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3 giugno 2011 5 03 /06 /giugno /2011 19:07

TallaritaAl secondo giorno di gara, la selezione si fa severa. Restano 13 su 17 podisti, ma è un uomo solo al comando della Torino-Roma No Stop, ultramaratona internazionale di 712 km tra la prima e l’attuale capitale d’Italia.

Si tratta di Antonio Tallarita, 51enne di Reggio Emilia, atteso nella serata di venerdì 3 giugno al check-point di Sestri Levante (GE) - a 226 km dalla partenza di Torino e a 486 km dal traguardo all’Altare della Patria di Roma -, il quarto “campo-base” dei tredici disseminati lungo il percorso.

Nonostante i saliscendi delle strade liguri, Tallarita sta tenendo un’andatura molto sostenuta, di circa 1 km ogni 6 minuti.

Alle sue spalle, il terzetto formato dai fratelli Luca e Paolo Aiudi e dalla 30enne Paola Pari, l’atleta più giovane in gara.

Segue, distanziato di qualche chilometro, il torinese Enzo Caporaso, al quinto posto provvisorio.

Già transitato per primo ai precedenti check point di Masio (AL) e Gavi (AL), Tallarita ha successivamente lasciato il comando della corsa a Fausto Parigi. Quest’ultimo ha però pagato lo sforzo e si è quindi ritirato al successivo check-point di Montoggio (GE), a 167 km dal via, per colpa di un guaio muscolare a una gamba.

Prima, al check-point di Gavi, erano usciti di scena anche l’azzurro Paolo Rovera, uno dei grandi favoriti alla vittoria finale, il rumeno Vasile Frigura e Pietro Frendino.

Tutti e tre hanno accusato dei problemi ai piedi.

In gara restano così 13 dei 17 podisti al via.

 

PaoloAiudiPaolaPariLucaAiudi

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3 giugno 2011 5 03 /06 /giugno /2011 07:03

Marchesi19.100km-8014.JPGEcco il nuovo racconto di "Diavolo Rosso", Vitaliano Grassi: è la cronaca di un'altra giornata trascorsa con Tista che viaggia con regolarità ed immutato entusiasmo verso il traguardo dei 3000 km (la giornata è il 31 maggio 2011): Tista procede al galoppo verso i tremila ed è in ottima salute.

Come sempre la giornata di "viaggio" è scandita da incontri, da gustosi episodi, da piccole conversazioni argute e anche da molti silenzi: è la vita che è così. E Tista, assieme al suo cronista, la sa prendere bene con la giusta dose di spirito e di freschezza quasi fanciullesca, malgrado la sua età anagrafica. Forza Tista!

Sarà licenziata, non troverà più lavoro da nessuna parte,  non aveva mai sbagliato, agli appuntamenti era sempre precisa; lui si fidava ciecamente di lei e invece … nonostante tutto lo ha tradito.

Non si fanno simili scherzi, stamattina si è comportata male, non ha suonato la sveglia del mattino e Tista… si è addormentato.

Questo l’epilogo che si è consumato stamane quando alle 2,45, ho iniziato a bussare alla porta della stanza al terzo piano dell’albergo Lovere senza ottenere alcuna risposta. Ho ribussato piano, niente da fare. Ho digitato sul cellulare il suo numero e finalmente si affaccia alla porta  intorpidito dal sonno dicendo: “E’ colpa sua, non ha suonato, è la prima volta che succede”.

Non c’è da meravigliarsi: succede anche  all’operaio, al tranviere, all’impiegato. Il loro ritardo verrà detratto dalla busta paga, ma il ritardo di Tista… non sarà certamente demonetizzato: lui non deve timbrare il cartellino, ma vuole essere preciso e per lui c’è tolleranza è zero:  una cosa simile non dovrà succedere più. La sveglia imputata sarà sostituita con una nuova  e tutta colorata: lei sa però … che non dovrà sbagliare mai.

Non importa! La nostra partenza è ritardata solo di sette minuti, alle 3,22 siamo già in strada per iniziare la nostra giornata che non sarà di otto ore come prevede il contratto dei metalmeccanici, poiché il nostro è un contratto speciale: “Sono undici ore e gli straordinari … figurati se te li pagano, ma noi abbiamo firmato lo stesso.”

Una mattina silenziosa: nessuno parla, sarà perché il piccolo imprevisto ha modificato l’umore; il fatto è che ognuno è assorto nei propri pensieri e preferisce non dire niente. Solo alle cinque e trenta dopo aver sentito solo il chicchiriare dei galli, ed è la prima volta che per tutto questo tempo abbiamo assistito  ad un concerto… senza pagare, io inizio a fare le prime battute.

Al mattino presto non puoi cominciare con un trattato di filosofia e allora… punto ancora una volta “su di loro”, come nelle barzellette più spiritose, ma stavolta barzelletta non è, perché è successo davvero a me.

Stamattina, arrivato a Marone, una paletta fosforescente si agita e mi indica di fermarmi: sono loro, ancora una volta i carabinieri.

“Favorisca libretto e patente”, mi dicono con la loro frase fatta.

Fosse facile alle 2 di notte trovare tutto in un battibaleno. Scendo dalla macchina e vestito come sono, tanto che un “Fantozzi  si spancerebbe dalla risate”, comincio a rovistare nella borsa.

Pila in testa, Buff al collo, fischietto legato alla macchina fotografica e divisa da ciclista “della notte”. Certo non si spaventano ma si chiedono: chi è sto qua.

Capiscono che  non vado sicuramente a compiere  una rapina e mi chiedono divertiti: “A quest’ora, dove va conciato così?”

In  due parole spiego la mia destinazione e subito chi ho dinnanzi guardando il collega, si toglie il regolamento dalla sua divisa e,forse conoscendo la storia mi dice: “Allora va di fretta?”

Rispondo di si, annuendo solo col  capo.

“Vada, vada, non perda altro tempo", e mentre salgo in macchina la loro paletta è già pronta per fermare qualcun altro che sta arrivando.

La novella è piaciuta  e Marchesi comincia a sciogliersi.

Si scioglie di più appena  intravede la solista della passeggiata mattutina, ma stavolta non è sola, è accompagnata da Francesco, il pensionato dubbioso come San Tommaso  che è venuto a ficcare il naso apposta per chiedere : “Ma quando el piöf, val lo stes?”

Nessuna risposta, è inutile rispondere, un sorriso fa comprendere a Francesco ciò che voleva sapere.

Marinella, Francesco, sulla ciclabile in zona Piamborno.

Arriviamo poco dopo la galleria di Cividate Camuno sulla  strada sterrata quasi terminata, dove incontriamo gli operai che hanno contribuito alla realizzazione di questo tratto. Non hanno mai ostacolato il nostro passaggio anche quando era rischioso transitare, ed ora  che tutto è finito, hanno voluto “tagliare il nastro” con Tista che è stato il primo ad avere l’onore di calpestare questa nuova via.

Prima e dopo il termine dei lavori. Inaugurazione sportiva dell’opera Terminata con -mazzata finale-.

Durante il ritorno appena ripartiti da Losine, sul sentiero accidentato e sassolato giù nel fiume, il rumore del solito elicottero in servizio per i lavori al castello di Breno distrae il Marchesi, che dopo una brutta inciampata, solo per la sua abilità gli permette di mantenere l’equilibrio senza cadere, ma la battuta è obbligatoria in questi casi: “So  mbogat [inciampato] esclama sbuffando, e per fortuna che non è successo niente.

Questa "strabangolata" gli risveglia l’umore e  la voglia di parlare: “Certo che ne troviamo di svitati sul percorso, da quello che fa ginnastica che sembra un ragno a quello di stamattina che correva gesticolando con le braccia come fossero tergicristalli, a quello che ti passa vicino col cane, non sorride, non saluta, ma guarda con aria sospettosa e prosegue per la sua strada. Forse - dice Tista - questo ha appena litigato con qualcuno e non gli è ancora passata”.

Non posso non rispondere a questa battuta: “Non sarebbe  opportuno farci un esame di coscienza anche  tra di noi, cosa credi che pensino gli altri vedendo uno come te che corre e uno come me in bici che ti segue come il cane segue il suo padrone”?  

“Hai ragione, mi risponde, facciamo finta di niente”.

A questo punto ne approfitta per fermarsi un attimo, non per riposare, anche perché ogni sua fermata e lo voglio ricordare, il suo orologio Garmin riparte con 15 metri di scarto in difetto, pertanto, meno si ferma meglio è.

Con aria circospetta mi dice: “Vedi se arriva qualcuno, fai la guardia”.

Dal mio zaino preleva un tubetto di crema e si capisce che deve fare una operazione - molto personale.

Ha ragione, ognuno ha la propria intimità e spalmarsi la crema in  certe zone del corpo sulla strada, può creare attimi di imbarazzo, sembra che uno si stia sfrucugliando  i suoi faraglioni che non assomigliano certamente a quelli di Capri.

L’operazione terminata con successo senza che il nemico abbia potuto osservare la scena; ci accorgiamo che nel sacchetto dei viveri due panini sono stati completamente bagnati da una perdita di acqua della borraccia.

Potrebbe rivelarsi un guaio, perché la scorta di viveri non deve mai mancare. Abbiamo rimediato grazie al Check-point istituito per agevolare i rifornimenti.

Abbiamo imparato stavolta, che i panini vanno avvolti in carta stagnola per evitare questo inconveniente,quindi niente tovaglioli di carta.

Oggi  siamo fortunati, un regalo ci viene offerto dal Sior Mario che tutti i giorni ci aspetta per il saluto, ha preparato per noi una borsa di ciliegie che sono risultate provvidenziali per il nostro ritorno.

Dopo l’assaggio  delle  ciliegie, vorrebbe farsi un giro in treno tentando di fare il “trenostop” ma gli dicono che non si può fare, è proibito; non gli resta che tornare di corsa nel suo albergo a Lovere.

In fondo pensa lui, posso farcela benissimo a ritornare con le mie gambe, non credo di poter essere rottamato come del ferrovecchio e non sono neppure da buttare.

Siamo quasi alle battute finali: capisce di aver macinato ancora una volta i suoi quasi ottanta chilometri  giornalieri e, sfogatosi con le sue gambe, ora vuole sfogare anche la sua lingua che solitamente non è molto loquace.

Ieri è arrivato il medico che mi ha visitato per la seconda volta ed  ha confermato il mio ottimo stato di forma.

Verso le quattro del mattino, sono giunti dalla Università di Verona anche  i due ricercatori per la rilevazione dei dati  sul  mio metabolismo e sulla biomeccanica: mi  sono  sottoposto quattro volte ai test con una mascherina, ad orari intervallati.

Mentre stava concludendo il discorso, vediamo una signora che ci rincorre trafelata col sorriso sulle labbra: pensiamo di aver perso qualche cosa e, invece, vuole solo sapere: “E’ proprio lei quello di cui si è parlato a RAI2?”

Dopo i suoi complimenti che hanno scosso Tista, sull’onda della commozione mi  confida che ieri una ragazza appena operata di cuore ha corso con lui 17 km e che domenica ha fatto una corsa in montagna.

Questo dimostra quanto lo sport possa aiutare a recuperare la salute meglio di qualsiasi altra cosa.

In definitiva, la sua corsa giornaliera non è fine a se stessa, ma contempla anche risvolti umani che Battista Marchesi sa valorizzare provando su se stesso tante soddisfazioni, ma pure tante amarezze. Ogni giorno un incontro, tante storie che si possono raccontare ed altre invece che rimarranno  solo nella sua memoria e che non racconterà mai a nessuno.

Angolo delle curiosità. Dopo oltre duemila chilometri percorsi, Tista, avrebbe dovuto perdere le braghe, invece, dei 66 kg accusati il ventisei aprile scorso, ora ad un controllo se ne riscontrano sessantadue.

Chi avesse intenzione di praticare una dieta diversa da quelle pubblicizzate, dovrebbe provare la “dieta del Tista”: costa poco in denaro, ma costa tanto in “fatica”.

Giorgio, un amico del CAI mi chiede: “Chissà quanto berrà il tuo amico in 11 ore”.

Adesso che il caldo non è eccessivo, siamo ad un consumo di circa cinque litri di acqua al giorno, in seguito, ci sarà sicuramente un aumento notevole. Oggi ad esempio, quasi non si vedeva il sudore sulla sua fronte, la giornata era ventilata e la temperatura ideale per poter dare il meglio senza sprecare il massimo delle energie.

 

Vedi qui le foto della nuova giornata di Tista (foto, come sempre, realizzate da Vitaliano Grassi) 

Battista Marchesi 19.100. Tista si avvicina ai 3000 km percorsi

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3 giugno 2011 5 03 /06 /giugno /2011 00:34

Gruppo3.jpgTORINO. Il 2 giugno, alle 11.00 del mattino, in una Piazza Castello letteralmente gremita per la Festa della Repubblica, è partita la Torino-Roma No Stop, ultramaratona internazionale di 712 km tra la prima e l’attuale capitale. La gara più lunga che sia mai stata corsa in Italia si svolge sulle strade comunali e provinciali, attraverso quattro regioni (Piemonte, Liguria, Toscana e Lazio) e dodici province (Torino, Asti, Alessandria, Genova, La Spezia, Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto, Viterbo, Roma).

Tra i diciassette ultrapodisti al via, tre stranieri (lo statunitense Roy Pirrung, il maltese Victor Vella e il rumeno Vasile Frigura), due alfieri della nazionale azzurra campione europea a squadre e vicecampione del mondo a squadre ai campionati di 24 Ore a Brive (Francia) del 2010 (Paolo Rovera e Antonio Tallarita), cinque Guinness World Record (Enzo Caporaso (2), Marinella Satta, Aldo Maranzina e Vincenzo Catalano), due fratelli (Luca e Paolo Aiudi), due donne (Marinella Satta e Paola Pari, classe 1981, la più giovane del gruppo) e un ironman (Vincenzo Catalano). Molti di loro, ieri pomeriggio, si sono sottoposti a una visita medico-sportiva presso l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino. Terminato il briefing e controllata l’attrezzatura (telefono cellulare, borracce, barrette energetiche, segnalatori catarifrangenti, mappe…), i podisti hanno raccolto l’applauso della grande folla di Piazza Castello e tentato di rispondere alla domanda più gettonata da un pubblico più sbalordito che curioso: “Ma chi ve lo fa fare?”. Tra le motivazioni, l’esplorazione di se stessi, l’accertamento dei propri limiti, la volontà di compiere un’impresa speciale nel 150° Anniversario Patrio.

Accontentata la curiosità della gente, tutti sotto il gonfiabile giallo della Uisp ad attendere il colpo di pistola. Nei primi 10 km della loro fatica, i diciassette audaci ultramaratoneti sono stati “scortati” dai partecipanti della “Carica dei 150”: prova non competitiva, parallela alla Torino-Roma No Stop, con pettorali nominativi disegnati dal maestro Ugo Nespolo. Scortato dalle automobili e dai camper dell’organizzazione, il gruppo ha così percorso Via Po, Piazza Vittorio e Corso Moncalieri fino a Moncalieri. Poi Trofarello, Cambiano, Villanova d’Asti, Villafranca d’Asti, Asti…

Per arrivare a Roma entro il tempo limite di 7 giorni e 10 ore, il “menu” prevede un centinaio di chilometri al giorno. La testa della corsa tiene un’andatura di circa 7’ per km. Lungo il percorso sono stati allestiti 13 check-point, veri e propri campi-base dotati di zona ristoro, zona riposo, deposito borse, assistenza medica e zona massaggi. Con tutta probabilità, i primi non si fermeranno al check-point di Masio (AL), a 83 km da Torino, ma punteranno direttamente al secondo check-point di Gavi (AL), a 130 km dal via, dove sono attesi intorno all’una di questa notte.

 

Ecco l'elenco completo dei partenti:

Nicola Adamo, Luca Aiudi, Paolo Aiudi, Enzo Caporaso, Vincenzo Catalano, Pietro Frendino, Vasile Frigura, Giovanni Giuliano, Fortunato Grillo, Aldo Maranzina, Paola Pari, Fausto Parigi, Roy Pirrung, Marinella Satta, Antonio Tallarita, Victor Vella, Paolo Rovera.

 

Di seguito, la lista dei check-point:

 

1° Km 83 Masio (Al) entro 14 ore

2° Km 130 Gavi (Al) entro 28 ore

3° Km 167 Montoggio (Ge) entro 35 ore

4° Km 226 Sestri Levante (Ge) entro 54 ore

5° Km 263 Borghetto di Vara (Ge) entro 58 ore

6° Km 305 Marina di Carrara (Ms) entro 79 ore

7° Km 375 Livorno (Li) entro 90 ore

8° Km 405 Rosignano Solvay (Li) entro 101 ore

9° Km 448 Venturina (Li) entro 109 ore

10° Km 515 Grosseto (Gr) entro 128 ore

11° Km 572 Manciano (Gr) entro 138 ore

12° Km 620 Tuscania (Vt) entro 153 ore

13° Km 672 Trevignano Romano (Roma) entro 172 ore

Gruppo1.jpg  Partenza.jpg

 

Ufficio Stampa Il Giro d’Italia Run

uffstampagirorun@libero.it

 

Gruppo2.jpg  Tallarita.jpg


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31 maggio 2011 2 31 /05 /maggio /2011 15:19

torino-romaNoStop.jpgCi siamo. Mancano 48 ore al via della Torino-Roma No Stop, ultramaratona internazionale di 712 km che partirà il 2 giugno, Festa della Repubblica, da Piazza Castello a Torino e – attraversate quattro regioni (Piemonte, Liguria, Toscana e Lazio) e dodici province - arriverà nel cuore di Roma entro il tempo limite di 7 giorni e 10 ore.

Nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia, l’evento inserito nel calendario culturalsportivo di Esperienza Italia vuole portare un messaggio di festa e unione lungo le strade che uniscono la prima e l'attuale capitale del nostro Paese.

Di seguito il comunicato stampa (Torino-RomaNews.doc) aggiornato con le ultimissime notizie - e al via ci sarà anche Paolo Rovera, finisher all'Ultratrail del Mont Blanc e azzurro al Campionato del Mondo 24 ore su strada a Brive-Le-Gaillarde, 2010, (Francia), uno dei favoriti alla vittoria - e un’intervista ad alcuni dei temerari ultrapodisti in gara.

Si sono registrati 17 iscritti, di cui quattro hanno dato per sopraggiunti motivi forfait. Tra i partenti si annoverano ben quattro Guinness World Record (Enzo Caporaso, Marinella Satta e Aldo Maranzina), due fratelli al via (Luca e Paolo Aiudi), l’ultramaratoneta statunitense Roy Pirrung, l’ironman Vincenzo Catalano, il rumeno Frigura Vasile, terzo classificato all’ultima 24 Ore di Torino, oltre agli specialisti delle ultradistanze Paolo Rovera e Antonio Tallarita. Tra le donne sarà lotta a due tra la ex azzurra Marinella Satta e la più giovane del gruppo Paola Pari.

 

Roy PirrungI PARTENTI. Ci sarà anche il leggendario Roy Pirrung al via della Torino-Roma No Stop. Statunitense classe 1948, presidente dell’Associazione Americana Ultrarunning, nella sua lunga carriera podistica Pirrung ha preso parte a un centinaio di competizioni (sette soltanto nel 2010: tre 50 km, una 50 miglia, una 100 km, una 48 ore e una 24 ore), comprese quattro partecipazioni alla mitica Spartathlon, “la corsa degli dèi” di 246 Km.

Originario di Kohler nel Wisconsin, il plurivittorioso Pirrung ha inoltre partecipato a corse sui ghiacciai, campionati del mondo di 24 ore e più in generale ai maggiori eventi del calendario mondiale di ultramaratona. Sui 100 km ha un personale di 7h57’38’’, mentre la distanza più grande da lui coperta nell’arco delle 24 ore è di 248,125 km. Di se stesso dice: “Il destino di correre è nel mio nome che amo scrivere così: roy pIrRUNg” (I RUN, io corro).

RoveraAi nastri di partenza anche Paolo Rovera, probabilmente il favorito alla vittoria finale. Classe 1974, originario di Dronero (CN), Rovera è uno degli alfieri della nazionale azzurra campione europea a squadre e vicecampione del mondo a squadre ai campionati di 24 Ore a Brive (Francia) del 2010. Oltre a una partecipazione alla Marathon des Sables (2006) e a Spartathlon (2009), Rovera può vantare un successo alla Ottore di Capraia del 2010, con 93,250 Km percorsi (nuovo record della corsa) e con un vantaggio di oltre 13 km sul secondo classificato.

Fari puntati anche su Antonio Tallarita, emiliano, classe 1960. La sua passione per le ultradistanze nasce nel 2006, quando termina la 100 km del Passatore in 10h23’. Grandi risultati nel 2009: vicecampione italiano della 24 Ore, seconda miglior prestazione italiana di tutti i tempi alla Spartathlon (17esimo su 340 partecipanti, 246 km in 28h32’), vincitore della 24 Ore di Antibes, 2° alla “Novecolli running” (Cesenatico). Nel 2010 si laurea Campione Europeo e Vice Campione mondiale a squadre nella 24 Ore di Brive.

Al via ci sarà pure Enzo Caporaso, torinese, classe 1959, detentore di due Guinness dei Primati: 51 maratone corse in 51 giorni consecutivi (2008) e sette 100 km in sette giorni consecutivi (2010). Ha corso tre “100 km del Passatore” (2002, 2008 e 2009), una 24 Ore di Golfe Juan (2008), una 24 Ore di Bergamo (Campionato Mondiale del 2009), una 24 Ore di Avignone (2009), oltre a 35 maratone (dal 1993 al 2010, escluse le 51 maratone del Guinness World Record).

Tra i 14 partenti partenti alla Torino-Roma No Stop figura anche Marinella Satta, torinese di Pianezza, classe 1957. Nel suo lungo curriculum sportivo che può vantare ben 148 gare tra maratone e ultramaratone, le vittorie alla XV edizione della Stratorino, alla Torino-Saint Vincent del 1997, alla Maratona di Servigliano (AP) e di Novi Ligure (AL) e il titolo di campionessa italiana di 100 km in pista, ottenuto a San Remo nel 2002. Nel 2010 è entrata nel Guinness dei Primati per aver corso una maratona palleggiando con un pallone da basket in 4h 28’ 11’’ (record mondiale assoluto, maschile e femminile).

Merita una citazione anche il lombardo Vincenzo Catalano, ironman di punta nel panorama internazionale con all’attivo 78 maratone, 51 ironman (3,8 km di nuoto, 180 km di bicicletta e 42, 195 km di corsa), 14 double ironman, 7 triple ironman, 1 quintuple ironman e 3 deca ironman (38 km di nuoto, 1800 km di bicicletta e 423 km di corsa).

Per approfondimenti sui curricula e statistiche dei partecipanti vai a questo link,  (utilizzando il campo “ricerca per persona”).

 

L'intervista. Agli atleti iscritti sono state poste le seguenti domande:

1 Cosa ti ha spinto a provare una simile sfida?

2 Quale sarà la tua tabella di marcia?

3 Per correre 712 km no stop ci vuole una certa abitudine alla sofferenza?

4 Qual è quella che consideri la tua più grande impresa prima della Torino-Roma No Stop?

Così hanno risposto alcuni di essi.

ANTONIO TALLARITA.  L’invito di un amico come Enzo Caporaso a condividere una nuova esperienza che va oltre i miei attuali limiti. 100 km al giorno. Tantissima, considerando i dolori ai piedi che mi porto dietro da tempo. La Spartatlhon e la Nove Colli.

ENZO CAPORASO. Dopo il grande sforzo profuso per organizzare la Torino-Roma No Stop, tentare di correrla mi è sembrato il minimo. Il mio obiettivo è cercare di raggiungere almeno 2 check point al giorno. Credo che il concetto di sofferenza sia talmente spostato in avanti per un ultramaratoneta che, più di abitudine alla sofferenza, parlerei piuttosto di soddisfare la propria passione. Organizzare la Torino-Roma No Stop.

VINCENZO CATALANO.  Sono principalmente un ultra triathleta. Mi ha affascinato l'idea di poter sfidare dei runners puri.

Non voglio fare tabelle: mi fermerò quando sarò stanco. Sicuramente riposerò nelle ore più calde per correre soprattutto di notte. Serve soprattutto la voglia di mettersi in gioco, di osare, di uscire dalla banalità quotidiana. Il decaironman (38 km di nuoto, 1800 km in bici e 423 km di corsa), che ho corso già sei volte, e i 10 ironman in 10 giorni.

MARINELLA SATTA.  Volevo correre una 48 ore o una 6 giorni. Poi, appena ho sentito della Torino-Roma No Stop, ci ho pensato un giorno: ma chi me lo fa fare? Vado, voglio mettermi alla prova. Penso di correre e camminare, per risparmiare le energie. Farò delle piccole soste e utilizzerò tutti i check point per recuperare le forze.

Sì, ma non solo: oltre alla propensione alla sofferenza ci vuole un po’ di incoscienza e molta tenacia.

La mia prima maratona, a Rieti nel lontano 1980. Giocavo a basket in Serie C, decisi una settimana prima della gara di partecipare, senza la minima preparazione: chiusi al sesto posto, in 3h25’. Ricordo con piacere anche la mia prima 100 km, da Torino a Saint Vincent, finita in 10h03’, il mio esordio sulle 24 Ore, con 171 km percorsi e la mia maratona da Guinness, corsa in 4h28’10’’ palleggiando con un pallone da basket. Ogni volta dico “mai più, questa è l’ultima”. Poi, però, appena recupero le forze penso alla sfida successiva.

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28 maggio 2011 6 28 /05 /maggio /2011 06:39

 

torino roma NostopTorino-Roma No Stop: Ci siamo!  Ci siamo: con il 26 maggio si sono chiuse le iscrizioni alla Torino-Roma No Stop.

Saranno 17 i partecipanti alla grande corsa che unirà la prima e l’attuale capitale dello Stato italiano.

Proprio all’ultimo giorno, 4 iscritti dei 21 totali, hanno annunciato il loro forfait ,perdendo così l’occasione di essere protagonisti dello straordinario evento.

Qui di seguito l’elenco di tutti gli iscritti tra i quali spiccano  i nomi dei nazionali Rovera e Tallarita e quello dell’americano Pirrung. Attenzione anche ai fratelli Aiudi, ultramaratoneti di lungo corso e al Rumeno Frigura Vasile, terzo classificato all’ultima 24 ore di Torino (2011).

Tra le donne sarà lotta a due tra la ex-azzurra Marinella Satta e la più giovane del gruppo Paola Pari.

Discorso a parte per Aldo Maranzina ultramaratoneta dal lunghissimo palmares e per “il padrone di casaEnzo Caporaso, entrambi accreditati tra i finisher.

Il primo avversario dei 17 pionieri di questa che al momento è la gara più lunga che sia mai stata corsa in Italia, saranno i tempi che determineranno i cancelli fissati per i 13 check point.

Check point, cancelli  e tutti i dettagli della corsa potete trovarli nel REGOLAMENTO che segue.

Ed ora qualche informazione in più legata ad eventi collaterali della manifestazione sportiva: la parola d’ordine della Torino-Roma No Stop sarà sicurezza.

Per cominciare il prestigioso Istituto di Medicina dello Sport di Torino, diretto dal Professor Carlo Gribaudo mercoledì 1 giugno, alla vigilia della partenza, sottoporrà tutti partecipanti che sarannpo già arrivati in città, ad un accurato controllo medico teso a valutare le buone condizioni di salute dei concorrenti.

Per la sera, fervono invece i preparativi per organizzare un pasta party che seguirà al briefing tecnico che si terrà solo se saranno già presenti tutti gli iscritti, altrimenti l'appuntamento  verrà rimandato a prima della partenza che è stata posticipata di un’ora, vale a dire alle ore 11.00, per permettere agli atleti di partecipare al solenne alzabandiera e poter ricevere così il saluto delle Autorità.

La carica dei 150” sarà composta dai primi 150 fortunati che prenotando la propria partecipazione all’evento, potranno accompagnare i protagonisti della Torino-Roma No Stop, fino alle porte di Moncalieri (circa 10 Km), da percorrere in gruppo, tutti insieme e aggiudicarsi così l’esclusivo pettorale nominativo realizzato dal maestro Ugo Nespolo,  la maglia ricordo della manifestazione, ma soprattutto poter dire:

Io c’ero.

Iscrizioni sul sito www.giroitalairun.it; il costo è di 15 euro.

 

Gli iscritti (che hanno confermato di essere tra i partenti)

 

COGNOME

NOME

SESSO

DATA di NASCITA

 

 

 

 

Adamo

Nicola

M

25/03/1959

Aiudi

Luca

M

03/08/1965

Aiudi

Paolo

M

12/07/1963

Caporaso

Enzo

M

29/07/1959

Catalano

Vincenzo

M

30/06/1969

Frendino

Pietro

M

30/06/1960

Frigura

Vasile

M

23/12/1963

Giuliano

Giovanni

M

11/04/1959

Grillo

Fortunato

M

03/06/1959

Maranzina

Aldo

M

15/12/1946

Pari

Paola

F

23/10/1981

Parigi

Fausto

M

21/09/1964

Pirrung

Roy

M

07/07/1948

Satta

Marinella

F

15/09/1957

Tallarita

Antonio

M

30/04/1960

Vella

Victor

M

06/06/1953

Rovera

Paolo

M

03/08/1974

 

 

 

REGOLAMENTO Torino-Roma No Stop 2011

Torino – Roma No Stop
Partenza 2
Giugno 2011

Categoria: Ultramaratona

ORGANIZZAZIONE:
Associazione Sportiva Dilettantistica Atletica Ruffini – Il Giro dì’Italia Run

PARTENZA:
Giovedì 2
giugno 2011 alle ore 11.00
da Torino.

ARRIVO:
Roma - Conclusione ore 21.00 di giovedì 9 giugno 2010. Tempo massimo 7 giorni + 10 ore.

PARTECIPAZIONE:
Alla manifestazione possono partecipare atleti italiani e stranieri tesserati per società affiliate alla UISP in regola col tesseramento 2011, con data di nascita 1991 e anni antecedenti.

QUOTA ISCRIZIONE ASSOCIATIVA:
€ 250 fino al 26 maggio termine ultimo di iscrizione. Iscrizioni sul sito www.giroitaliarun.it o a mezzo fax 011 4335040 

Pagamento a mezzo bonifico bancario:

ISCRIZIONE:
L'iscrizione si effettua mediante versamento della quota associativa presso:
- c/c bancario della Banca UNICREDIT intestato a: Associazione dilettantistica sportiva Il Giro d’Italia Run c/o UNICREDIT BANCA ag. Pollenzo IBAN IT 87 N 02008 01106 000011125625 EUR

Non si accettano iscrizioni prive della quota di adesione

Per gli aleti tesserati per un Ente di Promozione Sportiva la tessera di appartenenza al’Ente anche in fotocopia
Le iscrizioni si effettuano tassativamente entro giovedì 26 giugno 2011.

PETTORALI:
I pettorali  potranno essere ritirati dagli iscritti previa presentazione ricevuta di versamento quota, direttamente presso la sede dell’organizzazione via san Paolo 169 Torino o direttamente al punto di ritrovo il giorno della gara.

PERCORSO
:
Il percorso misura 700 chilometri circa;  si sviluppa sulle strade provinciali e comunali tra Torino e Roma ed é completamente asfaltato.

 

SERVIZI:
Lungo il percorso e all'arrivo, verranno istituiti posti di rifornimento gratuito, per la distribuzione di generi di conforto. Saranno presenti lungo il percorso 13 check point. Ogni check point oltre ad avere funzione di verifica dei passaggi dei concorrenti, passaggi che dovranno rientrare nel tempo previsto dall’allegata tabella. *

 

 

 

Servizi ai check point: Ad ogni check point gli atleti troveranno:  massaggiatore, area riposo, ristoro (bevande calde/fredde, snack dolci salati, pasti principali (carboidrati/proteine), carne, formaggi, pasta, riso, massaggi, servizi igienici, doccia.  Diverse auto e moto  dell’organizzazione serviranno agli addetti a controllare il tratto di strada tra un check point e un altro. Tra un check point e l’altro potrebbero essere posizionati durante le ore diurne dei mini punti di ristoro. Il posizionamento dei check point è stabilito a seconda delle difficoltà del percorso e legati al passare dei giorni. *

Per garantire una maggiore sicurezza dei partecipanti, sono inoltre fissati dei “cancelli” ai quali ogni concorrente dovrà giungere entro e non oltre un limite stabilito pena l’esclusione dalla gara.  *

 

* vedi appendice Check Point

La gara si svolgerà in un’unica tappa. Le soste per il riposo sono autorizzate esclusivamente presso i check point.

Non è previsto un limite massimo per le soste. Il tempo limite per raggiungere il traguardo è fissato in sette giorni + 10 ore. La corsa attraverserà 4 Regioni (Piemonte – Liguria – Toscana – Lazio) e 12 Province (Torino, Asti, Alessandria, Genova, La Spezia, Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto, Viterbo, Roma). I concorrenti potranno godere del supporto di eventuali accompagnatori al seguito. È fatto espresso divieto montare su mezzi meccanici se non quelli messi a disposizione dall’organizzazione o se non espressamente autorizzati dai giudici.

Nelle aree check point sarà consentito il libero accesso su mezzi privati, il concorrente che decidesse una sosta fuori da tale area sul proprio mezzo di supporto, dovrà preventivamente farsi autorizzare a mezzo telefono dal giudice di riferimento. In caso di necessità di sosta (preventivamente autorizzata), al di fuori delle aree check point, superiori ad 1 (una) ora, i concorrenti dovranno prima di ripartire richiedere la presenza di un giudice ed attenderne l’arrivo. I concorrenti sorpresi su un mezzo di sostegno senza autorizzazione, verranno immediatamente

squalificati.


SERVIZIO TRASPORTO INDUMENTI A RICHIESTA:
I concorrenti che lo desiderano potranno lasciare i propri indumenti per i cambi all’organizzazione che provvederà a farli trovare ai check point successivi.
Tutti gli indumenti al termine della gara saranno depositati presso la tenda indumenti al punto di arrivo a Roma.

CONTROLLI:
Alla partenza, lungo il percorso e ai check point, saranno altresì istituiti controlli a campione. 

I concorrenti non transitati ad uno dei controlli o per i quali saranno rilevati tempi sulla distanza tra un controllo   e l’altro non attendibili, saranno squalificati.

ASSISTENZA:
Assistenza medica e pronto soccorso: Saranno attivi lungo il percorso 86 (ottantasei) punti di assistenza medica, all’insorgere di qualsiasi principio di problema legato alla salute, il concorrente dovrà immediatamente informare l’organizzazione che provvederà a far intervenire il punto di assistenza più vicino; recupero e trasporto ritirati; ogni partecipante verrà fornito di torcia-pila, bande fluorescenti, ecc. per le ore notturne. Per evitare danni ai concorrenti derivanti dalle esalazioni di ossido di carbonio e dagli ingorghi, i veicoli degli accompagnatori debbono attenersi assolutamente alle seguenti disposizioni: I veicoli degli accompagnatori non dovranno seguire i concorrenti ma attenderli lungo il percorso, in punti di riferimento a loro congeniali.

Un corridore che facesse appello ad un medico o ad un soccorritore si sottomette di fatto alla sua autorità e si impegna a rispettare le sue decisioni.

ASSICURAZIONE

 

La manifestazione, grazie agli accordi che intercorrono fra le società affiliate e la Uisp, è coperta da assicurazione per tutto il periodo della prova. La partecipazione avviene sotto l’intera responsabilità dei concorrenti, che rinunciano ad ogni ricorso contro gli organizzatori in caso di danni e di conseguenze ulteriori che sopraggiungano in seguito alla gara.

Al momento del ritiro dei pettorali il corridore sottoscrive una liberatoria di scarico di responsabilità.

L’organizzazione si fa carico di tesserare ogni iscritto, che già non lo sia, alla Uisp (Unione Italiana Sport per tutti) per garantire la tutela assicurativa di tutti i corridori.

Il costo del tesseramento Uisp è compreso nella quota d’iscrizione.

RITIRI ANTICIPATI /ESCLUSIONI
I concorrenti che decidessero di interrompere la propria corsa o venissero esclusi per questioni di regolamento,  in qualsiasi punto del percorso, sono tenuti a contattare immediatamente l’organizzazione che provvederà al recupero dell’atleta, accompagnandolo al check point successivo da dove l’atleta perderà ogni diritto ai servizi forniti dall’organizzazione.


CLASSIFICHE:
GENERALE -  UOMINI - DONNE.

PREMI.

Primi tre assoluti M/F 

Saranno altresì premiati tutti i concorrenti giunti al traguardo entro il tempo limite con un trofeo.

Tutti i finischer riceveranno la medaglia artistica ed esclusiva della manifestazione

La premiazione dei primi 3 arrivati,  delle prime 3 donne, verrà effettuata alle ore 21.00 di giovedì 9 giugno 2011

nella zona arrivi di Roma. I premi non ritirati resteranno a disposizione dei concorrenti presso la Segreteria de Il Giro d’Italia Run fino al 31 dicembre 2011; dopo tale data entreranno a far parte del montepremi di altre manifestazioni.

OBBLIGHI dei CONCORRENTI

I concorrenti saranno tenuti durante il corso di tutta la manifestazione, ad indossare l’abbigliamento messo a disposizione dall’organizzazione. Saranno altresì obbligati a portare con se: telefono cellulare (scheda fornita dall’organizzazione), per un immediato contatto  in caso di necessità.

RESTITUZIONE ATTREZZATURE

I concorrenti al termine della corsa (anche per i casi di ritiro anticipato o esclusione), sono tenuti alla restituzione di tutto il materiale che l’organizzazione metterà loro a disposizione, eccezion fatta per l’abbigliamento che resterà in dotazione dei singoli concorrenti

 

PALIO delle PROVINCE

Tutti i concorrenti saranno abbinati per sorteggio ad una delle 12 province attraversate dalla corsa. Il vincitore della corsa assegnerà in questo modo il trofeo “Palio delle Province” alla Provincia rappresentata.

 

RECLAMI:

I reclami riguardanti il risultato o lo svolgimento della gara debbono essere presentati entro 30 minuti dall’annuncio ufficiale del risultato. Qualsiasi reclamo in prima istanza deve essere fatto verbalmente all’Arbitro della Giuria  dall’atleta stesso o da persona che agisca in sua vece.

Avverso la decisone dell’Arbitro si può presentare reclamo alla Giuria d’Appello. Il reclamo in seconda istanza deve essere fatto, per iscritto, entro 30 minuti dalla decisione  dell’Arbitro, firmato dal dirigente responsabile per conto dell’atleta e deve essere accompagnato dalla tassa di  100 euro, che verrà trattenuta se il reclamo non verrà accettato

GIUDICE D’APPELLO:
Il Giudice d’appello sovrintende all’applicazione tecnica del presente regolamento: irroga le sanzioni, esamina i ricorsi.

Il suo giudizio è definitivo e inappellabile. Può avvalersi di un COMITATO DI GARANZIA, composto da tre membri, rispettivamente il Direttore di Corsa, il Presidente dell’Atletica Ruffini e da un rappresentante dei giudici locali.

ASSICURAZIONE

La manifestazione è coperta dalla Convenzione UISP n. 553.299.321 rilasciata da Carige Assicurazioni S.p.A

 

Con l'iscrizione alla manifestazione, il concorrente DICHIARA di conoscere ed accettare il regolamento della  Torino – Roma No Stop. Una volta accettata l’iscrizione alla Torino – Roma No Stop, la quota di partecipazione non é rimborsabile. Il concorrente inoltre concede la sua autorizzazione ad utilizzare fotografie, nastri, video e qualsiasi cosa relativa alla sua partecipazione all’evento per qualsiasi legittimo utilizzo senza remunerazione. I dati personali saranno trattati nel rispetto della legge 675/96.


DIRITTI ALL’IMMAGINE

Ogni concorrente rinuncia espressamente ad avvalersi dei diritti all’immagine durante la prova così come rinuncia a qualsiasi ricorso contro l’organizzazione ed i suoi partners abilitati per l’utilizzo fatto per la sua immagine.

 

 

 

TERMINE dei SERVIZI 

I servizi ai concorrenti termineranno immediatamente dopo l’arrivo al traguardo ad eccezione dei primi 3 classificati M/F per i quali i servizi termineranno alla cerimonia di premiazione/chiusura.

 

APPENDICE:

I check point saranno posizionati nei seguenti punti del percorso:

 

           Km   20 Pranzo CAMBIANO (To)

  1. Km   83 MASIO (Al)
  2. Km 130 GAVI    (Al)
  3. Km 167 MONTOGGIO (Ge)
  4. Km 226 SESTRI LEVANTE (Ge)
  5. Km 255 CARRODANO (Ge)
  6. Km 311 RICORTOLA (Ms)
  7. Km 375 LIVORNO (Li)
  8. Km 405 ROSIGNANO SOLVAY (Li)
  9. Km 448 VENTURINA (Li)
  10. Km 515 GROSSETO (Gr)
  11. Km 572 MANCIANO (Gr)
  12. Km 620 TUSCANIA (Vt)
  13. Km 672 TREVIGNANO ROMANO (Roma)

     CANCELLI:

    Check point   1   14 h

    Check point   2   28 h

    Check point   3   35 h

    Check point   4   54 h

    Check point   5   58 h

    Check point   6   79 h

    Check point   7   90 h

    Check point   8  101 h

    Check point   9  109 h

    Check point 10  128 h

    Check point 11  138 h

    Check point 12  153 h

    Check point 13  172 h

 

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27 maggio 2011 5 27 /05 /maggio /2011 00:00

BattistaMarchesiImpresa.JPGEd ecco il nuovo racconto di Vitaliano Grassi, per gli amici "Diavolo Rosso", relativo al 24 maggio, il giorno dedicato a In questo racconto Tista si confessa: "Duemila chilometri per potermi innamorare".

Piove e Lovere si fa una bella doccia, ma sono le 19.00, è ormai sera e, per noi il fresco della PIOGGIA è solo un sollievo che, in fondo, ci fa piacere dopo il caldo assorbito durante la giornata.

Siamo rientrati alle due e cinquanta pomeridiane in quanto stamane la partenza è stata anticipata di mezz’ora, per evitare un po' di più le ore più calde del giorno. Prossimamente, dovremo cambiare un’altra volta, sempre per evitare la forte calura.

Intanto, al rientro, il nostro Tista per rifocillarsi beve una tazza di latte con Herbalife,della macedonia e un pezzo di torta.

Quello che mangia durante il giorno,  ce lo spiega lui stesso, poiché la sua dieta si discosta notevolmente da quella usuale.

Ci tiene a puntualizzare che durante le sue undici ore di attività, volta per volta, deciderà i tempi e gli alimenti che dovrà assorbire secondo le esigenze del momento.

Dieta Tista durante 11 ore di attività

Latte e cereali, prima di partire, al mattino

5 Panini con bresaola,prosciutto cotto e salame (distribuiti  nell'arco delle 11 ore).

4 marmellate e tre confezioni di miele.

4 biscotti confezionati .

1Yogurt e del formaggio di grana.

2 banane, una mela, 2 arance,1 kiwi.

2 bustine di Sali minerali e un boccettino di aminoacidi.

Prima di partire si prepara il suo pasto giornaliero.

Non si dovrebbe mangiare una arancia quando si corre: lui si dimentica e… se la gusta.

Oggi è il secondo giorno che la partenza viene anticipata alle tre e mezza e ,subito, ci accorgiamo che non fa freddo assolutamente,e lui indossa una divisa da spiaggia. Prima di partire non dimentica chi si ricorda di lui in certi orari e dice:: “Quel tipo stamattina si è dimenticato di me, forse la sua sveglia si è addormentata con lui?”

“Credo non ne abbia bisogno, alla sua età".  Il nonnetto dormirà poco e non gli sarà difficile ritagliare un piccolo spazio anche per Tista.

Infatti, il nostro “messaggista settimanale” ha chiamato alle due e trenta ,ha sbagliato di un’ora, ma il gesto è comunque encomiabile e se resisterà nel tempo sarà premiato con un invito a stringere la mano a chi tanto lo entusiasma.

Alle quattro, incontriamo una pattuglia dei carabinieri. "Forse ci vogliono controllare", dice Tista. "Non credo replico io, hanno altro a cui pensare".

Infatti, uno di loro ci chiede cosa facciamo in giro di notte, domanda scontata. Spiego in due parole anche a loro dove ci siamo diretti e perché e, uno di loro risponde: “E' per quello che tiene la linea quel signore", non aggiunge altro e sorride ma è visibilmente nervoso: "Stiamo aspettando gente poco per bene", aggiunge, allontanatevi, è meglio”.

Non mi faccio pregare, a tutto gas raggiungo il mio compagno e solo alle quattro e cinquanta rallentiamo per prelevare i bastoncini "nascosti" che verranno utilizzati solo per un’ora e qui ha inizio il primo ristoro con marmellata e un biscotto confezionato.

Il secondo ristoro, alle cinque e quarantacinque, dopo diciassette km.

Verso le sei e dodici, Tista mi dice frettolosamente:"Sento uno stimolo eccezionale".

Penso subito che voglia accelerare e invece… si ferma, raggiunge la riva del fiume nella zona delle piscine di Boario e …si nasconde.

Ritornerà rinato dopo pochi minuti; anche lui, ogni tanto, vuole essere come noi.

Dopo la sosta forzata, via al recupero, alle sei e venti un saluto veloce al “Sior Mario” che, stamane, sventola gagliardo la maglietta che Tista gli ha regalato e continua a sventolarla, finché ci vede sparire.

Sono trascorse tre ore e dopo ventitrè chilometri si arriva al Archeopark: il panino col prosciutto cotto per ora è il suo obiettivo principale.

Al venticinquesimo chilometro - e sono le sei e cinquanta - Tista mi chiede solo una marmellata, ma alle sette e un quarto, dopo il ventisettesimo chilometro, desidera quello che mangiano le scimmie: lui non è una scimmia, ma la banana la vuole lo stesso.

Poco dopo,nel parco vicino all’ospedale di Esine arriva come tutti i giorni sempre lei, Marinella, per il suo giro mattutino. Appena la scorge, Tista inverte la rotta e… la rincorre. E’ normale per lui tornare indietro per i recuperi, ma perché proprio con Lei?  Dopo dieci minuti ritorna solo e gli chiedo: “Marinella?”.  “Lei oggi deve tornare presto, deve andare al lavoro, risponde con un fil di voce.”

A questo punto replico:”Pensavo fosse lei quella di cui mi parlasti recentemente”.

“No, non è lei, e non si chiama né Alessandra né Paola”.

Allora, curiosamente insisto: "Dimmi chi è e, come si chiama"?

Tista diventa serio, aumentando l’andatura, e stranamente si scioglie.

“Lei è con me per 11 ore; al mattino presto la riconosco appena, è scura in volto, poi mi volto a destra e lei comincia a rischiararsi, riesco appena a guardarla per un secondo, il suo bagliore è troppo forte, devo mettere gli occhiali per ammirarla un secondo di più. Poi mi volto alla mia sinistra e la vedo … scorrere lentamente senza far rumore,mi vuole rinfrescare, lo sa che il calore mi affatica tanto, mi vuole solo aiutare,lei sa che non mi posso fermare per dirle: grazie! Quando entro dentro di lei, il suo profumo intenso mi inebria e i suoi colori che tutti i giorni cambiano, mi affascinano sempre di più.   E’ dal 26 di aprile che ho scoperto di amarla, so che sarà un amore breve, alla mia età mi devo accontentare, so che mi lascerà il ventuno di giugno, ma non importa, non la dimenticherò mai,l ei è come il primo amore che non si può scordare".

“Ma insomma Tista, non tenermi sulle spine, dimmi tutto, sarò muto come un platano [non mi fido dei pesci] lo so che tieni famiglia, ti capisco”.

Mi guarda, accennando un sorriso monacale, e mi risponde: "Si chiama Primavera”.

Tiro un sospiro di sollievo, abbasso le spalle, aggrotto le sopracciglia e subito gli porgo la mano: "Mi hai fatto prendere uno spaventaccio..."; condivido il suo sorriso e… lo lascio solo con “Lei”.

Ho capito, questo è il suo mondo, un mondo ai più sconosciuto; racchiuso nella sua solitudine, riesce ad andare avanti con la sua Primavera; solo in mezzo alla natura, si sente in armonia con se stesso, mentre corpo e mente si fondono in un eterno matrimonio che non viene suggellato da nessuna religione e da nessun sindaco di paese, poichè è un matrimonio suggellato dalla “natura stessa”.

Guarda la tangenziale che corre vicino a noi e commenta: "Tutti corrono come matti, hanno tutti fretta, qui invece la natura è ferma, aspetta solo che qualcuno stia con lei a farle compagnia, io sarò qui, finché lei non si stancherà di me”.

battista si rilassaCi vorrebbe un caffè per svegliare la nostra analcolica ebbrezza che ci ha assopito per alcuni momenti, ma dobbiamo riprenderci: sono le sette e quaranta e siamo al trentesimo km;  noi non abbiamo fretta come quelli della tangenziale; noi arriveremo con mota calma.

Ci accorgiamo che dobbiamo raggiungere il previsto check Point per il rifornimento; finalmente la “cicogna" che Tista aveva invocato la volta scorsa è riuscita a trasportare con il suo lungo becco il sacchetto di viver: un peso in meno da portare per lui!

Finalmente, il trentesimo chilometro ci porta nel pioppeto, dal quale usciremo alle otto, dopo quindici minuti di imboscamento.

Alle otto e ventisette, al chilometro trentaquattro, prima di entrare nella galleria di Cividate Camuno, Tista decide di sgranchirsi le braccia “a modo suo”.

Prima, si aggrappa agli anelli, poi vuole scendere dalla scaletta,a testa in giù,: hissà se il sangue non gli darà poi alla testa?

Questi sono diversivi che gli consentono di distrarre non solo il corpo ma anche la mente, per poter arrivare tranquillo, senza tensioni inutili da smaltire.

Non è possibile alzarsi, gli anelli sono troppo in basso: successivamente darà prova della sua forza nelle braccia, quando si cimenterà su quella panchina.

Scendere a testa in giù, un modo tutto suo per fare le scale.

Superiamo i quattrocento metri della galleria che sembra una ghiacciaia e ci dirigiamo verso Losine dove arriveremo alle nove e dieci, dopo soli 39 km.

Poco prima sopra di noi ronzava un elicottero: non cercava noi, ma si dirigeva verso il Castello di Breno perché sta portando del materiale per dei lavori.

Allontanato il suo piacevole rumore che ci ha svegliato un pochino, ne sento un altro: è un rumore strano...E' partita una flatula al Tista e lui dice ridacchiando compiaciuto : “E' normale, chi non ammette di farle dice solo falsità. Se fossi ad un banchetto nuziale dovrei trattenermi, qui invece con la mia Primavera mi concede questo e altro.”

Ridiamo entrambi, ci dimentichiamo di essere a metà strada; dimentichiamo che, adesso, arriveranno i momenti più difficili.

Questo lo sappiamo. Non abbiamo paura; ognuno di noi ha un compito ben preciso, e nemmeno il caldo sahariano potrà fermarci.

Alle dieci, al chilometro quarantacinque, ci ritroviamo sulla strada in rifacimento che si trova a ridosso del fiume colei che ci aveva creato dei problemi all’inizio e che invece ora sembra sia stata "sistemata” apposta per noi.

Alle undici e dieci, al km cinquantaquattro, siamo di ritorno nel parco dove alcune panchine stanno sonnecchiando in attesa che qualcunofaccia far loro un po di ginnastica per non mettere su ”pancia”.

C’è chi pensa a loro: Tista è il loro istruttore.

Ci fermiamo un momento. Tista ha voglia di esibirsi in un suo numero eccezionale che dopo quasi otto ore di corsa, dimostra la sua perfetta condizione fisica. La panchina è d’accordo, e si lascia massaggiare la schiena: lui si alza, le comprime le spalle, ma la panchina sopporta, suda un pochino, ma è contenta di aver trovato qualcuno che, una volta tanto, non le si sprofonda addosso senza tanti complimenti.

“Se qualcuno volesse provare ad imitarlo e non riuscisse, niente vergogna, ho provato anch’io … non ci sono riuscito".

Dopo questa breve pausa che ha stupito il signore che ci ha fotografato, vuole accontentare anche quel contadino che gli aveva chiesto: "C’è una mia mucca che ti vede passare tutti i giorni e vorrebbe salutarti". Sempre disponibile anche con gli animali, Tista si ferma un attimo per stringergli le corna: agli animali purtroppo non si possono stringere le mani.

Alle dodici e quindici, e siamo al sessantesimo chilometro, ripassiamo dalle piscine di Boario e qui, sento cantare. Non mi sembra vero: è Tista che canta flebilmente una canzone incomprensibile, non capisco se sia un colpo di calore oppure un’altra delle sue distrazioni. Non chiedo spiegazioni, non sempre si può chiedere ciò che si vuole, anche lui ha bisogno di tenere i suoi segreti.

Siamo arrivati al settantesimo chilometro, e sono le 13,30, il sole dalle 9 ci segue e non ci molla mai, meno male che un gradevole venticello ci ha accompagnato sino alla fine.

Gli ultimi chilometri riservano sempre delle sorprese, sarà la stanchezza, sarà il caldo, ma Tista è sempre una sorpresa perché mi dice: “Adesso dormo un pochino”.

Sicuramente credo sia uno scherzo, ma in certi momenti lui non scherza mai.

Lo osservo e vedo che chiude gli occhi per alcuni secondi, “Ecco, lui dice, trovo benessere anche con questa tecnica che non consiglio naturalmente. Io lo faccio quando sono sicuro che per la strada non ci sia nessuno, oppure quando qualcuno è al mio fianco". Lui conferma che il riposo è assicurato … se lo dice lui, c’è da credergli.

Mancano pochi chilometri all’arrivo e dopo aver fatto i suoi “ brevi riposini” incontriamo due ciclisti di Costa Volpino, Guido e Ivan, che ci accompagnano per alcuni minuti, ansiosi però di porre alcune domande al nostro Marchesi che risponde senza esitazioni, anche se la stanchezza è vicina.

Angolo delle curiosità. Questa settimana gli ha fatto compagnia per 17 km una guida alpina di Cogno l’inglese Olsen Cain, sceso dalla montagna per stare con lui.

Anche Rai 2 sembra interessata, perché lunedì ha effettuato una intervista con lui per avere gli ultimi aggiornamenti.

Un segnale confortante che si auspica venga ripetuto anche in futuro.

Molti mi chiedono: “Senti, quello che corre sempre, come sta"?

Sta molto bene e lo conferma il medico che lunedì scorso lo ha visitato.

Per terminare, mi permetto - senza obbligo alcuno - un suggerimento: se vi trovate sul suo percorso, oltre a stringergli la mano, fatevi dare il suo zainetto e portatelo un po’, lui non lo chiederà mai, voi insistete e fatelo per lui.

Prossimamente. Sapremo quanto beve durante la sua escursione e cosa beve e finalmente, se si deciderà a raccontarci come si trova con le sue scarpe dopo oltre duemila chilometri.


 

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26 maggio 2011 4 26 /05 /maggio /2011 19:14

AndreaMonica-premiazioni.jpgCome annunciato, al seguito di Monica Barchetti e Andrea Accorsi nella recente 6 Giorni sul Lago Balaton in Ungheria era presente anche una troupe di Sky Sport che ha seguito tutta la gara e realizzato un servizio per la rubrica ICARUS ALLA RICERCA DEL LIMITE, magazine dedicato allo sport estremo e d’avventura.

Importanti i traguardi raggiunti dai due portacolori dell'Atletica Calderara Tecnoplast.

Per Andrea Accorsi: MPI M40 sulla 6 Giorni - 1° M40 nella World Best Performance List della IAU.

Per Monica Barchetti: MPI W40 sulle 48 ore - 9a miglior prestazione dell'anno sulle 48 ore - MPI Assoluta sulla 6 giorni - MPI W40 sulla 6 giorni - 3a prestazione mondiale dell'anno - 11a prestazione mondiale alltime.

Assieme i due Atleti hanno stabilito la Miglior prestazione in coppia con 1369,42 km.

 

 

 

Le emozioni di queste imprese si potranno rivivere

su Sky Sport 2        

lunedì 30/5/11 alle ore 12.30

martedì 31/05/11 alle ore 16.00

mercoledì 01/06/11 alle ore 10.00

giovedì 02/06/11 alle ore 09.30 e alle ore 12.30

venerdì 03/06/11 alle ore 10.00. 

su Sky Sport 3

lunedì 30/05/11 alle ore 05.00

mercoledì 01/06/11 alle ore 07.30

giovedì 02/06/11 alle ore 08.00 e alle ore 16.00

venerdì 03/06/11 alle ore 08.30 e alle ore 18.30

Per ulteriori informazioni www.icarusnews.it .


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25 maggio 2011 3 25 /05 /maggio /2011 07:47

torino roma NostopTorino-Roma: solo andata di corsa. L'altro Giro d'Italia, inventato da un gruppo di ultramaratoneti in partenza dal capoluogo piemontese alla volta della Capitale.Questo l'articolo di Gian Paolo Ormezzano, comparso di recente sul settimanale Famiglia Cristiana.

Enzo Caporaso, ideatore e organizzatore di una simile maxi-corsa, unica nel suo genere nel panorama delle ultra italiana e che rinverdisce le imprese di corsa "mitiche" degli antesignani dell'ultramaratona al passaggio tra Ottocento e Novecento, così riflette, proprio partendo dalla pagina di Ormezzano:

"Nella mia modesta avventura da ultramaratoneta, molte volte mi sono trovato a dover spiegare: 'perchè lo faccio'?.

Sinceramente non credo di essere mai riuscito ad essere così esaustivo, così come lo è stato - nell'articolo che segue -  il maestro giornalista Gian Paolo Ormezzano. Per questo motivo, propongo Ormezzano al titolo di Ultramaratoneta ad honorem, lui che di maratone olimpiche ne ha viste più di qualsiasi altro giornalista italiano, oltre ad averne corse e concluse ben due, ora che ha appeso le scarpe al chiodo ma - per fortuna - non la penna. Credo che - per la sua lucida analisi - egli meriti, senza dubbio, la qualifica di Ultramaratoneta".

Quattro giorni dopo la fine del Giro d’Italia in bicicletta, una ventina di podisti anzi di ultramaratoneti, quattro dei quali donne, partiranno da Torino (ore 11, piazza Castello, pieno centro) per arrivare al centro di Roma: 712 km a piedi, di corsa, in sette giorni, con un tempo limite di dieci ore oltre il settimo giorno. La prova nel quadro di Esperienza Italia 150, l’insieme delle celebrazioni per il secolo e mezzo dell’Unità. Tutti italiani fuorché uno che si chiama Roy Pirrung, statunitense del Wisconsin, classe 1948, la leggenda dell’ultramaratona, nel suo palmarès anche quattro “corse degli dei”, dall’Acropoli di Atene al Monte Olimpo per 246 km. Uno che ha coperto 100 km in meno di 8 ore, in 24 ore ne ha coperti 248.

I nomi più quotati dei nostri sono quelli di Vincenzo Tarascio, Fiorenzo Capecci, Vincenzo Cattaneo, Antonio Tallarita ed Enzo Caporaso: quest’ultimo sta nel Guinness dei primati: torinese di 51 anni, due figli, è l’uomo delle 51 maratone (km 42,195) in 51 giorni consecutivi e dei 100 km al giorno corsi per sette giorni di seguito. E’ il suo club, che si chiama Giro d’Italia Run, a organizzare la prova, che prevede una “porzione” di 100 km al giorno, passando attraverso 13 “cancelli” di controllo per i concorrenti, controllato ognuno da un chip elettronico che monitorerà i suoi spostamenti e certificherà la sua posizione. 
Attraversate 11 province di 4 regioni, garantita l’assistenza medica e sportiva, al seguito moto e auto e camper. Se chiedete a Caporaso e alla sua banda un perché e però formulate la domanda appesa implicitamente all’interrogativo inevitabile (“siete pazzi?”), lui vi parla di esplorazione di se stessi, e di accertamento dei nostri limiti, che sono assai più avanti di quello che pensiamo. Più o meno anche gli altri concordano, e di essere pazzi lo ammettono soltanto se messi alle strette: ma trattasi di pazzia orgogliosa, sana. 
gianpaolo-ormezzano.jpgSono tutte persone diciamo normali, con una discreta attività podistica nel vasto mondo dei maratoneti, età media sui quarantacinque, senso forte di fare parte di una tribù, trasversale nel pianeta, che si scambia appuntamenti sotto il campanile del paesello italiano come nella piazza del villaggio indiano, sempre cercando gare strane. E qualcuno si cimenta addirittura nelle prove dell’Ironman (“uomo di ferro”, gara nata nelle isole del Pacifico) nuoto (3,8 km) più podismo (42,195, la maratona classica) più ciclismo (140 km), ovviamente di seguito, e quando si fa davvero sul serio si ripete la sequenza anche tre, cinque, dieci volte senza soste... Non c’è nessuno dal fisico di superman, nessun possibile vincitore di una maratona olimpica o mondiale, nessun supremo asceta della fatica. 
Il premio spesso è un bel pasto in libertà di pastasciutta, con anche un poco di vino.  Nessuna motivazione mirata, nessuna aria di pellegrinaggio. Ognuno che vuole battere gli altri e se stesso: e basta. Sembra strano, pazzesco, ma questi si pagano le spese o hanno sponsor modestini, di solito amici, niente premi, tante strette di mano: insomma, lo fanno per sport.                                                         
Gian Paolo Ormezzano
(fonte Famiglia Cristiana)
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20 maggio 2011 5 20 /05 /maggio /2011 20:16

Imprese-estreme-7401.JPGVitaliano Grassi è il fedele cronista di Battista Marchesi. Mediamente, una volta alla settimana, lo raggiunge a Lovere, poco prima della partenza della tappa giornaliera (che solitamente ha luogo attorno alle 4.00 del mattina, ma con l'aumentare delle ore di luce, l'orario di partenza viene sempre più anticipato), e lo segue durante la giornata in bici, pppure corricchiando accanto a lui. Vitaliano Grassi detto dagli amici Runners Bergamo "Diavolo Rosso" possiede questa tempra: quella di essere presente, sacrificando altri impegni, non per dovere, bensì per amicizia e solidarietà. Nel suo giorno di corvée, Vitaliano raccoglie impressioni, racconti e confidenze di Tista (perchè lunghe sono le loro conversazioni) e scatti fotografici (dalla partenza di Tista già le foto di documentazione sono quasi 200): alcuni un po' mossi perchè mostrano la concitazione della corsa in presa diretta, un po' più curate e alcune rivelano colpi d'occhio molto belli di un circuito che si va dipanando come un viaggio con il passaggio da gallerie e ponti di pietra, distese prative e tanti incontri con chi risiede lungo il circuito.

La corsa di Tista è tutto questo, perchè è concepita come un viaggio che è fatto di distanze giornaliere e di misurazioni prosaiche, ma anche di incontri con Umani e con animali, conversazioni, impressioni ed emozioni.

E Tista, come risulta inequivocabilmente dalle foto, corre con le sue gambe un po' arcuate e il busto leggermente chino in avanti, corre, ma ogni tanto si ferma - come fanno tutti i podisti - per una sana pisciata un po' meditativa e per scambiare quattro parole con chi lo attende lungo la strada o con chi gli viene incontro o per ammirare meravigliato gli animali che incontra lungo la via e che si accostano alle recinzioni delle tenute, quasi volessero salutarlo o rendergli omaggio.

La corsa vera è quella in cui si va alla ricerca della propria umanità e di quella degli altri, più che la declinazione di un'impresa guerresca in cui tutti gli altri sono nemici da battere e potenziali ostacoli alla nostra progressione e in cui l'unico tiranno che ci comanda è il cronometro.

Proprio per questo non condivido assolutamente le critiche di quegli sciocchi che affermano che la corsa di Tista non risponde ai canoni dello sport. Affermazioni miopi e stolte.

Altroché. L'impresa di battista risponde invece pienamente a quei canoni, perchè Tista tiene d'occhio la meta da raggiungere (tant'è che ci sta provando una seconda volta), ma nello stesso tempo ama il viaggio, in cui ciò che conta è tutto quello che si incontra lungo il percorso e che, alla fine, rimarrà. Mentre la metà conquistata, sarà presto dimenticata: ciò che conta nella nostra cifra di uomini è essere in viaggio.

Vitaliano Grassi, con i suoi racconti e con le sue foto, coglie appunto tutto questo e ci fa viaggiare assieme a Tista.

 

Ed ecco il suo nuovo racconto (del 17 maggio)

Non è una trovata pubblicitaria. E' successo davvero. Non è possibile, non ha mai fatto niente di male,non ha mai preso una multa, eppure i Carabinieri si sono occupati di lui.

E’ successo stamattina alle 4,30. Che Tista superi sempre i limiti di velocità è ormai noto a tutti e i Carabinieri che stamani ci hanno fermato in prossimità di Ponte Barcotto con la loro paletta, hanno voluto verificare. “Dovete rallentare, cosa fate in giro a quest’ora"? Chiede il capo pattuglia serioso. "E tu, chiede a Tista, dove credi di correre, sembri uno che sta scappando"! Sta per rispondere, ma subito io intervengo invitandolo a proseguire, chiarendo intanto la situazione alle Forze dell’ordine..

Entrambi impallidiscono, ma non dal freddo, bensì da quello che hanno ascoltato; non sanno se credere oppure chiamare una ambulanza per farci ricoverare.

Alla fine li saluto e per tutta risposta non esce una parola dalla loro bocca, solo uno sguardo esterrefatto che mi consente di allontanarmi alla svelta… prima che ci ripensino e mi pure i documenti che … ho, anzi: abbiamo dimenticato.

Le giornate come sempre sembrano uguali, ma non è così per Tista che afferma: “Tutti i giorni provo emozioni diverse, essere immersi nella natura ascoltando i suoi rumori e respirare i suoi odori, sono sensazioni straordinarie, sono per me una linfa di cui mi nutro per poter continuare senza sentire il peso della fatica sempre in agguato dietro l’angolo".

Tista…solo con i suoi pensieri.

Durante le 11 ore che tutti i giorni lo “inseguono”, succedono tante di quelle cose che nemmeno un libro le potrebbe contenere. "Ecco perché non mi stanco mai, tiene a precisare, la monotonia per me è inesistente,se devo stare solo per tante ore ho sempre qualcosa nella mente cui pensare".

Seguendo i suoi pensieri, ce lo siamo perso il nostro “Tista”, che sgattaiolato da quei simpaticoni di Carabinieri, alle cinque in punto si è avvinghiato ad una delle nove fontane che si trovano nel suo percorso e mentre dalla tangenziale vede sfrecciare camion e automobili, per un attimo - dopo essersi dissetato - annusa il dolce profumo di brioches che proviene dal vicino autogrill.

Era partito bene stamattina -  una novità non trascurabile -10 minuti in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Ed anche stamattina alle 3.40, a sollecitare la nostra partenza arriva ormai l’atteso segnale dell’anonimo amico settantacinquenne di Chiari che, pure lui possiede una bella costanza per svegliarsi a quest’ora e “stare con il suo corridore del cuore”.

Ci saranno forse altri che lo imiteranno, accendendo il computer per vedere se Tista si è addormentato oppure … se è partito come sempre?

Vedremo se dalla settimana prossima, quando partiremo alle 3,30, questo signore sarà ancora puntuale.

Intanto Marchesi pensa solo a macinare, non farina, ma chilometri che oggi hanno superato il muro dei 1500 chilometri.

Alle 6,40 l’incontro ormai puntuale: un bizzarro signore dagli anni non più verdi, spavaldamente ci supera e … come tutte le mattine lo vediamo steso sul muretto che si sbraccia come un ragno inventando una ginnastica che non si insegna da nessuna parte.

Non passa un’ora che sulla ciclabile che costeggia il fiume nei pressi di Esine, troviamo una sorridente ragazza, Marinella, con la quale tessiamo la tela per alcuni minuti. E’ curiosa, vuole sapere, Tista vorrebbe fermarsi , non lo può fare, per queste cose ci sono io, la tela la tesso io.

Marinella e Tista insieme…solo per poco.

 Dopo le prime ore fredde del mattino, un tiepido sole rinfrescato dal vento ci accompagna verso Breno dove incontriamo un arzillo nonnetto che, si presta immediatamente per un foto con Tista e subito insiste per proclamare il suo nome: “Mi chiamo Stefano Salvetti e sapete quanti anni ho? Ottantaquattro, e abito qui sopra in via Spinera", aggiunge con un leonesco sorriso compiaciuto. Appena Marchesi se ne va, il vecchietto si avvicina con voce silenziosa e mi sussurra: “El me scuse, ma chel là, él me par fo’- de co, che dighèl- lù?”

(che tradotto fa: “Mi scusi, quello là, mi sembra un po’ matto, cosa ne dice lei?”).

Ho risposto: "Lui non è matto, è fatto così".

Il vecchietto, torcendo il naso e la bocca, mi saluta e con una alzata di spalle risale la sua via, la sua via ”Spinera”.

Stefano Salvetti porta la sua borsa e Tista?

 Anche lui ha la sua borsa da portare che pesa più di quella di questo ottantaquattrenne, la sua pesa 2,5 kg ma subito incalza: "Il campione francese Serge Girard che ha corso 365 giorni e non portava lo zaino, come lo porto io. Oggi un ciclista si è caricato il mio zaino, ma domani? Spero che una cicogna vedendo il mio fardello, pensi che ci sia un bambino da portare e, mi aiuti per i giorni a venire”.

Ho incontrato l’altro giorno pure lo scrittore Giannino Botticchio di Cogno, ha fatto qualche chilometro con me raccontandomi di aver percorso 800 km durante il percorso di Santiago de Compostela, e forse ha voluto avvicinarmi per sapere… come farne di più.

 Si meraviglia degli incontri che succedono ogni momento, ma non si preoccupa di chi lo osserva al suo passaggio. Ha cambiato look, da quando gli hanno detto che assomigliava a Star Trek e si era inventato quei cerotti su “quelle recchie" ha pensato bene di diventare un runner del deserto,torcendosi attorno un brandello di tessuto come fosse una Kefiah araba; almeno le orecchie non arrostiranno più.

Dove sono le orecchie di Tista?

“Non sempre le giornate sono lisce come l’olio, domenica infatti durante le prime quattro ore un violento temporale si è scatenato contro di me e pensare che io … non gli ho fatto niente”.

In compenso, questa sera, all’Hotel Lovere mi sono scrollato di dosso tutte le fatiche e con amici e famigliari ho assaporato un momento di spensieratezza sedendomi con loro e gustando un pranzetto come non sono abituato a fare durante le mie ore di –lavoro-.

L’angolo della curiosità: avete visto i miei piedi; se riescono ad essere sempre efficienti ,nonostante vesciche e perdite di unghie, devono ringraziare le calze che indosso, poiché la loro fibra Nexus, esercita una spiccata azione termoregolatrice e, oltre alla naturale azione anti batterica, possiede una elevata capacità di assorbire il sudore favorendo una rapida evaporazione, eliminando la sgradevole sensazione di bagnato e freddo. Si ottiene anche una migliore circolazione.

Le scarpe che indosso riescono a soddisfare le mie esigenze,e lasciatemi ancora un po’ di tempo per ultimare il collaudo poi…vi dirò. Le scarpe n.44 , due numeri oltre la mia misura, a volte come già descritto mi creano problemi con i sassolini che non perdono occasione per venire a fare un pisolino fra le mie dita.

Succede però di fermarmi anche per un altro motivo:

Questa volta non è il sassolin.

"Quando il piede si ingrossa,dopo tanti chilometri, è meglio allentare i laccioli, consiglia Tista, almeno il piede non si sente prigioniero e il sangue scorre meglio". Sono accorgimenti che non sono banali, alla fine anche loro producono i loro risultati.

Diavolo Rosso il 17 Maggio

 

Vai alla galleria fotografica con le foto di Diavolo Rosso

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19 maggio 2011 4 19 /05 /maggio /2011 17:07

GruppoRelatori.jpgSi è tenuta il 19 maggio, presso l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino (Stadio Olimpico, Via Filadelfia 88 - Torino), la conferenza stampa della Torino-Roma No Stop, ultramaratona internazionale in programma il 2 giugno. Hanno partecipato il direttore dell’Istituto di Medicina dello Sport di Torino, il dottor Carlo Gabriele Gribaudo, la medaglia d’oro dei Giochi di Roma 1960 Livio Berruti, il presidente del Giro d’Italia Run Enzo Caporaso, il presidente di Accordo 15.0 Guido Cappio e il giornalista Gian Paolo Ormezzano.

Di seguito alcuni importanti aggiornamenti - che integrano le notizie già precedentemente pubblicate - su:

check point e cancelli cronometrici; composizione del prestigioso comitato d'onore, presieduto da Livio Berruti; altri eventi collaterali.

CHECKPOINT E CANCELLI CRONOMETRICI. La Torino-Roma No Stop non è una gara a tappe: chi arriva per primo vince. Ogni concorrente sarà munito di sistema GPS, per tenere sotto costante controllo la regolarità della sua progressione. Lungo il percorso saranno allestiti 13 checkpoint per monitorare l’andamento dei podisti e intanto offrire loro riposo e ristoro. Ecco il loro posizionamento e, di seguito, i cancelli cronometrici che indicano il tempo massimo entro il quale dovranno essere raggiunti i check point, pena l’eliminazione dalla gara: 1° Km 83 Masio (Al) entro 14 ore, 2° Km 130 Gavi (Al) entro 28 ore, 3° Km 180 Lavagna (Ge) entro 36 ore, 4° Km 226 Sestri Levante (Ge) entro 53 ore, 5° Km 255 Carrodano (Ge) entro 58 ore, 6° Km 311 Ricortola (Ms) entro 79 ore, 7° Km 375 Livorno (Li) entro 90 ore, 8° Km 405 Rosignano Solvay (Li) entro 101 ore, 9° Km 448 Venturina (Li) entro 109 ore, 10° Km 515 Grosseto (Gr) entro 128 ore, 11° 572 Manciano (Gr) entro 138 ore, 12° Km 620 Tuscania (Vt) entro 153 ore, 13° Km 672 Trevignano Romano (Roma) entro 172 ore.

COMITATO D’ONORE. A dare ulteriore grande prestigio alla Torino-Roma No Stop, un comitato d’onore di primissimo ordine, composto da rappresentanti di importanti organi federali, glorie dello sport e professionisti della comunicazione. Il panel è presieduto da Livio Berruti, leggenda dello sport italiano. Un torinese che ha compiuto una storica impresa alle Olimpiadi di Roma 1960 appare come il testimonial migliore per rappresentare un’impresa di 700 chilometri dalla Mole all’Urbe. “Cosa ci fa un ex sprinter nel comitato d’onore di un’ultramaratona? I poli opposti si attraggono – spiega Livio Berruti -. La Torino-Roma No Stop è una sfida al limite umano, nonché un bellissimo inno alla fatica. Vinceranno tutti quelli che arriveranno al traguardo, dal primo all’ultimo”. 

Il Comitato d'onore della Torino-Roma No Stop è così composto:

  • LIVIO BERRUTI, medaglia d’oro nei 200 metri ai Giochi di Roma 1960 (presidente)
  • FRANCA FIACCONI, vincitrice della Maratona di New York del 1998
  • CARLO GRIBAUDO, direttore Istituto di Medicina dello Sport di Torino
  • LINUS, direttore artistico Radio Deejay
  • MARCO MARCHEI, ex maratoneta olimpico e direttore di Runner's World
  • DANIELE MENARINI, direttore di Correre
  • TIZIANA NASI, presidente Fisip (Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici)
  • GIAN PAOLO ORMEZZANO, giornalista e scrittore
  • EDDY OTTOZ, due volte campione europeo dei 110 ostacoli
  • STEFANO SCEVAROLI, segretario Iuta Italia e coordinatore tecnico Fidal per l’ultramaratona
  • ANGELO ZOMEGNAN, responsabile e organizzatore del Giro d’Italia
  • GREGORIO ZUCCHINALI, presidente Iuta (Italian Unltramarathon and Trail Association)

 

LA CARICA DEI 150. Per rendere ancora più spettacolare la partenza, dare la carica nei primi chilometri della loro lunga fatica ai temerari partecipanti della Torino-Roma No Stop e intanto celebrare con un evento simbolico il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, l’organizzazione targata Il Giro d’Italia Run ha ideato “La carica dei 150”. Si tratta di una corsa non competitiva di 10 km aperta a tutti, con partenza legata a quella della 700 km. Ogni concorrente riceverà un prestigioso pettorale personalizzato con il proprio nome e cognome, impreziosito dal logo creato dal maestro Ugo Nespolo. Iscrizioni a 15 euro su www.giroitaliarun.it

 Al via de “La carica dei 150” ci saranno anche i podisti aostani Francesco Ceseracciu e Maurizio Pitti, impegnati in quella che sarà l’ultima fatica del loro progetto denominato “150 di corsa”: correre cioè una mezza maratona al giorno, per 150 giorni consecutivi, con tanto di uniforme tricolore, dal 4 gennaio fino al 2 giugno 2011, festa della Repubblica italiana, nonché partenza della Torino-Roma No Stop. Completati i 10 km, Ceseracciu e Pitti torneranno in Valle d’Aosta per portare a termine l’ultima tappa da 21 km della loro lunga corsa per l’Unità.

 

PALIO DELLE PROVINCE. I concorrenti della Torino-Roma No Stop saranno tenuti ad indossare l’abbigliamento messo a disposizione dall’organizzazione e ad avere con sé un telefono cellulare e un dispositivo di rilevamento GPS fornito dall’organizzazione, per un immediato contatto, in caso di necessità, e per una corretta verifica della regolarità della loro progressione. I concorrenti saranno abbinati per sorteggio ad una delle 12 province attraversate dalla corsa. Il vincitore della corsa assegnerà in questo modo il trofeo “Palio delle Province” alla Provincia rappresentata.

 

INTERVENTI

Franco Ferraresi, vicedirettore assessorato della Regione Piemonte e coordinatore degli eventi sportivi del calendario di Esperienza Italia: “Oltre a portare il saluto istituzionale dell’assessore Cirio, purtroppo assente per impegni istituzionali, rivolgo un grande in bocca al lupo a Enzo Caporaso, uomo da Guinness anche per le sue imprese organizzative. Dopo gli Europei di tuffi e la Coppa del Mondo di fioretto, nell’offerta di grandi eventi sportivi di Esperienza Italia entra una corsa come la Torino-Roma No Stop che si propone di lanciare un messaggio molto importante e intanto di far crescere il senso di appartenenza al nostro Paese nell’anno del 150° anniversario dell’Unità. Al di là della lucida follia di correre circa 100 km al giorno, mi piace sottolineare che la partenza della corsa è stata fissata il 2 giugno, per celebrare la Festa della Repubblica italiana. Da parte della Regione Piemonte e del Comitato Italia 150 va il più sentito augurio e applauso agli organizzatori e agli atleti che si cimenteranno lungo i circa 700 chilometri della prova”.

 

Gianfranco Porqueddu, vicepresidente della Provincia di Torino e assessore allo Sport e al Post Olimpico: “Il secolo e mezzo della nostra storia unitaria è segnato da grandi passioni e grandi vicende sportive. Tra la seconda metà del XIX e l’inizio del XX secolo, Torino ha dato i natali alla maggior parte delle Federazioni e delle associazioni sportive nazionali. Ai torinesi va il merito di aver organizzato la prima corsa ciclistica e la prima maratona podistica della storia italiana, che furono peraltro tra le prime iniziative del loro genere in Europa. Non è un caso, quindi, se lo sport ha un posto così importante nelle celebrazioni torinesi dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Le iniziative ed i grandi eventi sono così tanti che sarebbe impossibile ricordarli tutti. Quello che mi inorgoglisce, sia come Assessore allo Sport della Provincia che come Presidente del CONI Piemonte, è la constatazione del fatto che tutti gli sport e tutte le discipline hanno risposto all’appello delle istituzioni e del Comitato Italia 150, festeggiando con eventi interessanti e coinvolgenti l’importante compleanno della nostra amata Italia. E’ quindi con vivo apprezzamento e grande riconoscenza che saluto e incoraggio i promotori dell’ultramaratona internazionale Torino-Roma No Stop, ringraziandoli per aver scelto di organizzare il loro evento in una data simbolica per la nostra comunità nazionale: il 2 giugno, festa di una Repubblica che, al di là delle appartenenze ideologiche e partitiche, dobbiamo sentire come un patrimonio comune di tutti gli italiani”.

 

Giuseppe Sbriglio, assessore allo Sport del Comune di Torino: “La Torino-Roma No Stop è una corsa dall’alto valore simbolico. L’amministrazione apprezza e sostiene iniziative di questo genere, nella piena convinzione che lo sport possa unire, aggregare, trasmettere cultura e intanto proporre uno stile di vita attivo. Rivolgo un sentito augurio ai partecipanti di un grande evento che porterà un messaggio di unità lungo le strade del Paese”.

 

Gregorio Zucchinali, presidente Iuta (Italian Ultramarathon and Trail Association): “Riteniamo che questa nuova manifestazione proposta dal vulcanico Enzo Caporaso e dal suo Team Il Giro d'Italia Run, al pari di quanto già messo in cantiere e realizzato in questi anni dal medesimo sodalizio, saprà mettersi in evidenza e riscuotere il plauso che le spetta. Grazie a queste nuove occasioni, la passione per la corsa sulle lunghe distanze trova appassionati sempre più numerosi anche accanto a manifestazioni già consolidate nell’apprezzamento degli appassionati”.

 

Guido Cappio, presidente di Accordo 15.0: “Mi unisco all’augurio delle istituzioni nella convinzione che la Torino-Roma No Stop avrà ricadute positive dal punto di vista sportivo e turistico. Ringraziamo le istituzioni per l’importante supporto. Accordo 15.0, che quest’anno compie 15 anni, un decimo della storia d’Italia, è contenta di collaborare all’organizzazione dell’evento. Prossimamente verranno svelati altri dettagli della manifestazione: attività collaterali, concorsi, gare nella gara e altre iniziative”.

 

Enzo Caporaso, presidente Asd Il Giro d’Italia Run: “Ai più la Torino-Roma No Stop potrà sembrare un’idea folle ma il 2 giugno la corsa sarà reale, lungo le strade di un Paese in festa. Ringraziamo Regione, Provincia e Comune per l’attenzione e il sostegno. Organizzare una corsa lunga 7 giorni e 700 chilometri non è semplice. Non sarà una gara a tappe: chi arriva per primo vince. Lungo il percorso ci saranno numerosi check point per monitorare l’andamento dei concorrenti e intanto offrire loro riposo e ristoro. I corridori verranno dotati di sistema Gps per calcolare esattamente la velocità e i metri percorsi”.

 


Vedi anche i precedenti articoli

Torino-Roma No Stop (1^ ed.). Anche lo statunitense Roy Pirrung allo start  

 

Torino-Roma No Stop. L'artista Nespolo autore del bozzetto delle medaglie riservate ai finisher

 

Torino-Roma No Stop. La neo-ultra estrema da Torino a Roma in unica tappa. Già 10 gli iscritti


 

 

 

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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