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28 luglio 2015 2 28 /07 /luglio /2015 06:04
Etnatrail Linguaglossa 2015 (5^ ed.). La mia favola siciliana (Elena Cifali)

Elena Cifali ha partecipato alla 5^ edizione dell'Etnatrail Linguaglossa, andato in scena - con partenza/arrivo a Piano Provenzana (versante Etna Nord) sabato 25 luglio 2015.

Ecco le sue impressioni, ancora a caldo, buttate giù nell'immediato dopogara, in un post FB, canale privilegiato per le esternazioni della nostra SuperElena.

Sai che c’e?
C’è che dell’Etna non se ne ha mai abbastanza.
Io credo che questo vulcano riesca a diventare una dipendenza, un punto di partenza e mai d’arrivo, da salire, scendere, scavalcare ogni volta che si può. E non importa in che mese dell’anno si è, quando l’Etna chiama in molti rispondono.
E così, oggi eravamo davvero in tanti, anzi tantissimi, sulle sue croste.
Giovani e vecchi, uomini e donne, tutti pronti a sfidare e sfidarsi, tutti in fila indiana come piccole formiche laboriose intenzionate a portare a casa il risultato.
Che magia quest’Etna: sembra incantata, fatata e d’incanto appare la favola.
La favola siciliana!
Principi e Principesse che lasciano a casa la corona e lo scettro e al loro posto indossano cappellini e tengono in mano bastoncini.
Uomini e donne che, correndo, vivono emozioni forti, uniche e irripetibili che solo sul Vulcano posso prendere vita.
E quanta fantasia, quanto sudore, quanta allegria, quanta vita tra quelle pietre laviche, su quella sabbia, tra quelle spine.
Anche oggi ciò che ho visto ha riempito gli occhi e la mente.
Ha colmato il cuore facendolo traboccare di tutti quei sentimenti che spesso precipitano nel fondo, schiacciati dalla quotidianità, dalla fretta, dallo stress.
Sono felice, sono fiera, orgogliosa di me e non perché sto correndo una gara che non dovevo fare, ma perché dopo 4 edizioni di Etna Trail ho trovato dentro quei chilometri la stessa ragazza di quattro anni fa, sicuramente più matura, con altre aspettative, ma con la stessa testardaggine e la stessa determinazione.
Qui, su queste pietre instabili, quando il passo si fa incerto e le gambe traballano come fiamme di candela mi cerco e mi ritrovo.
Parlo, discuto, mi animo e mi agito.
Continuo a chiedermi perché e mai trovo risposta, continuo a sbuffare e sfiatare come una vecchia locomotiva.
Oh sapesse, chi sta fuori di me, come mi sento, ciò che provo, ciò che cerco tra questi boschi e tra queste lave!
Come si fa a trovare le parole, come si fa a trasferire agli altri la capacità, la portata dei propri sentimenti e delle proprie emozioni?
E’ per questo che ho scelto l’Etna, mai contenitore fu più capiente.
L’Etna come casa, come palestra, come tana e nascondiglio.
L’Etna come sfida, come punizione e ricompensa.
L’Etna come madre e padre.
L’Etna come coraggio e paura. La terra, il fuoco, il cielo e l’acqua, qui a tremila metri posso trovare tutto, posso essere me stessa, nuda d’ogni avere, trascino solo la mia stanchezza, mi lavo col mio sudore, mi nutro dei miei sogni e offro a chi sa comprenderlo il mio puro sacrificio.
Taglio il traguardo, fermo il tempo che non è mai partito, abbraccio un amico e dritta finisco la mia corsa, con lo sguardo in alto, pulita come l’aria che respiro, limpida come l’acqua che sgorga dalla fonte, calda come la lava che calpesto.
Arrivederci al prossimo anno mia cara e dolce Favola Siciliana!

Elena Cifali

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19 luglio 2015 7 19 /07 /luglio /2015 05:34
6 ore Capo d'Orlando by Night 2015 (1^ ed.) Confesso di avere vissuto e di avere incontrato la Corsa che salva la vita
6 ore Capo d'Orlando by Night 2015 (1^ ed.) Confesso di avere vissuto e di avere incontrato la Corsa che salva la vita

Pubblichiamo volentieri la testimonianza di Angelo Musso, runner siciliano che ha recentemente partecipato alla 6 ore Capo d'Orlando by Night dello scorso 11 luglio 2015.
Angelo che viene dalla vita sedentaria e che ha iniziato a correre relativamente di recente ha raccolto la sfida delle 6 ore di corsa e, alla fine, lottando contro l'afa e i crampi ce l'ha fatta

(Angelo Musso) Ora so che la corsa mi ha “salvato” regalandomi un’altra vita. Ero 78 kg e fumavo 2 pacchi di sigarette al giorno; facevo un lavoro ultrasedentario, vita sedentaria fatta di lavoro e divano, uscite con amici e la ragazza (ora moglie), far tardi la sera e alzarsi tardi la mattina nei weekend. Ero: un fiatone continuo e frequenti mal di testa e continua insoddisfazione.

Oggi. Ore 20:00, lungomare di Capo d’Orlando (11 Luglio 2015) il caldo torrido insopportabile che toglie il respiro anche a chi sta in riva al mare a fare il bagno ed Io ero già lì da 2 ore, i piedi incollati su una pista arroventata di 2 km e sguardo fisso, quasi a guardare la fine della gara quanttro ore più in là, con la mia voce che rimbomba nel cervello, gia’ alquanto intasato da incredibili emozioni e che continua a ripetere “Almeno 50 km". No, non è un sogno: sono li veramente e sto correndo la mia prima Sei ore, condividendo buona parte del tempo con un ragazzo simpaticissimo di Monreale che perdero’ purtroppo alla 3^ ora causa crampo. Parliamo, ridiamo e ci sosteniamo a vicenda con consigli; ci passiamo l’un l’altro l’acqua, i sali, o anche qualcosa di solido da ingurgitare velocemente in corsa.

Il caldo mi fiacca e mette a dura prova il fisico e la testa, di quando in quando qualche crampo viene a farmi visita quasi a ricordare che non sto sognando, a svegliarmi dicendomi : “Potrei farti mollare quando voglio”. Ma la mia replica era ferma: “Non mi fermerai mai !!! niente puo’ fermarmi …io sono il padrone della festa oggi…. Io decido quando e se fermarmi

Continuo a passare e ripassare sotto quel gonfiabile, dove mia moglie mi aspetta passandomi da bere e/o mangiare.
Poco piu’ in la un caro amico e runner che ha appena finito la prima frazione della staffetta mi supporta ad ogni giro (immensamente grazie Benny) e la dolcissima Daniela Rovetto che, ad ogni passaggio, mi segala un po’ del suo grande affetto e dell’immenso ottimismo che la contraddistingue. Ormai è buio il sole è andato via insieme a buona parte delle mie forze ma sono li ed ho voglia di correre, di vivere…
Canto dentro di me qualche canzone che ben conosco ….e parlo con mio Padre…. Gli chiedo di proteggermi e di farmi compagnia fino all’arrivo affinche’ possa riabbracciare i mie piccoli Gabriele ed Edoardo e mia moglie e farli sentire fieri di me….. Io già lo sono, mi sento invincibile, un gladiatore. Ecco! Ci siamo! E' arrivata a tentarmi, lei ... la crisi! E' forte! E mi prende le gambe con dolorose contratture dei quadricipiti. Vuole piegarmi, e fermarmi. Sto soffrendo... Ma ne vale la pena, perchè - al contempo una sensazione di immensa felicità, mi pervade e, insieme, la volontà e una buona dose di amore per me stesso, che mi aiutano a cacciar via i demoni che mi tentano. E ancora, corro, cammino, corro, vivo. 

5h59'59: ed è finita! Sono arrivato, senza mollare al termine delle 6 ore. Attraverso il gonfiabile, per abbracciare mia moglie, e piango un pianto carico di emozione e di indicibile felicità.

6 ore Capo d'Orlando by Night 2015 (1^ ed.) Confesso di avere vissuto e di avere incontrato la Corsa che salva la vita
6 ore Capo d'Orlando by Night 2015 (1^ ed.) Confesso di avere vissuto e di avere incontrato la Corsa che salva la vita
6 ore Capo d'Orlando by Night 2015 (1^ ed.) Confesso di avere vissuto e di avere incontrato la Corsa che salva la vita
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16 luglio 2015 4 16 /07 /luglio /2015 05:45
6 ore Capo d'Orlando by Night (1^ ed.). L'aftermath di una gara è ricco di emozioni: Cinzia Sonsogno, organizzatrice, dice le sue

L'aftermath di una gara è ricco di emozioni e di stati d'animo espressi, non solo da parte degli atleti che vi hanno partecipato, ma - e soprattutto - da parte di coloro che li hanno organizzati, soprattutto se si tratta di "organizzatori per passione".
Cinzia Sonsogno, alla guida della ASD Podistica Capo d'Orlando (società organizzatrice della 6 ore Capo d'Orlando by Night che, alla sua prima edizione, si è svolta lo scorso 11 luglio 2015, esprime le sue emozioni nel dopo-gara, ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione orlandina, decretandone il successo, malgrado l'afa.
E all'eccitazione, alla frenesia, alla concitazione dei momenti di gara, quando - dal punto di vista dell'organizzatore - si affastellano problemi e piccole difficoltà che richiedono aggiustamenti, rettifiche, soluzioni, fa seguito un momento di quiete e di silenzio e, proprio attraverso questo silenzio, emergono assordanti emozioni.

Ecco di seguito le sue parole.

Percorro il lungomare Ligabue, le palme si stagliano alte ai lati della strada, decine di auto parcheggiate, i bagnanti sulla spiaggia, i giochi dei bimbi in acqua, ma tutto mi pare così vuoto... desolato.
Mi vengono i brividi, giungono le lacrime, quelle delle grandi assenze.
Ho vissuto con grande intensità questi mesi precedenti l'11 luglio, con grande lucidità le ore della gara affinché tutto si svolgesse nel migliore dei modi e i disagi per gli atleti fossero i minori possibili.
Come un dittatore mando a destra e sinistra i miei compagni di società, i miei familiari e i volontari, a volte con toni pacati, ma il più delle volte con toni perentori e di questo chiedo SCUSA, anche se so e i loro occhi lo dicono.... comprendono il momento, come sanno che per essi nutro profonda riconoscenza.Oggi nel grande vuoto che sento, perché non ritrovo visi sorridenti, volti sudati....sfatti dalla fatica, volti di amici, volti di atleti che ho conosciuto alle tante gare; stranamente, però, mi sento VIVA.
Viva nella misura in cui il pianto liberatorio dello scadere della 6^ ora, ha fatto crollare quel muro che avevo costruito tra me e chi mi sta accanto nella quotidianità, la mia famiglia.
Quotidianità fatta di silenzi, di assenze che pesano come macigni.
Oggi sono svuotata di forze , ma felice di aver ritrovato me stessa.

Cinzia Sonsogno

6 ore Capo d'Orlando by Night (1^ ed.). L'aftermath di una gara è ricco di emozioni: Cinzia Sonsogno, organizzatrice, dice le sue
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11 luglio 2015 6 11 /07 /luglio /2015 07:36
Sicily Coast2Coast Ultratrekking (1^ ed.). Un'esperienza forte ed intensa che rimarrà sempre con me (Giuseppe Di Adamo)
Sicily Coast2Coast Ultratrekking (1^ ed.). Un'esperienza forte ed intensa che rimarrà sempre con me (Giuseppe Di Adamo)

Dal 22 al 25 giugno 2015, gli intrepidi Salvatore Maira, Giusseppe Di Adamo e Pippo Ruggeri hanno compiuto la traversata della Sicilia coast to coast - a piedi, in autosufficienza - dal mare Jonio al Mar Tirreno. L'impresa di Trekking ha ricalcato un percorso già più volte percorso e consolidato in MTB che si svolge annualmente da diverso tempo (Sicilia Coast2Coast Extreme in MTB).
Salvatore Maira che, di qest'ultimo percorso in MTB, ha fatto diverse volte esperienza, ha voluto trasportare la stessa impresa al campo del trekking, denominando l'iniziativa "Sicily Coast2Coast Ultratrekking"
.
E l'impresa è andata a buon fine!
Quello che segue è il contributo di Giuseppe Di Adamo
.

(Giuseppe Di Adamo) La mia partecipazione al Sicilia Coast2Coast "Walk&Trail Experience Ultratrekking!" nasce da un incontro casuale con Totò Maria, durante un allenamento nel Parco della Favorita. Totò mi illustrò il progetto della traversata della Sicilia da Sud a Nord che avrebbe intrapreso nel mese di giugno, con la possibilità di farlo in solitaria visto che, fino ad allora, nessuno aveva aderito alla sua proposta. Nel pomeriggio mi studiai il materiale che mi aveva inviato e la sera stessa decisi di accompagnarlo in questa impresa, comunicandogli la mia partecipazione.

In un secondo momento la spedizione divenne più numerosa con il coinvolgimento di Pippo Ruggeri e l'adesione di Paolo Beccari in veste di fotografo in MTB, oltreché con la presenza di Franco Tedesco, ideatore e tracciatore della Sicilia Coast2Coast Extreme in MTB.

Fin da bambino avevo vissuto per bocca di mio nonno paterno, da cui fiero eredito il nome primo di battesimo, le sue traversate con gregge transumante quando, in altro millennio percorreva passo dopo passo centinaia di chilometri tra Abruzzo, Puglia e Lazio.
Mi si presentava quasi un secolo dopo la possibilità di chiudere il cerchio e cogliere questa opportunità è stato istinto che sovrasta la ragione.

Crescendo, questo patrimonio culturale familiare si è rafforzato in me e da adolescente la fascinazione per la percorrenza di grandi spazi e di lunghe distanze è stata sempre più forte, tanto che, da giovane ottocentista, volli partecipare senza allenamenti specifici alla Roma-Ostia: 33 km sull'asfalto romano, che percorsi con l'incoscienza di un tredicenne col cuore gonfio di gioia per quel gesto di estrema libertà. Da allora, anche se il corpo è rimasto quello di un mezzofondista, la testa mi ha sempre spinto per le lunghe distanze, dando continuo nutrimento a quel bambino che è ancora vivo in me.

Oltre che fungere da chiusura di un cerchio ideale con la mia storia personale, il C2C è stato momento di purificazione dalle gare di trail, dove la componente relativa al puro gesto atletico è troppo spesso relegata ai margini, sovrastata dal puro aspetto relativo alla prestazione.

L'idea di camminare per 17 ore al giorno, senza cronometro o classifica condizionanti, ha permesso durante la traversata di venire a contatto con la parte più ancestrale di me stesso. Essere tutt'uno col paesaggio circostante mi ha ripagato della tanta fatica fatta e lo scollinamento a Portella del Vento, appena sopra Alpecucco, rimarrà uno dei momenti più emozionanti che abbia mai vissuto.

Abbiamo attraversato pochissimi centri abitati, percorrendo per la maggior parte trazzere e luoghi adibiti al pascolo di animali e abbiamo vissuto le meraviglie di questa terra, troppo spesso abusata e maltrattata come fosse non bene comune ma cosa che non ci appartiene.

Momenti difficili ce ne sono stati, soprattutto quelli relativi al gran caldo, e li abbiamo superati anche grazie al pronto intervento di Paolo Beccari, nostro angelo custode, che in più occasioni ha fatto la spola per l'approvvigionamento dell'acqua. A lui rivolgo un grazie di cuore.

Come anche ringrazio i miei splendidi compagni di viaggio, ognuno con le proprie peculiarità. Percorrere con loro questo cammino è stata esperienza forte che rimarrà sempre in me. La condivisione delle difficoltà, i 215 km percorsi, le gran risate e le bevute di birra a fine giornata non potranno mai essere spiegate a parole.

Tutto ciò che abbiamo vissuto in questi tre giorni sposta il nostro limite un po' più in là, sempre più vicino a quel senso di libertà a cui tutti aneliamo.

Libertà che intendo come forma somma di disciplina.

Foto di Paolo Beccari

Foto di Paolo Beccari

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18 giugno 2015 4 18 /06 /giugno /2015 23:23

Venerdi pomeriggio mentre in macchina mi dirigevo verso casa di Pippo (che gentilmente mi ha ospitato), riflettendo tra una galleria e l’altra sulla Pa-Me mi sono reso conto di quanto bisogno ho di competizione, di cosa mi si scatena dentro alla vigilia di una gara, dell’agonismo che mi scorre nelle vene.
Vedevo quel gigante nero con un cappello bianco in testa e pensavo (“Domani salgo li sopra e ti tolgo questo cappello amica mia”), l’Etna vista da sotto sembra cosi vicina.. ma poi arrivare fino in vetta…tremendo.
Non posso fare a meno dell’Etna, è una droga per me.
Poco importa se, nell’ordine, (insieme ai miei amici, Pippo, Lara e Roby) corriamo senza sosta dal 24 Maggio, partendo dalla Pizzuta, passando per la Francia, facendoci cullare dalle Madonie e finendo fino alla cima del vulcano più alto d’Europa.
Sono fatto cosi, mi piace soffrire, portare il corpo e la mente al limite.
Si, la mente, perché per correre questa striscia di gare è necessario disporre di una grande testa e di un grande cuore, che contano molto di più delle gambe.

Francesco Cesare

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17 giugno 2015 3 17 /06 /giugno /2015 17:55

Ancora una cronaca sulla partecipazione di alcuni atleti della ASD Palermo H13.30 alla edizione 2015 della Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000 (9^), andata in scena il 13 giugno 2013.
Il resoconto è stato pubblicato da Filippo Castiglia, nel sito web della ASD Palermo H13.30.

(Filippo Castiglia per ASD Palermo H13.30) Sua Maestà l’Etna rimirava la Sicilia sbuffando placidamente. Gli umani si affollavano alle sue pendici, ma si diradavano via via che si approssimava la vetta. Quel giorno un gruppo d’umani si fece più audace del solito.
Salivano a piedi, senza orpelli, senza attrezzature, di quando in quando si voltavano per osservare il paesaggio.
Lei “‘a Mundagna” li aveva osservati fin dal mattino quando si erano concentrati sulla spiaggia di Marina di Cottone e poi s’erano allungati in un serpentone multicolore.

Tra questi una dozzina vestivano una maglia rossa come la lava, sembra venissero dall’altro estremo dell’Isola, affascinati dalla vista che di sua maestà si gode dalla spiaggia di Mondello nei giorni tersi di marzo.

E quella dozzina giunse in vetta:

[Per leggere tutto l'articolo, segui il link]

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14 giugno 2015 7 14 /06 /giugno /2015 22:32
Supermaratona dell'Etna 2015 (9^ ed.). Una gara sino al tetto della Sicilia che mi stimola ad andare oltre i miei limiti (Lara La Pera)
Supermaratona dell'Etna 2015 (9^ ed.). Una gara sino al tetto della Sicilia che mi stimola ad andare oltre i miei limiti (Lara La Pera)Supermaratona dell'Etna 2015 (9^ ed.). Una gara sino al tetto della Sicilia che mi stimola ad andare oltre i miei limiti (Lara La Pera)
Supermaratona dell'Etna 2015 (9^ ed.). Una gara sino al tetto della Sicilia che mi stimola ad andare oltre i miei limiti (Lara La Pera)

La siciliana Lara La Pera, vincitrice della 9^ edizione della Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000 (andata in scena il 13 giugno 2015 da Marina di Cottone all'Osservatorio Vulcanolgico) ci ha scritto un breve resoconto della sua gara, con le sue impressioni, sia rispetto agli aspetti organizzativi e logistici, sia in merito alla componente soggettiva della sua ottima perfomance. Anche se non lo scrive, perché il crono, rispetto all'esperienza, ha per lei un valore del tutto secondario, Lara La Pera è salita sul gradino più alto del podio, fermando il cronometro a 5h02'08.

(Lara La Pera) Forse sembrerò ripetitiva, ma per un siciliano scalare l’Etna con le proprie gambe e il proprio cuore ha un significato particolare. I suoi colori, i suoi profumi, la sua maestosità, la sua forza, sono la Sicilia.

Raggiungere dalla riva del mare quel pennacchio di fumo che sfiora il cielo è un’impresa titanica.

E questa edizione della 0-3000 è stata al 100% made in Sicily e gli organizzatori, Carmelo Santoro con lo splendido gruppo Etnatrail ASD, hanno dimostrato che anche noi Siciliani sappiamo fare le cose per bene….

Ho fatto tante gare in giro per l’Italia e per l’Europa, su strada e trail, e con immenso orgoglio dico che colloco la 9^ edizione della 0-3000 ai primi posti della mia classifica.

Ristori, assistenza, cordialità prima durante e dopo, pasta-party, premiazioni, pacco gara.

Tutto impeccabile.

Ma la cosa che mi ha colpita di più è stata la continua presenza di volontari sul percorso. Appena pensavi “ho sete”, come per magia ti si accostava qualche macchina dell’assistenza con bottigliette d’acqua fresca.

Persino sulla parte sterrata, dove sicuramente è più difficile organizzare i ristori, non mancava nulla.

Anche il soccorso medico è stato eccellente. Uno di noi ha avuto problemi sulla parte sterrata ed è stato soccorso dall’elicottero. E la sicurezza in queste gare estreme viene prima di ogni cosa.

E la 0-3000 è a tutti gli effetti una gara estrema che pone sotto grande stress il fisico anche degli atleti più allenati: si passa dal caldo estivo siculo (che non scherza) a temperature vicine allo zero, dal livello del mare a quasi 3000 metri di quota.

Molti di noi sono arrivati lassù in preda al vero e proprio mal di montagna, ma anche per questo c’erano i volontari pronti con bevande calde, frutta secca, coperte di lana pronti ad aiutarti.

Ottima la logistica dell’arrivo all’osservatorio: spogliatoi riscaldati, toilette e un vero e proprio buffet con tutto quello che un atleta stanco e infreddolito può desiderare.

Amo questa gara perché amo correre in salita, la salita mi esalta e non mi fa paura.

E alla 0-3000 tengo in modo particolare.

Ho cercato di recuperare Annecy riposandomi e non allenandomi (grande sacrificio!) e ieri non ho lasciato nulla al caso.

Conosco bene la gara e il percorso e avevo calcolato tutto, tranne che - dopo il 25à km - in preda ad una specie di delirio atletico ho mandato all’aria tutti i calcoli e ho accelerato un po’ rispetto alle previsioni, arrivando a piano Provenzana con circa 5 minuti di anticipo rispetto ai miei calcoli. Stavo bene e so che per molti la frazione sterrata è l’inferno….per me è il paradiso!

E così sono riuscita a compiere quello che per me è stato un piccolo miracolo.

Ogni volta che faccio questa gara, non so perché ma è come se avessi una marcia in più.

Come se una forza particolare mi conducesse fino al tetto della Sicilia. E poi l’esperienza aiuta tanto… imparare a gestire la fatica per tante ore, conoscere i propri limiti, in queste gare è fondamentale, tanto quanto l’allenamento.

Sono passate solo 24 ore dalla conclusione della nona edizione della 0-3000….ma già non vedo l’ora di correre la decima edizione!

Ieri, è stata una meravigliosa giornata di sport.

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13 giugno 2015 6 13 /06 /giugno /2015 23:11
Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000 2015 (9^ ed.). La mia quarta volta, sofferta ma bellissima

È fatta!
La mia quarta supermaratona dell'Etna è stata sofferta ma bellissima anche per quest'anno!
Questa gara, incredibilmente faticosa, mi riempie sempre di stanchezza e d'orgoglio.
Sono stanca e felice adesso, qui, distesa sul mio letto a guardare il tetto in legno, caldo come caldo è stato il cuore di tutti coloro che oggi sono stati con me.
Aaaah! se questi piedi e queste gambe potessero parlare, chiacchiererebbero animatamente col cuore per raccontarsi ciò che hanno visto e vissuto.
Però, la giornata non sarebbe conclusa senza i doverosi ringraziamenti agli amici del cuore.
Ed allora grazie a Melchiorre e Nino per avermi scortata in macchina nel viaggio di andata e di ritorno.
Grazie al mio socio Enzo per la passione con la quale porta avanti il nostro progetto sulla LineaRetta.
Grazie alle emozioni che mi ha fatto vivere Giovanna portandomi fino alle lacrime al suo arrivo, e ad Angela per la stima reciproca che ci accomuna. Grazie a tutti i fotografi: Dario, Adriana, Alessandro per le belle fotografie. Grazie alle super-donne: Lara, Graziella e Cinzia perché con la loro capacità tengono alto il valore delle donne; a Vito, Pasquale, Angelo e Max per i loro incoraggiamenti.
Grazie al mio migliore amico Maccarone per essere al mio fianco durante i viaggi più belli.
Grazie ad Alfonso, Mario, Piccione e Davide per avermi tenuto compagnia durante alcuni lunghi chilometri.
Grazie a Mariarosa per la disponibilità nei rifornimenti supplementari.
Grazie alla preziosa Marilisa per avermi aiutata col cambio abiti.
Grazie a Corrado, Antonello, Leonardo e Calandriello per avermi fatta ridere sul pullman.
Grazie a Mela e Salvo, a Maria e Angela, a mio marito e mio figlio che facevano il tifo da casa.
Grazie, grazie e ancora grazie soprattutto a tutti gli organizzatori: Nino, Mario, Diego, Daniele e Pietro e al Presidente Carmelo Santoro che hanno trasformato una gara già di per sé bellissima in un miracolo.
Tutto organizzato in maniera impeccabile e in maniera superlativa.
Di gare ne ho fatte ormai tantissime, ma organizzate come questa le posso contare davvero sulle punta delle dita di una mano.
Sicuramente, in questa mia rassegna di ringraziamenti, dimentico tanti di voi, ma non me ne vogliate, siete tutti nel mio cuore (chi cori ranni ca c'haiu).

Elena Cifali

Non poteva mancare - ancora a caldo - un entusiastico parere da parte di Elena Cifali, finisher con molta fatica e con immensa gioia alla sua quarta partecipazione alla Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000 2015.
Questa partecipazione è stata - per la cronaca - la sua quarta volta.

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4 giugno 2015 4 04 /06 /giugno /2015 22:09
Tecnica Ma-Xi Race 2015 (5^ ed.). Il racconto del palermitano Francesco Cesare: la gara
Tecnica Ma-Xi Race 2015 (5^ ed.). Il racconto del palermitano Francesco Cesare: la garaTecnica Ma-Xi Race 2015 (5^ ed.). Il racconto del palermitano Francesco Cesare: la gara
Tecnica Ma-Xi Race 2015 (5^ ed.). Il racconto del palermitano Francesco Cesare: la garaTecnica Ma-Xi Race 2015 (5^ ed.). Il racconto del palermitano Francesco Cesare: la gara

Francesco Cesare prosegue il racconto della sua esperienza di gara ad Annecy (Francia) alla 5^ edizione della Tecnica Ma-Xi Race che si è svolta sabato 30 maggio 2015.
Nel gruppetto di siciliani, si è distinto particolarmente poprio francesco cesare che può vantare anche un'ottima posizione in classifica di tutti gli Italiani presenti ad Annecy (conosciuta anche come "la Venise des Alpes", per via dell'abbinata tra paesaggi tipicamente alpini e lacustri)), ad eclusione di quelli impegnati nel Campionato del Mondo IAU Trail.
Infatti, Francesco Cesare è stato finisher con il crono di 12h 24' e 140° su più di 3000 partecipanti e terzo italiano classificato al traguardo, dopo i rappresentanti del team nazionale azzurro.

Tecnica Ma-Xi Race 2015 (5^ ed.). Il racconto del palermitano Francesco Cesare: la garaTecnica Ma-Xi Race 2015 (5^ ed.). Il racconto del palermitano Francesco Cesare: la gara

(Francesco Cesare) Sabato 30 Maggio 2.30 am. Una sveglia virtuale (perchè non ho chiuso occhio a parte che per un oretta) suona…

Il mio primo pensiero sono le scarpe, che indosso subito non appena balzato fuori dal letto..
spero che non mi daranno problemi, è questo il mio unico incubo
Facciamo colazione (la mia classica pre gara, 2 brioche di Graziano belle piene di marmellata alle fragole) e in ben che non si dica sono le 4.00, è ora di uscire da casa, direzione Ultratrail di Annecy.
La temperatura è tutto sommato gradevole si può stare bene in mezze maniche senza patire il freddo.
Parcheggio trovato facilmente e via in fila per partire, sono le 4.30 del mattino ma qui c’e’ gente come a mezzogiorno in pieno centro a Palermo, c’e’ chi ride sdrammatizzando, c’e’ chi è terrorizzato, c’e’ chi ancora dorme nel padiglione adiacente allo start.
Io, Lara e Roberto siamo insieme, Pippo è già sparito.
5.00am, si parte, è iniziata l’ennesima avventura.
Nei primi metri superiamo Pippo che è partito a 3000 come se dovesse correre una mezza, da quel momento in poi non vedrò più i miei amici fino a sera.
Bisogna riuscire a non pensare che si correrà fino a sera, bisogna riuscire a non pensare che si correrà per 86 km, bisogna riuscire a non pensare che ci sono cinque vette da scalare, bisogna porsi degli obiettivi a breve termine di volta in volta che ti permettano mentalmente di andare avanti.
Gli obiettivi possono essere (piccoli), come per esempio un punto d’acqua, un rilevamento del chip, un passaggio dai fotografi, oppure (grandi), come per esempio un punto vita, un ristoro, una vetta, una discesa particolare etc etc..
Bisogna riuscire a fare di 86 km tanti piccoli segmenti, altrimenti (almeno per quanto mi riguarda) sarebbe impossibile reggere mentalmente.
Lo zaino è pieno, acqua, integratori, barrette, gel e quant’altro si fanno sentire sulle spalle e non riesco mai a trovare l’allacciatura corretta per bloccarlo al petto (anche perchè è nuovo quindi io e lui non ci conosciamo!)
La prima salita è la più semplice ma anche la più fastidiosa, è stretta quindi si creano intasamenti, bisogna spingere, farsi largo e fare attenzione a quelle cazzo di bacchette che rischiano di infilzarti ogni passo.
E’ già giorno non c’e’ bisogno della torcia, i primi km fino a circa il 20° scorrono senza che neanche me ne accorga, ma dopo qualche ora mi ritrovo al primo ristoro in una grande vallata con vista sul lago dove ad accoglierci (saranno le 7.30 del mattino) c’e’ davvero un casino di gente che incoraggia con pacche sulle spalle e che con un sorriso ti danno la forza di andare avanti (mentale sopratutto). [...]

Per leggere tutto l'articolo segui il link sotto

E i nostri amici siciliani hanno anche avuto l'onore di un articolo nelle pagine sportive del Giornale di Sicilia che, solitamente, si muove malvolentieri al di fuori delle cronache calcistiche

E i nostri amici siciliani hanno anche avuto l'onore di un articolo nelle pagine sportive del Giornale di Sicilia che, solitamente, si muove malvolentieri al di fuori delle cronache calcistiche

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3 giugno 2015 3 03 /06 /giugno /2015 18:15

Francesco Cesare ed altri siciliani, tra i quali Pippo Ruggeri, Lara la Pera e il marito Roberto Magnisi, hanno partecipato alla edizione 2015 della gara di ultratrai, denominata "Tecnica Ma-Xi Race" che è andata in scena ad Annecy (Francia) tra il 29 e il 31 maggio con un palinsesto ricco di competizioni, per tutti i gusti e per tutte le capacità.

Il gruppetto dei siciliani, tuttavia, è andato per partecipare alla gara "maxi", sulla distanza di 85 km con un dislivello altimetrico di 5200 metri.

Ma la gara di Francesco Cesare e degli altri Siciliani è cominciata molto prima e ha preso la forma di un viaggio tormentato che, sino all'ultimo, ha messo a dura prova la loro resilienza.

Quindi, Francesco Cesare, nel raccontare della sua esperienza, a ragione ha voluto inserire un lungo resoconto della loro odissea di viaggio per arrivare in tempo ad Annecy.

Una gara contro il tempo, prima della gara, dunque.

Ecco il suo racconto...

(Francesco Cesare) In condizioni normali il viaggio aereo che avrebbe dovuto portarci da Palermo ad Annecy, sarebbe dovuto essere la parte più semplice di tutto il lungo week-end transalpino, invece….

…il monitor delle partenze ci regala subito la prima sorpresa, il volo per Fiumicino è in ritardo di un’ora, ciò significa che la coincidenza per Ginevra è quasi del tutto persa, a meno che, lo stesso inconveniente si verifichi per il suddetto volo.

Corriamo subito verso il corner Alitalia cercando una qualsiasi soluzione alternativa che ci permetta di arrivare via Milano o Torino ad Annecy anche a tarda notte, perchè è fondamentale per motivi logistici e organizzativi essere sulle sponde del lago due giorni prima dell’evento.

Niente da fare, dobbiamo aspettare.

Mangiamo un “boccone prelibato” e via in attesa della partenza.

Arrivati a Fiumicino stampiamo il record del mondo dei 3000 mt percorrendo a velocità supersonica i corridoi dell’aeroporto verso il gate del volo per Ginevra, gomitate, spintoni, urti, imprecazioni … tutto inutile, il gate è chiuso, il volo è partito.
Pippo e Cettina stanno per arrivare a Ginevra, Lara, Roby ed Io siamo bloccati qui.

[per leggere tutto il racconto segui il link inserito sotto]

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
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Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
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