa un centinaio di chilometri di ritardo sulla testa della corsa, Catalano, Grillo, Giuliano e Adamo.

A causa di un errore di comunicazione, l’organizzazione ha ufficialmente annullato il tempo limite di 58 ore inizialmente previsto per il quinto cancello cronometrico di Borghetto di Vara (GE).

Per vedere alcune immagini dell’avventura di Tallarita: http://www.blog.ctr-re.it/

 

VellaPirrungTallarita.jpg

 
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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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