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Finalmente, dopo un mese di Montisola, Tista lascia l'isola che ha funestato i primi suoi ritiri e il suo umore è subito cambiato da così a così. E' il momento dei congedi dalla "sua" gente dell'isola e nello stesso tempo ritornano le arguzie.
Nel fine settimana Tista avrà corso la distanza di un Giro d'Italia (6640 km) e si accingerà ad affrontare il suo secondo Giro. Encomiabile costanza!
(Vitaliano "Diavolo Rosso" Grassi. 12^ cronaca) Tista ha lasciato l'isola, se n'è andato alla chetichella per vedere le ultime tappe del giro d'Italia."Non è possibile, sarà la burla di qualche buontempone - commentano gli isolani - la nostra mascotte non ci lascerebbe mai così all'improvviso”.
Fulminea la smentita di Marchesi: “La notizia è quasi vera, me ne vado, ma solo con la fantasia. Nel fine settimana avrò corso anch'io il mio giro, 6460 chilometri come nel 2007 al mio giro di Italia, spinto dall'amico Felice Gimondi che mi disse: 'Battista, la bici lasciala a me che me ne intendo, il giro lo devi fare a piedi, tu che sei così bravo'. Presi la palla al balzo, anzi, l'invito al balzo, ora però ho fatto il bis".
Se arrivano le soddisfazioni non mancano nemmeno le paure; il ricordo alla scorsa settimana dopo lo scontro caloroso sotto una temperatura di 39,5 gradi con quelle due signore “Febbriciattola" e "Maldigola” non ha fortunatamente lasciato i segni, la peggio l'hanno avuta loro.
Tista ha supera felicemente la dura prova e, ieri, mentre le nuvole si alleggerivano del loro fardello scatenando un putiferio sull'isola, lui non ha fatto una piega, non è fuggito, ma è rimasto nel bel mezzo tutto solo. “Non riuscivo nemmeno a tenere l'ombrello”, ha dichiarato disinvoltamente come se non fosse successo nulla. “Il ventaccio era ben allenato quanto me” - ha aggiunto scherzoso.
Sulle sue labbra è ritornato il sorriso...
Gli è tornato il sorriso, si mette a cantare una canzone che solo lui conosce.
Il bel sole lo ispira, si ferma volentieri a rimirare la vicina Isola di Loreto.
Oggi è un giorno speciale, si vuole ritemprare, una panchina per lo stretching non manca mai. Al termine, la sfida con il bus di passaggio si deve fare, con lui c'è un conto in sospeso, lì sopra non si può salire mai.
Nell'isola la gente vuol sapere, gli vuol parlare e stringergli la mano. Uno alla volta, si fanno i turni come alla Dalmine tanto tempo fa. In riva al lago la prima della lista: Loredana Turla, abbandona il suo negozio di salumi, se arriva il cliente aspetterà, perché Tista non può aspettare. Una ciacolata e ...via.
A ruota seguono Laura e Luisa Agnesi, madre e figlia, edicolanti numero due del paese, ogni mattina danno notizie fresche al campione di passaggio.
Dovrebbe indossare una maschera per passare inosservato, ma vuole troppo bene a questa gente che lo ricambia sempre, una parola buona, un sorriso e una pacca sulla spalla sincera.
Pure un capitano scende in campo: non è un militare, ma è comandante del traghetto merci, Alessio Ziliani, uno sportivo d'un pezzo, assomiglia a Gimondi, lui la bici se la giostra, questo dice Tista di lui. Anche lui ha fretta di partire, deve subito traghettare.
La marcia non si ferma, c'è pure una frana, un salto fra le rocce per la strada, fermarsi è come ricordare.
Quel 2009 non lo può dimenticare. Glielo ricorda Claudio Agnesi, il vigile isolano che appare d'improvviso. Lo riconosce subito: è lui, quel giorno della frana fu lui a scrivere il verbale.
"Ora cosa vuole"?
“Ti sei ristabilito? - chiede il vigile - ti sei però dimenticato che non si possono superare le otto ore di guida, altrimenti sei in contravvenzione”.
“E' vero, il mio disco orario segna anche dodici ore - replica Tista - ti prometto che ogni tanto mi fermerò su una panchina, almeno sarai contento anche tu”.
"Uffa! Capitano tutte a me - barbuglia Tista - Meno male, sono arrivato alla casa Gruppo Alpini di Montisola: con loro tiro il respiro".
Sono 115 iscritti, cinque di loro son presenti vestiti di tutto punto: Carlo, Angelo, Giuseppe Marco e Franco. Si sono portati persino il gagliardetto e posano soddisfatti con l'isola di San Paolo dietro le spalle. “L'anno prossimo festeggeremo il nostro cinquantesimo di fondazione commentano in coro, siamo felici di annunciarlo vicino al nostro amico”. Tista risponde loro: "Sono anch'io un alpino e il mio attaccamento è talmente grande che durante la mia traversata americana in ogni stato donavo un gagliardetto degli alpini”.
Una mattinata densa di impegni, ma le sorprese non finiscono mai.
Porto di Carzano, arriva il battello, scendono due signore. Madonna santa, non saranno ancora quelle due? Per carità!!! Una indossa persino occhiali scuri, non vuole farsi riconoscere, chissà.
Filano di corsa verso la casa di Tista, salgono le scale in tutta fretta, entrano nella sua camera.
Cosa sta succedendo, non si sa. Proprio oggi con una telefonata ha ricordato alla moglie Bruna: “E' il nostro 47 esimo anniversario di matrimonio”, e lui si invischia in una probabile Bungata.
Stamane poi la sciura Maria gli chiedeva: "Batista, e col sesso come la mettiamo?”
Lui imperturbabile e con tono monastico: "Cara la me sciura, fino a novembre sono allergico al sesso”.
Ma allora l'allergico nonnetto che cosa ci combina? Mi sa che i suoi chilometri lo han fatto uscire di melone.
Non andiamo oltre, andiamolo a scoprire.
Aprire la porta produce il batticuore, si bussa per educazione e una voce - femmina - risponde: "Avanti! Avanti"!
Si vedono due donne, vicine al Tista disteso su quel letto, una coperta addosso, e poi … silenzio.
Svelato è il mistero, finisce il batticuore, le sue unghie sono in buone mani, la pedicurista Stefania Gamba sa cosa deve fare, non di meno Maria Maffeis che pratica massofisioterapia, si prende cura del Tista che ... si assopisce dopo le cure.
Sono arrivate da Bergamo apposta per lui, nessun altro poteva venire, solo loro hanno detto …sì.
Insomma, per farla breve, inventiamoci qualcosa, meglio somari che fare le comari, meglio vedere prima di sparlare.
Battista Marchesi - per gli amici Tista - sta compiendo una grande impresa, memorabile, qualsiasi ne debba essere l'esito. Ci sta provando e ci ha provato negli anni precedenti. Questa volta potrebbe essere quella buona, ma non bisogna mettere il carro davanti ai buoi. Bisogna vivere alla giornata, prendendo le cose come vengono: alcune giornate sono solari (non solo climaticamente, intendo) altre sono tristi e nebbiose. In alcuni giorni, tutto procede liscio, in altri tutto pare spigoloso ed inceppato.
Nei giorni in cui piglia male, il peso della fatica è ben maggiore. La tabella di marcia si fa tirannica e può sembrare di non farcela più. E' proprio allora che bisogna combattere i demoni interiori che appesantiscono il passo. Eppure Tista - che è da solo per la maggior parte del tempo - deve continuare ad andare, perchè c'è un programma giornaliero da rispettare, una "media " da mantenere.
Tista si fa coraggio e continua a rispettare il programma quotidiano, ma magari si fa taciturno, ombroso, poco incline al dialogo, proprio in quei momenti in cui la sua fatica potrebbe essere alleviata da un'occasionale incontro, da un visitatore che si aggrega a lui per un pezzetto di strada, da una chiacchiera fugace ed estemporanea.
Occorre rispettare la mutevolezza dei suoi stati d'animo e non bisogna farlo sentire in colpa, quando non è disponibile a stare in contatto, eppure anche quando Tista si fa "musone" rimane importante la possibilità di un silenzio condiviso oppure quella della accettazione e della condivisione dei suoi stati animo: sicuramente a lui allora peseranno di meno e di meno ipotecheranno la leggerezza dell'andare.
Bisogna tenere conto di questo e dovremmo sempre indirizzare a Tista un nostro pensiero di solidarietà e di supporto, una parola di incoraggiamento: sarebbe bello se - proprio adesso che Tista sta entrando nel vivo della sua impresa con quasi 6000 km percorsi in 73 giorni (e quindi a un ben più di un quarto della sua impresa) - chi legge queste righe e i resoconti della sua imprese volesse inviargli delle lettere (mail) di solidarietà.
Vitaliano "Diavolo Rosso" Grassi che va a trovarlo una volta alla settimana le stamperà e gliele porterà.
Questo è il suo indirizzo mail: grassivitaliano@yahoo.it
(Vitaliano "Diavolo Rosso" Grassi, 11^ cronaca del 15 maggio 2012) Arrivano mano nella mano, sbarcano presto sull'isola senza farsi vedere. Sono preparate per fare la corte. Ci sanno fare, è il loro mestiere, ci provano con tutti, è difficile resistere al loro fascino malefico. Molti ci cascano ma Tista è irreprensibile, non si lascia abbindolare. Ha faticato una giornata e solo a tarda sera è riuscito a cacciarle via, non è stato facile resistere. Prima di andarsene hanno lasciato il loro biglietto da visita dove c'era scritto: in caso di bisogno contattare la Signora Febbriciattola e la Signora Maldigola, molto conosciute non solo a Montisola.
"Per carità, manca pure di contattarle - sbuffa Tista - meglio solo che stare un giorno con loro".
Nonostante il bel sole rinfrescato da un vento fresco, oggi Marchesi non è di buon umore. Si vede in viso, non ha voglia di niente. E' un giorno decisamente in "No". Non è facile nemmeno per lui difendersi da questi attacchi, anche se ci è abituato. Solo in serata tirerà un sospiro di sollievo, riassaporerà il buon umore e si sentirà decisamente meglio.
Durante la giornata nasconde bene il malumore. Agli altri che importa, non devono sapere, sono cose personali.
E subito la prima prova. A Peschiera incontra Giovanni Agnesi, settantaquattrenne alpinista (felpa grigia) che ogni giorno va su e giù per l'isola con l'amico Maurizio al fianco, si allena, aspettando il fine settimana, perchè alle sue scalate da brivido non vuole rinunciare.
Non c'è tempo di ascoltare la sua ultima arrampicata, poiché il tempo non perdona e per forza bisogna andare. Non è maleducazione - cercate di capire - a Tista è concesso il tempo solo per un sorriso e una stretta di mano.
Anche Tullio, simpatico pescatore Carzanese, ottantun anni compiuti, ormai lo sa, lo incontra tutti i giorni, vuole offrirci un caffè nel suo bar, ma oggi non si può, il caffè proprio non va giù. Solo due parole e Tullio torna alla sua macchina del caffè, sembra un vero barman, anche se dopo, come ogni giorno la sua barca lo aspetta: lui sempre pescatore è, anche se ora pesca per passione e quando il pesce non c'è, nella rete i pesci lui ce li mette ugualmente ma solo con la sua “immaginazione”.
Tista riprende il suo viaggio. Pure lui si serve della propria immaginazione per ricordare a se stesso che 73 giorni ormai sono sfumati portandosi con loro i seimila chilometri.
E' informato anche il Battelliere del traghetto ancorato a Carzano che, sbigottito non sa più che dire: “...seimila chilometri non li percorro nemmeno in macchina... in un anno, però”.
Cammina e cammina, ma ogni tanto anche lui vuole la sua panchina, cosa fa solo lui lo sa, si concentra, si riposa, mah!
Ne trova un'altra, a Menzino in via dei Lampascioni, c'è persino la tettoia, ma che fa? Non piove e c'è il sole, si siede e aspetta, aspetta il Bus dell'isola. Sa bene che non potrà salire, non ha il biglietto e nemmeno l'abbonamento, qui i portoghesi son mal visti.
"Ero andato in comune - dice Tista - ho chiesto l'abbonamento, ma solo per fare ogni tanto un giro turistico, e sai cosa mi ha risposto una giovane scrivana? Ha detto: 'Lei ha un visto speciale: deve correre tutti i giorni, ma sui nostri Bus. Niet!Niet!'. "
Ho capito! Ho capito! Me ne vado, vado in Colonia là almeno mi diranno di si", ha ribattuto Marchesi.
Si vede che non si sente bene, non si capisce se scherza o fa davvero, in Colonia ci andava da piccolo, ma ora ha fatto il suo tempo, non lo vogliono più.
C'è qualcuno, invece, che lo vuole ancora: la Colonia senza età, dove possono andarci tutti, basta essere invitati. Le loro fusa sono l'invito per Tista che non ha resistito.
"Sono in 40 e vivono lì, sono dei gatti, vivono a Sensole, ma non sono soli, c'è lei, Elena Dalmeri, quarantatrè anni e da dieci loro fedele custode che però dice 'Non voglio arrogarmi tutto il merito, altre due amiche collaborano con me'".
A Tista torna il sorriso per un momento, anche se oggi non è in vena di scherzare: "Perché non trova quattro gatti, cara signora, potremmo cantare insieme quando passo di qua la canzone. Quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due... Si ricorda, quella dello Zecchino d'oro, i suoi felini la ricorderanno senz'altro”.
Una smiagolata e via, la giornata volge al termine, ma non bisogna distrarsi sulla strada, poichè i motorini in circolazione - “...addirittura duemilacinquecento, secondo alcuni” sono la nota dolente dell'isola.
Sono gli stessi Montisolani a lamentarsi: “Sì, è vero, i motorini sono necessari, ma correre come matti non è affatto necessario; anzi, serve solo a mettere a repentaglio la sicurezza non solo degli isolani, ma anche dei turisti che noi accogliamo con piacere. Ci si mettono pure gli 'smarmittatori' - aggiungono impermaliti gli intervistati - quelli si divertono a far rumore, e questo non si dovrebbe fare".
Tista sopporta, anche lui un turista, un turista appiedato e tollerante, ma per lui il rischio è costante, non solo quello dei motori.
I due atleti bolognesi Andrea Accorsi e Monica Barchetti (Atletica Calderara Technoplast) hanno centrato gli obiettivi che si erano prefissati alla 6 giorni Internazionale corsa dal 9 al 15 maggio sulle rive del Lago Balaton (Ungheria). Gli atleti hanno conquistato infatti importanti traguardi: adesso Accorsi detiene la Miglior Prestazione Italiana di cat M45 sulle 48 ore e la MPI Assoluta nella specialità 6 Giorni su strada, mentre Barchetti ha migliorato la MPI sulle 48 ore e la MPI Assoluta nella 6 giorni su strada, già in suo possesso dal 2011, il che la pone in vetta alla Classifica Mondiale dell’anno. Nella Classifica per Nazione il Team Italiano si è imposto con le prestazioni di Accorsi, Barchetti e Tallarita (completava il team anche Giovanni Piscopo).
Va in archivio anche la 2^ edizione dell’International Ultramarathon Challenge sul Lago Balaton, la 6 giorni corsa su un circuito di poco più di 900 metri all’interno del mega campeggio sulle rive del lago.
Ed anche quest’anno l’Italia è stata grande protagonista grazie ai bolognesi Andrea Accorsi e Monica Barchetti, compagni di colori nell’Atletica Calderara Tecnoplast e di vita a Crevalcore (dove nei rari momenti di sosta organizzano la Maratona del 6 gennaio), al via con l’obiettivo della MPI sulla distanza per Andrea e l’innalzamento della MPI per Monica, MPI già in sue mani.
Che fossero ben allenati ed in spinta lo si è visto subito, con passaggi costanti ed in linea con le tabelle di marcia di Leo Marazzi, preparatore atletico della coppia.
Così il primo tappo di spumante è saltato già per festeggiare la nuova MPI di categoria di Andrea al passaggio delle 48 ore, portata ora a 323,1 km mentre Monica, allo stesso traguardo cronometrico, ha staccato la MPI assoluta, portandola a 268,2 km.
Ai due Atleti bolognesi altri limiti (già in loro possesso, per ora non ufficialmente riconosciuti dalla IUTA ma sempre ottima indicazione del passo e dell’impegno) con Andrea che ha percorso nelle 72 ore 446,4 km (ex 422,123) e Monica che, nello stesso arco di tempo, ha coperto ben 376,2 km (ex 358,219).
Andrea è sempre stato nel gruppo di testa, subito comandato dal tedesco Wolfgang Schwerk (1010 km di personale) e dall’australiano Martin Fryer (783).
Tra le donne, uscita pochi giorni prima del via la favorita Gayter, Monica divideva i pronostici con la tedesca Cornelia Bullig (775 km di personale).
Tre giorni con temperature fino a 39° ed assenza di vento poi, improvviso, un violento acquazzone, vento fortissimo e temperatura scesa fino a 7°, da mettere a durissima prova gli Atleti e l’Organizzazione ma non certo il Team dei Bolognesi, con Michele (fratello di Monica) che non si è lasciato impressionare, mantenendo l’assistenza programmata per i due Atleti: una sicurezza.
Grosso problema fisico per Andrea dopo la 4^ notte. Sentito un forte ed improvviso dolore al polpaccio sinistro è stato portato a braccia e assistito dallo Staff ungherese e poi dal medico italiano del Team di Antonio Tallarita che ha fatto un bendaggio per limitare il versamento ematico. Si sospetta la lesione di primo grado nella giunzione mio-tendinea del gemello laterale. Stop di oltre 1 ora con abbondante ghiaccio sulla parte dolorante e poi di nuovo in gara, con Andrea che non ha voluto mollare, volendo continuare pur solo camminando.
La sua tempra dura ha vinto e così è tornato in gara, pur con fortissimi dolori, mentre gli avversari si facevano sotto, soprattutto il reggiano Antonio Tallarita.
Poi, Andrea ha preso un buon ritmo e dopo 136 ore e 27 minuti è finalmente riuscito a far sua la MPI assoluta, fino ad oggi di Lucio Bazzana (754 km percorsi ad Atene nel 2010).
Tra le Donne Monica ha avuto la sua avversaria più temibile nell’idolo di casa Kristina Bakucz, sempre attaccata ed in un paio di occasione, nel gioco di corsa/riposo, anche passata davanti.
Penso che poi Monica abbia spostato la mente sui guai del compagno Andrea ed infatti, appena Accorsi ha battuto la MPI, Monica ha ritrovato forse ancora più spinta, imprimendo un'ulteriore accelerazione e “limando” ancora la sua MPI, ancora a diverse ore dalla fine; il risultato finale le vale anche la Migliore prestazione Mondiale dell’anno (e scusate se è poco).
Risultato mai messo in discussione nella Classifica per Nazioni, dove i nostri colori sono stati portati in alto da Accorsi, Barchetti e dal reggiano Tallarita; sempre in testa, con il loro ritmo hanno sgretolato gli avversari che si sono succeduti alle loro spalle.
La spedizione italiana vedeva anche Giovanni Piscopo, all’esordio su questo tracciato, che ha terminato 32° con 460,8 km.
I risultati finali allo scadere delle 144 ore (l’Organizzazione provvederà a misurare esattamente la distanza percorsa da ogni Atleta) danno questa Classifica:
1 Schwerk 874,8 km (record della gara)
2 Fryer 815,4 km
3 ACCORSI 780,3 km
4 Tallarita 761,4 km
8 BARCHETTI 722,7 km
32 Piscopo 460,8 km
Ancora una volta i nostri colori sul podio, nelle posizioni di prestigio ed i nomi di Accorsi e Barchetti nelle liste nazionali e mondiali.
Claudio Bernagozzi
Comunicazione 6 Giorni Running 2012
Andrea Accorsi – Monica Barchetti
Nella foto da sinistra: Monica Barchetti-Antonio Tallarita-Andrea Accorsi-Giovanni Piscopo (foto Marazzi)
Si annuncia una nuova impresa per Mauro Giaconia, il recordman del nuoto estremo italiano che, sabato 19 Maggio, sarà impegnato nella San Viro Lo Capo-Mondello Solo Swim, una traversata di nuoto in solitaria che registra, dopo i tanti successi internazionali, il ritorno dell'atleta palermitano nel mare di casa. Dopo aver stabilito le nuove MPI sulle 48 ore, di categoria M45 per Andrea con 323,1 ed assoluta per Monica con 268,2, Accorsi e Barchetti sono sempre nelle posizioni di prestigio alla 6 giorni dell’International Ultramarathon Challenge sul Lago Balaton in Ungheria.
Dopo aver corso con temperature fino a 39° gradi, clima da gara di sopravvivenza più che tattica, la terza giornata registra un leggero abbassamento (ma pur sempre 28° gradi all’ombra e 34° al sole) e un vento che, da flebile, si va rinforzando anche in maniera preoccupante.
Così, attorno alle 16.00 e con le sedie che volano ovunque, l’Organizzazione ha deciso tra l’altro di staccare i collegamenti video, prendendo in serio esame la possibile sospensione della gara, visto che i venti segnalati rischiano di arrivare fino a 100 km/ora.
Nel frattempo i due Atleti Bolognesi superano altri limiti (già in loro possesso, per ora non ufficialmente riconosciuti dalla IUTA ma sempre ottima indicazione del passo e dell’impegno) con Andrea che ha percorso nelle 72 ore 446,4 km (ex 422,123) e Monica nello stesso tempo ha coperto ben 376,2 km (nel 2012, erano stati 358,219) segno che stanno bene e sono ancora “in spinta”.
Le posizioni sembrano cristallizzate, con Andrea sempre terzo dopo Schwerk e Fryer, mentre Monica conduce, anche se di poco (11 giri in queste gare sono un’inezia) sulla coriacea ungherese Nagyne Bakucz.
Rivoluzione nella Classifica a Squadra che vede comunque il Team Italia (con Accorsi, Barchetti, Tallarita) al comando con 1226,7 km ora davanti però al Commonwealth (1134,9) ed alla Finlandia (1107)
Siamo a metà gara ed i bolognesi dell'Atletica Calderara Tecnoplast stanno mostrando il lavoro valore ed il grande lavoro del loro Team in zona, con Leo Marazzi e Michele Barchetti alla logistica e a dettare tempi e pause.
Il Gruppo ha ben chiaro i prossimi obbiettivi: la nuova MPI a 754 km per Andrea e per Monica il “ritocco” della sua MPI oltre i 705,259.
Aveva ragione chi sosteneva che le emozioni non erano finite e si può essere certi che Monica ed Andrea ce ne daranno ancora.
Aggiornamenti sul sito www.claudiobernagozzi.net e video in streaming (salvo difficoltà meteo) con classifiche al link http://www.unixsport.hu/unixsporttv
Monica Barchetti in gara (foto Leo Marazzi)
Claudio Bernagozzi
Comunicato 6 Giorni Running 2012 Andrea Accorsi – Monica Barchetti
Ecco di seguito, allo scoccare della 48^ ora, i dettagli dell'impresa dei due atleti bolognesi Andrea Accorsi e Monica Barchetti alla 6 Giorni Internazionale sul Lago Balaton (Ungheria), ovvero la Emu-Unix Kaeser 6 day Ultramarathon (Balatonfured, 9-15 maggio 2012). Accorsi e Barchetti hanno già battuto le Migliori Prestazioni Italiane di categoria sulla distanza delle 48 ore, stabilendo le terze MP mondiali dell'anno. Uno degli obiettivi di Accorsi è quello di battere la MPI sui 6 giorni detenuta da Lucio Bazzana con 754 km; per Monica quello di ritoccare il limite sulla distanza che già le appartiene con 705,259 km.
Il secondo giorno all’International Ultramarathon Challenge sul Lago Balaton in Ungheria è in archivio, in un clima torrido nella temperatura (la colonnina sembra ferma a 37°), ma anche nel ritmo di gara, ben al di sopra dell’edizione 2011.
Subito protagonisti Andrea Accorsi e Monica Barchetti, i bolognesi che corrono per i colori dell’Atletica Calderara Tecnoplast e che vivono a Crevalcore (organizzatori, quando finalmente si fermano, dell’omonima Maratona del 6 gennaio), che qui lasciarono il segno l’anno scorso, con i record di passaggio di Andrea e con la MPI su 48 ore e 6 giorni di Monica (quest’ultima 3^ MP mondiale dell’anno).
Andrea, mai oltre la 5^ posizione, si è accodato ad un treno di prim’ordine con il tedesco Schwerk (personale di 1010 km sulla distanza) e l’australiano Fryer (PB 783 km); del gruppo di testa fanno parte anche l’ungherese Szonyi (all’esordio ma con 238 km sulla 24h) e lo svedese Falk (PB 661 km).
Un po’ indietro il tedesco Schlotter già secondo nel 2011.
Ed è subito record per Andrea Accorsi al passaggio delle 48 ore con la nuova MPI portata a 323,1 km (contro la precedente di Silvio Scuka (CUS Padova) di 307,560 realizzata a Koln nel 2004), che è anche la terza MP (di categoria) Mondiale dell’anno.
Ottima anche la gara di Monica Barchetti nella gara femminile orfana, a poche ore dal via, della favorita l’inglese Gayter (PB 750 km), vittima di un infortunio in allenamento.
Prima al passaggio dopo 6 e 12 ore Monica ha rallentato un po’ il ritmo transitando al passaggio delle 24 ore in 4^ posizione, in un gruppo che vede la tedesca Bullig (PB 775 km), l’ungherese Nagyne Bakucz e la tedesca Barbara Beker (PB 573 km).
Al passaggio delle 48 ore Monica si è riportata in 1a posizione ed ha battuto la MPI (già di Marina Mocellin – 252 km Casarsa 2005) portandola ora a 262,8 km terza MP Mondiale dell’anno.
L’Organizzazione ungherese comunicherà poi le distanze esatte allo scadere preciso delle ore di gara, con le eventuali correzioni sull’effettivo tratto percorso.
Italiani protagonisti anche nella Classifica a squadra che vede il Team azzurro annoverare, oltre ad Accorsi e Barchetti, anche il reggiano Antonio Tallarita: per loro prima posizione con il totale di 857,7 km, davanti a Germania 2 con 846 km ed al Team del Commonwealth con 829,8 km.
Lo spettacolo continua e anche le emozioni che Monica ed Andrea ci daranno: si può essere sicuri di ciò.
Aggiornamenti sul sito www.claudiobernagozzi.net e video in streaming, con classifiche, al link http://www.unixsport.hu/unixsporttv
Claudio Bernagozzi
Comunicazione 6 Giorni Running 2012
Andrea Accorsi – Monica Barchetti
Perchè ho dato alla mia pagina questo titolo?
Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.
Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile.
Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.
L'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho
creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata
dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate
e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.
La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.
L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).
Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.
L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...
Il
mio curriculum: sport e non solo
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