(Maurizio Crispi) Quando qualcuno muore nel corso di una manifestazione sportiva, è sempre un duro ed ingrato compito poter dare testimonianza di ciò che è accaduto, di cosa abbia portato a quella morte.
E questo, ovvio, ancor di più se quella persona non la si conosceva personalmente, se non attraverso immagini di eventi podistici del passato.
E' tanto più diffcile perchè il rischio ancora più ovvio è quello che, nel tentativo di uscire dalle secche di un'apparente indifferenza, si scivoli nella retorica di maniera e nel necrologio olografico.
La morte improvvisa del podista siciliano Vincenzo Mutoli (46 anni, tesserato per l'ASD Fiamma Rossa di Palermo), sopravvenuta dopo che è stato colto da un malore improvviso, mentre correva la distanza della Mezza in occasione della 18^ edizione della Maratona Internazionale Città di Palermo, mi ha colpito, e tanto.
E' questo l'effetto che alcune morti in particolare hanno sugli astanti, specie se si riconnettono con forza ed impeto con loro eventi biografici, con il ricordo lontano della morte improvvisa dei propri cari.
Nel frastuono di mille cose dette, a volte è opportuno il silenzio, un silenzio aperto alla meditazione e alla riflessione.
Dirò soltanto poche cose che hanno a che vedere con le impressioni raccolte di piccole cose accadute attorno all'evento: piccole cose non direttamente collegate, ma sicuramente allineate con esso.
Venivo a piedi da metà circa del tratto di Viale della Libertà, teso tra La Statua e l'incrocio con via Notarbartolo.
E, ancora nella lontananza, vedevo i lampeggianti di due autoambulanze subito oltre l'incrocio.
Il mio animo si è rabbuiato.
Ero con Michele Amato (Siciliarunning) e ci siamo scambiati due parole, chiedendoci se non fosse accaduto qualcosa di grave.
Poi, quando siamo arrivati sul posto all'altezza dei gonfiabili, ha preso a piovere e mi sono dovuto arrangiare a proteggere la mia attrezzatura, prima di continuare a scattare foto.
Così facendo, mi sono allontanato di un poco dalla zona arrivi.
Quando sono ritornato indietro, Michele Amato mi ha chiesto se non avessi saputo.
Cosa? - faccio, sbalordito.
E mi ha detto del fatto doloroso che si era consumato.
Ho pensato che la pioggia che si era scatenata poco prima, fosse una sorta di pianto caduto dall'alto del Cielo: le condizioni meteo avevano tenuto sino a quel punto, e adesso, così all'improvviso, pioveva su di noi: una pioggia fredda che accresceva a dsimisura la malinconia e la tristezza degli archi gonfiabili, ancora gonfi eppure come afflosciati ed implosi per la mancanza di colonna sonora e della voce concitata dello speaker.
Tutto spento, tutto abolito in segno di lutto.
Eppure per molti dei podisti impegnati nella Mezza maratona che continuavano ad arrivare al traguardo e per i maratoneti che continuavano a transitare per completare il primo giro di gara della 42,195 km, Vincenzo Mutoli era ancora vivo.
Almeno lo era per tutti coloro che non erano stati ancora raggiunti dalla notizia della sua morte, esattamente come ebbe a dire Luigi Pirandello a proposito della morte della propria madre che gli venne annunciata qualche giorno dopo: raggiunto dalla triste notiza, il grande scrittore e drammaturgo rifletté molto semplicemente che la madre per lui, benchè morta da prima, aveva continuato a vivere sino a quel momento e che quindi non si doleva affatto di aver saputo tardivamente della sua dipartita, anzi al contrario perchè la mamma aveva vissuto nei suoi pensieri per due o tre giorni di più.
Uno sfasamento cognitivo era evidente: noi, fermi in zona arrivi, già sapevamo, loro ancora no.
Dopo la concitazione delle sirene, ecco che adesso dominavano il silenzio, le lacrime di pioggia per Vincenzo Mutoli, lo scalpiccio attuttito dei podisti, foglie secche cadute dai platani raccoltew sul piano stradale, come a segnalare l'arrivo improvviso di un inverno dell'anima.
Poi, ad un certo punto si sono apprestati al traguardo due podisti, hanno preso una bimba tra di loro, forse figlia o nipotina di uno dei due, e gioiosamente hanno tagliato il traguardo in formazione, tenendola per mano: i colori della bimba inneggiavano alla primavera e alla rinascita della vita.
Ho pensato che, dopo la tristezza per l'irruzione improvvisa ed inattesa della morte, quella scena fosse in qualche misura il giusto contraltare: l'affermazione del primato della vita e della gioia del correre.
Forse, proprio quello che Vincenzo Mutoli avrebbe voluto.
I funerali del compianto Vincenzo Mutoli, si svolgeranno nella mattina del giorno 21 novembre, alle ore 11,30, presso la chiesa di Sant'Orsola all'interno dell'omonimo cimitero di Palermo.
Presenziate numerosi per dare l'ultimo saluto a questo nostro amico appassionato della corsa.
Foto di Maurizio Crispi