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11 settembre 2014 4 11 /09 /settembre /2014 09:31

Tor des Géants® 2014 (5^ ed.). L'Italiano - e valdostano di Gressoney - Franco Collé sale sul gradino più alto del podio

 

L'italiano (valdostano di Gressoney) Franco Collé è salito sul gradino più alto del Tor des Géants 2014 (5^ edizione), portando Pro Trek al polso.
Quella che segue è la comunicazione ufficiale di Pro Trek sulla performance di Franco Collé.
 

Un immenso Franco Collè quello che oggi ha per primo tagliato il traguardo di Tor des Géants, competizione di endurance trail più estrema del mondo. Valdostano, classe 1978, per tre giorni consecutivi Franco ha corso ininterrottamente - lottando contro se stesso, il sonno, la fatica, sottoponendo il proprio fisico a uno sforzo oltre ogni limite e facendo esclusivo affidamento sulle proprie forze - tagliando infine il traguardo in un tempo incredibile di 71h49’. 

Da domenica 7 settembre - data della partenza del Giro dei Giganti - Franco Collè si èriposato in totale meno di 2 ore, percorrendo l’incredibile distanza di 330 km e 24.000 m di dislivello positivo e incrementando il distacco sul secondo classificato di oltre 5 ore nel tratto finale. 

Incredibile ed emozionante performance quella di Collè, che ha confermato una tenacia e una forza di volontà sbalorditive, completando per primo una gara equivalente a quasi 8 maratone in lunghezza 3 volte il monte Everest in altezza

 Tor des Géants® 2014 (5^ ed.). L'Italiano - e valdostano di Gressoney - Franco Collé sale sul gradino più alto del podioAd accompagnare il neo campione verso la vittoria, un orologio PRO TREK PRW-3000un segnatempo in grado di superare le prove e le avventure più sfidanti. Concepito per outdoor, escursionismo e alpinismo, PRO TREK è stato il compagno ideale per fornire al runner indicazioni essenziali, come i dislivelli affrontati, le variazioni nell’altitudine, i tempi, l’orario di alba e tramonto... tutti dati fondamentali per poter condurre al meglio una competizione ai limiti della resistenza umana come il Tor. 

Partito in testa al gruppo dei top runner, Franco ha inizialmente accusato alcuni problemi muscolari che gli hanno fatto perdere quasi 2h30 rispetto al primo. Ma da gigante qual è, ha resistito fino all’ultimo, adottando una strategia di micro-riposi, mantenendo ovviamente un passo molto sostenuto e facendo leva esclusivamente sulla propria forza di volontà. 

Abbiamo seguito con grande trepidazione la gara di Franco Collè. Una prova davvero grandiosa, da vero gigante. Si corre anche di notte, nel buio pesto, con torce frontali e in piena solitudine. Solo ogni tanto qualche check-point dove bere the caldo e assumere calorie, giusto qualche micro-sonno per recuperare le energie”, ha commentato un emozionato Giuseppe Brauner, Sales and Marketing Director di Casio Italia. “Un caldo afoso anche in vetta, insolito per questi luoghi, ha purtroppo costretto al ritiro molti corridori, tra cui anche alcuni top runner. Un’incredibile forza di volontà e una grande resistenza hanno però condotto Franco Collè verso il vertice della classifica. Un’eccellenza fisica e una forza d’animo davvero degne di nota - la stessa eccellenza che mettiamo nella creazione dei nostri PRO TREK. Siamo davvero molto orgogliosi di aver creduto in lui. Bravo Franco, sei il re des Géants! Grazie alla tua passione, oggi anche il nostro PRO TREK è sul gradino più alto del podio!

 

 
Tor des Géants® 2014 (5^ ed.). L'Italiano - e valdostano di Gressoney - Franco Collé sale sul gradino più alto del podioPRO TREK SPONSOR DEL TOR DES GÉANTS e di FRANCO COLLÈ. Per esaltare l’animo intrepido degli sportivi più audaci al mondo, PRO TREK ha scelto di sponsorizzare la quinta edizione di Tor des Géants in qualità di Official Timekeeper della manifestazione. 

Un enorme totem di PRO TREK ha attirato l'attenzione del pubblico ed è stato ed è tutt'ora molto utile per seguire la gara e il tempo di percorrenza. 

 Prima e unica gara al mondo a unire una lunghissima distanza all'individualità del corridore, il Tor è una manifestazione sportiva agonistica senza pari: 330 km e 24.000 mdi dislivello positivo percorribili in una sola tappa, a velocità libera, per un massimo di 150 ore (poco più di 6 giorni) in regime di semi-autosufficienza. Il tracciato - con partenza e arrivo Courmayeur - si snoda lungo le due Alte Vie della Valle d'Aosta. Paesaggi mozzafiato di una bellezza unica osservano gli atleti intenti ad affrontare i giganti Monte Bianco, Monte Rosa, Gran Paradiso, Cervino, solo per citare i più celebri. 

 

Tor des Géants® 2014 (5^ ed.). L'Italiano - e valdostano di Gressoney - Franco Collé sale sul gradino più alto del podio

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18 agosto 2014 1 18 /08 /agosto /2014 22:24

Campionati europei di atletica 2014. A Zurigo, importante risultato di Ruggero PertileAi Campionati europei di Atletica di Zurigo, importante risultato in  maratona di Ruggero Pertile, campione di Assindustria Sport che conquista un buon 7° posto, "di cuore e grinta". Il titolo di Maratona se lo aggidica l'italiano Daniele Meucci.

«Non è stato facile correre qui, ci ho provato. - ha dichiarato Pertile al termine della gara - A Meucci ho detto: vai a vincere»

Finisce con Ruggero Pertile che, in braccio la figlia Alice, scherza col vincitore Daniele Meucci e gli rovescia una bottiglietta d’acqua fresca in testa. A Zurigo, l’Europeo del campione di Assindustria Sport Padova si chiude con un importante settimo posto: ha portato a termine la sua maratona in 2 ore 14’18”.

«Non è stato facile affrontare questa gara, ci ho provato» - le prime parole sul traguardo di Pertile. - «Ho accusato qualche problema di crampi a metà corsa ma, come al solito, ci ho messo il cuore e la grinta per portarla a termine. Sono arrivato a questo appuntamento dopo una buona preparazione, ma con alle spalle anche sei-sette mesi di infortunio: sapevo che mi mancava qualcosa. Ho comunque cercato di tenere alto il ritmo, perché sapevo che così avrei aiutato Meucci: non l’avevo detto a nessuno, ma dentro di me ero convinto che questo sarebbe stato il suo giorno. Ora sono contento per lui, che ha un grande futuro davanti a sé nella maratona: l’avevo visto “girare” bene, e così, all’ultimo giro, gli ho detto: “vai a vincere”. Oggi ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto: mia moglie Chiara, mia figlia Alice, gli amici che mi hanno seguito qui, Assindustria Sport e i supermercati Alì che da sempre mi accompagnano».

 

La gara è stata animata dalla fuga del polacco Chabowski, scattato intorno al decimo chilometro (31’11” il suo passaggio, col gruppetto degli inseguitori, nel quale erano presenti anche Pertile, Meucci, Lalli e Ricatti, a 31’19”). Il battistrada incrementa il suo margine, passando a metà prova in un’ora 04’45” (un’ora 05’34” per Pertile, Lalli e Meucci). Chabowski raggiunge il massimo vantaggio intorno al venticinquesimo chilometro (1’10”), poi il gruppo si rifà sotto e poco prima del trentacinquesimo parte l’assalto di Meucci che supera l’atleta polacco. Il quarantenne “Rero”, nono al trentacinquesimo (un’ora 50’07), recupera due posizioni già al quarantesimo chilometro (2 ore 07’06”) mantenendo la settima piazza sul traguardo.

 

Nella classifica di Coppa Europa di maratona gli azzurri si piazzano quarti (6 ore 46’58”) a dieci secondi dal bronzo della Svizzera. Trofeo alla Russia (6 ore 46’04”) davanti alla Francia (6 ore 46’29”).
Il terzo italiano all’arrivo è il ventiduenne Michele Palamini che conclude il suo battesimo in Nazionale al trentaduesimo posto (2 ore 21’3”).
Ritirati, invece, gli altri tre azzurri Andrea Lalli, Liberato Pellecchia e Domenico Ricatti.



Nella foto (Fidal Colombo/Fidal) Ruggero Pertile sul traguardo di Zurigo con la figlia Alice

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14 agosto 2014 4 14 /08 /agosto /2014 16:30

Campionati Europei di Atletica a Zurigo. Domenica 17 agosto, Ruggero Pertile correrà la Maratona, confidando in una medaglia

Domenica 17 agosto 2014, di mattina, Ruggero Pertile, il campione di Assindustria Sport, correrà la maratona ai campionati continentali di Zurigo. Pertile: "Una medaglia europea per i miei quarant'anni. Sarà una gara difficile, ma non mi nascondo". A tifare per lui anche la figlia Alice

E’ atterrato a Zurigo mercoledì sera. Quattro giorni di anticipo rispetto alla gara in cui, domenica mattina, alle ore 9, proverà a recitare un ruolo da protagonista. Ruggero Pertile è pronto per la maratona dei campionati europei di atletica leggera, in programma nell’ultimo giorno della rassegna continentale.

Il campione azzurro di Assindustria Sport, che lo scorso 8 agosto ha compiuto quarant’anni, evita i proclami ma, allo stesso tempo, non vuole nascondersi: «Non sarà facile salirci, ma punto a quel podio che quattro anni fa, a Barcellona, ho solo sfiorato, chiudendo al quarto posto per via dei crampi» spiega Pertile. «Ho perso diversi mesi di preparazione per un problema al piede ma ora sto bene e nello scorse settimane ho svolto allenamenti importanti».

L’avere scollinato gli “anta” ha regalato a “Rero” nuovi stimoli. «In una gara come quella di domenica conterà l’esperienza, che certo non mi manca, e il fatto di non avere più molte altre occasioni a livello internazionale mi dà ulteriori motivazioni. In queste settimane mi ha fatto piacere trasmettere qualcosa agli atleti più giovani del gruppo azzurro, potendomi allenare con qualcuno, cosa che non mi capitava spesso in passato».

Proprio nel gruppo azzurro è presente uno dei possibili “rivali” nella corsa alle medaglie: «Meucci è in condizione e potrà dire la sua. Ma occorrerà guardarsi anchedallo svizzero Rothlin, padrone di casa e campione in carica, e dal polacco Szost, che ai Giochi olimpici di Londra mi è arrivato davanti. E poi occorrerà tener conto del caldo che troveremo e del percorso, di quattro giri, con una salita di un chilometro e 300 metri e una discesa non facile da affrontare. Credo che la gara si deciderà in salita, al penultimo o all’ultimo giro, dopo una prima parte più tattica».

 A sostenerlo e a regalargli ulteriore carica la figlia Alice. «Sarà a Zurigo assieme a mia moglie Chiara: è il primo evento internazionale in cui mi vedrà dal vivo. Con loro anche un gruppo di circa venticinque amici/tifosi di Villanova di Camposampiero e Padova». Ma a tifare per lui ci saranno pure tutta la squadra di Assindustria Sport e i colleghi di Alì, la catena di supermercati da sempre al suo fianco. Chi non sarà a Zurigo potrà seguire la maratona in tv su Rai Sport 1 dalle ore 8.50 e su Eurosport dalle 8.45.

 

 

Nella foto Ruggero Pertile si laurea campione italiano sul traguardo della Unesco Cities Marathon 2013

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15 luglio 2014 2 15 /07 /luglio /2014 23:26

Steve Way, dopo aver cambiato drammaticamente stile di vita, rappresenterà l'Inghilterra nella Maratona ai prossimi Giochi del Commonwealth

Il britannico Steve Way sette anni fa era fortemente sovrappeso (quasi 105 chilogrammi) e soffriva di pressione alta, con una forte dipendenza nei confronti del fumo  (20 sigarette al giorno), dei cibi dei takeaway (junk food) e della cioccolata. Ai tempi dela scuola era quello che si imboscava quando c'erano gli allenamenti e le gare di Cross Country Ad un certo punto accadde che - come fanno molte persone - egli cominciasse a correre per migliorare la sua salute e per tentare di riprendere forma.
Solo che non si è più fermato: quella che avrebbe dovuto una sana abitudine salutista è divenuta presto progetto di vita ed impegno serrato.

Ora, dopo aver percorso più di 26.000 miglia di corsa (tra allenamenti e gare cui ha partecipato) e all'età non più giovanile (dal punto di vista dell'Atletica di punta) di 40 anni, è stato selezionato per rappresentare l'Inghilterra nella specialità di Maratona nei prossimi Giochi del Commonwealth che si terranno a Glasgow a fine Luglio. 
Quest'anno ha completato la Virgin Money London Marathon in 2h16'27, classificandosi 15° assoluto, mentre solo poche settimane dopo ha infranto il record britannico della 100 km, con il crono di 6h19'19, prestazione con la quale sarà uno dei favoriti al Campionato del Mondo 100 km IAU che avrà luogo a Doha il prossimo novembre.

Steve Way, dopo aver cambiato drammaticamente stile di vita, rappresenterà l'Inghilterra nella Maratona ai prossimi Giochi del Commonwealth(Fonte: Theguardian.com) Seven years ago Steve Way weighed 16 1/2 stone and had high-blood pressure, a 20-a-day habit and an addiction to takeaways and chocolate. So, like many other people, he began running to get fit. Only he didn’t stop. And 26,000 miles later – more than the circumference of the globe – and at the grand age of 40, he has been selected to run the marathon for England at next month’s Commonwealth Games.

It is a staggering, unprecedented, and almost fantastical tale. One that Way, who somehow fits in running 130-140 miles a week with a nine-to-five job in a bank, admits is “completely ridiculous”. And that might be understating it.

I am a one-man band: a self-coached club runner,” he says. “At school I was the guy who hid in the bushes with my fat mate during the first lap of the cross country and then rejoined the field when they came round again. I have never competed in a major championship before and until recently I had almost no contact with British Athletics. And now I will be running at the Commonwealth Games”.

You might call him athletics’ answer to Rocky Balboa, the underdog who got a surprise shot at the big time – except that instead of running up the 72 steps to the Philadelphia Museum of Art he sprints round the duck pond in Poole Park. And rather than punching slabs of beef in a meat-locker he has T-bone steaks with oven chips for tea as a treat.

But Way’s dizzying ascent from club runner to international athlete did not require a scriptwriter. It came about from hard slog, geeky attention to detail, and an under-the-radar performance at this year’s London marathon on 13 April. Having started in a group for sub two-hour-45-minute athletes, a minute behind the elite field containing Mo Farah and the world record holder Wilson Kipsang, he ended up overtaking several established athletes before finishing 15th in two hours, 16 minutes and 27 seconds.

He had beaten his personal best by nearly three minutes, and was the third British athlete home after Farah and Chris Thompson. And, crucially, he finished 33 seconds under the qualifying standard for the Commonwealth Games. Afterwards the stewards attempted to usher him to the tent where the marathon’s biggest stars were having their post-run massages and recovery drinks. “Er, my kit is over that way with everyone else’s,” he told them.

Incredibly – a word that keeps coming to mind when you hear Way tell his story – the London marathon was not his main target. He only decided to compete eight days beforehand. All his training had been focused on breaking the UK 100km record, something he achieved at the British Championships at the start of May. His time of 6:19.19, an average of 6.06 per mile over 62 miles, was 46 minutes clear of his nearest rival.

“Part of me can’t quite believe how well I did in London because of the improvement I made,” he says. “But I also think I didn’t actually give it 100% because I recovered so quickly and my legs didn’t feel like I had put them through much.”

Way’s final marathon preparations were hardly ideal either. While the elite field spent the night before the race at luxury hotels, he slept in a camper van parked on his cousin’s drive to save money. The $1,500 (£896) he earned for finishing in under 2:17 was the most he has ever won from athletics. “My wife, Sarah, is an accountant and likes to keep track of my income and outgoings from running,” he explains. “Last year I just about broke even when you take into account travelling to races.”

So where did this hidden talent come from? It wasn’t evident at school. Or during the next 15 years. Instead Way’s life followed an unexceptional pattern: every so often he tried to lose weight by eating healthily and jogging – and a few weeks later he always gave up.

Yet Way sensed he might be “a little bit different” when he entered his first marathon in 2006 on a whim and, after three week’s training, finished in a highly respectable 3:07.08 despite being “a fat bloke bouncing along next to club runners”. But then he didn’t put on a pair of running shoes for 18 months.

Towards the end of 2007 I could hardly sleep at night,” he says. “I was coughing and waking up because of the smoking and it was impacting on my wife too. At that point half our meals were takeaways and I would eat chocolate and sweets all the time. I was 16 1/2 stone and realised I had to do something radically different to break the cycle.

And so he did. He quit smoking and fast-food and began jogging, and before long was following a 24-week plan from the book Advanced Marathoning. He aimed to break three hours at the 2008 London Marathon. Instead he ran it in 2:35. “I came 100th and the concept of finishing in the top 100 was just awesome,” he says. “So at that point I joined an athletics club and started to take it more seriously.”

In 2009 he ran London in 2:25 despite injuring his hamstring the week before. He collapsed when he crossed the line, having torn most of the muscles around his pelvis, and was on crutches for weeks. Yet the thirst for self-improvement only grew. In 2010, helped by advice from the British Olympic marathon runner Liz Yelling, he broke 2:20 for the very first time.

But for the next three years, progress slowed. He tried upping his mileage to 160 miles a week but his body rebelled and his heart rate briefly shot up by 30 beats a minute. He was injured a few times, most frustratingly just before the 2013 London marathon when in “unbelievable” shape. So he decided to try an international 100 km race and, having won it by over 40 minutes, returned to the marathon where he smashed his personal best this year.

The key, he thinks, is that he recovers so quickly from long, fast runs. “I don’t seem to put my body under that much stress when I do marathon-pace type efforts,” he explains. “Even doing back-to-back long runs at the weekend, when I might do a marathon on the Saturday and 40 miles on the Sunday my body seems to accept it quite nicely”.

The athlete runs twice a day – either before work or during his lunch break, then again in the evening. He plans to take only one day off from now until the Commonwealth Games. “I really don’t feel any better after a complete non-run day,” he says. “So if I need a rest I just do a six-mile jog”.

Way can tell you about all of his runs since 2007: the distance, the pace, how he felt. It has all been tracked. Even when he runs, he thinks about running. “I am a bit of a running nerd,” he sighs, in a self-deprecating fashion. There is a touch of Hugh Laurie about him, something charming, lovable and slightly eccentric.

So how well could he do in Glasgow? “Obviously you can’t count out a medal because you never know what will happen but realistically, with the high-quality Kenyans in the field, I’d be stupid to think it’s likely,” he says. “But I have no fear about stepping up and I’m aiming to improve my PB and break the British record for a 40-year-old.

A more realistic medal chance will come at the 100 km World Championship in Doha in November. If Way can run under 6:20 again he will be in the mix for a gold medal – something that both staggers and excites him. “I still struggle to see myself as a proper athlete,” he says. “I am just a man who has got quite obsessed with his hobby and can’t put it to rest".

To be honest, I wasn’t really expecting to move to the next level but I surprised myself. So now I am asking – what else could there be for me?".

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4 luglio 2014 5 04 /07 /luglio /2014 07:25

Un grande esempio di fair play sportivo

 

Molto poco è stato detto di quest'episodio accaduto nel dicembre del 2012. L'atleta basco Ivàn Fernandez Anaya stava partecipando ad gara di cross-country a Burlada (Navarra). Era in seconda posizione, a qualche distanza dal leader della gara Abel Mutai, medaglia di bronzo nei 3000 siepi alle Olimpiadi di Londra, 2012. Entrati nella dirittura d'arrivo, il corridore kenyano si incamminava nella direzione sbagliata: l'atleta basco anzichè approfittare dell'errore del diretto avversario e tagliare il traguardo per primo, a gesti ha certo di attirare la sua attenzione per indurlo a riprendere a correrenella corretta direzione.
Davvero un raro esempio di fair play sportivo che ha tanto da insegnare: una grande lezione di vita per i più giovani che cominciano ad affacciarsi sul mondo dello sport. 
Di seguito l'articolo originale. 

Very little has been said about this. On December 2, Basque athlete Iván Fernández Anaya was competing in a cross-country race in Burlada, Navarre. He was running second, some distance behind race leader Abel Mutai - bronze medalist in the 3,000-meter steeplechase at the London Olympics. As they entered the finishing straight, he saw the Kenyan runner - the certain winner of the race - mistakenly pull up about 10 meters before the finish, thinking he had already crossed the line.

Fernández Anaya quickly caught up with him, but instead of exploiting Mutai’s mistake to speed past and claim an unlikely victory, he stayed behind and, using gestures, guided the Kenyan to the line and let him cross first.

Ivan Fernandez Anaya, a Basque runner of 24 years who is considered an athlete with a big future (champion of Spain of 5,000 meters in promise category two years ago) said after the test:

But even if they had told me that winning would have earned me a place in the Spanish team for the European championships, I wouldn’t have done it either. I also think that I have earned more of a name having done what I did than if I had won. And that is very important, because today, with the way things are in all circles, in soccer, in society, in politics, where it seems anything goes, a gesture of honesty goes down well”.

He said at the beginning: “...unfortunately, very little has been said of the gesture. And it’s a shame. In my opinion, it would be nice to explain to children, so they do not think that sport is only what they see on TV: violent kicks in abundance, posh statements, fingers in the eyes of the enemy …

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12 giugno 2014 4 12 /06 /giugno /2014 16:38

Comrades Marathon 2014 (93^ ed.). Zola Budd, 7^ assoluta e prima delle veterane, duramente provata dalla decisione dei giudici di gara di negarle il primo posto veterani per presunto vizio di forma

 

Alla Comrades Marathon che, alla sua 93^ edizione, si è svolta lo scorso 25 maggio 2014, nella Repubbica Sudafricana, ha preso parte anche (con nazionalità britannica) Zola Pieterse Budd, classificandosi in ottima posizione: 7^ assoluta tra le donne e prima donna "veterana" (all'età di 48 anni) a tagliare la finishing line.
Zola Budd che ha esordito per la prima nella lunghissima distanza della Comrade marathon nel 2012, ha dedicato la sua corsa a Pierre Korkie, un Sudafricano che, al momento è trattenuto come ostaggio in Yemen. 
I would like to devote my Comrades run to for a dear friend and coach, Pierre Korkie” ha detto Zola poco prima dello start.

Malgrado l'ottima perfomance, la sua prestazione di categoria (e il relativo premio) è stata disconfermata impietosamente dai giudici di gara, poichè l'atleta non mostrava correttamente la propria categoria di appartenenza scritta sul pettorale, come avrebbe dovuto essere in accordo con il regolamento. 

La decisione degli Official ha lasciato tutti interdetti e, in particolar modo, la stessa Zola Budd che si è sentita presa di mira, con un'applicazione minuziosa e occhiuta dei regolamenti, in dipsarità con ciò che è stato fatto con la seconda e la terza classificate nella sua categoria. 
Se c'è stato un errore e tutti sono concordi nel ritenere che vi sia stato, dovrà essere rettificato per consentire a Zola Budd di rientrare in possesso del primo posto in classifica categoria veterani. 
insomma, sembrerebbe che, benchè la sua prestazione sia stata eccellente nella sostanza, venga adesso squalificato - la notizia è arrivata due giorni dopo l'archiviazione della gara, per un vizio di forma presunto (o pretestuoso?), una questione di lana caprina.

E, giustamente, Zola Budd è infuriata e si sente vittima di un pregidizio o di un ineguale disparità di giudizio e, tra l'altro, sostiene di essersi limitata ad indossare il pettorale ricevuto dall'organizzazione e che, dunque, nulla può essere a lei imputato, considerando anche che la seconda e la terza classificata di categoria erano nelle sue stesse condizioni.
Il suo consulente, esperto in ultradistanze, Norrie Williamson ritiene che si sia trattato di un marchiano errore e che Zola Budd debba essere reintegrata in classifica nel posto che le compete.

Zola Pieterse Budd (Bloemfontein, 26 maggio 1966) è un'ex-atleta sudafricana, con passaporto britannico, specializzata nel mezzofondo e nella corsa campestre. Budd conquistò precocemente la fama di atleta di punta già a 17 anni, quando infranse il record del mondo femminile nei 5000 metri piani con il crono di 15'01"83.

E' tuttora detentrice del record del Commonwealth sul miglio con 4'17"57, stabilito nel 1985 al Meeting di Zurigo.

Ha partecipato ai Giochi olimpici di Los Angeles 1984, in rappresentanza della Gran Bretagna, causa il divieto imposto dal CIO al Sudafrica, in rappresentanza del quale partecipò invece ai Giochi di Barcellona 1992.

In quei giochi olimpici, durante la gara dei 3000 mt (nella quale corse scalza), Zola Bud ebbe un rovinoso contatto con la favorita atleta statunitense Mary Decker. Quest'ultima uscì di scena, rimanendo dolorante e disperata a terra. Nonostante le ire del pubblico di casa, Zola Budd continuò imperterrita in testa la corsa, applicando una tattica di gara basata esclusivamente sull'attacco, ma in verità dispendiosa. Il calo fisico per lo sforzo profuso si fece sentire, e negli ultimi metri la Budd si fece sopravanzare da ben sei avversarie.
E successivamente prese parte ai Giochi Olimpici del 1992, ma questa volta sotto nazionalità sudafricana. 

 

 


Zola Budd devastaded. Zola Budd, who recently had an incredible Comrades Marathon run placing 7th lady home at the age of 48.

She was also the first lady veteran runner to cross the line, but this has now been disallowed because she did not display her age category tag according to the officials.

Budd was issued with an international number which has the age category tag on it.
In the international final instructions it states that the age category is on the race number.

The ladies who were awarded the 2nd and 3rd places also only had an age category on their race numbers - exactly the same as Budd.

"The question is why is Zola being singled out? A mistake has been made and it needs to be rectified" - said Ray de Vries, Budds SA manager.

"I won it fair and square - my whole athletics career has been plagued by politics and interference from administrators who are selective and do not apply the rules consistently" - said Budd from her home in Myrtle Beach, USA.

"It feels like they are targeting me specifically. Why does this rule apply to me and not to others?" she said.

De Vries added that, after she had a picture perfect Comrades and had huge support from the crowds along the way, she was hugely disappointed.

"When she came into the stadium at the finish, the entire stadium chanted ZOLA ZOLA. It was wonderful for her to be welcomed like that. Two days later we were informed that she was not awarded the 1st veterans prize because she was not wearing a separate age category tag.

"Firstly, her final instructions said the age category is on the race number on the front and back. and secondly the athletes that were officially place 1st and second were also not wearing separate tags. Rules must be applied equally and consistently" - said a furious de Vries.

Budd has taken advice from well known international road running expert, Norrie Williamson.
His opinion is that the officials are wrong and that Budd needs to have her 1st prize re-instated.

 

Released by : Ray de Vries Communications
For further information kindly contact Ray de Vries

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18 maggio 2014 7 18 /05 /maggio /2014 00:26

L'arrivo sofferto e drammatico di Gabriela Andersen-Schiess alla Maratona Olimpica di Los Angeles del 1984

 

A volte la rappresentazione iconica del gesto atletico della corsa non è nel gesto perfetto dell'atleta che taglia il traguardo da vincitore, ma quello apparentemente scomposto e sofferto di chi, non avendo più alcuna ambizione di salire sul podio, cerca con tutte le sue forze (sia mettendo in campo quelle residue del corpo, sia dispiegando in modo quasi sovrumano le energie mentali residue) di arrivare al tagliardo e di spezzare quel filo di lana che è - per tutti - l'agognata meta finale.

In questa lotta si realizza l'icona dell'agonismo perfetto: l'atleta in lotta con se stesso e le propriedebolezza e limitazioni. 

In questa lotta, si erge un monumento alla sua forza e alle sue qualità "olimpiche"nel più puro spirito decoubertiniano.

In questo senso, la Andersen-Schiess ha scritto una pagina indlebile nella storia dell'atletica: una pagina che rimase celebre proprio al termine della Maratona che concludeva i Giochi Olimpici di Los Angeles nel 1984.  

Colpita da malore (nell'occasione di quella maratona si registrarono temperature elevatissine), quando  era già all'ingresso dello stadio di Atletica, percorse il giro di pista che le rimaneva, barcollando, cadendo a più riprese e soffrendo indicibilmente, tanto da impiegare, per quegli ultimi - fatidici - 400 metri il tempo infinitamente lungo di 4'55", mentre tutti gli spettatori (e i telespettatori di tutto il mondo attraverso le immagini madate in onda in diretta) soffrivano con lei, con il fiato sospeso.
Si classificò 37^, ma è entrata nella leggenda, ben più che la vincitrice "reale" di quella maratona olimpica.
Quell'arrivo così sofferto rimase scolpito nel cuore di tutti gli spettatori presenti nello stadio olimpico e per quanti ebbero di vedere quegli ultimi strazianti minuti della sua corsa nella diretta televisiva.
Alcuni giornalisti, tra cui il nostro Gianni Brera, si scagliarono veementemente contro questa performance estrema, sostenendo che la si sarebbe dovuta impedire: in quanto si era trattato di una messa in scena di una fatica insensata ed antiestetica..
Eppure quegli ultimi istanti di sofferenza, esitati nel superamento dell'agognato traguardo, rimasero impressi nella mente di tutti, come espressione della volontà e della fiera determinazione di un'atleta, decisa sino all'ultimo ad onorare il suo impegno: fu In qualche misura, una lezione di vita e di sport "eroico", in cui l'eroismo viene dispiegato a prescindere dalla lotta per un posto sul podio.

Gabriela Andersen-Schiess (20 marzo 1945) è un'ex-atleta svizzera nota in particolare per il malore che ebbe durante la maratona femminile delle Olimpiadi di Los Angeles 1984.
Vittima di un colpo di calore, la maratoneta entrò barcollante nello stadio ed impiegò oltre 5 minuti a compiere l'ultimo giro di pista. Medici e paramedici la seguirono da vicino, ma non intervennero per evitarle la squalifica. 
L'episodio fu simile a quello accaduto ad inizio secolo all'italiano Dorando Petri. 
Quando l'atleta crollò subito dopo l'arrivo, i soccorsi furono immediati. Fortunatamente la donna si riprese velocemente, e venne dimessa dopo appena un paio d'ore.
Gabriela Andersen-Schiess, che aveva allora 39 anni e faceva l'istruttrice di sci, non era in lotta per una medaglia. Infatti, alsuo ingresso nello stadio di atletica, aveva già un distacco di venti minuti sulla vincitrice della gara, Joan Benoit.. 
 

Le immagini del suo drammatico ultimo giro vennero trasmesse in tutto il mondo, e preoccuparono e commossero molte persone: e rimasero come uno dei momenti che vennero maggiormente ricordati di quell'edizione dei Giochi olimpici.

Le canzoni che accompagnano le immagini del video sono "My way" (Frank Sinatra) e "Nothing to lose" (UK).

 

 

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12 maggio 2014 1 12 /05 /maggio /2014 17:45

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Ruggero Pertile, campione di Assindustria Sport, si é imposto alla “CorriMestre” che si è disputata l'11 maggio 2014, continando così la rincorsa agli Europei: «Ho avuto buone sensazioni» a fferma il campione. 
Sinigaglia e Calzavara in evidenza ai Societari allievi

Pertile riparte da un successo. Alla prima uscita ufficiale del 2014 il campione di Assindustria Sport Padova mostra di non aver perso l’abitudine alle affermazioni, tagliando il traguardo per primo alla sesta edizione della “CorriMestre”, corsa su strada di 10,2 chilometri che ha chiuso in 31’48”, nettamente davanti a tutti.

 

«Era un test importante per verificare la mia condizione dopo una lunga fase di carico e sono contento di come ha risposto il piede che mi aveva creato dei problemi negli scorsi mesi» - ha commentato il maratoneta azzurro - «Ho corso in maniera molto regolare, spingendo un po'’ di più nel finale, anche perché sapevo che il percorso era abbastanza tecnico e impegnativo ma molto bello. Ho avuto buone sensazioni e i riscontri che cercavo per impostare il lavoro dei prossimi mesi in vista della maratona agli Europei di Zurigo, il mio vero obiettivo».

Come da pronostico, Pertile si è portato subito al comando della gara che si è svolta nel Parco San Giuliano, accompagnato fino al terzo chilometro da Luca Solone, vincitore lo scorso anno e poi secondo al traguardo in 33’18”. Per Ruggero una prova controllata e in progressione, terminata tra gli applausi dei presenti.

Tanti gli appuntamenti che hanno visto in pista e in pedana gli atleti gialloblù nel week end. Fra i vari risultati conseguiti, merita di essere segnalato il doppio secondo posto ai Societari allievi di Vicenza di Eleonora Calzavara nel martello (53.49) e di Luisa Sinigaglia nel giavellotto (41.39).

 

 

Nella foto Ruggero Pertile taglia il traguardo alla CorriMestre

 

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7 maggio 2014 3 07 /05 /maggio /2014 20:23

Vito Massimo Catania, l'uomo colorato (Elena Cifali)

 

Elena Cifali ha scritto questa breve nota, ispirata ad un post di Vito Massimo Catania sul suo profilo facebook (6 maggio 2014). dove si legge:  "Amici e fratelli runner, prima di giudicare qualcuno abbiate almeno il buon senso di conoscere la persona, e giusto che voi parlate di me, perché io di voi non so niente e ne voglio sapere, pensate che io vivo dentro una sfera di cristallo; mi sta bene come mi sta bene che pensiate che io giochi sporco per non usare un altro termine, però vi chiedo un favore, come qualcuno si permette di scrivere in privato"Sei un atleta finito..." mi dispiace deluderti potevo chiudere Messina anche in 5 ore, ma con l'orgoglio e l'amore che o sempre messo in ciò che faccio, io c'ero e l'ho chiusa ma lei dov'era....
Per chiudere sono sempre a disposizione perché non o nulla da nascondere e cammino sempre a testa alta
"

Elena ispirata da queste parole così scrive

 

(Elena Cifali) Caro Vito, Il tuo sfogo, il tuo rammarico mi hanno toccata nel profondo.

Conosco perfettamente i sentimenti che stanno attraversando tutto il tuo essere in queste ore: rabbia, delusione, tristezza, pessimismo. Sono sentimenti ai quali ormai mi sono abituata. 

Poco fa, al termine del mio allenamento mi si è avvicinata una persona e con fare di scherno dice ad altri presenti d’aver fatto un pessimo allenamento, e poi continua con questa frase: “Mi sento come Elena, quando fa le 6 ore e corre a 8 minuti al chilometro”.

Questa frase non solo mi ha lasciata stupita, ma mi ha anche offesa nel profondo.

Avrei voluto replicare, giustificare le mie andature lente nelle ultra e non solo. Avrei potuto spiegare a questa persona che non ha mai gareggiato su una distanza superiore alla mezza maratona che per fare le ultra i ritmi sono più lenti e che… e che… e che … con una serie infinita di bla-bla-bla e ancora bla.

Ho preferito mettermi in macchina, accendere la radio e andare via cantando.

Non frequento, né mi sforzo di frequentare le persone che non mi piacciono, quelle che non hanno stima di me.

Vito Massimo Catania, l'uomo colorato (Elena Cifali)Vedi, carissimo Vito, alcune persone parlano senza cognizione di causa, altre parlano solo per ferire, altre ancora parlano attraverso i filtri dell’invidia e della gelosia.

Domenica scorsa ho subito notato la tua assenza alla gara di Terrasini, avrei potuto mandarti un messaggio e chiederti il perché, ma non l’ho fatto.
Non l’ho fatto perché non volevo darti l’onore di rispondermi, non volevo che tu ti sentissi in dovere di darmi una spiegazione, di giustificarti in qualche maniera. Il senso di rispetto che ho verso di te passa anche attraverso il silenzio.

Ogni mattina, quando accendo il telefono so con assoluta certezza che ci sarà un messaggio di saluto da parte tua.
Non salti un giorno, spesso nel cuore della notte mi scrivi una semplice frase che mi da gioia e serenità.

Tu sei una persona colorata, una persona speciale, un eletto.

Lo sei e basta, senza se e senza perché, e se qualcuno non vede tutto ciò in te è perché le persone speciali si riconoscono solo fra di loro.

 Non lasciare che nessuno turbi la tua serenità, il tuo equilibrio. Consegna al nulla i messaggi negativi, blocca le persone che ti fanno stare male.

Insisti a vivere nell’amore e nella gioia che Cristo ti dona.
La tua fede, così radicata, ti ha aiutato e continua ad aiutarti nei momenti peggiori della tua vita e sicuramente ti supporta nei momenti più belli e sereni.

Lascia agli altri il compito di giudicarti, ma non dare loro importanza, sii come il vento che asciuga anche le lacrime più salate.

Riempi le nostre vite di tutti quei sorrisi e di quegli abbracci che ci fanno sentire fratelli.

Chi non vede tutto ciò è una persona grigia.

 

 

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29 aprile 2014 2 29 /04 /aprile /2014 23:32

Virgin Money London Marathon. L'atleta russa Lyliya Shobukhova al bando per doping per due anni vede cancellati i due piazzamenti conseguiti a Londra nel 2010/11Gli organizzatori della Virgin Money London Marathon hanno preso nota, con disappunto, del bando di due anni con cui l'atleta russa Liliya Shobukhova era stata penalizzata per doping e ricadente, con decorrenza dal 9 ottobre 2009, negli anni 2010 e 2011, in cui la stessa atleta fece registrare proprio alla Maratona di Londra un primo posto (2010) e un secondo posto (2011).
In conseguenza i suoi piazzamenti in quelle due maratone di Londra sono stati annullati, per effetto del bando cui l'atleta era soggetta esattamente in quel periodo di tempo.
Gli organizzatori della Maratona di Londra hanno introdotto da tempo (dal 2002) i test ematici anti-doping a cui tutti gli atleti Elite vengono sottoposti, contribuendo ativamente con le attività delldell'Agenzia britannica anti-doping, con le direttive IAAF e WADA.
Come partre del contratto che viene stipulato con gli atleti élite, in caso di doping accertato o per gli effetti delbando per doping dai campi di gaa, l'atleta è tenuto a rifondere i premi in denaro ricevuti e a restiituire ogni altro premio.
Del tuto in linea la posizzione assunta dal WMM (World Marathon Majors, l'organizzazione che include le 6 maggiori maratone del mondo che sono quelle di Boston, Chicago, New York, Londra, Berlino e Tokyo) e che, in conseguenza, applicando il suo regolamento, non inviterà ulteriormente l'atleta russa alle altre "Major".
In questa circostanza, all'atleta russa è stato contestato non tanto il fatto di essersi resa colpevole di doping in occasione delle due maratone londinesi cui lei ha partecipato nel 20100 e nel 20111, ma piuttosto il fatto di avervi partecipato malgrado la squalifica e, in qualche modo, frodando gli organizzatori. 

Di seguito i due comunicati stampa, rispettivamente della Virgin Money London Marathon e dell'organizzazione WMM.    


 

Virgin Money London Marathon was disappointed to hear the news that Liliya Shobukhova has been handed a two year doping ban by the Russian Athletics Federation (VFLA).

It notes that the VFLA has annulled Shobukhova‘s results from 9th October 2009, which includes her results in the London Marathons 2010 – 2011. If this decision is confirmed after any appeal, then it would mean that results from the years she ran in the London Marathon 2010 (1st) and 2011 (2nd) would be annulled.

Hugh Brasher, Race Director of the Virgin Money London Marathon said, “London Marathon is at the forefront of the fight against doping in our sport, and we are very proud to have been the first major marathon to introduce blood testing for all of our elite competitors, prior to each event. This mandatory blood testing commenced at the London Marathon in 2002, and has continued with all our elite competitors throughout. As one of the world’s leading marathons, we continue to work very closely with UK Anti-Doping, the IAAF and WADA with the aim of eradicating drug taking in our sport.

As part of London Marathon elite athlete contracts, any athlete found guilty of a doping offence will be required to repay any prize or appearance money.

The athlete has a right to appeal the Federation decision. London Marathon is unable to comment further until that has either expired, or any appeal has been determined.

 

About The London Marathon. The London Marathon was first run in 1981, co-founded by the late Chris Brasher, and current London Marathon Director John Disley, establishing charitable status and with six aims;

 

  • To improve the overall standard and status of British marathon running by providing a fast course and strong international competition.
  • To show mankind that, on occasions, the Family of Man can be united.
  • To raise money for the provision of recreational facilities in London*.
  • To help London tourism.
  • To prove that when it comes to organising major events, "Britain is best".
  • To have fun and provide happiness and sense of achievement in a troubled world.

 

*The London Marathon Charitable Trust - Over £50 million has now been awarded in grants to recreational and leisure causes, with more than 1,000 projects awarded grants. Amount allocated in 2013 – more than £3.6 million. Seven playing fields have been saved by The London Marathon Charitable Trust.

Over 924,650 finishers have raised, it is estimated, more than £663 million in sponsorship for numerous charities over the years. A record breaking £46.5 million was raised for good causes in the 2007 event, making the London Marathon a Guinness world record holder as the largest single annual fund raising event in the world. Amount raised for charities in 2012, £52.8 million and in 2013, £53 million. 2014 fundraising figures will be available September 2014. 35,873 (subject to ratification) runners finished the Virgin Money London Marathon on Sunday 13th April 2014.

The 2015 Virgin Money London Marathon will take place on Sunday 26th April 2015, for more information please visit www.virginmoneylondonmarathon.com

 


 

World Marathon Majors was disappointed to hear the news that Liliya Shobukhova has been handed a two year doping ban by the Russian Athletics Federation (VFLA).

It notes that the VFLA has annulled Shobukhova‘s results from 9TH October 2009, which includes her results in the London Marathon 2010 and 2011 and Chicago Marathons 2009-2012. If this decision is confirmed after any appeal then it would mean that her wins of the 2009/2010 and 2010/2011 World Marathon Major series would also be annulled.

From its inception in 2006, World Marathon Majors has been at the forefront of the fight against doping in athletics. As a part of this, WMM has provided financial support to the International Association of Athletics Federation, to help it ensure Biological Passport testing of all elite competitors. Additionally, WMM has previously agreed that any athlete found guilty of a doping offence will not be invited back to its races.

WMM events were the first major events to confirm that all elite athletes taking part in their events would be blood tested and have consistently called for wider testing by others.

As previously announced, any athlete found guilty of a doping offence will be required to repay any prize or appearance money earned at WMM events including WMM series prize money.

Nick Bitel, General Counsel of WMM said, “WMM will continue to hold a stern line and supports all measures to ensure the integrity of the athletes competing in their races. Cheats need to understand that they are not welcome in our sport and that they will be caught.”

The athlete has a right to appeal the Federation decision. WMM is unable to comment further until that has either expired, or any appeal has been determined.

For any further comments please contact:
WMM General Counsel, Nick Bitel via Penny Dain +44 7799 170433pennyd@london-marathon.co.uk

About World Marathon Majors. Established in 2006, World Marathon Majors (WMM) is a race series comprised of the Tokyo, Boston, Virgin Money London, BMW Berlin, Bank of America Chicago, and TCS New York City Marathons. In the years in which they are run, WMM also includes the IAAF World Championships and Olympic Marathons. At the conclusion of a two-year cycle, WMM offers a $1 million prize purse to be split equally between the top male and female marathoners in the world. The inaugural 2006-2007 series launched at the 110th Boston Marathon on April 17, 2006 and concluded at the New York City Marathon on November 4, 2007. The 2013-2014 series began with the Tokyo Marathon on February 24, 2013 and will conclude at the TCS New York City Marathon on November 2, 2014.


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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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