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13 giugno 2015 6 13 /06 /giugno /2015 05:56
Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000 2015 (9^ ed.). Quasi 270 iscritti allo start alle ore 8.00 del 13 giugnoSupermaratona dell'Etna da 0 a 3000 2015 (9^ ed.). Quasi 270 iscritti allo start alle ore 8.00 del 13 giugno

Per la SuperMaratona dell’Etna da 0 a 3000, in programma sabato 13 giugno 2015, è stata superata quota 270 iscritti. A causa de persistere di neve in quota, gli esperti del meteo consigliano l’arrivo presso l’Osservatorio Vulcanologico, a circa 2800 metri di quota. Lo start verrà dato alle 8.00 lo dalla spiaggia di Marina di Cottone (Fiumefreddo di Sicilia).

Presentata stamane presso Casale Papandrea di Fiumefreddo di Sicilia la 9^ edizione della SuperMaratona dell’Etna, organizzata dall’Etna Trail ASD e in programma domani 13 giugno con partenza alle ore 8.00 dalla spiaggia di Marina di Cottone.

Un’edizione da record, come testimoniano i 212 iscritti alla gara singola e le 18 staffette (ognuna delle quali composta da tre frazionisti).

Il totale dice che è stata superata quota 270. Una bella soddisfazione per il presidente dell’Etna Trail ASD Carmelo Santoro alla sua prima volta da “organizzatore”. “Sono contento per tutti gli attestati di stima che ho ricevuto in queste ore, perché non è facile organizzare una gara come la 0-3000 ma senza l’intero mio staff, tutto questo non sarebbe stato possibile. Domani lungo il percorso ci saranno 90 uomini della società e tutto dovrà essere perfetto”.

Una manifestazione che è un vanto per l’intero comprensorio – ha esordito così il sindaco di Fiumefreddo Marco Alosil’unica cosa che non mi va giù è l’assenza, peraltro ormai cronica. delle istituzioni, la Regione in particolare che sembra disconoscere il valore in termini di ricaduta turistica che una manifestazione del genere può avere ed ha e che si spera possa diventare il fiore all’occhiello dell’intera regione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Enrico Pafumi, consigliere della Fidal provinciale: “Carmelo Santoro e i suoi uomini hanno fatto un lavoro fantastico e la Fidal Catania sarà sempre al loro fianco, per fare crescere ancora di più questa manifestazione che ha fortissime potenzialità per fare da volano a tutta l’economia dei paesi etnei e della stessa Sicilia”.

"Il record di partecipanti – ha concluso Pafumi – è un segnale in tal senso”.

Presenti alla conferenza di stamane anche Aldo Guzzetta, vice sindaco di Linguaglossa, che ha sottolineato, tra le altre, l’assenza del Parco dell’Etna, assenza ingiustificate data la valenza della manifestazione.

Il pettorale numero 1 è andato alla memoria di Aldo Plai, un friulano innamorato della nostra terra e della gara, prematuramente scomparso. Il pettorale è stato consegnato a Mariano Malfitana (maestro di sci di Linguaglossa e da una vita trapiantato in Friuli Venezia Giulia) ideatore della manifestazione che nel 2004 “partì” con tre “impavidi podisti” per questa meravigliosa avventura; un ideale e commovente passaggio di consegne.

La 0-3000 è una delle poche manifestazioni al mondo che può vantare la possibilità di vedere, per tutti i 43 chilometri del percorso, il traguardo; – ha detto Malfitana – una manifestazione che, come avviene in molte regioni montane d’Italia, andrebbe promozionata e valorizzata per tutto l’anno, un grazie a all’intera organizzazione dell’Etna Trail ASD che ha raccolto e siamo sicuri brillantemente il timone di questa gara. Per la Mario Tosi che ha organizzato le precedenti edizioni – ha chiuso Malfitana - era il momento di dire basta soprattutto per le troppe spese per i trasferimenti”.

Sul fronte gara, detto del record dei partecipanti, l’ultima notizia darebbe anche quest’anno come traguardo l’Osservatorio Vulcanologico, posto a poco più di 2800 metri, la neve ed il paventato rischio maltempo in vetta, consiglierebbero il “taglio”.

 

Il percorso. Partenza a quota 0,00 s.l.m., dalla Spiaggia di Marina di Cottone (Comune di Fiumefreddo di Sicilia – Catania), con arrivo – a quota. 3000 m. s.l.m. del Vulcano Etna (Comune di Castiglione di Sicilia-CT ).

La Maratona prevede il transito su strade comunali, provinciali e nazionali dei Comuni di Fiumefreddo di Sicilia, Piedimonte Etneo, Linguaglossa e Castiglione di Sicilia. Il manto stradale è asfaltato per i 33 km iniziali, mentre è su strada sterrata sui rimanenti 10 km del percorso.

La “Supermaratona dell’Etna” si sviluppa su un tracciato pressoché costantemente in salita. L’organizzazione ricorda che, nel rispetto della natura, è fatto assolutamente divieto gettare rifiuti a terra; a tal proposito sono stati predisposti dei contenitori supplementari posizionati a 500 metri da ogni punto di ristoro.

Il programma

Venerdi 12 giugno Linguaglossa

  • Ore 10.00-19.30 Ritiro Pettorali e pacchi gara presso l’Ufficio gara in Via Roma 112.
  • Ore 19.30 Briefing operativo atleti/organizzazione in Piazza Matrice.

 

Sabato 13 giugno

  • Ore 06.40 Partenza Bus navetta da Linguaglossa, davanti Ufficio gara,per Marina di Cottone-Fiumefreddo di Sic.
  • Ore 07.00 Riunione Giuria e concorrenti a Marina di Cottone (dinnanzi Marekambo)
  • Ore 08.00 Partenza Gara individuale
  • Ore 08,15 partenza staffetta
  • Ore 08.30 Passaggio atleti Piedimonte Etneo
  • Ore 09.00 Passaggio primi atleti da Linguaglossa (km14,5), Piazza Stazione, ove sarà prevista la prima zona di cambio per le staffette
  • Ore 10.45 Passaggio primi atleti da Piano Provenzana (km33), ove sarà prevista la seconda zona di cambio per le staffette
  • Ore 11.45 Arrivo previsto per i primi atleti
  • Ore 12.30-16.00 Partenza bus navetta Arrivo quota 3000 -Piano Provenzana
  • Ore 13.30-17.30 Pasta Party a Piano Provenzana presso Ristorante Monte Conca
  • Ore 16.30 Partenza Bus navetta Piano Provenzana - Linguaglossa
  • Ore16.45 Partenza Bus navetta Piano Provenzana– Linguaglossa
  • Ore 18.30 Premiazioni in Piazza a Linguaglossa
  • Ore 19.30 Partenza Pulman per Marina di Cottone

(Maurizio Crispi) Molti lettori sono incuriositi dall'affermazione, secondo la quale, la Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000 sia la gara in assoluto con il maggiore dislivello altimetrico da superare in un'unica tirata dal momento della partenza all'arrivo.
Non ho su questo dato alcuna fonte per fare delle verifiche.Quel che certo è che i fondatori della gara ab origine hanno sempre sostenuto questo assioma, sostenendo del pari che la gara - per questo motivo - è stata registrata nel World Guinness Record Book.

E, di anno in anno, l'assioma si è perpetuato: biosgnerebbe controllare le fonti originarie e, soprattutto, se è vero che la 0-3000 sia inclusa nel GWRB.
I nuovi organizzatori (ASD Etnatrail) hanno semplicemente ereditato la formula e continuano a spenderla, come si è potuto leggere nei comunicati stampa diffusi nell'imminenza dell'evento.
Potrebbe darsi che la cosa abbia un fondamento in due ordini di fatti:
1. che si tratti di una gara su strada sulla distanza di maratona (a dire il vero un po' di più, perchè se si arriva a 3000 metri di quota, siamo nell'ordine di poco più di 43 km, quanto basta a fare della Supermaratona dell'Etna (anche se per un pelino), un'ultramaratona, come ho avuto modo di sostenere in precedenti articoli.
2.che il raggiungimento dei 3000 metri di quota avvenga con una progressione continua, a differenza di quanto avviene con una gara trail, in cui - invece - dominano le variazioni, anche se poi con una risultate finale di un dislivello altimetrico positivo cospicuo.
3. che si tratti di una gara fondamentalmente su strada (anche se poi gli ultimi 10 km sono su di uno sterrato di cenere vulcanica e sabbia).

L'affermazione degli organizzatori originari mi ha sempre lasciato perplesso e con la voglia di qualche verifica approfondita.
Probabilmente fa parte della mitologia e della retorica della gara.
Di sicuro, se ragioniamo in termini di distanza maratona esiste una gara (però trail) che si disputa sulla distanza di maratona che raggiunge un dislivello altimetrico positivo di 3600 metri.

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12 giugno 2015 5 12 /06 /giugno /2015 06:36
Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000. Tutto pronto allo start dalla spiaggia di Marina di Cottone (Fiumefreddo di Sicilia). Già é record di partenti: 250 al via
Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000. Tutto pronto allo start dalla spiaggia di Marina di Cottone (Fiumefreddo di Sicilia). Già é record di partenti: 250 al via

SuperMaratona dell’Etna: 250 atleti al via, record di partecipanti. Venerdì 12 giugno la presentazione a Palazzo Papandrea (Fiumefreddo). Sabato alle 8.00 lo start dalla spiaggia di Marina di Cottone.

200 atleti scritti alla gara individuale, 16 staffette (ognuna delle quali composta da tre frazionisti il che porta ad un totale di 250 partecipanti), 3000 metri di dislivello, poco più di 43 km la distanza da percorrere, 5 le nazioni rappresentate oltre all’Italia. Questi sono i numeri della nona edizione della “SuperMaratona dell’Etna”, organizzata dall’Etna Trail ASD e in programma sabato  13 giugno 2015.

La manifestazione vivrà il suo primo atto ufficiale venerdì 12 giugno alle ore 10.30, con la presentazione alla stampa presso Palazzo Papandrea a Fiumefreddo di Sicilia.

Numeri record dunque per la gara entrata a pieno titolo nel “Guinness Book of Records” come la corsa con il più alto dislivello al mondo su unico tracciato mai realizzata, non lascia nulla all’immaginazione ma che affascina per la bellezza del percorso, per la sua difficoltà e per il fatto che buona parte di essa si sviluppa “a dorso di vulcano": dalla spiaggia di Marina di Cottone (a quota zero) a Fiumefreddo di Sicilia, gli atleti raggiungeranno i tremila metri sul livello del mare nel versante Nord dell’Etna, in territorio di Castiglione di Sicilia.

Quella targata 2015 sarà la prima edizione organizzata dal sodalizio guidato da Carmelo Santoro, che non ha lasciato nulla al caso, a cominciare dalla promozione dell’evento che è arrivata anche oltre i confini nazionali.

Di tutto rispetto la start-list 2015: saranno presenti tanti atleti siciliani reduci dal Passatore, così come sarà al completo il quartetto Roberto Magnisi, Pippo Ruggeri, Roberto Cesare e Lara La Pera (vincitrice nel 2012) che, di recente, ha concluso l’ultratrail di Annecy (Tecnica Ma-Xi Race 2015).

In gara anche Vito Massimo Catania, Max Buccafusca, Sebastiano Melita, Matteo Giammona, Santo Monaco e Michele D’Errico, che, in particolare, appena qualche settimana addietro ha tagliato il traguardo della Nove Colli Running (202 km).

In gara anche il piemontese Fabrizio Beccaris, quinto assoluto nella passata edizione.

Lo scorso anno, la supermaratona dell’Etna fu vinta, tra gli uomini da Lorenzo Trincheri (tris di successi per il Camoscio di Dolcedo), tra le donne successo della catanese tesserata per la Podistica Messina Graziella Bonanno, anche quest’anno al via e tra le favorite.

Il record della gara spetta a Giorgio Calcaterra che nel 2008 fermò il cronometro a 3h43’44. Sempre nella stessa edizione venne stabilito il record al femminile con il tempo di 4h39’18.

Tutto pronto dunque per l’edizione 2015, a cominciare dalla festa in piazza matrice e Linguaglossa in programma venerdì sera con atleti e familiari che, oltre ad incontrarsi condividendo le ore precedenti alla gara, potranno cenare presso alcuni ristoranti convenzionati alla cifra di €10.00 a persona.

Il percorso. Partenza a quota 0,00 s.l.m., dalla Spiaggia di Marina di Cottone (Comune di Fiumefreddo di Sicilia – Catania), con arrivo – a quota. 3000 m. s.l.m. del Vulcano Etna (Comune di Castiglione di Sicilia-CT ).

La Maratona prevede il transito su strade comunali, provinciali e nazionali dei Comuni di Fiumefreddo di Sicilia, Piedimonte Etneo, Linguaglossa e Castiglione di Sicilia. Il manto stradale è asfaltato per i 33 km iniziali, mentre è su strada sterrata sui rimanenti 10 km del percorso.

Possibile innevamento possibile nell’ultimo chilometro – dal Piano delle Concazze, fino all’arrivo. La “Supermaratona dell’Etna” si sviluppa su un tracciato pressoché costantemente in salita. Importante ricordarsi che, essendo una gara su strada, non è consentito agli atleti l’uso di bastoncini durante tutto il percorso.

L’organizzazione ricorda che, nel rispetto della natura, è fatto assolutamente divieto gettare rifiuti a terra; a tal proposito sono stati predisposti dei contenitori supplementari posizionati a 500 metri da ogni punto di ristoro.

Il programma

Venerdi 12 giugno Linguaglossa

  • Ore 10.00-19.30 Ritiro Pettorali e pacchi gara presso l’Ufficio gara in Via Roma 112.
  • Ore 19.30 Briefing operativo atleti/organizzazione in Piazza Matrice.

Sabato 13 giugno

  • Ore 06.40 Partenza Bus navetta da Linguaglossa, davanti Ufficio gara,per Marina di Cottone (Fiumefreddo di Sicilia).
  • Ore 07.00 Riunione Giuria e concorrenti a Marina di Cottone (dinnanzi Marekambo)
  • Ore 08.00 Partenza Gara individuale
  • Ore 08,15 partenza staffetta
  • Ore 08.30 Passaggio atleti Piedimonte Etneo
  • Ore 09.00 Passaggio primi atleti da Linguaglossa (km14,5), Piazza Stazione, ove sarà prevista la prima zona di cambio per le staffette
  • Ore 10.45 Passaggio primi atleti da Piano Provenzana (km33), ove sarà prevista la seconda zona di cambio per le staffette
  • Ore 11.45 Arrivo previsto per i primi atleti
  • Ore 12.30-16.00 Partenza bus navetta Arrivo quota 3000 -Piano Provenzana
  • Ore 13.30-17.30 Pasta Party a Piano Provenzana presso Ristorante Monte Conca
  • Ore 16.30 Partenza Bus navetta Piano Provenzana - Linguaglossa
  • Ore16.45 Partenza Bus navetta Piano Provenzana– Linguaglossa
  • Ore 18.30 Premiazioni in Piazza a Linguaglossa
  • Ore 19.30 Partenza Pulman per Marina di Cottone
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27 maggio 2015 3 27 /05 /maggio /2015 04:28
Nove Colli Running 2015. Maurizio Ghidini e la follia della Nove Colli
Nove Colli Running 2015. Maurizio Ghidini e la follia della Nove Colli

Mio figlio e il materiale Oxyburn essenziali per finire quest’avventura da 201,2 km
... ho fatto gli ultimi 30 km come un dannato, recuperando più di 10 posizioni, ad un ritmo impressionante, non so neanche io dove ho trovato tutte quelle energie per correre ancora.
E’ stato un viaggio folle e meraviglioso insieme a mio figlio

Maurizio Ghidini (Cesare Monetti - Ufficio Stampa Oxyburn)

Parli con i ciclisti e ti dicono che è dura, faticosa, lunghissima. Si parte da Cesenatico e si fanno 202 km superando 9 colli. Sono oltre 10.000 a correrla con la bici, eroi vorresti chiamarli.

Poi però pensi che ci sono i runner per la 9 Colli Running. Una pazzia assoluta. La stessa partenza, lo stesso arrivo, gli stessi 9 Colli e gli stessi, infiniti, 202 chilometri.

Qualche centinaio al via, gli ultramaratoneti più duri in circolazione, per una delle ultramaratone più difficili al mondo. E capita anche che qualcuno da lassù decide che deve piovere e fare freddo, decide di complicare le cose, come se già di per sé fossero facili.

In tutto questo c’era anche Oxyburn grazie al capello biondo volante di Ilaria Fossati e al ‘barba nera’ Maurizio Ghidini. Eroi d’altri tempi, guerrieri della notte tra vento e pioggia e gambe da non fermare. Ilaria è una veterana di queste esperienze, ma per Maurizio quasi un ‘debutto’.

E’ una follia questa gara, uno splendido viaggio per me durato 24h47’, di cui 18 le ho passate sotto il diluvio. Quindicesima posizione. Qualcosa fuori dal normale, ma qualcosa che mi ha segnato e insegnato”- queste le prime parole di Ghidini ancora euforico anche se ormai nella quiete casalinga. “E’ stata una gara travaglio, difficile nella sua gestione e forse ho commesso l’errore di partire vestito troppo leggero. Ho preso un po’ di freddo e dopo il 100° km ho iniziato a camminare ed io quando inizio a fare così nelle gare poi vado un po’ in crisi mentale, in depressione. Perché amo correre e non camminare. Sono partito troppo forte, ho dovuto rallentare e far riprendere il mio corpo. E poi devo ringraziare una persona”.

E’ qui che viene fuori il cuore di un ultramaratoneta, che bada alla sostanza delle cose, ed espelle tutto il superfluo: “Devo ringraziare mio figlio Mattia che per la prima volta mi ha seguito dall’inizio alla fine. 21 anni e 24 ore sul furgone a seguirmi, in giro per i colli tra i tornanti nella notte. Alzava la musica, mi parlava. Sembravamo l’A-team per come eravamo organizzati: si fermava, mi sedevo sulla poltroncina girevole, mangiavo, mi cambiavo e ripartivo. Ho tenuto duro per lui e grazie a lui che mi parlava dal finestrino”.

Un figlio che ti segue, la tua parte emozionale che macina chilometri come e più delle gambe: “Credo di avergli insegnato che non si molla mai in quelle 24 ore, ma anche lui mi ha insegnato che una persona, che un figlio, c’è sempre e comunque. Voglio pertanto ringraziarlo pubblicamente. Eravamo io e lui e nessun altro, è stato importante per me”.

E poi c’è stata la gara, i restanti 100 km, la crisi di freddo, quasi l’ipotermia tanto da dover camminare per qualche tempo con piumino e guanti, il non riuscire più a mangiare, finché anche Oxyburn con il suo materiale d’eccellenza ha fatto la differenza.

La maglia a manica 5055 Forty-Two corta e i pantaloncini 5030 Shout mi hanno fatto comunque stare asciutto e nessuna abrasione nonostante decine di ore. Mai avuto bisogno di cambiarmi. Ho solo preferito stare più caldo in seguito indossando i 5035 Rampage e la 5025 Build. Ho apprezzato come non mai questo materiale, portandolo all’estremizzazione dove senti davvero la differenza. Ovviamente avevo manicotti, calze e gli Spyd a compressione”.

E’ finita che ho fatto gli ultimi 30 km come un dannato, recuperando più di 10 posizioni, ad un ritmo impressionante, non so neanche io dove ho trovato tutte quelle energie per correre ancora. E’ stato un viaggio folle e meraviglioso insieme a mio figlio”.

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22 maggio 2015 5 22 /05 /maggio /2015 17:39
6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore
6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore
6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore6 ore di San Gregorio... per vivere (1^ ed.). La prima volta di Maureen in una 6 ore

Maureen Simpson (mia moglie) ha partecipato per la prima volta ad una 6 ore podistica, cogliendo l'occasione con la 6 ore di San Gregorio... per vivere (Catania) alla sua prima edizione.

Esordio di questa nuova sei ore siciliana e debutto di Maureen in una sei ore siciliana.

Ottima combinata! E, malgrado le numerose riserve che aveva espresso nell'attesa dell gara, il risultato finale è stato buono.

E' riuscita a percorrere quasi 62 km e si è classificata prima delle donne (ma anche terza assoluta).

Di seguito il suo resoconto.

Chi non conoscesse l'Inglese, può servirsi di Google Translate.

(Maureen Simpson Crispi) On Saturday the 9th of May, was the '6 ore di San Gregorio per Vivere', a brand new event for Sicily, organised by a lovely lady runner from Catania: Eleonora Suizzo. They don't have a website, but you can read about it on Maurizio's webpage. San Gregorio is a little village very near to Catania. The race was a 6 hour race, where you had to run around a piazza and the distance was 500meters. So the idea is that you run as far as you can within the 6 hours and the winner is the one who has run the furtherst in that time.
It was with some trepidation that I embarked on this race. My inclination and preference in running races is to run point to point or one lap, to run on trails if possible, to run long distances and to run in less crowded conditions. The thought of running round the same 500 meter lap in continual full few of spectators for 6 hours was rather daunting to me. Also I seldom ever run more than 10kms at a time these days, and that's with the baby jogger, so not exactly speedy!
I'm an artist, I'm visual and I love that about running, seeing new things, watching a path unfold, going on the journey, and so on. I love nature and fresh air and big open spaces. But I decided to give it a try. Cities and towns are great playgrounds for running too, it has to be said! Also being new in Sicily, it was a good way to meet some more runners and visit a new place, and of course, to run in full view of the glorious Mount Etna is an experience in itself.
Naturally Maurizio was armed with camera's and Gabriel in his jogging buggy, and of course, Frida the dog dutifully and quietly for a dog, in tow.
The organisation of the race was fantastic, the marshalls and everyone involved were as friendly, welcoming and helpful as you could ever wish for. Naturally, even with only 26 runners in total [not bad for a first race, AND an ultra, in Sicily it must be said! I say that, because In general, unlike in the UK, the shorter distances are favoured by most runners. So it is a lot of work to set up a new ultra and entice the runners!]
I noticed that there were still the amazing group photo's popping up all over the place before the race. Let me explain, Sicilians have this amazing skill, - I think they must be born with it, I havent figured it out yet - to suddenly within seconds and out of nowhere to create this amazing group photo, just like a professional school photo. Talls at the back, mediums on the side, shorties in front, and then the clowns and the yoga experts doing funky poses in the front just to make it unique. Every face can be seen and it's all perfectly symetrical and graceful, and everyone is smiling joyously. You'd think they'd paid a film director to achieve these photo's! So, there was lots of that!
Anyway, the race began at exactly mid day, and it was quite a hot day! Luckily this was easily dealt with by the water station open every second of the race, about 100 meters after the 'start' and then the hose pipe, manned by a series of eager young sprayers, just near the finish. So in effect you could run pretty much permanently drenched and satiated at all times. Then to top that, there was no shortage of encouragement from fellow runners, marshalls, family and onlookers. So never could you really let yourself get too demoralised or tired, or, perhaps more importantly, bored!!
I was pleasently suprised:

  1. I didn't get bored of the scenery or the repetitious laps, partly because of one very important factor - nearly every single lap, I was greated with a most wonderful and delighful scene of Gabriel and his Papi, playing, singing, collecting things, eating icecream, shouting Mama Mama and generally just having a lovely time, it seemed. I was able to be part of that every 500 meters! I even did a few laps with the baby jogger just for a change!
  2. I didn't feel too self conscious being visible and 'on show' for 6 hours. It felt more like I was just inside a typical Italian Piazza full of joviallity and community and intrigue.
  3. luckily the roads were blocked so we werent invaded by fumes and car noises and it was only a little village and the race itself was quite familial and un-celebrity, so that was perfect.


All in all, I really enjoyed the race. I met some lovely new people and now have a barage of new FB friends! The race banter is still carrying on almost 2 weeks later, which just shows how fully the Sicilians enter into events, with all their heart and soul and enthusiasm. You just can't help being picked up by these waves when you run a Sicilian event! I still think I prefer a less visible ultra, with a more 'linear' plot, but I can happily say that I have tried and thoroughly enjoyed a 6 hour circuit ultra and what better place to do that than Sicily!!

 

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17 maggio 2015 7 17 /05 /maggio /2015 20:59
6 ore del Donatore 2015 (3^ ed.). Vincono Marco Lombardi e Elisabetta Albertini

Sabato 9 maggio 2015 si è svolta a Foiano della Chiana, caratteristico borgo della provincia aretina, la 3^ edizione della 6 ore del Donatore. Ha vinto Marco Lombardi che ha preceduto gli atleti capoverdini e Elisabetta Albertini.

Sabato 9 maggio si è svolta a Foiano della Chiana, caratteristico borgo della provincia aretina, la terza edizione della 6 ore del Donatore. Una manifestazione che cresce di anno in anno tanto che, grazie alla pazienza certosina della società organizzatrice la Podistica AVIS Foiano, quest’anno hanno più che raddoppiato i partecipanti: 140, per la precisione, provenienti da quasi tutta Italia e da Capo Verde!

La manifestazione patrocinata dal Comune e gestita dalla Podistica AVIS Foiano,con la direzione di Roberto Boncompagni, amante dei trail e ideatore di questa bellissima manifestazione, nonchè speaker ufficiale dell'evento, è stata valida anche come prova del Gran Prix IUTA 2015.

Su un percorso cittadino di 1.014 metri dalle bellissime vedute, mai pesante, nonostante qualche breve salitelle, mai noioso, sempre avvincente e con un caldo quasi da record.

Vincitori della ultramaratona: in testa, non nuovo a queste imprese, Marco Lombardi (ASD Libertas Runner Livorno) con la distanza di km 77,228, davanti a Daniel Cabra, uno degli atleti di Capo Verde che, per l’occasione vestivano la maglia della Rinascita Montevarchi, che ha chiuso con km 76,502, mentre il terzo posto è andato al compagno Soares Da Gama km 76,212.

In campo femminile ha vinto Elisabetta Albertini della società Polisportiva Rubiera Reggio Emilia, con la distanza di km 71,185, ottava nella classifica generale, mentre il secondo e il terzo posto sono andati a Sabrina Gargani (Marciatori Mugello), con km 63,602 e a Lorena Piastra, (AVIS Perugia) con km 63,018.

Annessa alla Sei ore anche la gara sulla distanza classica della Maratona vinta da Giacomo Lacadi Paoli (Società Marciatori Mugello), con il tempo di 3h14'.

La giornata di sport si è conclusa con la ricca cerimonia delle premiazioni in piazza econ un pasta-party finale in una location glamour, la Galleria Furio.

 

6 ore del Donatore 2015 (3^ ed.). Vincono Marco Lombardi e Elisabetta Albertini
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13 maggio 2015 3 13 /05 /maggio /2015 05:53

Carmela Motta e Salvatore Marotta, amici di corsa di Elena Cifali, si sono ritrovati a partecipare alla gara a staffetta, abbinata alla prima edizione della 6 ore di San Gregorio (che ha avuto luogo il 9 maggio 2015).
Ma hanno partecipato in squadre avverse: ed è stato così che per un'ora sono stati "nemici", ma anche questa per loro é stata un'esperienza condivisa che Elena Cifali ci ha voluto raccontare.

Carmela Motta e Salvatore Marotta

Carmela Motta e Salvatore Marotta

(Elena Cifali) Per le persone come me le gare non finiscono con l’ultimo passo sotto il gonfiabile.

Per le persone come me le gare continuano nei giorni successivi, nutrendosi dei commenti, dei racconti e dei sentimenti dei partecipanti.

Ho riposato due giorni dopo la fatica di sabato. Oggi il primo allenamento in pista, per sciogliere le gambe. Ad aspettarmi ho trovato Angela, Mela e Salvatore.

Mela e Salvo, marito e moglie innamorati della loro vita sono l’immagine dell’unione e della complicità coniugale. Li ho ad esempio e li osservo spesso per trarre da loro nuovi spunti, punti di partenza per una esistenza sempre migliore.

Anche loro, cogliendo il mio invito, hanno partecipato alla 6 ore di San Gregorio. Si sono ritrovati ad essere rivali per un’ora, correndo per squadre diverse.

Loro due, uniti in tutto e per tutto dalle passioni al lavoro, divisi da una staffetta.

Ho trovato la circostanza curiosa e divertente.

Bene, dicevo: stamattina in pista si parlava, si discuteva di quanto fosse stato bello quel giorno di festa, di corsa, in quell'anello di poche centinaia di metri.

Ho dato il cinque a tutti i bambini che erano schierati alla partenza” - mi dice Salvo con l’entusiasmo che lo contraddistingue e che ormai ho imparato a conoscere.

E’ bastata questa frase a farmi tornare in mente l’episodio che avevo quasi completamente rimosso.

Sì, i bambini li ho visti anche io. Piccoli, belli, festosi. I bambini immagine di purezza e candore che dovrebbe essere - in un mondo giusto ed equo - destinata a durare in eterno!

Quel cinque è bastato a dare una forte carica a Salvo che ha scoperto, provandola su sè stesso, l’importanza emozionale e la carica motivazionale della corsa.
Le sue gambe prendono ad andare più veloci, sollevandosi l’una davanti all’altra con quel ritmo che gli permette di superare gli avversari.

Impegnata nella mia 6 ore podistica li ho osservati, contagiati da quella strana abitudine di correre.
Mela e Salvo, grazie al loro lavoro di fotografia e video sono abituati a guardare e cogliere anche le più piccole sfumature della vita, quegli attimi, ingredienti sostanziali che, agli occhi meno abituati, sfuggono.

Quei bimbi da me quasi del tutto dimenticati restano impressi nella loro mente come una fotografia a colori.
Mi piace pensare che la fotografia sia luce e poesia e per associazione di idee questa coppia così bene affiatata diventa incanto e dolcezza mentre corre, sfidando e sfidandosi, a colpi di chilometri e ripetute, per poi culminare in abbracci che vanno oltre l'amore che li lega da oltre 25 anni.

Ancora una volta, la corsa protagonista consapevole di una qualità di vita migliore che rende, senza ombra di dubbio, frizzante una unione coniugale, già di per se stessa indissolubile.

Auguri, ragazzi, che sia questa la prima di una lunga serie di staffette corse fianco a fianco dove non ci sono né vinti né vincitori, ma solo coraggiosi che tagliano il traguardo da vittoriosi.

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11 maggio 2015 1 11 /05 /maggio /2015 12:35
50 km di Romagna 2015. Sognavo di correre una 50 km su strada: e il sogno è diventato realtà
50 km di Romagna 2015. Sognavo di correre una 50 km su strada: e il sogno è diventato realtà50 km di Romagna 2015. Sognavo di correre una 50 km su strada: e il sogno è diventato realtà

E' stata un'esperienza esaltante sia per la bellezza del panorama, per la simpatia degli ultra-maratoneti che - ho capito - rappresentano un mondo a parte, un po' come chi corre trail.
Di questa gara mi sono goduta ogni singolo chilometro e, anche se mi ero imposta di non pormi obiettivi cronometrici, alla fine come leggerete ci sono cascata... è più forte di me, l'asfalto cancella sempre i miei buoni propositi da Forrest Gump!

Lara La Pera

(Lara La Pera) Sognavo di correre la 50 km di Romagna da tre anni, ma ogni anno sia per insicurezza sia per troppa fatica accumulata per la maratona primaverile o per infortunio…ci ho rinunciato.
50 km di trail non mi spaventano…
50 km di asfalto possono diventare inquietanti se non ci si prepara bene mentalmente e fisicamente.

Ho preparato una maratona a marzo in maniera tranquilla, l’ho metabolizzata benissimo e il giorno dopo, fortemente incoraggiata dall’inseparabile amico Pippo Ruggeri, mi sono iscritta alla 50 km di Romagna.

La 50 km di Romagna, come la maggior parte delle ultramaratone, è una gara con un percorso molto muscolare. I primi 25 km sono in leggera salita, poi dal 25° km al 30° km la salita diventa molto ripida (270 m di dislivello), quindi seguono 5 km di discesa liberatoria: ma la salita non è ancora finita, poiché dal 35° km all’arrivo ci si deve confrontare con un continuo saliscendi che mette seriamente alla prova anche le gambe più allenate.

Dopo l’iscrizione, Roberto, mio marito, mi ha comunicato che mi avrebbe fatto da “lepre” e che avrebbe deciso lui gli allenamenti da fare nelle nove settimane che ci separavano dalla gara. Abbiamo puntato molto sui lunghi muscolari (anche fino a 40 km), con qualche lavoro di ripetute sui 1000 o 2000, e medi sali-scendi di 20 km.

Mi sto soffermando sui dettagli più o meno tecnici perché magari c’è qualche maratoneta che legge questo racconto e si chiederà come si passa dai 42 km ai 50 km.

La prima cosa che ho capito che non è affatto vero che “come se ne fanno 42 se ne fanno 50”. Ho visto esperti maratoneti camminare dopo il 40° km poiché l’altimetria, se non si gestisce bene l’andatura, può mettere seriamente in difficoltà.
Ho parlato con tante persone che avevano corso questa gara e chiunque mi aveva consigliato di aggiungere non meno di 30’’ a km (visto che era la mia prima ultra) rispetto al ritmo delle ultime maratone corse.
Così avevo pensato a un passo tra 5.25-5.30 min/km per chiudere un po’ sotto le 4h40’.

Siamo partiti in quattro, io, Roberto, Pippo Ruggeri e il grande Alfonso Sciarratta che, con la sua esperienza di ultramaratoneta, è riuscito a infondermi una certa tranquillità. Per sconfiggere la classica ansia che mi viene prima delle maratone su strada, ho immaginato di dover correre un lungo trail senza difficoltà tecniche (e che trail è?)….ma nei momenti di disperazione atletica la nostra mente è capace di partorire qualunque fantasia…

Alla partenza eravamo quasi 800 e mi ha fatto piacere vedere tante donne.
Ho capito subito che il mondo degli ultramaratoneti è un mondo di simpaticissimi folli… “Perché, non vieni te domani a correre la maratona di Rimini in vista del Passatore???” - mi ha detto un simpatico ragazzo romagnolo mentre affrontavamo una delle tante rampe della prima parte di gara. Ho risposto che l’indomani probabilmente avrei fatto un lunghissimo sul divano.
Mi ha guardata come noi sportivi “normali” guardiamo una persona sedentaria.
Molto male... quasi con compassione!
Così per la prossima persona che mi ha posto la stessa identica domanda, mi sono attrezzata “Cavolo…verrei volentieri ma purtroppo devo rientrare in Sicilia…così farò un lunghetto dalle mie parti".
Un altro simpaticone mi ha chiesto “Do you want some water?” porgendomi una bottiglietta….io rispondo semplicemente con due parole “No, grazie”….E lui ridendo “Miiiii….sei di Palemmoooo”. Ma ho un accento così pronunciato? 
I primi 20km di gara tra una battuta e l’altra sono volati: ogni tanto guardavo il GPS e vedevo che la nostra media era poco sopra 5.0 min/km ma sapevo che il salitone ci avrebbe frenati tanto.
Alfonso era dietro di noi, mentre il mitico Ruggeri era avanti perché era partito con i keniani!
Inoltre il meraviglioso panorama intorno a noi fatto di frutteti e campi fioriti mi faceva godere pienamente questa corsa primaverile... persino il sole caldo in fronte e la temperatura che superava i 20°C non mi davano fastidio.
Ovviamente si beveva ad ogni ristoro. Il mio severissimo leprotto mi allungava due bicchieri, uno di acqua e l’altro... ancora non l’ho capito. Forse Pepsi tiepida o the super-zuccherato: comunque sia, era buonissima. Più i chilometri scorrevano un passo dopo l’altro, più ripensavo alla gara più bella e faticosa che abbia mai corso su strada, la 0-3000.
Quando corri la 0-3000 sai che la salita finirà solo quando avrai tagliato il traguardo e che le tue gambe e la tua mente non avranno tregua fino ad allora.
Devo dire che questa esperienza mi ha dato tanta forza mentale e mi ha fatto percepire meno la fatica, o meglio il pensiero della fatica che ancora dovevo fare per completare i 50 km.

Al 25° km sembra di stare davanti alla porta dell’inferno dantescoLasciate ogni speranza voi che entrate!”. La minacciosa esortazione era sostituita da un cartello che diceva “Scalata di Monte Albano Km 5- Salita Coppi”. E qualcuno si é fatto il segno della croce!
Dico a Robi di rallentare e di affrontare la salita piano, ma i nostri buoni propositi vengono meno quando vediamo davanti a noi l’amico Pippo Ruggeri….
Lo puntiamo come un barracuda punta la sua preda e, dopo un po’, lo raggiungiamo e completiamo il salitone insieme.
Arrivati in cima, mi rendo conto che stavo veramente bene e la maratoneta ha preso il sopravvento: media mantenuta sino a quel punto 5.10 min/km.

Mi faccio qualche conto e mi prefiggo di tagliare il traguardo sotto 4h30’.

La discesa ovviamente ci ha fatto guadagnare un bel po’, ma come mi aveva detto un ragazzo che aveva già corso 11 volte questa gara…il brutto inizia al 35° km.
Ma io e Robi non ci scoraggiamo…I nostri muscoli e le nostre energie erano pienamente sotto controllo.
Ciò nonostante aspettavo la crisi dell’ultramaratoneta dopo il 42° km….ma nulla. Correre era ancora un piacere e non una tortura. Superata la distanza di maratona mi sono un po’ emozionata. Comunque andasse avevamo ormai superato la maratona!!!

Al 45° km una bellissima lunga salita pensava di intimorirci, ma più il percorso degli ultimi km diventava tosto…più la mia ambizione cresceva, la media era sempre 5.10 che su 50 km vuol dire 4h20’. Purtroppo quando corro sull’asfalto non riesco a non pensare al tempo, soprattutto se sto bene….ma forse è anche questo il meraviglioso fascino della maratona….rincorrere l’unica cosa che non si può fermare…il tempo. Forse è un modo per sentirci più forti di lui!

Gli ultimi quattro chilometri hanno richiesto tutta l’esperienza delle mie 19 maratone…gestire il mio corpo in equilibrio su un filo di nylon, se sbagli anche di pochi secondi gli ultimi chilometri possono diventare un’agonia….-3 km, -2 km, -1 km e si rientra a Castel Bolognese: senza alcun timore mi lancio nell’ultimo chilometro che mi separa da uno dei miei più grandi obiettivi….

Diventare un’ultra-maratoneta. 4h20’20’’ e una gestione perfetta della gara.

Questo mi ha reso felice più di qualsiasi altra cosa.

Ho dovuto correre 19 maratone su strada, due ecomaratone, quattro ultra trail, due volte la 0-3000, ho dovuto distruggere i miei muscoli e impedirgli di correre per otto eterni mesi prima di imparare a conoscere così bene il mio corpo, tanto da capire che c’è un limite, anche quando si sta benissimo…ed è proprio la conoscenza di quel limite che ci porta a centrare l’obiettivo.

Ringrazio i miei meravigliosi compagni di viaggio Alfonso, Pippo e ovviamente mio marito coi quali sono certa condividerò altre avventure chilometriche!

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11 maggio 2015 1 11 /05 /maggio /2015 07:11

Quando vi vedrò di nuovo, ai nastri di partenza, tutti insieme, tutti amici miei, tutti grandi uomini e grandi donne ed ognuno con la propria motivazione e una storia personale di corsa da raccontare?
Nella mia mente è tutto chiaro. Ogni tassello è al posto giusto. Al centro del mondo, i nostri bambini: la nostra forza, loro non possono mai mancare!
Intorno, contorno ma non meno importante, manifestazioni diverse di sport, tradizione e cultura. Ogni momento ha un significato.
Vedere due piccole e grandi mamme così forti, così coraggiose, così lottatrici mi rende orgogliosa, non che i loro uomini non lo siano altrettanto, ma il legame mamma-figlio è imprescindibile, è un cordone, per natura, inossidabile.
L'unico modo che avevo per far conoscere e per dare una piccola mano, granello in un deserto sabbioso, era la mia corsa.
Vi ho chiamato tutti e voi avete risposto e mi avete emozionato e gratificato.
Il mio corpo non ha risposto con la stessa sollecitudine che mostra solitamente, si è ribellato, lui, al mio stress fisico ed emotivo di questa ultima settimana e mi ha dato del filo da torcere per portare a casa la mia medaglia. Sudata oggi, perché come previsto, e dato l'orario, tra mezzogiorno e le sei del pomeriggio, la calura e l'afa hanno reso la gara più sofferta.
Personalmente, non ho avuto tanto caldo, da una parte per una leggera brezza, fedelissima presenza nella mia San Gregorio (in un certo orario della giornata) dall'altra parte, perché gli spasmi allo stomaco forti e costanti, mi hanno dato altro a cui pensare. Mi arrabbio, mi intestardisco, mi fermo, bevo ma non riesco a mangiare, piango e il mio angelo, come sempre, mi sostiene, cammino, corro, ho freddo e ho caldo ed oggi la mia piazza, la mia Etna hanno un colore intenso.
Sullo sfondo di questa inedita cartolina, gli alti alberi vibrano sopra le nostre teste, ci cullano e ci osservano.
Surreale e irreale vedere casa mia in gara.
Un'emozione intensa, un'immensa soddisfazione, un desiderio realizzato.
Senza alcune persone, che da due anni a questa parte, sono parte integrante della mia vita, nulla avrei potuto, senza concertazione, senza i professionisti del Mondo FIDAL del Running in Sicilia, nulla sarebbe accaduto in una tranquilla cittadina, come San Gregorio che non conosceva, fino ad oggi, il nostro mondo.
Un mondo fatto di tutto e di niente, di amore e di sentimento, di unione e integrazione, di solidarietà e di forza, di passione e di gioia, di rabbia e tristezza, di pace e di tormento.
Un Mondo, il nostro mondo, fatto solo e soltanto di NOI.

Eleonora Suizzo

6 ore di San Gregorio ... per Vivere 2015 (1^ ed.). Un Mondo fatto solo di NOI (Eleonora Suizzo)
6 ore di San Gregorio ... per Vivere 2015 (1^ ed.). Un Mondo fatto solo di NOI (Eleonora Suizzo)6 ore di San Gregorio ... per Vivere 2015 (1^ ed.). Un Mondo fatto solo di NOI (Eleonora Suizzo)
6 ore di San Gregorio ... per Vivere 2015 (1^ ed.). Un Mondo fatto solo di NOI (Eleonora Suizzo)6 ore di San Gregorio ... per Vivere 2015 (1^ ed.). Un Mondo fatto solo di NOI (Eleonora Suizzo)

Eleonora Suizzo è stata l'ideatrice e l'anima organizzatrice di questa prima edizione della 6 ore di San Gregorio ... per Vivere, svoltasi il 9 maggio 2015, a San Gregorio di Catania: un sogno che è divenuto realtà grazie al patrocinio e al suppoorto dell'Amministrazione comunale di San Gregorio.
La manifestazione podistica nella sua San Gregorio è riuscita alla grande, sia sotto il profilo tecnico (soltanto con qualche piccolo elemento da correggere), sia sotto quello dell'intrattinmento per la cittadinanza convenuta e per gli stessi atleti impegnati in gara, sia infine sotto il profilo della solidarietà.
Nel corso della gara, infatti, si sono raccolti fondi a favore di una Sindrome rara che, come tutte le Sindromi rare, è allo stato attuale poco attenzionata dalla ricerca scientifica e farmaceutica: e, a questo scopo, Eleonora Suizzo ha voluto correre, indossando una maglia sul cui retro era scritto: "Corro per Matteo e Paride", cioè i due bimbi affetti dalla sindrome rara (e implicitamente anche ha corso per le loro mamme-guerriere).
Eleonora Suizzo, infatti, da brava runner ha voluto onorare lei stessa la sua gara, nel suo paese, con un circuito disegnato in modo che passasse proprio davanti alla sua casa.

Per lei, sotto tutti i profili, nella giornata di sabato si è avverato un sogno a lungo coltivato e fantasticato, anche se le sue condizioni fisiche - forse anche per lo stress dei giorni precedenti - non sono state al meglio.

Per completezza di cronaca, la gara maschile è stata vinta da Santo Monaco con (M45, ASD Placeolum), con 67,641 km percorsi, seguito da Michele D'Errico (M60, ASD Marsala DOC), con 63,856 km e da Salvatore Panebianco (M55, ASD Podistica Jonia Giarre), con 60,563 km, quest'ultimo in quarta posizione assoluta, poichè terza assoluta è stata la prima donna, Maureen Simpson (F40, ASD Sportaction) che ha percorso 61,578 km.
Seconda donna, pure F40 per l'ASD Atletica Siciia, è stata Gabriella Chebac con 59,781 km, mentre terza a salire sul podio femminile è stata Cinzia Sonsogno, F40 per la ASD Podistica Capo d'Orlando, con 56,693 km, rispettivamente 5^ e 8^ assolute.

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10 maggio 2015 7 10 /05 /maggio /2015 02:26
6 ore di San Gregorio "Per Vivere" (1^ ed.). Le emozioni hanno le gambe dei runner (Elena Cifali)

Si è svolta il 9 maggio 2015 la 1^ edizione della 6 ore di San Gregorio "Per Vivere", a San Gregorio di Catania, amena cittadina pedemontana etnea.
La manifestazione, organizzata dal locale club atletico (ASD Atletica Sicilia) e con il patrocinio - e pieno supporto - dell'Amministrazione comunale, ha voluto avere assieme delle caratteristiche sportive, di intrattenimento per la cittadinanza e di solidarietà.
Dal punto di vista sportivo, la manifestazione esordiente ha avuto pieno successo con 26 iscritti alla gara individuale (un grande passo avanti se si considera che alla manifestazione analoga, ma su pista, a San Pietro Chiarenza, i partecipanti alla gara individuale furono soltanto 7) e ben dieci team in lizza per la staffetta 6X1H. Quindi sul circuito di gara di poco più di 500 metri disegnato lungo il perimetro di una della più grande piazza di San Gregorio, con vista su di un Etna sempre cinto da nubi, erano contemporaneamente presenti 36 atleti che si dispiegavano in un continuo e fitto carosello: un vero spettacolo per gli occhi e fonte di emozioni.
Prima e dopo la gara, momenti di intrattenimento con gruppi di danza, banda e sbandieratori.
Centrato anche l'obiettivo della solidarietà.
La giornata dal suo esordio, quando alle11.00 gli atleti hanno cominciato a raccogliersi alla fine della gara (alle 18.00) e alla cerimonia delle premiazioni è stata ravvivata da uno speaker di eccellenza, quale è il catanese Giuseppe Marcellino.

Piena soddisfazione di Eleonora Suizzo, sportiva, ultrarunner, mamma e consigliere comunale di San Gregorio, ideatrice della gara: accorata, tuttavia, per il fatto che nella gara a cui non ha mancato di partecipare non è riuscita ad esprimere il meglio di se stessa, come avrebbe voluto proprio nella sua San gregorio, ma forse proprio per questo.

Eleonora Suizzo e molti dei runner siciliani presenti (tra i quali citiamo Elena Cifali, Salvo Piccione, Michele D'Errico) hanno voluto sfruttare l'occasione della gara di 6 ore a San gregorio come momento di preparazione alla 100 km del Passatore, in calendario tra il 30 e il 31 maggio 2015.

In attesa delle classifiche e di un commento più tecnico, queste le emozioni nel breve scritto di Elena Cifali, lanciato ancora a caldo nell'immediato aftermath della manifestazione.
 

Le emozioni hanno le gambe dei runner.
Le emozioni conoscono il rumore dei passi sull'asfalto, conoscono la sofferenza, la gioia, la fatica, la sopportazione del dolore.
Le emozioni sono valige che contengono tutti i volti arrossati dei corridori vicino a te, sono l'effetto delle endorfine sul corpo stanco e martoriato.
Le emozioni sono quel tormento che ti fa vivere andando avanti come se fossi in guerra con te stesso.
Dall'alba al tramonto una giornata vissuta per lo sport, per la corsa.
Intense queste emozioni, ti fanno gioire mentre per 93 volte sono passata sotto il gonfiabile correndo, camminando, cercando dentro di me la forza per superare i limiti che il caldo insopportabile mi ha imposto.
Ed è difficile questo viaggio, un viaggio che corri a modo tuo sprofondando nella solitudine di una mente che sembra priva di ricordi.
Tra viaggio ed emozioni trovo la vita, trovo me stessa mentre cambio colore, mentre mi doccio dentro un arrangiata vasca d'acqua, mentre l'unica musica che accetto è la voce degli amici.
E cerchi, cerchi dentro te e trovi tra le altre le scatoline che contengono sentimenti sempre nuovi eppure sempre uguali.
Lo sparo della pistola mi fa tornare coi piedi per terra, abbandono i sogni e afferro le mani delle due donne amiche che ho vicine.
Ultimi metri di corsa, tra gioia, stupore, soddisfazione e amore.
Quasi 50 km per me, esattamente la metà di quanti ne correrò tra 3 settimane.
50 km che hanno un solo nome: 6 ore di San Gregorio, che valgono tanto ma che sarebbero stati nulli senza l'impegno degli organizzatori e senza l'abbraccio dei tanti amici.
Da domani si ricomincia, per stanotte mi faccio cullare dalla fatica che svanisce tra i ricordi e la soddisfazione.

Elena Cifali

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7 maggio 2015 4 07 /05 /maggio /2015 07:33
6 ore del Donatore 2015 (12^ ed.). Tutto pronto allo start. Altre informazioni utili. "No certificato, no party"!

6 ore del Donatore. Sempre più prossimi all'appuntamento con questa prima edizione dell'ultra a tempo in provincia di Arezzo, organizzata dalla ASD Gruppo Podistico AVIS Foiano, in programma il prossimo 9 maggio 2015, a Foiano.
Qualche altra informazione utile da parte di Roberto "gambina" Boncompagni.

Viste alcune richieste arrivate in questi giorni da alcuni di voi, abbiamo deciso che la Palestra sarà utilizzabile per il pernottamento anche nella giornata di Venerdì a partire dalle 20,00.
La Palestra "Michele di Trani" dove Sabato, a partire dalle 10,00, verranno anche consegnati i pettorali si trova in Via della Libertà a Foiano. Per eventuali ulteriori informazioni legate all'utilizzo della Palestra potete rivolgervi a Simona 333 6841263. Portatevi materassini, sacchi a pelo, sacchi senza pelo, cuscini e tutto ciò che vi possa permettere di dormire comodamente.
Chi non lo avesse già inviato, deve ricordarsi di portarne copèia: "No Certificato, Non Party"

Ma parliamo della parte "sportiva".

Gli iscritti alla Maratona saranno muniti di doppio pettorale, uno da portare davanti e l'altro dietro (come l'Aretino Pietro), in modo da poter essere riconoscibili sia da chi correrà la Sei Ore sia dal pubblico presente.

Al termine della quinta ora di gata un colpo di cannone (un boato) indicherà l'inizio dell'ultima ora di corsa.
Il colpo di cannone si ripeterà alla sesta ora per decretare il termine della manifestazione. A qual punto tutti fermi sul posto per poter effettuare la misurazione degli ultimi metri percorsi. La procedura di misurazione sarà veloce ed "indolore".

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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