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13 febbraio 2012 1 13 /02 /febbraio /2012 11:13

Migidio Bourifa a Roma maratona 2011 - 2Si apre una nuova stagione, l’ennesima, nella lunga carriera di Migidio Bourifa, maratoneta professionista già tre volte Campione Italiano della classica distanza. Nonostante abbia festeggiato solo lo scorso 31 gennaio 43 anni la voglia di vivere l’agonismo all’alto livello è ancora tanta, così come quella di vincere ed essere protagonista in una prossima maratona primaverile.

Da sottolineare che nel 2011 è stato il secondo maratoneta nelle liste italiane così come risulta dalla Maxi-Classifica 2011 della rivista Correre che ha censito tutti i quasi 36.000 maratoneti italiani.

Dunque Bourifa, dietro al solo Ruggero Pertile, con il 14° posto assoluto alla maratona di Boston chiusa in 2h13’45”(primo europeo e dunque primo italiano sul traguardo) è sempre uno dei leader e punto di riferimento del popolo dei maratoneti, sempre più ampio nel nostro Paese.

Proprio per questo il portacolori dell’Atletica Valle Brembana ha preso una breve periodo di pausa presso l’azienda di abbigliamento sportivo dove è impegnato e ha deciso di fare le valigie per qualche settimana.

Oggi è il giorno di partenza per uno stage d’allenamento verso temperature più miti come quelle del Marocco, così come si legge dal suo nuovo blog ufficiale www.migidiobourifa.blogspot.it: “Tutto è pronto per la mia partenza per il Marocco, precisamente Ifrane. Non vado in vacanza, - scrive Migidio - ma vado in raduno per potermi allenare in condizioni climatiche e ambientali favorevoli, cosa che qui a Bergamo ora risulta difficile”.

La voglia non manca, anche se il pensiero non potrà staccarsi più di tanto dalla famiglia: “Sono abbastanza motivato anche se, ancora una volta, sarò solo e stare lontano per così tanti giorni dalla mia famiglia è un sacrificio. Martina, mia figlia, mi mancherà molto. Ha da poco compiuto un anno, ancora non cammina, magari inizierà a farlo in questi giorni di mia assenza...spero di no, non vorrei perdermi questo momento”.

Il pensiero di Migidio, che approfitterà fino alla data di rientro prevista del 24 febbraio per fare un carico di lavoro importante in termini di chilometri e qualità con almeno due allenamenti al giorno, è anche per i suoi tanti tifosi, così sempre sul suo blog svela una divertente curiosità di quanto accaduto nel febbraio scorso durante il soggiorno a Ifrane: “Attiverò il mio PC e internet, speriamo che la connessione sia abbastanza buona per riuscire a  tenermi in contatto con tutti voi, per poterci così "raccontare" le mie giornate. Seguitemi… sono sicuro che avrò da raccontarvene delle belle. Vi accenno che l'anno scorso mi volevano in sposo di una ragazzina, mi sono salvato in contropiede, ma quest'anno sarò più preparato a questi "imbrogli"...A presto dal Marocco!”.

Bourifa scappa dunque dal freddo e dal ghiaccio di questi giorni che rende impossibile fare allenamenti di qualità, con la solita convinzione di poter eccellere nella maratona primaverile in programma.

 

Ufficio Stampa Migidio Bourifa

Cesare Monetti

www.atleticaweek.it

www.migidiobourifa.blogspot.com

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7 febbraio 2012 2 07 /02 /febbraio /2012 19:40

AntiboOggi, 7 febbraio 2012, alle 17.30 nei locali del CUS di Palermo, ha avuto luogo il festeggiamento per il 50° compleanno di Totò Antibo (nativo di Altofonte, Palermo), la "gazzella bianca" del Fondo italiano, perchè fu l'uomo che - all'apice della sua stagione agonistica - riusciva a battere i Keniani, conquistando persino in una stessa occasione l'oro nei 5000 e nei 10.000 metri (a Spalato, Campionati Europei).

Quello che segue è un contributo di Mimmo Piombo (Presidente Lega Uisp Atletica Sicilia), pubblicato su SiciliaRunning.it.

(Mimmo Piombo) 7 febbraio 1962 data magica, nel piccolo comune Altofonte nasce un uomo che correrà più forte degli atleti keniani, che correrà più forte di tutti gli atleti "bianchi", che correrà per l'Italia regalando alla nazione grandi successi e "pesanti" medaglie.

Nasce Salvatore Antibo da tutti chiamato Totò, il mitico Totò che con le sue gesta atletiche infiammava gli stadi, con lui in gara era una continua sorpresa di continui strappi che  fiaccavano i più forti avversari, con lui in gara il motto era sempre chi ha più birra vada avanti o taccia.
Da anni ormai un Italiano non primeggia più nella corsa regina del fondo -  i 10.000 metri - specialità in cui Totò detiene ancora il record nazionale ormai datato 1989.
Oltre vent'anni sono passati ed ancora nessun italiano è riuscito a spodestare dal trono Totò.
La favola della gazzella di Altofonte ebbe una brusca frenata ai mondiali di atletica, in un rovente e maledetta serata di fine agosto del 1991 al  National Olympic Stadium  di Tokyo   in Giappone durante la finale dei 10000 metri, davanti a milioni di spettatori, il segreto nascosto di Totò diventò pubblico il cosi detto "piccolo male" che lo costrinse prematuramente ad appendere le scarpette chiodate al chiodo.
Oggi a Totò vanno i migliori e sinceri auguri di buon compleanno e di una vita serena insieme alle persone che gli vogliono bene  - e credetemi sono tante…
Un augurio infine a tutti noi amanti dell'atletica, nella speranza che nasca presto un altro atleta che abbia la forza di Antibo e che riesca nuovamente a farci sognare, soffrire e godere.
Godere delle sue prestazioni come quel "27 minuti e 16 secondi", ottenuto nei 10.000 metri da Salvatore Antibo e che dal 1989 è record italiano imbattuto… Un record che è anche nostro…

Nota biografico-sportiva. Sino alla fine della scuola media ha praticato il calcio, dopodiché a 17 anni ha conosciuto Gaspare Polizzi che lo ha indirizzato al fondo. Ottenne risultati eccellenti già da junior, arrivando alla medaglia d'argento nei 5.000 m ai Campionati europei juniores del 1981 e all'ingresso nella categoria seniores ha raggiunto subito livelli eccellenti, fino al raggiungimento delle vette massime: i Giochi olimpici e i Campionati del mondo.

Infatti nel periodo 1989-90 è stato tra i i migliori fondisti del mondo, ultimo europeo prima che gli africani prendessero definitivamente il dominio nella categoria.

Alle Olimpiadi di Barcellona del 1992 giunse quarto nei 10.000 metri dopo essere stato per un breve lasso di tempo medaglia di bronzo: venne infatti data, ma successivamente rimossa, una squalifica al marocchino Khalid Skah, vincitore della prova, il quale si era accordato con un suo connazionale mentre lo doppiava, affinché quest'ultimo ostacolasse il corridore keniota Richard Chelimo, con cui si stava giocando la vittoria.

Lo ha costretto al ritiro una forma di epilessia che già lo aveva colpito da giovanissimo, e che si manifestò nuovamente proprio nel corso della finale dei Campionati mondiali di Tokyo nel 1991.

Nel suo palmarès, da sottolineare la medaglia d'argento ai giochi del 1988 nei 10000 metri, il terzo posto agli Europei del 1986 nei 10.000 metri, la medaglia d'oro agli Europei del 1990 nei 5.000 metri e nei 10.000, la Coppa del Mondo del 1989 nei 10.000, un terzo posto nei 5.000 metri alla Coppa Europa del 1987, un secondo posto dei 10.000 metri nello stessa competizione, un primo posto nei 5.000 due anni più tardi e infine la Coppa Europa del 1991, sempre nei 5.000 metri.

Curiosamente non ha mai vinto un titolo italiano.

Record personali

5.000 m: 13:05.59 (record italiano) (1990)

10.000 m: 27:16.50 (record italiano) (1989)

 

Nel videoclip, la finale dei 10.000 metri ai Campionati Europei di Spalato.


 
 
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5 febbraio 2012 7 05 /02 /febbraio /2012 07:08

Biathlon.jpg(Eurosport) Tragedia nel mondo degli sport invernali: il 46enne altoatesino Hubert Leitgeb, mentre stava praticando sci alpinismo assieme al cognato, è stato travolto da una valanga in Val Pusteria (Bolzano). E' accaduto sabato 4 gennaio 2012.  

Tragedia in Val Pusteria, dove due scialpinisti sono stati travolti da una valanga vicino al confine con l’Austria e sono deceduti.

Si trattava di Hubert Leitgeb (46 anni) e di suo cognato Lorenz Keim (43), entrambi altoatesini.

Leitgeb era stato uno dei componenti della squadra azzurra di Biathlon degli anni ’90 e aveva partecipato a due edizioni delle Olimpiadi invernali (Albertville,1992, e Nagano, ‘98), nonché a quattro Mondiali (’88, ’95, ’96 e ’97).

Nella Coppa del Mondo di Biathlon aveva ottenuto una vittoria in carriera, nel 1994 a Canmore (Canada), ritirandosi poi al termine della stagione 1997/'98.

 

Il biathlon (dal greco δία, dia [due], e αθλος, athlos [prove]) è una specialità dello sci nordico nella quale i partecipanti competono in due discipline, il tiro a segno con la carabina e lo sci di fondo. Tale sport invernale consiste nel percorrere nel minor tempo possibile un percorso prefissato sugli sci da fondo, sostando a un numero variabile di postazioni di tiro; ogni errore con la carabina comporta una penalità. La distanza da percorrere e il numero delle sessioni di tiro variano a seconda delle tipologie di gara, che possono essere tanto individuali quanto a squadre.

Storicamente, il biathlon rappresenta l'evoluzione in disciplina sportiva di pratiche militari e venatorie.

Il biathlon si distingue da altri sport dal nome simile, che a loro volta accoppiano due discipline: il duathlon, sport estivo che unisce la corsa con il ciclismo, e il biathle, disciplina che deriva dal pentathlon moderno e unisce corsa e nuoto.

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4 febbraio 2012 6 04 /02 /febbraio /2012 21:17

Ruggero_Pertile_-Vivian-.jpgPertile, "il Keniano", è tornato. Ruggero domenica avrebbe dovuto correre la Mezza maratona delle Due Perle, rinviata per maltempo: «Peccato, ma sull’altipiano di Eldoret sono state quattro settimane intense. Ora sono pronto per una grande stagione»

Nel week-end torna in pedana Anna Giordano Bruno, a Udine. E a Pescantina i fratelli Garavello guidano la squadra di Assindustria.

Avrebbe dovuto correre fra le Due Perle, cercando il tris dopo le vittorie del 2009 e del 2011. Invece l’esordio stagionale di Ruggero Pertile, previsto per domenica, è stato rinviato di qualche settimana, perché la mezza maratona ligure è stata spostata all’11 marzo, come da annuncio ufficiale di giovedì sera da parte degli organizzatori, a causa del maltempo.

«E’ un  peccato, perché tenevo ad esserci ed ero pronto anche a cercare il record della corsa. Vorrà dire che rimanderò il mio debutto, anche se ancora non ho fissato un appuntamento, anche perché sono appena rientrato dal Kenya» spiega il campione di Assindustria.

Già, Ruggero ha appena trascorso 26 giorni ad allenarsi sull’altipiano di Eldoret: finirà che lo chiameranno «il keniano»… «Magari – scherza Pertile – vorrebbe dire che corro forte come gli specialisti africani. In effetti, ormai ho trovato una mia regolarità in questo tipo di esperienza: è la sesta volta che torno in Kenya, un paese in cui si ha la possibilità di “respirare” la corsa ogni giorno e in cui ho potuto confrontarmi direttamente con la voglia di emergere che hanno gli atleti del posto. E’ un’esperienza che ho potuto fare anche grazie ad Alì, la catena di supermercati che da sempre mi sostiene e che non mancherò mai di ringraziare».

Anche se in Veneto la neve ha causato meno problemi rispetto a quello che è successo in altre regioni, al ritorno «Rero» ha comunque trovato un clima tutt’altro che ideale per prepararsi in vista di una prossima maratona in primavera. «E’ così, avrei preferito trovare qualche grado in più. Proprio per cercare condizioni migliori parteciperò al raduno federale in programma a San Vincenzo dal 9 al 18 febbraio. Anche in funzione di quell’impegno valuterò dove rientrare con una gara, in preparazione di una maratona da affrontare con un certo anticipo prima dei Giochi Olimpici di Londra».

Se Pertile rimanda il debutto, altri atleti di Assindustria saranno invece subito chiamati all’appello. Anna Giordano Bruno, reduce dalla vittoria infrasettimanale all’Indoor Classic di Vienna, guiderà la spedizione gialloblù nella riunione al coperto di Udine, domenica. Nello stesso giorno, i fratelli Antonio e Riccardo Garavello capitaneranno la squadra nel Cross di Pescantina, seconda prova dei campionati di società assoluti. Altri atleti del club saranno poi in pista sabato nell’impianto indoor dello stadio Colbachini, in una manifestazione dedicata al salto in alto femminile e al lungo maschile per allievi e assoluti.

 

Nella foto (Vivian) Ruggero Pertile: è pronto a tornare in pista

Visita www.assindustriasport.it e www.maratonasantantonio.it

Per informazioni: Ufficio Stampa Assindustria Sport Padova

tel 049 8227114 – fax 049 8227164

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2 febbraio 2012 4 02 /02 /febbraio /2012 07:56

DSC08094.JPGNel corso del 2011, Giorgio Calcaterra ha ottenuto la miglior prestazione Mondiale dell’anno nellla 100 km. Ma di questo si è già parlato in altre sedi e circostanze.

Di seguito ecco un breve elenco degli altri italiani che nel 2011 si sono posizionati nei primi 10 posti assoluti delle specialità riconosciute dalla IAU e cioè 50 e 100 km, 6, 12, 24 e 48 ore, più la 6 giorni di corsa.
2° nella 100km maschile, Alberico De Cecco con 6.28.47;
6^ nella 100km femminile, Monica Carlin con 7.45.28
4° nella 6 ore maschile, Marco Boffo con 85,153km;
2° nella 48 ore maschile, Tiziano Marchesi con 413,638km (questo risultato per 8 giorni è stato oltre alla miglior prestazione Mondiale dell’anno, anche il record Mondiale di categoria AM40, battuto dall’americano Philip McCarthy con 414,148km, cioè solamente 510mt);
3^ nella 6 giorni femminile, Monica Barchetti con 705, 259km (questa rappresenta anche miglior prestazione nazionale assoluta).

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28 gennaio 2012 6 28 /01 /gennaio /2012 09:41

Campionato-del-mondo-100-km-2011-Winschoten 6182Il concorso indetto dalla IAU "Athletes of the Year" (ATY) 2011, relativo per le elezione degli atleti dell'anno - uomini e donne - che si siano distinti nelle diverse discipline dell'ultramaratrona, ha decretato la "schiacciante" vittoria in campo maschile del nostro campione Giorgio Calcaterra. Come è noto, Giorgio Calcaterra ha dominato il Campionato del mondo 2011 di 100 km su strada a Winschoten, concedendo un atteso e meritato bis, a distanza di tre anni dopo il suo primo titolo iridato di Tarquinia del 2008.

In campo maschile Giorgio ha riscosso il 43,4% dei voti.

A suggellare quello che possiamo definire un trionfo del movimento italiano, almeno in campo maschile, segnaliamo un altrettanto importante secondo posto di Ivan Cudin, vincitore per la seconda volta consecutiva della Spartathlon 2011.

Di seguito il comunicato ufficiale della IAU a firma di Nadeem Khan, indirizzato alle Federazioni Nazionali e ai componenti dell'esecutivo IAU.

Dear Friends,
I wanted to thank you for taking the time to vote for the Athletes of the Year 2011. The nomination list was very impressive and we had several outstanding performances by our athletes last year.
The votes, as you know, were based on your 1st, 2nd and the 3rd choices with each one getting the appropriate points. (1st-5points, 2nd-3points, 3rd-1point).
The winners of ATY 2011 are: Giorgio Calcaterra (ITA) and Lizzy Hawker (GBR). They got 43.4% and 30.2% of the votes respectively.
 
Top 3 Athletes:
Men:
Giorgio Calcaterra (ITA) 43.4%
Ivan Cudin (ITA) 14.3%
Erik Clavery (FRA) 11.8%
Women:
Lizzy Hawker (GBR) 30.2%
Marina Bychkova (RUS) 17.1%
Mami Kudo (JPN) 16%
 
I do want to thank every one of you for promoting the sport in your respective national federations and continuing to bring out the talent you do to our international competitions. 
I wish you the very best for the 2012 season. Please contact me if you have any questions. Take care and my best wishes. See you all in Italy for the 100km Worlds!
 
cheers
Nadeem Khan
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24 gennaio 2012 2 24 /01 /gennaio /2012 14:54

giordanobruno_assind2011-Colombo-Fidal-.jpgA Udine, esordio stagionale a 4.40 metri per Anna Giordano Bruno la primatista italiana del salto con l’asta: è il minimo «B» per i Giochi.  Giordano Bruno: "Ora Londra è più vicina". E a Padova sorprende la baby Molinarolo. Assindustria in evidenza anche a Montebelluna, nella prima fase dei campionati invernali di lanci, con i successi di Purgato e Friso

Londra è più vicina. All’esordio stagionale Anna Giordano Bruno non sbaglia.

A Udine, la primatista italiana del salto con l’asta vola subito a 4.40 metri, prestazione che conferma il minimo «B» per i prossimi Giochi Olimpici, per lei che, nella passata stagione, aveva già raggiunto il minimo «A» valicando l’asticella a 4.50, lo scorso 10 luglio a Vicenza.

Al PalaBernes, impianto che già altre volte in passato le aveva portato fortuna, la campionessa di Assindustria Sport Padova ha qualche incertezza soltanto in apertura, con un errore alla misura di ingresso di 3.90 e uno a 4 metri. Poi vola via spedita, superando senza problemi 4.20, 4.30 e 4.40 metri. Per Anna, anche un tentativo a 4.46, ma senza successo, stessa sorte che tocca ai due buoni assalti al 4.52 previsto dai criteri di partecipazione per i prossimi Mondiali indoor di Istanbul: ci riproverà la prossima volta.

A Udine erano peraltro in gara anche diversi suoi compagni di maglia. E le buone prestazioni non sono mancate: Virginia Morassutti, che nel prossimo fine settimana affronterà i Tricolori di prove multiple, si è imposta nei 60hs allieve (8”90); nella stessa prova, ma tra gli juniores, ha vinto Edoardo Zagnoni, capace di bloccare il cronometro dopo 8”21. Tra gli assoluti, invece, il successo è andato a Jacopo Scotti Ferro, che taglia il traguardo della finale in 8”29, dopo aver corso in 8”03 in batteria.

Detto della prova di Anna Giordano Bruno, va aggiunto che sempre nel salto con l’asta c’è stato un altro risultato degno di nota nel week end: lo ha ottenuto Elisa Molinarolo a Padova, allo stadio Colbachini, sorprendendo tutti. Non ha ancora 18 anni, viene dalla ginnastica artistica e ha iniziato da poco a saltare, tant’è che questa era la sua prima prova indoor. Ha però oltrepassato i 3.70 metri, misura che acquista ancora più rilievo se si pensa che questa giovane allieva di Marco Chiarello ha migliorato di 40 centimetri il suo personale, dopo aver fatto solo tre gare nel 2011. E’ un nome su cui scommettere, insomma.

Così come vale la pena di dar fiducia ad Alberto Vella, primo nell’asta maschile con 4.60 metri, proprio davanti a Chiarello (4.40).

A Montebelluna era invece di scena la prima fase dei campionati invernali di lanci.

Una delle migliori prestazioni tecniche della giornata è arrivata da Maddalena Purgato, prima nel giavellotto con 47.72 metri.

Un’affermazione che fa il paio con quella raccolta dal suo compagno di società Michele Friso nel martello giovanile, con 51.59.

 

 

Nella foto (Colombo/Fidal) Anna Giordano Bruno

Visita www.assindustriasport.it 

Per informazioni: Ufficio Stampa Assindustria Sport Padova tel. 049 8227114 – fax 049 8227164

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14 gennaio 2012 6 14 /01 /gennaio /2012 21:37

In un videoclip Katia Figini, nota al mondo sportivo per le sue esperienze di trail running iniziate nel 2008 e per aver completato nel corso del 2011 il Progetto Run for women (5 gare di trail estremo nei cinque continenti), iniziate dopo un approccio al mondo della corsa avvenuto solo nel 2002, racconta le sue esperienze.

"Anche il deserto può insegnarti qualcosa"

 

 


 

TRAIL RUNNING – COMPETIZIONI

  • 2011 - 8ª Classificata North Face 100, Blue Mountains, Australia - 100km tappa unica D+ 4500 mt.
  • 2011 - 1ª Classificata (2° assoluta) - Deserto di Atacama, 230 km in 8 tappe tra i 2500/4400 mt.
  • 2010 - 1ª Classificata - Desert Oman Raid - 170km D+ 6000mt. in 5 tappe
  • 2010 - 1ª Classificata - Deserto del Sahara - 250Km in 6 tappe in autosufficienza
  • 2010 - 2ª Classificata - Trail Gorrei, Acqui Terme (Piemonte) - 40km
  • 2010 - 1ª Classificata - Gran Raid Sahara (Deserto del Mali, Africa) 209 km in 5 tappe
  • 2009 - 1ª Classificata - Trail delle Terre Rosse – 37 km
  • 2009 - 1ª Classificata (2° assoluta) - Trail dei Balcani, Bulgaria - 130km in 5 tappe
  • 2009 - 2ª Classificata - Trail di San Zaccaria – 25Km D+ 1500mt.
  • 2009 - 4ª Classificata - Deserto della Namibia - 250Km in 6 tappe in autosufficienza
  • 2009 - 3ª Classificata Fenera Run - 25Km
  • 2009 - 1ª Classificata Donne Trail della Merla - 18+40 km D+ 2000mt.
  • 2008 - 1ª Classificata (4° assoluta) - Desert Oman Raid - 120Km in 4 tappe.
  • 2008 - 3ª Classificata Finestre di Pietra - 30Km

PROGETTO RUN FOR WOMEN
5 deserti in 5 continenti entro un anno.
GARE REALIZZATE

  • Ottobre 2010 - AFRICA - Deserto del Sahara - 250 km in 6 tappe autosufficienza
  • Novembre 2010 - ASIA - Oman Race - 170 km in 5 tappe
  • Marzo 2011 - AMERICA del SUD - Deserto di Atacama, Cile - 232 km in 8 tappe (tra i 2500 e i 4400 mt. di altitudine).
  • Maggio 2011 - OCEANIA – Australia, Blue Mountains – 100km tappa unica.
  • Giugno 2011 AMERICA del NORD - Colorado Mountains – 150 km in 4 tappe in autosufficienza

ALTRI SPORT
1991-1995 KARATE - COMPETIZIONI SPORTIVE (cintura Nera II Dan)
1991 1ª classificata Camp. Italiano Cat. Cadette
1991 1ª classificata Camp. Italiano Cat. Speranze
1991 1ª classificata Camp.Regionale Karate
1991 1ª classificata Camp.Regionale Karate Cat. Speranze
1991 1ª classificata Camp. Reg. Lombardo Kumite Cat. Cadetti
1995 1ª classificata Campionato Nazionale Italiano Speranze F.I.Ta.K - C.R. Lombardia
1991 3ª classificata Camp. Regionale Karate – Kumite Speranze
1992 1ª classificata Camp. Nazionali di Karate AICS – Kumite Cat. Speranze Cad. Kg. 50
1992 1ª classificata Camp. Regionale Karate FITAK c.r.l. – Kumite Cat. speranze
1992 2ª classificata Campionato Nazionale Italiano Juniores
1992 2ª classificata Camp. Regionale Karate F.I.Ta.K. c.r.l. – Kumite Cat. Juniores
1993 1ª classificata Camp. Reg. Italiano Speranze F.I.Ta.K C.R. Lombardia
1993 3ª classificata Camp. Italiano Juniores Kumite
1994 1ª Camp. Reg. Karate - Kumite Seniores
1994 2ª Camp. Reg. Italiano Juniores F.I.Ta.K
ESTERO
1ª classificata 10° Coupe Internazionale Ville de Porto-Vecchio – Francia
3ª classificata 9° Coupe Internazionale Ville de Porto-Vecchio - Francia
3ª classificata 11° Coupe Internazionale Ville de Porto-Vecchio - Francia
3ª classificata 11° Coupe Internazionale a squadre Ville de Porto-Vecchio - Francia

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13 gennaio 2012 5 13 /01 /gennaio /2012 00:23

Abebe_Bikila_maratona_olimpica_Roma_1960.jpgAbebe Bikila (1932-1973) è uno dei miti della Maratona: atleta di grandissimo valore è passato alla storia della Maratona ed è entrato nel mito. Tutti coloro che si avvicinano allesperienza della maratona, siano atleti di grandissimo valore, siano dei semplici amatori, non possono non aver in mente, accanto al mito dell'emerodromo Fidippide, la figura del grande Dorando Pietri, di Zatopek detto la "locomotiva umana" e, infine, quella di Abebe Bikila, l'Etiope degli altopiani che conquistò l'oro olimpico in maratona ai Giochi di Roma nel 1960, correndo a piedi scalzi.

La corsa a piedi nudi dell'Etiope rimane uno degli episodi che ha scritto a caratteri cubitali uno dei miti fondanti della Maratona moderna e che collega con un filo rosso i diversi personaggi citati: uomini che divennero eroi e che entrarono nella leggenda.
Abebe Bikila è stato un grandissimo della maratona e quella gara corsa a Roma nella notte di una torrida estate del 1960, a piedi scalzi, rimase memorabile.
Dissero poi che, a corsa finita, dalla pianta dei piedi gli tolsero di tutto, sassolini, ramoscelli, schegge di vetro: eppure, anche nel finale, Abebe procedeva leggero e spedito come una gazzella.
Abebe dichiarò ai giornalisti che gli chiedevano perchè avesse corso a piedi scalzi (pensando erroneamente che la sua nazione non avesse investito abbastanza soldi per comprargli le scarpette da corsa) che la sua corsa a piedi scalzi era stata un modo umile e coraggioso per ricordare ed onorare il suo popolo povero e senza mezzi, in cui tanti erano costretti per necessità di cose a camminare senza calzature appropriate.

Abebe Bikila, inoltre, rappresenta un esempio di grandissima levatura tra i disabili. Avendo primeggiato da normalmente abile e rimasto privo dell'uso delle gambe a seguito di un grave incidente automobilistico si dedico con passione e tenacia ad altri sport (ping pong, tiro con l'arco, corse su slitta), partecipando a numerose gare e partecipando ai Giochi paralimpici di Monaco del 1972 nel Tiro con l'arco.

 

bikilabigAbebe Bikila (propriamente Bikila Abebe o Bichila Abbebe; Mout, 7 agosto 1932 – Addis Abeba, 25 ottobre 1973) è stato un atleta etiope, due volte campione olimpico nella maratona, un'impresa riuscita solo al tedesco orientale Waldemar Cierpinski, oro ai Giochi di Montreal 1976 e a quelli di Mosca 1980.

Agente di polizia e guardia del corpo personale dell'imperatore Haile Selassie, Abbebe Bichila (è invalso ormai l'uso di seguire la norma etiope nominando prima il cognome - Abbebe - e poi il nome - Bichila), nato a Mout in Etiopia, divenne un eroe nazionale dopo aver vinto la medaglia d'oro nella XVII Olimpiade.

Ai Giochi della XVII Olimpiade, svoltisi a Roma nel 1960, Bikila corse e vinse l'intera distanza della maratona senza scarpe. L'etiope partì senza scarpe per una precisa scelta tecnica concordata con il suo allenatore. Bikila, divenne il simbolo dell'Africa che si liberava dal colonialismo europeo, la prima medaglia d'Oro del continente africano alle Olimpiadi.

Quattro anni dopo Bikila si presentò in condizioni di forma peggiori alle Olimpiadi di Tokyo 1964. Era stato operato di appendicite sei settimane prima della gara e perse tempo da dedicare agli allenamenti. In questa occasione gareggiò con le scarpe, e vinse nuovamente. Bikila divenne il primo campione olimpico a bissare la vittoria nella maratona, stabilendo anche il miglior tempo mondiale sulla distanza.

Ai Giochi Olimpici estivi del 1968, tenutisi a Città del Messico, Bikila subì le conseguenze dell'altitudine, degli infortuni e dell'età. Fu costretto a ritirarsi dalla gara prima della fine.

Nel 1969, Bikila stava guidando nei pressi di Addis Abeba quando ebbe un incidente. Rimase paralizzato dal torace in giù.Nonostante le cure e l'interesse internazionale non riuscirà più a camminare.

Pur impossibilitato nell'uso degli arti inferiori non perde la forza di continuare a gareggiare: nel tiro con l'arco, nel ping pong, perfino in una gara di corsa di slitte (in Norvegia).

Partecipò inoltre ai Giochi Pralimpici di Monaco nel 1972 nel tiro con l'arco. Morì l'anno successivo, all'età di 41 anni, per un'emorragia cerebrale. Lo stadio nazionale di Addis Abeba è stato dedicato in suo onore.

Nel film di John Schlesinger Il maratoneta (The Marathon Man), in diverse scene Dustin Hoffman osserva il video di Bikila che corre e taglia il traguardo dello stadio olimpico, mentre sue foto sono appese alla parete.

A testimonianza del grande significato simbolico delle imprese di Abebe Bikila, sulla sua lapide nel cimitero di Addis Abeba, dove è sepolto, le incisioni sono in tre lingue, amarico, italiano e giapponese.

In suo onore si è costituito il comitato "Bikila 2010" per i festeggiamenti del cinquantenario dalla vittoria olimpica di Bikila a Roma '60, mentre a Ladispoli il 19 marzo 2010 è stato intitolato all'atleta un ponte pedonale.

Il vincitore della maratona di Roma 2010, Siraj Gena, per onorare i 50 anni dalla vittoria delle Olimpiadi del 1960 ha tagliato il traguardo senza scarpe (ottenendo peraltro un compenso di €5.000 da parte di uno sponsor per questo gesto).

 

Un video che racconta la Maratona di Roma del 1960

 

 


 
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9 gennaio 2012 1 09 /01 /gennaio /2012 15:54

Venturi_Roberto_.jpgRoberto Venturi (ASD La Lumega Vergato) è un runner e ultramaratoneta non udente. Molti sicuramente lo avranno conosciuto in svariati campi di gara. Arriva, fa la sua gara (sempre con risultati più che dignitosi e, ogni tanto, con qualche buon piazzamento) e se ne torna a casa. E' animato da una grandissima passione per la corsa che persegue a costo di grandi sacrifici; visto che deve dividersi tra figli, moglie, due genitori anziani, ma ciò nonostante c'è sempre. Roberto afferma che la corsa, l'essere presente, classificarsi al traguardo finale senza sentirsi sfiniti, sono tutte cose che lo ripagano della fatica e dei sacrifici, e l'aiutano a superare lo stress della vita quotidiana. 

Si allena e corre da solo (anche in gara): dice, infatti, che la sua sordità non lo aiuta ad entrare in contatto con gli altri podisti che, come del resto la maggior parte delle persone, non hanno gli strumenti essenziali per poter comunicare fluidamente con un non udente.

Quella che segue è una bella presentazione che Roberto Venturi ha scritto di se stesso e del suo anno podistico appena trascorso, tra passione, sacrifici, fatica, ma anche tanta soddisfazione.

 

Roberto Venturi, che vive a Sasso Marconi (Bologna), il 31 dicembre ha chiuso l’anno podistico a Calderara di Reno (Bo) con la maratona di San Silvestro. L’ultramaratoneta sassese nell’arco dell’anno ha preso parte a 32 gare.

Di queste 16 sono state le maratone su strada sulla classica distanza di 42,195 km su strada in queste località: Napoli (miglior tempo del 2011 con 3:03:45), Verona, Piacenza, Brescia, Roma, Messina (2° posto nel campionato italiano sordi e per pochissimo ha sfiorato il primo posto), Milano, Padova, Porto San Giorgio (FM), Suviana (BO), Arona (NO),  Verbania, Salerno, Palermo, Reggio Emilia, Pisa e Calderara di Reno (BO).

5 sono state maratone ed ecomaratone di 42,195 km su sterrato e montagna nelle seguenti località: San Benedetto sul Tronto (AP) con percorso tutto su circuito sabbioso, Busana (RE) con una cima molto ripida che è il Monte Ventasso a 1.720m., Montealbano di Carmignano (PO), in cui ha conquistato il 3° posto assoluto, Forlì (2° posto assoluto) e Cuneo.

11 sono state ultramaratone, tra le quali la 100 km del Passatore da Firenze a Faenza, una 12 ore in pista a San Giovanni Lupatoto (VR) in cui ha percorso 112,347 km (arrivando al 2° posto, ma mancando il titolo di vice-campione d’Italia di specialità 12 ore su pista, poichè non era tesserato IUTA (una gara che per lui è risultata molto faticosa per lui rispetto ad altri atleti, in quanto loro correndo potevano parlarsi e farsi forza, oppure ascoltare musica che è noto, è uno stimolo nei momenti critici. Lui, invece, era da solo poiché è sordo).

Delle altre ultramaratone, 3 sono state delle 6 ore in circuito su strada: Banzi (PZ) km 61,988, Curinga (CZ) con l'importo di km 65,890 (entusiasmante per risultato 15° posto assoluto, ma ancor più per la premiazione sul palco accanto ad alcuni atleti nazionali e campioni di ultramaratona) e San Benedetto sul Tronto (AP) con l'importo di km 63 (su di un circuito da ripetere sul molo del porto). 2 gare di 50 km a Castelbolognese (RA) e a Pistoia (la classicisssima Pistoia-Abetone).

1 gara di 47 km su sterrato a Traversara di Bagnacavallo (RA).

1 ecomaratona montagna di 43,5 km a  Corniglio (PR).

1 gara trail di 49 km a Rocca San Casciano (FC).

1 gara skymarathon di 44,5 km da Senale (BZ) a Rumo (TN): è questa è stata per lui la gara più bella di tutte per le montagne sino a 2.500m e i brividi che si provavano a correre sul ciglio della scarpata.

L’atleta sassese non è una velocista, ma nelle lunghe distanze si fa rispettare.

In totale, solo in gara, ha percorso 1.573 km, sommando più o meno 40 km a settimana di allenamento, non di più di tanto per via di per impegni familiari.

Nel marzo scorso avrebbe dovuto partecipare alla 110 km del deserto nel Sahara in Tunisia, ma all’ultimo momento la gara è stata annullata per motivi di sicurezza a causa della rivolta della popolazione locale.
Roberto Venturi è un atleta che non usa alcuna sostanza chimica.

E’ abituato a non prendere medicine neanche quando ha la febbre o mal di testa ecc... Non prende mai niente né prima né durante né dopo la gara.

Si ferma solo nei punti di ristoro a bere per reidratarsi. A lui non interessa la competizione; arrivare primo in classifica o fare la gara  in meno tempo.

Pensa solo ad arrivare al traguardo o a percorrere più chilometri (nel caso delle gare a tempo) in base al suo ritmo senza essere sfinito.

A volte gli è capitato di realizzare un buon tempo ed ottenere una buona posizione, ma ciò è dipeso dall’andamento degli altri atleti.

Da 8 anni è insieme ad una persona sorda che stima moltissimo.

Si sono sposati ed hanno due bambini (rispettivamente di 6 anni e 16 mesi) anche loro sordi.

La loro è una bella famiglia e la moglie di Roberto è una donna molto comprensiva:  sa della passione che Roberto ha per le gare e gli lascia fare questo sport che ama moltissimo.

Per questo, Roberto le è molto grato.

Non è facile allevare 2 bimbi sordi.

Sono molto più impegnativi rispetto ad altri ed è necessario molto tempo da dedicare alle visite per le protesi uditive, alle riunioni scolastiche, agli incontri con i logopedisti, agli allenamenti di minibasket per il più grandicello; però, Roberto e la moglie ci stanno riuscendo bene.

Anche i genitori di Roberto sono sordi e anziani: e, quindi, anche loro a volte hanno bisogno perché non sono molto autonomi.

Così, Roberto si divide tra i suoi genitori e la famiglia ed tutto molto faticoso.

Anche lo sport gli porta via molto tempo ma non riesce a smettere perché è spinto da una passione grandissima e la pratica assidua (e soprattutto la partecipazione alle gare) gli permette di scaricare la tensione e svagarsi un po'.

Non saprebbe rinunciare a questo.

Per partecipare alle gare viaggia sempre da solo.

A volte lo accompagna suo padre, ma poichè questi non ha la patente, a Roberto tocca guidare sempre.

Anche gli allenamenti Roberto li fa sempre da solo, perché - essendo sordo - gli altri atleti lo mettono un po' in disparte.

A volte, si alza alla 4.00 di mattina ed affronta parecchie ore di viaggio per raggiungere la località di gara, ma lo fa volentieri perché la passione per questo sport supera la fatica ed i sacrifici.

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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            Elena Cifali   Eleonora Suizzo
   
   
   
   
   
   

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