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18 ottobre 2011 2 18 /10 /ottobre /2011 18:34

Belivau attorno al mondo

 

L'hanno definito il nuovo Forrest Gump. Lui, però, non ha corso, ma ha camminato per 11 anni e per 76.600 km. Jean Béliveau, canadese di 56 anni, ha appena terminato il suo viaggio intorno al mondo a piedi. Ha attraversato il globo terrestre a passo d'uomo, giorno dopo giorno, per undici anni, spingendo una carriola con l'attrezzatura da viaggio e con tutto ciò che gli era necessario.

Un'impresa che gli è valsa il riconoscimento dell'UNESCO, per le sue qualtà di importante iniziativa per la pace.

A differenza di Forrest, che non sapeva rispondere a chi gli chiedeva: «Perché corri?», Béliveau ha sempre avuto un punto di partenza e un obiettivo.
Il punto di partenza fu il fallimento, nel 2000, dell'impresa (una fabbrica di lampade al neon) di cui era proprietario: l'intrapresa del viaggio fu una vera e propria fuga dal senso di depressione e dalla crisi esistenziale da cui fu avviluppato subito dopo.
La partenza avvenna il 18 agosto del 2000 e, proprio in questi giorni, è finalmente tornato a casa, avendo mantenuto la parola di compiere il giro del mondo a piedi.
Ma nel frattempo il suo viaggio terapeutico e di rifondazione del Sè si è trasformato in qualcosa d'altro e si è riempito di obiettivo che, all'inizio, erano semplicemente impensabili
Canada, Montréal. Dopo 75.000 km, l'attraversamento di 64 stati e di sei deserti, 53 paia di calzature consumate Jean Beliveau, un 56enne di Montreal, ha riabbracciato la famiglia. 'La cosa che mi è mancata di più in questo tempo? Il caffè al mattino con mia moglie..'.
Con la moglie Luce Archambault, nel corso dell'impresa, s'è incontrato solo una volta all'anno: un appuntamento immancabile, ma - ovviamente - per consentirgli di mantenere la continuità dell'impresa, è stata sempre la moglie a raggiungerlo.
Béliveau, dopo la sua partenza, ha dedicato questa sua solitaria impresa ai bambini sottoposti a violenze e ad abusi, i bambini del mondo chepatiscono stenti, fame e malattie ed è così che la sua camminata solitaria si è trasformata in veicolo di un messaggio di solidarietà e di pace nei confronti dei più deboli attraverso il mondo.
Ha un sapore davvero antico quest'impresa appena conclusa: in qualche modo, rievoca i pellegrinaggi del tempo antico. Non quelli moderni in cui, gran parte del viaggio lo si compie con i mezzi di trasporto moderni e solo una piccola parte della strada a piedi, ma quelli in cui a piedi ci si spostava per migliaia di chilometri sino al luogo devozxionale designato e intanto passava una vita intera, perchè il viaggio conosceva interruzione, rovesci di fortuna, assalti da parte dei predoni e dei pirati quando si andava per mare, malattie e tanti altri intoppi.
Era per questo che, prima di partire si faceva testamento, si raccomandava la propria anima a Dio, ci si congedava da amici e parenti, si lasciavano le proprie cose - lavoro compreso - perchè non si sapeva quando - e se ciò sarebbe mai accsuto - si sarebbe tornati... In ogni caso, c'era la consapevolezza che, se andava tutto bene, il ritorno sarebbe avvenuto solo dopo molti anni... E - senza consapevolezza, allora - c'erà la certezza che il ritorno sarebbe stata la rinascita ad una nuova vita: chi tornava ridipengeva la facciata della propria casa a colori vivaci, o esponeva la Mano di Fatima davanti ala sua porta...
Il pellegrinaggio diventava un forte ed impegnativo percorso di formazione e di santità, perchè in nome dell'idea religiosa di base e del desiderio di salvezza, si abbandonava previamente ogni bene terreno e ogni vincolo e, in umoltà, esponendosi ad ogni sorta di pericolo si attraversava il mondo.
In fondo Bélivau, in maniera sorprendentemente attuale si connette, all'idea antica dei pellegrinaggi: quella di poter poter pensare ad una trasformazione di se stessi e quella, nello stesso tempo, di poter fare di se stessi e del proprio corpo il veicolo di un messaggio che viaggia per l'intero mondo terracqueo.
C'è indubbiamente l'idea che, attraverso la dimensione del viaggio a piedi - gioioso e penitenziale al tepo stesso - passi l'idea del riscatto personale e del mondo, come accade in un bel romanzo pubblicato tempo addietro il cui protagonista fiaccato da una vita di frustrazioni, obeso e fumatore, apprende che la sorella da una vita sofferente di una patologia psichiatrica si è suicidata e giace in un obitorio all'altro capo degli USA, e d'emblée decide di raggiungerla. Inforca una sua vecchia bicicletta e parte per un viaggio lungo e faticoso attraverso gli Stetes: un viaggio che è di recupero delle proprie memorie, ma anche di trasformazione e cura del suo corpo devastato e di riscoperta delle proprie potenzialità, anche affettive e relazionali, assieme ad un'apertura verso la Speranza che mette in fuga definitivamente il cinismo e la disperazione incombente.
In un'altra prospettiva più laica, guardando all'esperienza di Bélivau dal punto di vista relazionale e più specificamente del rapporto con la moglie, si può immaginare una sfasatura temporale legata all'incontro periodico tra i due: la durata della loro relazione in questi undici anni si comprime alla somma dei giorni dei loro undici incontri, probabilmente: e ciò ha reso la percezione della durata, in entrambi, più breve.
Nello stesso tempo, suggestivamente, l'immagine di quest'uomo che se ne va per 11 anni interi e poi, un bel giorno ritorna, fa pensare in qualche misura all'enigmatico Wakefield protagonista di una delle più belle storie di Nathaniel Hathworne.
L'impresa di Béliveau si connette al pensiero e alle opere di Mildred Lisette Nroman, anche conosciuta come Peace Pilgrim (vai a  Passi verso la Pace Interiore ~ Mildred Lisette Norman alias Peace Pilgrim).
Per raccontare la sua impresa e stare in contatto con la famiglia e il resto del mondo durante la sua impresa, Jean Beliveau ha creato un suo sito web Jean Béliveau World Wide Walk for Peace and Children e lo ha peridicamente aggiornato lungo tutto il corso del suo viaggio.
L'impresa di Jean Béliveau è anche su Facebook: wwwalk.org

Quello che segue è un articolo, postato nel web, quando ancora l'impresa di Jean Béliveau era in corso di svolgimento, ma ormai prossimo alla fine.

L’impresa di Jean Béliveau: il giro del mondo a piedi per i bambini

Jean-Beliveau-poses-in-front-of-a-welcome-sign-in-Ontario.jpgJean Béliveau ha fatto il giro del mondo a piedi proprio in nome dei bambini.

Un giorno di luglio 2003, Jean Beliveau si è svegliato in un carcere del Sud Africa, nel quale è entrato, di sua spontanea volontà, per avere un giaciglio e ed un riparo notturno.

Il capo della polizia Swellendam gli ha concesso di fermarsi per la notte, ma ora le guardie del turno di mattina non intendono lasciarlo andare via.

Non intendono stare a sentire le sue pretese di innocenza o la sua bizzarra storia di essere l’uomo che sta cercando di fare il giro del mondo a piedi.

A questo punto Beliveau ha già percorso 21 mila chilometri.

“Non sono un prigioniero”, urla. “Sono il ragazzo canadese che sta facendo il giro del mondo a piedi. Dai, pr favore. Per me è ora di andare. Sono pronto a ripartire”.

Infine, un altro detenuto – un criminale vero – inizia a gridare e le guardie arrivano per vedere che cosa stia succedendo.

Ben presto, gli uomini di legge si scusano con Beliveau e lo lasciano andare per la sua strada. La sua lunga, lunga strada.

Per 11 anni, Beliveau ha camminato attraverso tutto il mondo, cercando di attirare l’attenzione sui bambini che subiscono violenza.

Il suo cammino ha coinciso con una iniziativa delle Nazioni Unite iniziata nel 2000 e si è conclusa il mese scorso, ma, l’uomo, ha ancora gran parte del Canada da attraversare.

Beliveau spinge un passeggino a tre ruote che trasporta poco più di una tenda, sacco a pelo, un kit di primo soccorso, cibo ed un diario.

Niente high-tech o GPS. Solo alcune mappe, e, poi, durante il viaggio, segue i consigli della gente incontrata.

Beliveau_departure.jpgHa percorso 76.000 chilometri, consumato 49 paia di scarpe, attraversato 64 paesi in sei continenti, ha dormito in alberghi, chiese, carceri e case di migliaia di sconosciuti.
Ha ballato e cantato con i bambini in Malesia ed ha incontrato quattro vincitori del Premio Nobel per la pace, tra i quali Nelson Mandela a Durban, in Sud Africa.

Quel breve incontro, nell’ottobre 2003, è stato uno dei momenti più memorabili degli anni che Beliveau trascorso viaggiando a piedi.

“È stato molto breve”, ricorda Beliveau. “Ha detto, ‘Il mondo ha bisogno di persone come voi.’ Sono parole molto grandi, ispirate, che ti danno una buona spinta”.

Beliveau è partito da Montreal. Ha camminato lungo la costa orientale degli Stati Uniti e, poi, l’occidentale del Sud America, è volato in Sud Africa, e da lì ha camminato verso nord lungo la costa orientale del continente, poi verso ovest lungo la parte superiore.

Dopo aver sorvolato la Libia, perchè non riusciva ad ottenere il visto, si è diretto a nord dal Marocco verso l’Europa, raggiungendo l’Inghilterra nel 2006.

Poiché l’inverno si stava avvicinando, ha deciso di non attraversare la Russia e si è diretto verso il Medio Oriente.

Ha attraversato l’India e la Cina e, nell’agosto 2008, la Corea del sud.

Poi, ha raggiunto le Filippine, la Malesia e l’Australia.

Alla fine del 2010, era in Nuova Zelanda ed, ora, in Canada.

Il 30 gennaio, il viaggiatore intrepido è atterrato a Vancouver per completare l’ultima tappa del suo precorso. Sua moglie, che non lo aveva visto da più di un anno, era all’aeroporto, insieme ad un gruppetto di sostenitori.

“È stato incredibile… strano, un po’ surreale”, dice Beliveau dell’incontro. “Questo è un grande, grande momento”.

Beliveau racconta che l’idea del viaggio gli è venuta nel novembre del 1999 mentre camminava attraverso il ponte Jacques Cartier a Montreal. Era in crisi di mezza età ed aveva appena venduto il suo negozio.

Aveva bisogno di un cambiamento. Su una mappa del mondo, ha tracciato una rotta approssimativa e pensava di impiegare, nella sua impresa, una decina di anni.

In seguito, si è allenato camminando, poi correndo.

Così mi è passata la depressione. Avevo un sogno ora, un progetto di vita davanti a me. Non riuscivo a smettere di pensarci”.

La parte più difficile è stata di dirlo a sua moglie, Luce Archambault, che compiva 45 anni dopo un mese dalla partenza.

“Sono stato fortunato, io sono ancora fortunato, di avere Luce”, ha detto. “Lei è quella che continuava a sostenere il ragazzo sulla strada”.

Archambault lo ha aiutato ad organizzare il viaggio da casa, ha costruito un sito web dedicato al camminare e, soprattutto, gli ha fornito, sempre, un supporto emotivo.

I due si sono visti una volta all’anno da quando è iniziata l’impresa, incontrandosi, lungo il percorso, per tre settimane in inverno. Quelle vacanze sono state l’unico riposo per l’uomo. Di media, ha camminato 30 km al giorno.

“Molto può succedere in 10 anni”, dice. È diventato nonno due volte ed ha perso il padre nel 2006, mentre era in Belgio. Ha incontrato la sua prima nipote nello stesso anno durante una riunione di famiglia in Germania, ma deve ancora incontrare il suo secondo nipote.

Beliveau ha un infinito bagaglio di aneddoti edificanti sulla gentilezza degli estranei, le offerte di ospitalità, con vitto ed alloggio.

Ha ricevuto un intervento odontoiatrico in Egitto ed in Australia, un paio di occhiali in India tutto gratuitamente.

Ha anche dovuto affrontare molte sfide, inclusa la sensazione di isolamento che l’ha quasi spinto ad abbandonare il viaggio nel 2004.

Stava passeggiando per l’Etiopia, circondato da bambini, ma non poteva trovare un modo per comunicare.

I bambini potevano imitarlo dicendogli “Ciao”.

Le molte differenze culturali che ha incontrato lungo la strada, e la solitudine, sono diventati troppo pesanti per lui. Lo descrive come un “shock culturale cumulativo” e dice che non poteva andare avanti. “Forse ero proprio arrivato ad un punto di saturazione.”

Ma, una telefonata da Archambault gli ha fatto cambiare idea e lo ha rimesso sulla strada.

Questa esperienza gli è servita come una lezione importante per perseverare nel suo intento nei successivi sette anni.

Questo l’ha anche spinto a cercare di entrare più in contatto con le persone che ha incontrato e per assorbire quanto più possibile della loro cultura. E si è anche sforzato per cercare di imparare le varie lingue.

“Dobbiamo sviluppare un grande senso di tolleranza, apertura mentale, dovremmo imparare dalle altre culture,” spiega.

Beliveau è riuscito ad imparare l’inglese, lo spagnolo ed il portoghese e sa di re ciao, come stai in tantissimi modi diversi. “Che”, dice, “è un grande passo avanti per accostare gli sconosciuti.”

La sicurezza è stato un problema in alcuni posti.

Ha richiesto una scorta della polizia in nove paesi, tra i quali l’Egitto, la Tunisia, il Marocco e la Macedonia.

Nelle Filippine, è stato accompagnato da almeno 30 soldati – tutti con bandoliere di munizioni legate sul petto.

L’uomo si è anche chiesto se fosse giusto accettare le offerte di sicurezza.

“Non so se posso usare la parola vergogna, ma stavo camminando per la pace”, dice. “Immagina la scena: l’uomo che cammina a piedi per la pace, con l’esercito in giro che lo protegge”

Beliveau sta cercando di sensibilizzare sullo stato dei bambini, non vuole raccogliere soldi per una particolare associazione caritativa, anche se alcune organizzazioni, lungo la strada, si sono unite a lui per raccolte di fondi locali.

Il 6 gennaio 2007, ha raggiunto i 40.000 chilometri, circa la lunghezza della circonferenza della Terra all’equatore, mentre si trovava a Rakoczifalva, Ungheria.

E circa 300 persone si sono impegnate a raccogliere fondi di beneficenza per bambini. Un fatto simile si è verificato a Manila, nelle Filippine, ma questa volta erano più di 1.000 persone.

Beliveau e Archambault hanno creato la Fondazione WWWalk in modo da poter continuare a lavorare per i bambini di tutto il mondo alla fine dell’impresa.

La fine del viaggio è prevista verso la metà di questo mese.

Ricordando le sue prime settimane a piedi attraverso gli Stati Uniti, Beliveau dice che non aveva programmato abbastanza che cosa doveva fare.

Ma, poi, non c’è voluto molto per entrare nel ritmo del cambiamento costante. “Chiunque considerando una simile avventura dovrebbe sapere che il primo passo è il più difficile. Basta andare, muovere i primi passi. Tu costruisci la tua strada sulla strada”.


 

 

L'impresa di Béliveau è stata racconta in un film "Wing on his heels", un lungotraggio di 52 minuti, realizzato quando già stava attraversando il Canada.

 


 

 

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6 ottobre 2011 4 06 /10 /ottobre /2011 15:27

LAquila.jpgDavide Sapienza ritorna nella bellissima città d'acqua ferita, dopo "La Democrazia Del Camminare" dello scorso aprile di cui puoi vedere qui il servizio (La democrazia del camminare).

Il giorno 9 ottobre, domenica, lo scrittore e viaggiatore Davide Sapienza, traduttore di Jack London, sarà all’Aquila per un intervento letterario sul tema del viaggio lungo vie d’acqua, nell’ambito della seconda edizione della manifestazione “Sentieri di Carta”, organizzata dal LHASA con il supporto del CAI.
Davide Sapienza leggerà brani tratti dai suoi libri di viaggio.

Si tratterà di una “lettura itinerante”, che avverrà durante un’escursione non banale, ma accessibile a chiunque abbia un minimo di esperienza, lungo le sponde del fiume Aterno, a partire dalla stazione di Beffi.

Evento originale ed interessante ben al di là di una ristretta prospettiva locale. Il ritrovo è previsto per le ore 9 nel Piazzale della Stazione Ferroviaria dell'Aquila o, in alternativa, per le 9.45 presso la Stazione di Beffi.
In caso di maltempo le letture saranno eseguite sotto i Portici dell’Aquila e nel centro storico della città.

Partecipazione libera, possibilità di interventi e discussione.
Per informazioni, Sandro Cordeschi 3403196161-scordeschi@yahoo.it

 

(RSILa1) 6 aprile 2011. Secondo anniversario del terremoto de l’Aquila. A tutt’oggi nel cuore della città è impossibile entrare a piedi, spostarsi liberamente. Un degno corollario ai festeggiamenti di 150 Anni di Unità d’Italia. Esiste la democrazia del camminare? Il territorio è ancora una risorsa a disposizione di tutti o è controllato dalla politica e dal potere? Perché nei paesi del nord Europa, le democrazie più avanzate del continente, questa libertà è sacra? Seguite la troupe di Cult tv nel territorio abruzzese per capire cosa è accaduto dopo il 6 aprile 2009: in gioco c’è la democrazia del camminare, in tutti i sensi.

 

Premio Pigna d'Argento 2011
"Non è su una mappa. I veri luoghi non lo sono mai" (Herman Melville)

 


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22 settembre 2011 4 22 /09 /settembre /2011 14:19

marcia_per_la_pace.jpgUltimi aggiornamenti per chi vuole partecipare alla marcia per la pace con la Compagnia dei camminanti. Sono già 144 le persone che si sono pre-iscritte, anche se non ci saranno tutti sarà comunque un bel gruppo!

Il ritrovo è stato fissato non alla partenza a Perugia, ma dopo 5 chilometri (ne rimangono venti all'arrivo), a Ponte San Giovanni, alla stazione ferroviaria (parcheggi nei pressi, per esempio c'è una Coop), alle ore 10.00.

Chi parte a piedi dai Giardini del Frontone verso le 9, o chi arriva direttamente con altri mezzi a Ponte san Giovanni, è invitato a cercare nei pressi della stazione lo striscione dei Camminanti. Alcuni della Compagnia saranno lì ad aspettare tutti, alle 10.00.

Qui verranno distribuite ai Camminanti le bellissime magliette ufficiali dell'evento, disegnate dal grafico della Compagnia, vendute al prezzo di 10 euro (portate i contanti).

Da qui, riconoscibili tra le migliaia grazie alle magliette e allo striscione, la Compagnia dei Camminanti per la Pace marcerà più o meno insieme fino ad Assisi, alternando momenti di cammino allegro e conviviale a momenti di cammino consapevole in silenzio e in fila indiana. Ai camminanti verranno consegnati di volta in volta biglietti con le istruzioni sulle camminate dell'attenzione che si vorranno proporre lungo il tragitto. Vi invitiamo a visitare la pagina dedicata per mantenervi aggiornati, e a segnarvi nell'apposito modulo, in modo che la Compagnia possa avvertirvi via mail in caso di aggiornamenti dell'ultim'ora.

Un consiglio finale: cercate di venire con i pullman, è più semplice, arrivare da un parte e essere caricati dall'altra, e intasa meno il traffico. Ci sono tante organizzazioni che partono da tutte le città italiane con i pullman, partite con loro e poi raggiungete noi.

Chi arriva con un mezzo proprio, per tornare alla propria auto c'è da Assisi una navetta che da Rocca Maggiore porta a Santa Maria degli Angeli, e poi treni speciali che riportano a Ponte San Giovanni o a Perugia.

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19 settembre 2011 1 19 /09 /settembre /2011 07:19

Marco-Marangoni.jpgMarco Marangoni camminerà dal 21 settembre lungo la via Francigena (partenza da Aglié) sino a Roma per protestare contro la "Casta", con arrivo previsto il 15 ottobre.
"Ho fatto un sogno, un fiume umano indignato che si mette in cammino verso Roma, in modo pacifico, civile, armonico, come la marcia per il sale di Gandhi; forse è l'unico modo per farci prendere in considerazione, un grande movimento lento ma inesorabile, il risveglio della coscienza di una nazione: l'Italia"
Marco Marangoni, nato il 24 marzo 1965, partirà il 21 settembre da Agliè e si immetterà ad Ivrea sulla Via Francigena, passando da Torino per arrivare a Fidenza, salire verso il passo della Cisa per scendere in Lunigiana, scavalcare le alture sopra Sarzana e bagnare i piedi nel Tirreno; poi Lucca, Altopascio, San Miniato, San Gimignano, Monteriggioni, Siena, la Val d’Arbia e la val d’Orcia; quindi Radicofani, Acquapendente, Viterbo, Sutri e infine Roma!
Unisciti a lui e ai gruppi degli indignati, seguendo la sua impresa su
http://www.facebook.com/groups/212769328743424/
http://www.facebook.com/groups/nunteregghepiu/

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22 agosto 2011 1 22 /08 /agosto /2011 14:35

Thich_Nhat_Hanh.jpg«Com'è fresco il soffio del vento!

La pace è ogni passo.

E fa gioioso il sentiero senza fine »

(Thich Nhat Hanh, La pace è ogni passo)

 

« Mi piace molto ascoltare la pioggia, è un suono bellissimo »

(da Quando bevi il tè, stai bevendo le nuvole)

 

Thich Nhat Hanh, nato in Vietnam centrale nel 1926 e ordinato monaco all’età di 16 anni, ha interpretato e promosso, fin dalla giovinezza, il buddhismo quale strumento per portare pace, riconciliazione e fratellanza nella società.

Nel 1964, durante la guerra del Vietnam, ha dato vita al movimento di resistenza nonviolenta dei "Piccoli Corpi di Pace": gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti, poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.

Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, incontrò Martin Luther King, il quale, dopo averlo conosciuto, lo candidò al premio Nobel per la pace, prendendo posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi.

Dopo la firma degli accordi, gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese.

Si è quindi stabilito in Francia, dove nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l'arte di vivere in "consapevolezza".

Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita, ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam.

È poi ritornato in Vietnam nel febbraio del 2007 per un tour di 10 settimane, durante il quale ha tenuto discorsi davanti ad occidentali e vietnamiti, attratti dalle lezioni del maestro, di cui si sono giovati per praticare il Buddhismo. Per una parte del soggiorno ha meditato ed insegnato in un monastero posto su una collina a 140 km a nord di Ho Chi Minh. Ai suoi ritiri partecipano ogni anno migliaia di persone, provenienti da ogni parte del mondo.

I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue.

Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.

 

Nel video è riportato un estratto di un suo discorso nel quale spiega in parole molto semplici la pratica della "meditazione camminata".

Il progetto del deep walking (cammino profondo) nasce proprio da qui.

 

 


 
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20 agosto 2011 6 20 /08 /agosto /2011 10:02

con-le-ali-ai-piedi.jpg

Ecco il suggerimento per la lettura di due libri sul camminare scritti da donne, come spesso accade quando si tratta di camminare.

Il primo è di Angela Seracchioli, che continua il suo lavoro spesso solitario di creare sentieri sulle orme di santi. Dopo il sentiero "Di qui passò Francesco", che da La Verna conduceva a Poggio Bustone, ora la Seracchioli - nel suo nuovo libro-guida "Con le ali ai piedi. Nei luoghi di San francesco e dell'Arcangelo Michele", propone un cammino che da Poggio Bustone (vicino a Rieti) conduce a Monte Sant'Angelo in Gargano in 500 chilomentri e 25 tappe. Seguendo le suggestioni storiche, che sono la parte più interessante della guida. Il nuovo cammino parte dai luoghi francescani del rietino, e segue l'ideale percorso che questo santo fece nel suo pellegrinaggio verso la grotta di San Michele, uno dei luoghi in cui nel Medioevo un pellegrino doveva assolutamente recarsi in visita. Lavoro interessante, ma ancora da perfezionare: troppo asfalto, per ora, e molti di noi non gradiscono camminare su asfalto. Ma molti sentieri recenti nascono così: prima in gran parte su asfalto, poi pian piano si cercano le varianti su sentiero. Quindi ci auguriamo che la Seracchioli prosegua il suo lavoro per offrire questa bella idea di un unico sentiero francescano percorribile da tutti.

101_camminate_in_montagna.jpgL'altro libro è scritto da Paola Lugo, pubblicato da Mondadori, si intitola "101 camminate in montagna". A questo libro hanno collaborato anche alcune guide della Compagnia dei Cammini: Luca Gianotti ha scritto cinque itinerari, Nanni Di Falco tre, Luca Maria Nucci uno. Il lavoro di Paola Lugo per selezionare le 101 passeggiateè stato da certosino, ovviamente con criterio soggettivo, ma molti di questi itinerari li ha camminati lei stessa in due anni di studio. Il risultato è buono, un libro ben fatto, con la prefazione di Mauro Corona che invita alla scoperta della "schiena contorta delle più belle montagne d'Italia". Se si vuole trovare un difettuccio a questo libro, è che 73 itinerari su 101 sono nelle Alpi. Un po' squilibrato, ma un tempo la si pensava così, le camminate più belle erano alpine, mentre il Centro-Sud non era considerata terra di montagne o di natura selvaggia.

Per molti di noi, cresciuti in questa logica, scoprire che spesso è vero il contrario ci ha cambiato l'idea del cammino!

 

Angela Maria Seracchioli, "Con le ali ai piedi", Terre di Mezzo, 2011, 18 euro

 


 

 

Paola Lugo, "101 camminate in montagna", Mondadori, 2011, 19.90 euro

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18 agosto 2011 4 18 /08 /agosto /2011 10:18

marcia-della-Zizzi.jpgSabato 3 settembre 2011, si svolgerà  la 3^ edizione della Marcia della Zizzi ad Orentano (PI) nella Strada Vicinale del Macchione. Una bellissima iniziativa sportiva con l'obiettivo di promuovere
l'affidamento familiare e le attività di recupero volte ai minori in difficolta’ promosse dalla nostra Associazione.
La marcia si snoda su percorsi di 1,4 e 8 km quasi interamente nel bosco (vai al sito web)
Tanti e ricchi i premi (tra i quali anche un computer portatile). Ricco anche il pacco dono riservato a tutti i partecipanti. Presenza anche del nostro ormai famoso mercatino dell'usato e possibilita’ di utilizzo gratuito di docce e piscina. La Marcia e’ inserita all’interno dei tre importanti Calendari podistici non competitivi – quello pisano, quello lucchese e quello delle Tre province – che ogni fine settimana richiamano moltissimi partecipanti da tutta la Regione e grazie al quale quest’anno prevediamo la partecipazione di almeno 1.500 persone.
Uno degli obiettivi principali di questa iniziativa e’ quello di promuovere sempre piu’ all’interno della societa’ civile il tema dell’affido, purtroppo ancora poco conosciuto, affince’ sempre piu’ minori in difficolta’ possano essere aiutati. Come tutte le nostre iniziative, la Marcia della Zizzi vorrebbe essere un momento ludico-sportivo, ma anche di inclusione sociale rivolto a tutti coloro che per vari motivi sono maggiormente svantaggiati: minori a rischio di devianza, famiglie socialmente ed economicamente in Difficolta’ e diversamente abili ed a’ per questo che abbiamo pensato anche ad un percorso adatto a tutti.
Un progetto ambizioso è la costruzione di CASA ZIZZI, una casa per tanti bambini maltrattati e abbandonati www.casazizzi.it

Riccardo Ripoli: Buongiorno, sono Riccardo Ripoli, fondatore e responsabile dell'Associazione "Amici della Zizzi" - www.zizzi.org - un'associazione che da 25 anni si occupa di minori ed il cui nome deriva dal soprannome della mia mamma, morta nel 1986, dalla quale ho preso ispirazione per dedicare la mia vita ai bambini con problematiche sociali e familiari, tenendone attualmente 10 in affidamento con me. Vieni anche tu con il tuo gruppo a far grande la nostra marcia per far grande il nostro progetto. Ti aspettiamo

Riccardo Ripoli
www.zizzi.org
www.sos-affido.it
0586.85.22.54
347.184.185.0
380.18.94.900

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9 agosto 2011 2 09 /08 /agosto /2011 19:53

marcia-della-pace.jpgDomenica 25 settembre 2011 si svolgerà la Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli. La Marcia si terrà a cinquant’anni dalla prima Perugia-Assisi organizzata, con lo stesso slogan, da Aldo Capitini il 24 settembre 1961.
La Marcia segnerà il culmine dell’Anno dei valori avviato il 21 settembre 2010 con il Programma nazionale di EducAzione alla Pace e ai Diritti Umani 2010-2011 “La mia scuola per la pace”.
Protagonisti della Marcia, dunque, saranno le scuole, gli studenti e gli insegnanti impegnati in percorsi di educazione alla Cittadinanza e alla Costituzione, alla pace, ai diritti umani, all’intercultura, alla legalità e all’ambiente.
Le scuole e le classi partecipanti ri-animeranno i sette valori costituzionali della nonviolenza, della giustizia, della libertà, della pace, dei diritti umani, della responsabilità e della speranza. I 24 chilometri del percorso da Perugia ad Assisi prenderanno l’aspetto di una lunghissima aula didattica che ciascuno potrà percorrere, in tutto o in parte, raccogliendo idee, proposte e riflessioni utili.
La Marcia sarà preceduta dal Meeting dei "1000 giovani per la pace" che si svolgerà a Perugia/Bastia Umbra il 23 e 24 settembre 2011 sul tema: Pace, lavoro e futuro. Mille giovani impegnati a coltivare i valori della nonviolenza, della giustizia, della libertà, dei diritti umani, della pace e della responsabilità s’incontreranno per condividere idee, esperienze, speranze, preoccupazioni, progetti e proposte.
Il Meeting e la Marcia sono promossi dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani, dalla Tavola della pace e da numerose organizzazioni, associazioni ed enti locali.
Le ragioni di una scelta
Alla testa della prima Marcia Perugia-Assisi nel 1961, accanto ad Aldo Capitini, c’erano numerosi intellettuali e personalità del mondo della cultura come Norberto Bobbio, Italo Calvino, Guido Piovene, Renato Guttuso, Giovanni Arpino.
A cinquant’anni di distanza, saranno le scuole, gli insegnanti e gli studenti a raccogliere il testimone e a rinnovare l’impegno per la costruzione di una nuova cultura e di una nuova politica di pace. La Marcia Perugia-Assisi del prossimo 25 settembre è dunque una grande occasione per:

  1. dare avvio al nuovo anno scolastico all’insegna dell’educazione alla pace, ai diritti umani e alla cittadinanza democratica;
  2. consentire agli studenti che hanno realizzato il progetto “Ogni scuola un grande Laboratorio dei Valori” di ri-animare i valori della nonviolenza, della giustizia, della libertà, della pace, dei diritti umani, della responsabilità e della speranza;
  3. valorizzare le molte attività realizzate dalle scuole per promuovere tra i nostri giovani la conoscenza e il rispetto dell’altro, la convivenza, l’integrazione, educazione alla pace, ai diritti umani, all’intercultura, alla legalità e alla cittadinanza democratica europea;
  4. sostenere i dirigenti scolastici e gli insegnanti che cercano di trasformare la scuola in un luogo dove si studia e s’impara la pace, dove si vive e si cresce in pace, ovvero nel riconoscimento e nel rispetto dei diritti umani;
  5. favorire l’incontro, il confronto e lo scambio tra gli studenti e gli insegnanti delle tante scuole impegnati in programmi di educazione alla pace e ai diritti umani.

La partecipazione al Meeting e alla Marcia si configura come possibilità di trasformare una visita d’istruzione di più giorni in un momento didattico e progettuale forte in cui confrontarsi, imparare, elaborare progetti ed assumere impegni concreti assieme a studenti provenienti da tutta Italia e da altre parti del mondo.

Il Meeting dei "1000 giovani per la pace"

Il Meeting consentirà ai giovani di essere protagonisti di una grande iniziativa di pace. Un’occasione unica per vivere un’esperienza straordinaria, per incontrare altri giovani, per confrontarsi e progettare insieme nuovi percorsi di pace.

Il Meeting è una grande opportunità per:

  • condividere con gli altri le proprie idee, esperienze, speranze, preoccupazioni, progetti e proposte;
  • progettare insieme cosa fare nel 2012;
  • progettare un nuovo decennio d’impegno per la pace.


Il Meeting si svolgerà in uno spazio dove sarà possibile discutere e progettare insieme, lavorare in gruppi, fare e ascoltare musica e teatro, mangiare e dormire con il sacco a pelo.
Il Meeting avrà inizio venerdì 23 settembre alle ore 12.00 e si concluderà domenica 25 settembre con la Marcia Perugia-Assisi.

La Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli

La Marcia Perugia-Assisi è una grande iniziativa di educazione alla pace, ai diritti umani e alla cittadinanza democratica. Un modo concreto per coniugare l’educazione all’azione.
Partecipare alla Marcia Perugia-Assisi vuol dire:

  • fare una grande esperienza di cittadinanza attiva, di partecipazione civile, di crescita personale da inserire nel percorso formativo di ogni studente.
  • riscoprire il senso e la voglia di “camminare insieme”, come condizione umana di vita, per una crescita reciproca.
  • dare libera espressione ai propri sentimenti di pace, offrendo a tutti l’occasione di esprimersi a modo proprio.
  • fare una esperienza comunitaria, alla riscoperta del valore della solidarietà e della condivisione.
  • dare voce alla domanda di pace e giustizia di tanti popoli e persone.
  • riflettere sul contributo che ciascuno può dare nella vita quotidiana alla costruzione di un mondo più giusto e solidale.
  • promuovere la globalizzazione dei diritti umani, della democrazia e della solidarietà, sollecitando un cambiamento delle priorità della politica e dell’uso delle risorse.

 

Anche "La Compagnia dei Cammini" ha aderito alla "Marcia della Pace" e sono già 42 i camminatori che hanno aderito all'appello, e che cammineranno con i rappresentanti della "Compagnia dei Camminanti per la Pace", durante la marcia della pace Perugia-Assisi del 25 settembre.

L'appello della Compagnia dei Cammini: "Continuate a iscrivervi, facciamo un piccolo gruppo di persone che camminano per la pace e per il camminare come strumento di pace! Abbiamo aperto una pagina aperta ai commenti sul nostro sito, dove vi invitiamo a scriver liberamente tutte le idee, per rendere la nostra partecipazione il più creativa possibile. Saremo lì per testimoniare il valore del camminare come strumento di pace, per comunicare al mondo che la pace si raggiunge partendo dalla propria pace interiore, e che ogni passo genera pace".

Partenza da Perugia ore 9.00, i dettagli verranno comunicati più avanti.

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4 agosto 2011 4 04 /08 /agosto /2011 23:55

dove-pensano-gli-asini.jpgQuando dire asino è un complimento.

L'asino è tornato.

Non sui sentieri, perchè lì c'è sempre stato.

E' tornato nei cuori della gente.

Questa bella riflessione è di Massimo Montanari, intensa e carica di amore per i pazienti amici a quattro zampe, fa da prefazione al libro di Valentina Musmeci, intitolato "Dove pensano gli asini"che il diario di viaggio di un trekking con gli asini nella catena dei Lagorai, diario di viaggio in parole e fotografie.

E' un libretto che fa venir voglia a tutti i camminatori di provare questa esperienza e di camminare con gli amici dalle orecchie lunghe: seguendo il racconto di Valentina Musmeci si comprendono le differenze tra il viaggiare semplicemente a piedi e il viaggiare in compagnia degli asinelli, ma anche il valore speciale che questo tipo di viaggio viene ad assumere.

Sedici amici trentini compiono ogni estate un trekking sui Lagorai con una decina di asini che servono loro per il trasporto delle proprie masserizie, cercando l’avventura ad un passo da casa, con le proprie famiglie, bambini ed adulti insieme.

Un viaggio per il quale non è necessario alcun tipo di allenamento sportivo e che allena invece alla libertà, a godere di un senso controllato di libertà, di condivisione, di consapevolezza.

Questa avventura in completa autonomia diventa motivo di riflessione sul viaggiare a piedi, ma anche sugli asini come animali totemici, amici di viaggi, maestri di vita.

Un viaggio in cui non si prende un aereo e si vola migliaia di chilometri a oriente o a occidente per incontrare l’avventura.

Bondone-asini-620.jpgUn viaggio per riassaporare il piacere del nomadismo antico dell’uomo e le sue caratteristiche che stanno assopite dentro di noi: spostarsi durante il giorno, esplorare il territorio per cercare l’acqua, dormire e cucinare nel precariato, ricercare un posto giusto per montare il campo tende la sera.

Un viaggio che è racconto di un’impresa alla portata di tutti, che è ricerca di un senso di appartenenza. Alla natura e ad un gruppo.

Un viaggio fatto di incontri: quelli con i compagni di carovana e quelli fugaci con alcuni personaggi intensi che attraversano la nostra strada, che vivono in montagna, di montagna.

Un viaggio dentro se stessi, per capire che ogni passo va pensato, anticipato con la mente, se non si vuol mettere il piede in fallo. Che ogni passo fa sentire la strada sotto i piedi.

Assaporare insieme un paesaggio, un incontro. Un percorso, dall’inizio alla fine. Scoprendo qual è in realtà la motivazione che c’è dentro una partenza.

 

L'autrice, Valentina Musumeci, vive a Trento con i suoi tre figli e insegna inglese. Ha viaggiato in Europa, Libia, Egitto, Sudan, Yemen, Oman, Qatar, Cipro, India, Malesia, Birmania, Laos, Thailandia, Stati Uniti, Sud America, Isole Caraibiche. Ha scritto e fotografato per la Rivista del Trekking, L’Adige e siti di viaggio. Collabora con APT Trentine, Centri di ricerca e Associazioni. Conduce da anni ricerche sull’attività didattica per bambini in ambito artistico e naturalistico. Si occupa anche di volontariato e clown terapia.

E' un libretto che fa venir voglia a tutti i camminatori di provare questa esperienza, di camminare con gli amici dalle orecchie lunghe, Valentina Musmeci spiega le differenze e il valore speciale che un viaggio con gli asini ha rispetto a un viaggio a piedi solo con umani.

 

Valentina Musmeci, "Dove pensano gli asini", Curcu&Genovese, 2011, 12 euro

 

 

Travels-with-a-donkey-in-the-Cevennes.jpgQuesta recensione ci serve per rievocare un classico del trekking che è la cronaca del viaggio che Robert Luis Stevenson, l'autore de L'isola del tesoro oppure de La freccia nera, per non parlare dell'invenzione più perturbante) del dottor Jekyll e del suo doppio, Mr Hide, compì a piedi e in compagnia di un asino nella selvatica regione francese delle Cévennes, un bel diario di viaggio di lettura tuttora godibile e persino utilizzabile per chi volesse spingersi lungo lo stesso percorso.

E citerei anche, in diretto collegamento con Stevenson, quest'altro libro di Andrea Bocconi e Claudio Visentin, In viaggio con l'asino, Guanda, in cui si declina - come del resto nelle esperienze sopracitate - la celebrazione dello slow travel, una delle tante faccie della medaglia del "vivere lento" e del viaggio sostenibile, a basso costo e ad impatto ambientale pressocchè zero.

Uno scrittore di viaggi e un professore universitario conducono i loro figli e due asini lungo gli antichi sentieri d’Abruzzo, da Tagliacozzo a Celano. In macchina, sull’autostrada che corre accanto, ci vorrebbe mezz’ora a dir tanto. Arriveranno invece a destinazione dopo una settimana a bassa, bassissima velocità, con soste, deviazioni, incontri imprevisti tra montagne, boschi, paesi, chiese e rovine: un’Italia «minore» sconosciuta ai più, ma dove si prepara una parte importante In-viaggio-con-l-asino.jpgdel nostro futuro.Asini, bambini e professori condividono un viaggio libero, povero, stravagante. Un viaggio in compagnia degli asini, questi strani animali, spesso calunniati e oggi ingiustamente dimenticati; un viaggio nei rapporti tra padri e figli; un viaggio dove non è sempre ovvio chi guida e chi segue, chi insegna e chi impara.

La seconda parte del libro offre tutte le informazioni indispensabili per muoversi in autonomia con un asino. Per imparare a rallentare il passo e a guardarsi attorno al ritmo imprevedibile del più simpatico e testardo dei quadrupedi, che tanto filo da torcere aveva dato al capofila degli asinai dilettanti, Robert Louis Stevenson, in viaggio nelle Cévennes con la piccola, aristocratica asina Modestine.

E, infine, a proposito di asini...

 

UN ASINO PER AMICO

Gli asini sono da secoli circondati dal discredito: invece, imparando a conoscerli, ci si rende conto che non sono stupidi né particolarmente ostinati come vengono invece considerati. Nella realtà sono docili, intelligenti e affettuosi. Durante il viaggio di certo li apprezzerete, con quella andatura lenta ma costante, sia in salita che in discesa: non si stancano mai, al contrario di noi camminatori. Bisogna comunque essere abbastanza autorevoli con loro, incitarli al cammino e anche, a volte, percuoterli (senza esagerare!) con qualche frasca per evitare un eccessivo rilassamento. Attenzione che anche a Stevenson è successo di affezionarsi troppo a Modestine (la sua compagna di viaggio) e a trovarsi più carico di lei per sottrarle l’ingombro dei bagagli!

Il consiglio è questo: corretti, ma severi. Effettivamente, come nel caso di Stevenson, la consuetudine è quella di affittare femmine, normalmente più docili e sottomesse dei maschi (si badi bene, stiamo parlando di asini!).

Un asino beve una o due volte al giorno e alla sera 3/5 chili di fieno vanno a completare il pasto che si procura lungo il sentiero e consta di erbetta fresca. Alla sera, nel ricovero che troverete sempre per lui, gli darete una bella strigliata, gli allontanerete mosche e tafani e poi via… potrà riposare rifocillato e tranquillizzato.

Ricordatevi che un asino può portare dai 20 ai 40 chili e quando ha in groppa un bambino si sente particolarmente responsabilizzato e lo vedrete cercare sempre le vie più sicure, cercando di mettere gli zoccoli solo nei posti giusti.

È una sicurezza.


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4 agosto 2011 4 04 /08 /agosto /2011 18:20

viandante-sul-mare-di-nebbia-Caspar-David.jpgLe strade che percorriamo sono dentro di noi, nel nostro animo.
Le percorriamo per crescere.
E mentre camminiamo, ricordiamo le strade che abbiamo percorso e che ci hanno visto gioire, ridere, ma anche soffire, piangere e sanguinare nel profondo.
Si può provare ad immaginare le strade percorse ma nessuno saprà mai, veramente, come sono fatte. Perchè nessuno, tranne se stesso, sa leggere nel proprio animo.
Possiamo immaginare, ma mai avere idea della vera realtà della vita e delle strade percorse: viali luminosi, praterie ariose, stretti sentieri di montagna, pendii innevati che conducono a vette sublimi, percorsi sterrati nel profondo di un bosco secolare, ma anche vicoli bui e fangosi, strade di squallide periferie metropolitane.

camminare-nel-freddo.jpgPer molte strade belle capaci di far vibrare la corda estetica dei nostri cuori e tali da suscitare meraviglia, siamo obbligati a percorrere sovente cammini nel cuore di valli oscure, dove il nostro animo è oppresso e, schiacciato dalle tenebre, non può librarsi verso l'alto.

In certi momenti sono questi percorsi oscuri opprimenti a dominare e ci sembra di non avere via di scampo: eppure, i cammini sono fatti anche di questo.

Bisogna camminare e andare avanti, per poter dire come sono fatte le strade del mondo.
E intanto che quelle le si esplorano e le si conoscono, cresce la conoscenza dei nostri percorsi interiori.
Una cosa è legata all'altra e una travasa nell'altra, di continuo.
E tutto questo porta alla nostra crescita interiore.
Un uomo è fatto delle sue strade, di quelle esterne ed interiori che ha percorso, alcuna una sola volta, lasciandosele alle spalle, altre più di una volta e non sempre in uno stato d'animo lieto.
viandanteDi un un uomo che ha veramente vissuto si può dire: conosce le sue vie.
Ma è una conoscenza che continua a costruirsi sino all'ultimo istante del tempo che ci è concesso: ci sono sempre nuove vie, nuove possibilità da esplorare.
Un uomo che ha smesso di percorrere nuove e che vive soltanto nel ricordo di quelle che da giovabe ha percorso, è un uomo che ha deciso anzitempo di vivere.

 

 

 


 
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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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