Overblog Tutti i blog Blog migliori Sport
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
16 marzo 2012 5 16 /03 /marzo /2012 01:19

Yassine-Rachik-8-camp-ita-cross-junior.jpgYassine Rachik, diciottenne portacolori dell’Atletica 100 Torri di Pavia questa mattina alla Roma-Ostia half marathon si è laureato Campione italiano Junior. E’ il secondo titolo tricolore sulla distanza di mezza maratona (21,097 km) dopo quello conseguito nell’ottobre scorso alla maratonina di Cremona ed è pure il secondo titolo nel 2012 dopo quello conseguito nel campionato italiano junior di cross a fine gennaio.  

Rachik ha vinto in 1h06’31”, un crono che sbriciola il precedente primato personale di 1h07’34” conseguito sempre a Cremona. La Roma-Ostia è stata oggi la sua seconda esperienza in una mezza maratona, lui specialista dell’atletica in pista in particolare dei 5000 metri dove detiene un primato di 14’02” fatto nel 2011. Oggi alle sue spalle in seconda posizione si è classificato Daniele D’Onofrio in ritardo di 19” e terzo Santo Giannitto che ha finito la gara distanziato parecchio in 1h10’21”.

“Il mio obiettivo era vincere, l’avevo già detto settimana scorsa – ci ha confidato a fine corsa Rachik - Sono molto soddisfatto perché ci sono riuscito, tenevo a questo titolo tricolore. Non è stato facile, la gara è stata tirata e per vincere mi sono dovuto superare. Non m’aspettavo di poter battere di così tanto il mio primato personale. Credo di aver fatto una corsa tatticamente intelligente, avevo alle spalle Daniele D’Onofrio e ho tentato di distanziarlo, volevo tenerlo a distanza di sicurezza, almeno cento metri. Invece ho visto che stava lì dietro di me e stavamo già andando forte, ho dovuto dare tutto quello che avevo soprattutto nella seconda parte”.

Rachik è arrivato terzo tra gli junior in gara, primo tra i pretendenti al titolo italiano, battuto solo da due forti keniani: Limo Kiprop che è arrivato terzo assoluto in 59’55” ed Eric Ndiema, settimo assoluto, sul traguardo in 1h01’15”. La RomaOstia è stata vinta da Philemon Kimeli Limo nello strepitoso tempo di assoluto livello mondiale di 59’32”, mentre il titolo italiano assoluto di mezza maratona è andato a Stefano La Rosa che ha concluso la sua gara in 1h02’15”.

Ora inizia la vera stagione dell’atletica e Yassine con il titolo italiano di maratonina in tasca ha le idee chiare: “Non ho assolutamente preparato questa gara, due giorni fa in allenamento ho fatto ripetute veloci, 8x1000 metri, il mio obiettivo a breve termine ora sono i Campionati italiani di società di Cross che si correranno a Correggio domenica prossima 4 Marzo. Dopodiché forse farò la 5 Mulini per concludere la stagione delle campestri. In Aprile preparerò le gare in pista, voglio scendere a 13’40” sui 5000 metri per essere competitivo anche a livello internazionale dove voglio arrivare a vincere. Il mio manager Federico Rosa saprà senza dubbio trovare una gara adatta alle mie caratteristiche per fare questo tempo. Il lavoro di questo inverno ora sta pagando, non mi fermo di certo. Ho tanta voglia di vincere ancora”.

 

SILVANO CHESANI CAMPIONE ITALIANO INDOOR DI SALTO IN ALTO – Silvano Chesani che ha gareggiato con la maglia delle Fiamme Oro ma tesserato come civile con l’Atletica 100 torri si è laureato ad Ancona Campione Italiano Indoor di salto in alto saltando 2,31 metri. Misura di caratura internazionale che lo lancia prima verso Istanbul (Mondiali indoor), e poi verso Londra (minimo olimpico A centrato in pieno). "C'è ancora qualche problemino tecnico da risolvere - le parole di Silvano Chesani - soprattutto nella fase di valicamento dell'asticella, ma i risultati cominciano ad arrivare. L'esperienza di questi ultimi mesi, tra i Mondiali di Daegu e i meeting fatti in giro in queste settimane, mi ha insegnato che posso anche io ambire a certe quote". (Fonte Fidal)

 

Cesare Monett
i
Ufficio Stampa 100 Torri
m. 380.3114270 
cesare.monetti@atleticaweek.it

 

 

CLASSIFICA JUNIOR ROMA OSTIA 2012

Pos.

Pos. M/F

Pos. Cat.

Pett.

Cognome Nome

Societa'

Naz.

Cat.

Tempo

 3 

 3 

 1 

 7 

LIMO KIPROP

 KENIA 

 

 JM 

 00:59:55 

 7 

 7 

 2 

 4 

NDIEMA ERIC

 KENIA 

 

 JM 

 01:01:15 

 35 

 35 

 3 

 29 

RACHIK YASSINE

 ATL. CENTO TORRI PAVIA 

 

 JM 

 01:06:31 

 38 

 37 

 4 

 512 

D'ONOFRIO DANIELE

 ATLETICA GRAN SASSO SSD A R.L. 

 

 JM 

 01:06:50 

 93 

 87 

 5 

 53 

GIANNITTO SANTO

 A.S. DILETT. GENESIS 

 

 JM 

 01:10:21 

 115 

 108 

 6 

 247 

LOREFICE VINCENZO

 ATLETICA VIRTUS ACIREALE 

 

 JM 

 01:11:40 

 168 

 156 

 7 

 221 

SIMONETTI SALVATORE

 ATL. VALMONTONE 

 

 JM 

 01:13:46 

 936 

 885 

 8 

 2642 

MANGIA VALENTINO

 POD.S.GIOV.A PIRO G.POLICASTRO 

 

 JM 

 01:25:32 

 2377 

 2255 

 9 

 9767 

GABRIELLI PAUL

 S.S. LAZIO ATLETICA LEGGERA 

 

 JM 

 01:33:20 

 3633 

 3417 

 10 

 7744 

MONTESI MARCO

 ALTO LAZIO A.S.D. 

 

 JM 

 01:38:16

 

 

 

 

Condividi post
Repost0
15 marzo 2012 4 15 /03 /marzo /2012 19:37

Monica Casiraghi in dirittura di arrivo alla Maratona di Siracusa 2012 - Foto di Maurizio Crispi(Fonte: Walter Todaro, su SeregnoInforma) Monica Casiraghi e Roberta Orsenigo. Una operaia, l’altra giornalista, entrambe brianzole: il 22 aprile corrono il Mondiale di cento chilometri a Seregno. La loro «ricetta» per vincere: «La “cento” è una corsa con te stessa e con il tuo dolore». 
«Per vincere devi lasciare le ossa sulla strada. Niente è impossibile». Testa da marine in un fisico esile con i capelli biondi raccolti in una coda. Quarantadue anni di Missaglia, Monica Casiraghi, campionessa mondiale ed europea di cento chilometri (che vuol dire oltre cento mila passi di corsa) ha le idee chiare: «Quando corri una cento chilometri sei tu e la fatica. Devi reggere fino al traguardo». E, con questo spirito, Monica, domenica 22 aprile, sarà al via della cento chilometri a Seregno. Per andare, ancora una volta, oltre i propri limiti. E, quest’anno, alla ricerca del titolo di campione mondiale ed europeo.
L’anno scorso in Olanda, ai mondiali di Winschiten, non c’era («Ero impegnata in una gara di cento miglia, 160 chilometri, sull’Isola di Mors in Danimarca»), «ma quest’anno non potevo non correre l’ultimo campionato del mondo nella “mia” Seregno». Appendi le scarpette al chiodo? «No, non ci penso nemmeno. Il mio obiettivo è vincere il mondiale di 24 ore a settembre in Polonia. Nel 2010 sono arrivata secondo con il record italiano, 232 chilometri. Ma non voglio lasciare con un secondo posto. Ci penso, lo sogno il mondiale di 24 ore. E poi nessuno al mondo ha mai vinto il mondiale di cento e di 24 ore». «Tigern Kassi», dove «Kassi» sta per Casiraghi. Così la chiamarono i russi nel 2003 agli europei di Chernogolovka quando Monica conquistò l’argento e fermò il cronometro a 7 ore e 28, record italiano ancora imbattuto. 
Per i comuni mortali già pensare di portare a termine una maratona sembra un’impresa epica. Ma per lei no. A sentirla parlare sembrerebbe una cosa facile, che non costa poi così tanta fatica: «Quando sto bene sette ore volano. È meno faticoso di una giornata di lavoro», dice con un sorriso. L’unico «aiutino» che si concede arriva dal suo iPod: Vasco Rossi, l’inseparabile amico che non l’abbandona mai, nemmeno nei momenti di massima fatica. E da sua mamma, «la Pinuccia», la sua prima fan.
La Cento è una corsa con te stessa e con il tuo dolore. Quasi trenta le maglie azzurre vestite ai mondiali e agli europei per la Casiraghi. La prima nel 1999. Per Roberta Orsenigo, invece, il prossimo 22 aprile, sarà l’esordio in Nazionale. Quarantacinque anni, di Paderno d’Adda, una decina di chilometri da dove vive Monica, Roberta lo scorso ottobre ha esordito col botto nella sua prima «cento»: con il tempo di 8 ore e 42 minuti ha vinto la terza edizione della cento chilometri delle Alpi, da Torino a Saint Vincent, sul percorso che ha ospitato la prima ultramaratona d’Italia nel lontano 1963.
Monica fa l’operaia in un'officina meccanica («Nove ore al banco di rettifica, dalle 7.30 alle 17.30») e corre «da sempre, racconta. A 21 anni ho realizzato il mio grande sogno: a New York ho corso la mia prima maratona e non mi sono più fermata». Nel 2001 a Cleder, in Francia, conquista la prima medaglia italiana individuale nella cento chilometri, un bronzo, poi il mondiale nel 2003 e, due anni dopo, il titolo europeo.
Roberta è giornalista presso un giornale locale e fa la mamma. Ha ripreso a correre da poco, nel 2006, e ha vinto la «Monza–Resegone» nel 2009 (con un secondo posto nel 2010) e la maratona «Milano – Pavia» nel 2010. Quest’anno poi, oltre alla vittoria alla «Torino - Saint Vincent», la Orsenigo è arrivata davanti a tutte anche nella «50 Km lungo l'Adda» e nella «6 Ore» di Seregno.
Entrambe, in queste settimane, hanno in mente un solo obiettivo: prepararsi al meglio per la «cento» mondiale. E per farlo, da un anno, si allenano e corrono insieme. A luglio hanno corso la «Marathon Trail» del lago di Como, 106 chilometri da Como a Menaggio, passando per tutte le montagne più importanti della zona. «Dopo 19 ore di corsa, sulla discesa finale, al buio in mezzo a un bosco, eravamo quarte - ricorda Roberta - Monica mi chiese di tirare ancora. “Non voglio restare giù dal podio”, urlò. Io non ce la facevo più, mi sono messa a piangere per la rabbia. Monica, però, non mollava, insisteva. Così ho spento la luce della lampada frontale, ho raccolto tutte le mie energie e sono partita in quarta con Monica alle spalle. “Se mi ammazzo mi avrai sulla coscienza”, le ho gridato. Abbiamo chiuso al terzo posto». Per correre cento chilometri servono cuore, gambe, fiato ma soprattutto testa. «Devi avere una forte motivazione – prosegue Roberta - perché a volte, quando la fatica sembra insostenibile, ti chiedi “Cosa ci faccio qui?”. E la risposta è che devi farlo perché per mesi ti sei alzata alle cinque e mezza del mattino per essere sulla strada». Ma come fai a trovare queste risorse dentro di te? «Quando fai una “cento” devi crederci e sconfiggere la paura, interviene MonicaSpesso ho vinto solo con la testa. Nel 2006, ad esempio, in Olanda mi sono aggiudicata un europeo in volata dopo sette ore e mezza di corsa. O ancora l’anno scorso a Seregno. A metà gara ero in testa, ma stavo andando in crisi. Non ne avevo più. Però quando Francesca Marin mi ha superata, l’ho guardata negli occhi e le ho detto: “Ti aspettavo”. E non l’ho mollata. In quel momento lei, che fisicamente stava meglio di me, ha avuto un crollo psicologico. A dieci chilometri dall’arrivo mi disse: “Sei arrivata fino a qui, adesso devi vincere”. E sono andata al traguardo da sola».

A cosa pensate durante la gara? «A niente, risponde RobertaA volte, addirittura, durante la gara ho delle crisi di sonno. La corsa è un check-up continuo con il mio corpo finché a un certo punto non provo più niente. Ci sono solo io e la strada. Solitudine e dolore sono i miei compagni di viaggio. Devi imparare a stare solo per tante ore e ad accettare il dolore. E a superare le crisi, le difficoltà. Come nella vita».

 

Condividi post
Repost0
14 marzo 2012 3 14 /03 /marzo /2012 12:42

Karnazes- web00704photobySanremoRunners-224x300(Fonte: Franco Ranciaffi, www.sanremorunners.it) Atleti della Sanremo Runners Diego Di Toma e Federico Marchi hanno partecipato a Milano ad un incontro con Dean Karnazes, 48 anni, il mitico “The Ultramarathon Man” (www.ultramarathonman.com).

Noto in tutto il mondo per le sue imprese – come la vittoria nella Badwater (corsa a quasi 50°C nella Valle della Morte, California), il coast to coast di corsa dal Pacifico all'Atlantico ovvero da San Francisco a New York 5000 chilometri in 70 giorni, l’esperienza di una “24 ore” su tapis roulant, la maratona del Polo Sud a –40° e le 50 maratone in 50 giorni consecutivi negli Stati Uniti –  il campione americano ha parlato delle sue esperienze agonistiche e dello stile di vita e di alimentazione; negli Stati Uniti è un personaggio di assoluto rilievo, secondo il Times Magazine è una delle 100 persone più influenti al mondo; la first lady americana, Michelle Obama, lo ha assunto come promotore di uno stile di vita più sano, con particolare riguardo ai bambini.

Di-Toma Karnazes web0002photobySanremoRunners-300x224In particolare Dean Karnazes si è intrattenuto con Diego Di Toma, già tre volte nella squadra nazionale italiana di ultramaratona, parlando di preparazione, di alimentazione e della specialità della 24 ore. “The Ultramarathon Man” ha fatto gli auguri a Di Toma per il Campionato Mondiale di 24 ore, in programma il prossimo settembre in Polonia, per cui l'atleta della Sanremo Runners ha già ricevuto la preselezione dalla nazionale.

Marchi Karnazes web002photobySanremoRunners-300x238Federico Marchi, su invito del presidente nazionale, ha portato a Dean Karnazes il saluto ufficiale della IUTA (l'associazione italiana di ultramaratona e trail), nel cui organigramma è stato recentemente nominato per l'area comunicazione.

DiToma Arcelli wen0002photobySanremoRunners-300x224E' stato interessante sentire direttamente dalla voce di uno degli ultramaratoneti più famosi al mondo i sui metodi di allenamento e l'approccio alle gare – hanno commentato Diego Di Toma e Federico Marchi – Dean ha saputo raccontarsi in maniera semplice, portando la sua esperienza di campione. E' stato anche un modo per scoprire che l'ultramaratona venga considerata negli Stati Uniti, come uno degli sport più spettacolari e seguiti dal pubblico americano”.

All'incontro, che si è svolto presso la Sala Buzzati di RCS di Milano, erano presenti anche il vicedirettore generale della Rai, il direttore della Gazzetta dello Sport, e il celebre medico dello Sport Enrico Arcelli.

Nelle foto: Il fuoriclasse Dean KARNAZES con Diego DI TOMA e con Federico MARCHIDiego DI TOMA con il mitico dottor Enrico ARCELLI.


Condividi post
Repost0
8 marzo 2012 4 08 /03 /marzo /2012 15:38

Juliette-savini_by-franco-ranciaffi.jpgUn ottimo articolo, grazie anche alla estrema precisione statistica di Franco Ranciaffi.(Franco Ranciaffi. Fonte:: Sanremo Runners) Juliette Savini (Sanremo Runners) in Sudafrica corre la maratona in 3h28:44 e conquista la migliore prestazione italiana stagionale di categoria e quella stagionale ligure assoluta.

Cape Town (Sudafrica). Archiviata la straordinaria stagione 2011, Juliette Savini (Sanremo Runners), 54 anni, ha ripreso l’attività agonistica con il debutto stagionale alla The Ocean Basket Bay to Bay di 30 km e alla Capestorm Red Hill Marathon con il crono di 3h44:44 in gennaio, mentre ora conquista un importante riscontro cronometrico nella 45th Cape Peninsula Marathon.

Quest’ultimo è un evento popolare e partecipativo (2061 classificati, di cui 574 donne) anche perché è una corsa qualificativa per la celebre Old Mutual Two Oceans Marathon,disputata con partenza alle 5:15 da Green Point, esterno dello stadio che ha ospitato la recente Coppa del Mondo di calcio, con conclusione nell’area sportiva del Simons Town Naval Sports Field di Cape Town. Un percorso ondulato con due leggere salite ai km 3 e 9, quindi la maggiore asperità una salita al km 16,5 (60 m slm), e la seconda mezza maratona totalmente altalenante con variazioni tra i meno 15 m e i 2 m slm. 

E, alla, fine scopri la Juliette Savini che non ti aspetti.

L’atleta che difende i colori della squadra bianco-azzurra di Sanremo infatti, alla sua 37esima maratona in carriera, ha registrato un riscontro cronometrico di 3h28:44 che mette in evidenza molteplici riscontri:

  1. è la prima volta che corre una maratona sotto il muro delle 3h30:00;
  2. è il nuovo primato personale, precedente 3h30:06 a Durban nel 2004;
  3. è il nuovo primato sociale;
  4. è la seconda prestazione di categoria (50-54 anni) della storia in Liguria (il primato è 3h28:06 nel 2010);
  5. è il nuovo primato di categoria (50-54 anni) della storia della provincia di Imperia (il precedente della stessa atleta);
  6. è la settima prestazione assoluta femminile della storia della provincia di Imperia;
  7. quest’anno, al momento, è la migliore prestazione di categoria (50-54 anni) della stagione in Italia, queste le migliori nove maratonete italiane:
  •  
    • 3h28:44  Juliette SAVINI 1957 (Sanremo Runners) Simons Town RSA
    • 3h42:15  Giovanna Zappitelli 1962 (Luco dei Marsi AQ) Crevalcore 06/01
    • 3h58:36  Rosa Maurici 1958 (Pass.Corsa Ribera) Siracusa 29/01
    • 4h10:27  Marisa Facchini 1962 (Gpa Luchesina) Crevalcore 06/01
    • 4h22:16  Liliana Cusumano 1960 (Olimpus Agrigento) Siracusa 29/01
    • 4h23:38  Raffaella Gada 1959 (Atletica Brindisi) Napoli 29/01
    • 4h37:46  Rita Esposito 1960 (Napoli Nord Marathon) Napoli 29/01
    • 4h42:40  Giovanna Penazzo 1961 (Pro San Pietro Sanremo) Napoli 29/01
    • 4h45:54  Nunzia Patruno 1962 (Barletta Sportiva) Napoli 29/01

Infine, Juliette ha vinto la classifica di categoria di questa corsa, la Cape Peninsula Marathon, a Simons Town, così le migliori con l’indicazione dell’età:

  •  
    • 3h28:44  Juliette SAVINI (Sanremo Runners) 54 anni
    • 3h37:45  Tilda Krugmann (Sudafrica) 53
    • 3h45:52  Maria Wareing (Sudafrica) 51
    • 3h49:04  Anne Pool (Sudafrica) 50
    • 3h50:48  Sanet Visser (Sudafrica) 52
    • 3h57:22  Lorraine Rogers (Sudafrica) 52
    • 3h57:34  Matilda Le Roux (Sudafrica) 50
    • 3h59:23  Elizabeth Bax (Sudafrica) 51

Questa è la terza partecipazione consecutiva a questa maratona. In precedenza ottenne 3h43:26 (17esima nel 2010), 3h33:51 (23esima nel 2011) e 3h28:44 (16esima nel 2012);

Così le migliori donne nella Peninsula Marathon 2012: 1. Bulelwa Mtshagi (32 anni) 2h59:57, 2. Ursula Frans (43) 3h06:06, 3. Michelle Dreyer (33) 3h07:16, 4. Julia Jansen (29) 3h09:16, 5. Helette Basson (37) 3h16:28, 6. Theresa Brand (38) 3h16:56,… 16. Juliette SAVINI (54) 3h28:44 ecc. seguono 558 donne.

Tra i 1487 uomini classificati vittoria in 2h17:16 di Mthandazo Qhina, 27 anni.

 

Condividi post
Repost0
8 marzo 2012 4 08 /03 /marzo /2012 08:41

messi.jpg(Fonte: www.ilpost.it) Ieri, l'argentino Lionel Messi, considerato il miglior calciatore del mondo ha battuto il record di gol segnati in una sola partita di Champions League. 

Ieri il Barcellona ha battuto 7-1 il Bayer Leverkusen negli ottavi di finale di Champions League e Lionel Messi ha segnato cinque gol: tanti quanti nessun giocatore aveva mai segnato in una sola partita nel più importante trofeo calcistico continentale. Lionel Messi ha solo 24 anni ed è vicino a diventare il più grande marcatore di tutti i tempi nella storia del Barcellona. Ha vinto il Pallone d’Oro lo scorso anno e per la terza edizione consecutiva. In questa stagione ha segnato finora 48 gol in 42 partite totali, 11 nelle 7 partite di Champions League.

 

Condividi post
Repost0
7 marzo 2012 3 07 /03 /marzo /2012 16:21
DSC02032.JPG DSC02175

L'abbruzzese Alberico Di Cecco (ASD Farnese Vini Pescara), ex-azzurro di maratona e selezionato a far parte della nazionale italiana che rappresenterà l'Italia ai prossimi Campionati del Mondo 100 km che si terranno a Seregno il prossimo 22 aprile, ha tagliato vittorioso il traguardo della 58 km del trasimeno, con un'eccellente condottta di gara. In seconda posizione nella gara, sin dall'inizio, dietro all'ucraino Evgenni Glyva e e ben distaccato dal gruppetto costituito da D'Innocenti, Caroni, Palladino, dal 40 km è andato in rimonta, erodendo progressivamente il vantaggio acquisito da Glyva, peraltro in leggera crisi, malgrado la sua leggerezza iniziale (ma Glyva, per sua dichiarazione, era alla Strasimeno per un testo in vista di successivi appuntamenti di ultramaratona nel corso dell'anno: forse anche per lui è atteso il Mondiale 100 km). Attorno al 46° il sorpasso, con un ultimo scatto: l'Ucraino sentendo il fiato di Alberico Di Cecco sul collo, ha girato la testa e, in un attimo, è avvenuto il sorpasso, mentre Glyva - a vista d'occhio - veniva risucchiato indietro e Alberico guadagnava ulteriore terreno, senza per questo rallentare l'andatura.

Senza crisi, Alberico è arrivato alla piazzetta posta davanti al Castello dei Duchi della Corgna di Castiglione del Lago vittorioso ed incontrastato, dopo una bella ed esemplare condotta di gara, con il crono di 3h36'05 e in vantaggio di 3'57" sull'ucraino che, per quanto in crisi, manteneva la sua posizione, chiudendo in 3h40'02". Alberico, pieno di gioia ed esultanza (non ostentate, tuttavia), ha dichiarato all'arrivo: "Oggi mi sono laureato 'ultramaratoneta'. Questa è la prima ultramaratona che ho portato a termine, con piena consapevolezza ed esportando nell'ultra tutta quella che è stata la mia esperienza anche tattica nelle maratone.."

Sotto la canotta societaria, Alberico indossava una maglia tercnica bianca sui cui era scritto in rosso "A Te la gloria".

Evidentemente, questo è stato il mantra che ha supportato Alberico nella sua corsa; espressione di una religiosità profonda che si è accentuata dopo alcune sue vicissitudini esistenziali molto provanti e che condivide, peraltro, con il suo coach/preparatore Enzo Melatti che lo ha aiutato a traghettarsi in questa bella ed esaltante esperienza di avventure nel mondo delle ultramaratone.

Qualcuno di mia conoscenza, ha chiesto ad Alberico: "Ma cosa significa questa scritta?"

Domanda di scarso valore, perchè chiunqe - anche non religioso - è in grado di intenderne il senso profondo.

A volte il temperamento litigioso non aiuta a cogliere simili sfumature (e la persona che ha posto tale domanda tende ad esserlo) e, forse, se soltanto avesse conosciuto il famoso romanzo di Graham Green (Il Potere e la Gloria) avrebbe potuto intendere il senso del messaggio.

Dietro la semplice frase enunciata, c'è - è ovvio - una più articolata preghiera e questa può essere di supporto nella fatica di un atleta credente; in questo senso, può indubbiamente rientrare tra le tante tecniche mentali che ampliano la resilienza (cioè la ressitenza mentale allo sforzo protratto nel tempo), ma - nel caso di Alberico Di Cecco -  il bello di questa "lode" tessuta o disegnata sulla sua maglia tecnica è che si riconette a tecniche ausiliarie delle preghiera che si avvalgono di molti mezzi per far sì che le parole pronunciate o scritte ascendano al Cielo: suono di campane e campanelle, il fumo dell'incenso bruciato nei turiboli, il vento nel caso delle invocazioni vergate nelle bandiere di preghiera delle culture orientali. In questo caso, si potrebbe pensare che il vapore acqueo della traspirazione abbia continuamente trascinato con sé le parole dell'invocazione, dando un potere ancora maggiore alla cogente invocazione trascritta sul tessuto.

Condividi post
Repost0
7 marzo 2012 3 07 /03 /marzo /2012 00:50

Pertile--2-.jpgRuggero Pertile sfiora il suo primato personale. Il campione di Assindustria si è classificato dodicesimo in 2h10’06” alla Lake Biwa Marathon di Otsu, in Giappone: è il suo secondo miglior tempo di sempre: «Ho pagato un momento di flessione verso il 25° chilometro ma ho capito che ai Giochi Olimpici di Londra potrò dire la mia»

Non è arrivato il primato personale, ma la prestazione dà fiducia in vista dei Giochi Olimpici di Londra. Ruggero Pertile ha chiuso al dodicesimo posto la Lake Biwa Marathon di Otsu, in Giappone, tagliando il traguardo dopo 2 ore 10’06”. E’ il suo secondo miglior risultato di sempre sui 42 chilometri e 195 metri, a soli 13” dal 2 ore 09’53” realizzato a Torino 2010, e va valutato anche in rapporto alle cattive condizioni atmosferiche di una giornata fredda, con 5° di temperatura massima alle 13 locali, pioggia e vento a disturbare gli atleti. Il campione di Assindustria Sport Padova è stato il secondo europeo all’arrivo.

«Ho avuto un momento di flessione subito dopo il venticinquesimo chilometro - racconta l’atleta di Villanova di Camposampiero - quando la corsa si è accesa sotto la spinta di Daba e Manza. In quel momento ho perso il contato con il gruppo di giapponesi che si giocavano la qualificazione per Londra e ho dovuto proseguire da solo. Mi sono trovato contro vento, con la pioggia un po’ più forte del solito, mentre davanti quel gruppetto si è organizzato per andare all’inseguimento di quelli che avevano seguito i favoriti. Forse un po’ più di concentrazione in quella fase mi avrebbe consentito di correre e arrivare con quei giapponesi che hanno corso fra le 2 ore 08’44” e le 2 ore 09’16”. In questo momento la mia condizione è sicuramente buona, ma non sono al top, come vorrò essere per Londra. Oggi ho capito, però, che a ritmi intorno a 3’ al chilometro posso correre e ai Giochi Olimpici ne farò tesoro per interpretare al meglio la gara e andare alla ricerca di un piazzamento da finalista, come a Daegu».

A imporsi è stato il Keniano Samuel Ndungu, che, dopo essere stato utilizzato più volte come pacemaker in anni precedenti, si è aggiudicato la prova con una condotta di gara da esperto maratoneta, pur essendo al debutto sulla distanza. Ha infatti preso in mano la corsa dopo che i favoriti, Nicholas Manza (2 ore 06’34” di primato personale a Rotterdam) e l’etiope Bekana Daba (2 ore 07’04” a Houston) avevano acceso la gara, con un chilometro corso in 2’51”, non appena il lavoro dei pacemaker era terminato al 25° (1 ora 15’23” il passaggio).

La loro scaramuccia è durata qualche chilometro per poi esaurirsi in un'azione progressivamente sempre più spenta (alla fine si sono ritirati) che ha consentito al gruppetto degli inseguitori di riagganciarli e quindi a Ndungu di involarsi, prima assieme al sorprendente polacco Henryk Szost (2 ore 07’39” alla fine con un miglioramento di 2’ rispetto al precedente PB) e al marocchino Abdellah Taghrrafet (2 ore 08’37”), e poi in solitaria fino al traguardo, raggiunto nel tempo di 2 ore 07’04”, secondo crono di sempre in questa maratona.

La Lake Biwa Marathon, che si è corsa quando in Italia erano le 4 e mezza di notte, ha evidenziato ancora una volta la tradizionale qualità delle maratone giapponesi e la competenza organizzativa, con 12 uomini sotto le 2 ore 10’10” e 20 sotto le 2 ore 14”, nonostante le cattive condizioni climatiche.

Nella foto: Ruggero Pertile

Visita www.assindustriasport.it e www.maratonasantantonio.it

Per informazioni: Ufficio Stampa Assindustria Sport Padova tel. 049 8227114 – fax 049 8227164

 

 

Condividi post
Repost0
1 marzo 2012 4 01 /03 /marzo /2012 14:11

pertile traguardo

Ruggero Pertile va all'assalto del Giappone. Il campione di Assindustria è a Otsu, dove domenica affronterà la Lake Biwa Marathon: «Tutto procede per il meglio, punto a un grande tempo». Intanto, venerdì e sabato la Maratona S.Antonio farà tappa col suo stand a Treviso.

E’ in Giappone da lunedì scorso. Il lasso di tempo necessario per smaltire le otto ore di fuso orario e prepararsi al meglio per l’ultima fatica di questo livello prima dei Giochi Olimpici di Londra. Ruggero Pertile è pronto per affrontare la Lake Biwa Mainichi Marathon, in programma domenica a Otsu, esattamente sei mesi dopo i Mondiali di Daegu, quando fu il primo europeo al traguardo. La gara partirà alle 12.30 locali, le 4 e mezza di notte in Italia.

«Tutto procede per il meglio – racconta il campione di Assindustria Sport – proprio ieri ho svolto l’ultimo lavoro di un certo peso prima della gara e ho buone sensazioni. C’era una leggera pioggia e le previsioni dicono che troveremo una situazione simile anche domenica, ma qui a Otsu, nella parte centro-meridionale del paese, siamo vicini al lago e le condizioni possono cambiare da un momento all’altro. La temperatura, invece, è attorno ai dieci gradi, ideale per correre».

«Rero» ha scelto questa gara essenzialmente per due ragioni: «Mi serviva una corsa che cadesse presto nel calendario, in modo da avere margini di recupero in vista del 12 agosto, data della maratona olimpica. Inoltre so che è una prova molto veloce e ben organizzata, in cui poter provare a realizzare il mio primato personale: lo dico per esperienza diretta, dato che l’ho già affrontata nel 2005, quando viaggiai su tempi record prima di scontrarmi con un muro di vento negli ultimi chilometri, chiudendo all’ottavo posto. E gli organizzatori hanno garantito la presenza di tre lepri che assicureranno un ritmo sotto ai tre minuti al chilometro». 

In questi giorni vive la vigilia al Biwaco Hotel, assieme agli altri top runners «ma – tiene a precisare – ho svolto i miei allenamenti da solo e non so dire in quali condizioni siano gli altri. Di certo mi aspetto una gran gara, perché a partire dal keniano Nicholas Manza, che vanta un primato personale attorno alle 2 ore e 06’, ci sono atleti di livello. E poi ci sono tutti i migliori specialisti giapponesi, perché per loro l’evento, che è a invito, vale anche come prova di selezione olimpica. Il cibo? Non mangio in albergo ma fuori: ho cercato di non cambiare le mie abitudini prima della gara e quindi mangio “all’italiana”». 

A tifare per lui gli amici di Alì, la catena di supermercati che da sempre lo sostiene, e, ovviamente, tutta Assindustria Sport, la sua società. Nel fine settimana, peraltro, lo staff del club e della Maratona S.Antonio sarà presente con il suo stand all’interno dell’expo della Treviso Marathon, venerdì dalle ore 13 alle 19 e sabato dalle 10 alle 19, al centro sportivo de La Ghirada, in strada dei Nascimben. Nell’occasione ci si potrà iscrivere alla corsa su strada padovana di domenica 22 aprile: e, per chi approfitterà dell’opportunità, è in omaggio anche un simpatico gadget. 

Nelle foto Ruggero Pertile taglia per primo il traguardo alla Turin Marathon 2010

Visita www.assindustriasport.it e www.maratonasantantonio.it

Per informazioni: Ufficio Stampa Assindustria Sport Padova tel. 049 8227114 – fax 049 8227164

Condividi post
Repost0
27 febbraio 2012 1 27 /02 /febbraio /2012 21:27

BaranziniDaniele Baranzini con i suoi "concept Run" si propone di portare avanti la corsa di lunga durata come impegno, come sfida con se stessi, come esperienza, spogliandola in parte dell'agonismo spinto, come non necessario e futile rispetto al nocciolo più interno dell'endurance che si può assaporare, correndo in solitaria, come lui ha fatto e lontano dalle luci della ribalta. In questo senso Daniele Baranzini sta alla corsa di lunga durata un po' come Henry David Thoreau, uno dei maestri del pensiero liberatario americano, diede i fondamenti di pensiero - con il suo Walden ovvero la vita nei boschi a personaggi intrepidi e avventurosi come Jack London ed Ernest Hemingway.

Se Daniele Baranzini con i suoi concept run, propone l'idea della corsa di endurance come avventura solitaria, nello stesso vuole lanciare il messaggio di uno sport pulito che, nell'afforntare imprese estreme, ma sostenibili, rifugge dal fare ricorso ad aiuti chimici di ogni genere.

Ecco, di seguito, alcune confidenze di Daniele Baranzini, qualche giorno dopo la conclusione del suo Concept Run Ultramaggiore.

Ora sto scrivendo quello che ho vissuto "dentro la Concept Run Utramaggiore"... Quasi sicuramente, ci sarà un film serio che racconterà l'uomo e l'essenza sportiva dentro ognuno di noi... E ciò avverrà a partire dal materiale raccolto da una troupe di professinisti che ha registrato tutte le 17h14'56'' della Concept Run... Lì dentro, artisticamente parlando, c'è il mondo.. Tutto il  mio mondo interno riversato in pellicola... 
Poi aggiunge una nota tecnica: "Ho usato un paio di A1 per tutta l'Ultramaggiore - le Brooks T7 senza intersuola (da cui, cioè, ho rimosso il plantare interno, perchè non serve): peso verificato 170 gr.ammi. Eppure, anche cosi la mia resilienza sui piedi non è stata minimamente compromessa, non ho avuto ne vesciche, ne mal di piedi".
Ancora più importante, ecco la sua notazione sul doping: "Io metterei in galera i dopati... Ecco perchè ho obbligato l'équipe medica a farmi il controllo del sangue prima, dopo e durante tutto l'evento... Il messaggio è semplice: state sani, magiate pasta e carne e andate... Non vi serve altro, anche di fronte a 2 ultradistanze da percorrere assieme". 
Per Daniele, soprattutto questo secondo messaggio è importantissimo per i giovani e meno giovani...
Il libro che Daniele si propone di scrivere sarà una raccolta delle concept run che egli ha generato negli ultimi 2 anni. Prima dell'Ultramaggiore - ci confida - ha già fatto il circuito di un altro lago, ma non ha mai detto a nessuno di averlo fatto.

Fra due settimane, Daniele incontrerà Dean Karnazes a Milano e, in quest'occasione, gli farà solo una domanda: "How was your longest run? everybody knows that it was the longest distance that was run no-stop by a human being until now....".

Siamo sicuri che, in seguito - ad incontro avvenuto - Daniele vorrà raccontarci il perchè di questa domande e dirci quali saranno state le risposte di Karnazes, oltre alle sue impressioni dirette sul personaggio e lo sportivo.

Alla prossima!

 
Condividi post
Repost0
20 febbraio 2012 1 20 /02 /febbraio /2012 17:45

DSC09079.JPGGordon Nicholson (classe 1952), di origini canadesi e palermitano di adozione (anzi, per l'esattezza, cittadino di Altofonte) è giunto a Palermo, in Sicilia, spinto dalla "Provvidenza" (questo è ciò che soleva dire, essendo lui estremamente religioso). Giunto a Palermo, ha iniziato a lavorare come Chiropratico (ed era - è - un Chiropratico DOC, con laurea conseguita negli Stati Uniti) e si è sposato.

Da allora, vive ad Altofonte (la cittadina della famiglia della moglie) e lavora come Chiropratico a Palermo, dove ha avviato da tempo uno studio professionale al quale si rivolgono anche tantissimi praticanti del podismo amatoriale e di vertice.
Ha sempre avuto una grande passione per la corsa e prima di sperimentarsi nella 100 km, amava correre in solitaria su lunghissime distanze. Non era inconsueto vederlo correre a torso nudo in primavera e in estate tra Palermo e Mondello, ma anche su tragitti strasdali più lunghi (a volte sino ad Isola delle Femmine o a Capaci), inconfondibile per via della barba e deii capelli allora molto più rossi e della carnagione estrermamente chiara.
Le sue prime esperienze nella 100 sono state assieme a Boris Bakmaz, già decano della specialità di ultra e unico siciliano ad essersi lanciato anche su distanze superiori alla 100 km, come la "mitica" Cagliari-Sassari, e del quale era divenuto grande amico.

Ha partecipato anche alla Marathon des Sables, realizzando un buon piazzamento e trovandosi in squadra assieme a Lucio Bazzana.
Maniaco della preparazione e dell'allenamento con una forte tendenza nella sperimentazione anche nel campo alimentare, era capace di sottoporsi a regimi dietetici incredibili per vedere come le cose avrebbero funzionato.
La sua preparazione in vista degli appuntamenti con le Maratone e con le 100 era sempre oltremodo scrupolosa, con severe combinazioni di allenamenti in pista (in cui inseriva perfino le ripetute sui 400 metri, sino a 40 volte), su strada ed in salita (in questo, era un convinto assertore che la base del potenziamento muscolare di un buon centista fosse la corsa prolungata in salita, specie per affrontare il Passatore, con l'obbligo di dedicare una particolare cura nel prepararsi alla commutazione dell'andatura dalla salita alla discesa).
Ha concluso la 100 del Passatore cinque volte, ma ha anche partecipato all'edizione 1997 della 100 km Torino Sain Vincent: un piccolo revival dopo 10 anni di distanza dall'ultima partecipatissima edizione, in memoria dell'inventore della gara prematuramente scomparso.

IO C'ERO
NICHOLSON GORDON  (26/11/1952) n. 5 arrivi
Anno Ass Pettorale Tempo Media Km/h
1991 57 111 08:34:21.00 11.665
1993 32 2399 08:24:04.00 11.903
1994 101 32 10:36:54.00 9.421
1997 69 641 08:39:44.00 11.544
1998 144 69 11:10:12.00 8.953



Il suo obiettivo dichiarato era quello di scendere sotto il tempo delle 8 ore, dopo il primo tentativo sulla distanza dei 100 km, ma non c'è mai riuscito, perchè in questo - pur essendo scrupoloso nei suoi allenamenti - spesso si faceva prendere dall'ansia della prestazione che finiva con il compromettere il suo rendimento in corsa.
Dopo alcuni tentativi di vincere il muro delle 8 ore 30' e delle 8 ore ha abbandonato il podismo sulla lunga distanza dedicandosi principalmente alla preparazione dell'Iron Man Triathlon, che in effetti riuscì a portare a termine.
Dopo questa impresa, ha mantenuto la consuetudine della pratica sportiva, ma a ritmi più blandi.
E' stata per me una sorpresa rivederlo sul campo di gara di una gara di cross (il Capo Cross, a Capo d'Orlando, lo scorso 19 febbraio 2012).
Gordon Nicholson, come Chiropratico, ha accompagnato la Nazionale italiana ai Campionati Europei di Atletica di Spalato.
Sono molteplici gli aneddoti che potrei raccontare di lui, perchè mi ha accompagnato nelle mie prime esperienze alla 100 km del Passatore, dandomi pochi ma indispensabili consigli. Da questo punto di vista, per me, è stato indiscutibilmente un maestro.
La sua preparazione includeva anche la manipolazione di indumenti e calzature allo scopo di "personalizzarli" e renderli più idonee alle sue caratteristiche ed esigenze.
In ciò, è stato sempre un instancabile "sperimentatore".
Dopo la 100 km Torino Saint Vincent del 1997, occasione in cui ero con lui, si incontrò con il tecnico federale Canova che conosceva personalmente dai giochi di Spalato e ci ritrovammo a pranzare assieme: di quella volta ricordo un'interessantissima conversazione che riuscì a seguire benchè "cotto" dall'aver finito appena poche ore prima una 100 km.

Condividi post
Repost0

Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
  • Contatti

About

  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


Ricerca

Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

banner tre rifugi Val Pellice 194x109

IAU logo 01
  NatureRace header
BannerRunnerMania.JPG
 banner-pubblicitario-djd.gif
VeniceUltramarathonFestival
supermaratonadelletna.jpg
LogoBlog 01
runlovers
atletica-notizie-01.jpg


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pagine

Gli articoli più letti negli ultimi 30 giorni

 

ultrasportheader950.gif

 

 

Gli articoli più visti dal 24/03/2014 al 24/04/2014
Mobile Virgin Money London Marathon 2014 (33^ ed.). L'evento è stato… 2 303
Articolo Virgin Money London Marathon 2014 (33^ ed.). L'evento è stato… 1 728
Home Ultramaratone, maratone e dintorni 579
Mobile Maratona del Lamone 2014. Podisti fanatici e ignoranti affermano: Ti… 247
Articolo Ciao, Carmelo! Il commiato di Elena Cifali - Ultramaratone, maratone… 241
Articolo Corsa, fatalità e senso di responsabilità - Ultramaratone, maratone e… 236
Mobile Ciao, Carmelo! Il commiato di Elena Cifali - Ultramaratone, maratone… 223
Mobile UltraMilano-Sanremo 2014 (1^ ed.). Il sapore della sfida, a pochi… 206
Articolo UltraMilano-Sanremo 2014 (1^ ed.). Il sapore della sfida, a pochi… 196
Mobile Virgin Money London Marathon 2014 (34^ ed.). L'evento è stato… 134
Articolo Maratona del Lamone 2014. Podisti fanatici e ignoranti affermano: Ti… 118
Mobile A 98 anni suonati Giuseppe Ottaviani fa incetta di Ori a Campionati… 104
Mobile Corsa, fatalità e senso di responsabilità - Ultramaratone, maratone e… 103
Articolo A 98 anni suonati Giuseppe Ottaviani fa incetta di Ori a Campionati… 102

 

Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
Iscritti alla Newsletter 148
Articoli pubblicati 4259


Categorie

I collaboratori

Lara arrivo pisa marathon 2012  arrivo attilio siracusa 2012
            Lara La Pera    Attilio Licciardi
 Elena Cifali all'arrivo della Maratona di Ragusa 2013  Eleonora Suizzo alla Supermaratona dell'Etna 2013 (Foto di Maurizio Crispi)
            Elena Cifali   Eleonora Suizzo
   
   
   
   
   
   

ShinyStat

Statistiche