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16 ottobre 2011 7 16 /10 /ottobre /2011 09:37

sloan3--473x264.jpgSulla Gazzetta dello Sport del 13 ottobre viene riportata la seguente notizia, titolata "Chiude 3° in maratona. Si fa fa premiare, ma ha preso l'autobus".
Ecco la notizia.


Il 31enne Rob Sloan è salito sul podio della maratona di Newcastle col primato personale, ma viene smascherato. Ora rischia di essere bandito da tutte le maratone del Regno Unito. Terzo al traguardo, fresco come una rosa e felice per il nuovo primato personale. Rob Sloan ha chiuso così domenica la maratona Salomon Kielder di Newcastle di cui è direttore l'ex grande Steve Cram. Unica macchia: durante la gara, ha preso un autobus. Il 31enne, dopo 48 ore di gloria immeritata, ha confessato l'inganno: dopo circa 30 km, si è infilato su un bus dell'organizzazione ed è sceso poco prima del traguardo. È sbucato da un bosco e ha concluso la prova in 2h51', abbassando di circa 21' la miglior prestazione personale. Dopo aver partecipato alla cerimonia di premiazione e dopo aver concesso interviste, è finito nel mirino degli organizzatori: qualcuno, evidentemente, aveva notato la furbata, probabilmente il quarto classificato. Sloan è crollato e ha confessato l'inganno. Ora rischia di essere bandito da tutte le maratone del Regno Unito.

In Italia questo fenomeno alimentato dai cosiddetti "tagliatori", "sarti" e "sartine" è quanto mai attuale.

E  i tagliatori - si sa - procedono indisturbati, a volte quasi leggendari, avvvistati da qualcuno in corso di misfatto oppure insospetto di averlo perpetrato ancora una volta, senza testimoni scomodi, sulla base di riscontri cronometrici dubbi: di molti di loro si conoscono nomi, cognomi, date di nascita  e magagne. Di rado, tuttavia le malefatte sono realmente provate in modo inoppugnabile (rimanendo il più delle volte evanescenti), di rado sono verifcate dagli organizzatori degli eventi sportivi di massa per mezzo di controlli incrociati e di riscontri cronometrici, qualche volta emergente con potenza drammatica.
E' un fenomeno che da fastidio ai podisti onesti e che getta ombra sulla loro prestazione sudata sino all'ultimo centimetro, ma nuoce anche alla trasparenza e alla limpidezza di chi organizza eventi podistici (si fa rifermento sovente alla non buona logistica del percorso, alla mancanza di controlli, al basso numero di rilevamenti con microchip, alla carenza di controlli volanti). E' chiaro che questi fenomeni possono avvenire con più facilità nelle gare lunghe e in linea e, tra queste, in quelle con pochi concorrenti che procedono praticamente isolati uno rispetto all'altro senza la possibilità di potersi controllare reciprocamente.
Loro - i tagliatori e tutti quelli che vanno alla ricerca di sconti autopraticati - procedono imperturbabili.
Si tratta di una cattiva abitudine, fraudolenta, che sicuramente è equivalente al doping, anche per i suoi effetti sulla psiche di chi vi indulge.
Una volta che lo hai fattto, salvo rari casi, non puoi più smettere e diventi nei confronti degli altri podisti, trasversale e obliquo, sfuggente quasi.I freni inibitori si allentano e si perde di vista il limite morale delle proprie azioni, Tutto si relativizza, per cui alla gara successiva, magrado i buoni propositi, viene fuori una vocina che dici "Perchè no? In fondo, cosa faccio di male"?
Chi lo fa cerca di dissimulare un marchio infamante, mantenendo un profilo basso, ma sempre sfrontato rispetto alle palesi incongruità della sua prestazione.
Come riportarli sulla retta via o indurli a non gareggiare più?
L'unico strumento è agire sulla penalizzazione, denunciando i fatti rilevati ai giudici di gara, quando accadono dei fatti plateali e se, nella graduatoria, ci si ritiene danneggiati (utilizzando gli strumenti regolamentari previsti).
L'altra arma è quella di agire sul sentimento di vergogna, agendo sul residuo senso morale che rimane in loro, rispetto alla cattiva abitudine acquisita.

Fatto sta che l'imperversare dei tagliatori si crea nelle gare podistiche un clima viziato e che, frequentemente, si alimentano voci e dicerie che colpiscono quello e quell'altro senza che però sia possibile provare alcunc, se non sulla base di ragionamenti abduttivi, non supportati da fatti certi e misurabili.

Solo le prove materiali possono inchiodare il tagliatore alle sue responsabilità per il misfatto compiuto compiuto e consentire ai giudici di gara di sanzionarlo adeguatamente, considerando che, tecnicamente, siamo di fronte asd una specie della frode sportiva che, nel ccaso degli atleti di alto livello può portare anche alla permanente sclusione dai campi di gara.

In ogni caso, è imperdonabile mantenere su questi comportamenti un imbarazzato silenzio e far finta che nulla sia accaduto, anche ai più alti livelli.

Si svilisce lo sport.

Si svilisce e si leva valore alla fatica degli sportivi onesti.

Per fronteggiare adeguatamente il deleterio fenomeno bisognerrebbe comprendere esattamente i "perchè" e le motivazioni che fanno dei tagliatori degli sportivi "a rovescio".

Ma questo discorso ci porterebbe lontano e non questa sede per farlo, anche se potrebbero essere oltremodo utili i commenti di chiunque voglia esprimere il suo pensiero al riguardo.

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9 ottobre 2011 7 09 /10 /ottobre /2011 19:39

Foto di Maurizio Crispi

 

Questo 9 ottobre, una domenica dalle condizioni meteo prima incerte (e poi, con l'evolversi della giornata, proibitive), ho seguito in bici  un gruppo di amici che si allenavano in vista della loro partecipazione alla Maratona di New York: prima partecipazione alla Maratona della grande Mela e, nello stesso tempo, battesimo del fuoco e iniziazione nei 42,195 km.
Sino all'ultimo è stato in forse il Lungo di 35 km che avevano in programma: alle 5.00 del mattino, infatti, si era scatenato sulla città un violentissimo temporale, con diluvio.
Poi, fortunatamente, la pioggia è scampata e s'è anche affacciato un po' di sole.
Li ho potuti seguire solo per alcuni chilometri: poi, ho dovuto lasciarli per andare a scattare delle foto ad una gara che si svolgeva di lì a poco.
Mi ha fatto piacere essere con loro, perchè mi sono ricordato con grande vivezza (e con una certa nostalgia) delle levatacce che facevo quando avevo deciso di correre la mia prima maratona che - come nel loro caso - sarebbe stata quella di New York.

Foto di Maurizio CrispiE ho ricordato l'entusiasmo e la determinazione che sentivo dentro di me, ma anche la trepidazione per il fatto che mi sarei confrontato con qualcosa che mi era del tutto ignoto.
Ma questo è accaduto più di vent'anni fa, anche un po' più di un terzo di vita addietro.

E' stato per me come salire su di una macchina del tempo e ritrovarmi a fare quei lunghissimi in vista di quell'obiettivo che, quando entra in quella determinazione, era per me così affascinante e potente.

Sì, poi ci sono state tantissime altre maratone ed anche le ultramaratone, ma quelle emozioni, quella sensazione di stare fondando nel mio panorama esistenziale qualcosa di assolutamente nuovo, ed anche l'idea cogente di dovermi confrontare con una sfida con me stesso non vennero più rimpiazzate da niente altro con la stessa forza dirompente, generata dall'innamoramento per un'impresa e da una passione colta nel suo stato nascente.

Una bella botta di energia e di vitalità...

 

Foto di Maurizio Crispi

 

Altre foto

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28 settembre 2011 3 28 /09 /settembre /2011 09:53

maratona di BergamoTutt'altro che placate sono le polemiche suscitate dalla Maratona di Bergamo (dello scorso 25 settembre), molto criticata da tanti dei runner che vi hanno partecipato o che, supporter degli atleti in gara, l'hanno seguita dall'esterno.

Quest'anno le critiche si sono spostate dalla logistica dei posti di ristoro all'organizzazione del percorso di gara e, soprattutto, alla gestione della sua sicurezza.

Alcuni, nel fare il punto sulla situazione, hanno avanzato l'ipotesi che, essendo molte delle critiche di matrice univoca (quasi tutte targate "ASD Runners Bergamo"), ci sia da parte di questa compagine la volontà di screditare Teamitalia, il gruppo organizzatore della Maratona di Bergamo, per potere ottenere di avere passato il testimone e organizzare, a propria volta, la prossima edizione dell'evento bergamasco.

C'è da supporre che, dietro tutto ciò, ci sia - come sempre capita in tali circostanze, molta politica, molta trasversalità e ben poco spirito sportivo.

Ma le cose non sono così semplici. Se è vero che quest'anno alla Maratona del Brembo del 6 gennaio, da sempre organizzata dai Runners Bergamo e "classico" appuntamento podistico di inizio anno, s'è aggiunta nella stessa data una mezza maratona che ha avuto un notevole riscontro di partecipanti, è anche vero che, dopo la felice esperienza del Mondiale 24 ore 2009, non è stata più riproposta la 24 ore del Delfino, proprio perchè in quell'occasione, non era stata data da tutti gli elementi della compagine una piena ed auspicata disponibilità a collaborare e l'onere organizzativo era stato sostenuto soltanto da pochi (Gregorio Zucchinali, segreteraio dei Runners Bergamo in testa a tutti), mentre l'onore, il plauso, gli apprezzamenti (anche a livello internazionale) erano andati a pioggia a tutti quanti, indistintamente.

C'è il sospetto fondato che la critica, a volte, sia soltanto distruttiva e fatta per amor di polemica, mai costruttiva e proprositiva. Mai caratterizzata da formule: "Rimbocchiamoci le maniche e, la prossima volta, cerchiamo di fare le cose meglio, collaborando". Perchè, al momento di collaborare o di sentirsi responsabilizzati in prima persona tutti scappano via: ...a correre, per l'appunto.

Ma il polverone sollevato è stato tanto grande che, addirittura si è arrivati alla segnalazione scritta alla FIDAL Provinciale di Bergamo (proprio sul tema della messa a repentaglio della sicurezza degli atleti) e ad un'interrogazione in Consiglio Comunale di Bergamo, come è riportato in un articolo comparso su "L'Eco di Bergamo" (dove il testo dell'interrogazione comunale, ma senza nessun commento). 

Intanto, gli organizzatori si sono pubblicamente scusati per i disservizi.

Ecco di seguito la notizia ne "L'Eco di Bergamo"

 

Interpellanza di Gandi e Paganoni sui molti problemi della maratona (26 settembre 2011, Eco di Bergamo, Cronaca)

Maratona, replica l'organizzazione rammaricati, faremo migliorie
I sottoscritti consiglieri comunali, premesso che: domenica 25 settembre 2011 si è tenuta a Bergamo la maratona; diversamente dagli anni scorsi, il percorso della maratona è stato esteso ad una porzione molto più ampia della città, includendo anche la Briantea, con evidenti disagi determinati dalla chiusura della zona sud della città; presso gli uffici comunali e presso i quotidiani locali sono giunte molte lamentele circa gravi carenze nella segnalazione del percorso, che hanno fatto sì che molti partecipanti si perdessero lungo il percorso; lo stesso vincitore si è perso per tre volte lungo il percorso;
rilevato che: in più punti (via Lochis, Loreto-Longuelo) il percorso della maratona era attraversato dalle auto, con evidenti difficoltà per la polizia locale a presidiare gli incroci e con disagi sia per i partecipanti alla gara che per gli automobilisti; il percorso della maratona ha incrociato anche via Borgo Palazzo, che era stata chiusa per la manifestazione «Borgo Palazzo in festa»; conseguentemente, i partecipanti alla maratona si sono trovati in più punti a percorrere via Borgo Palazzo affollata di gente (chiedendo permesso alle mamme ed ai bambini con i palloncini in mano) e, al contempo, le attività svoltesi nell'ambito della suddetta manifestazione sono state condizionate dal passaggio della maratona;
considerato che: nonostante l'impegno e la professionalità degli agenti della polizia locale, le inefficienze relative alla organizzazione hanno reso l'attività da essi svolta molto difficile; inefficienze organizzative si sono verificate anche nell'ambito degli uffici del Corpo di Polizia Locale; in particolare, nonostante fosse in atto il blocco delle auto dalle 8 alle 14, la voce registrata del centralino della polizia locale - come riportato dai quotidiani locali e come personalmente verificato dai sottoscritti consiglieri - ha rilanciato, per tutta la mattinata, un solo messaggio: «Nessun blocco in atto, nessun blocco in atto»; interpellato sul punto, il comandante della polizia locale ha dichiarato: «Farò verifiche»;
interrogano il sindaco, l'assessore allo Sport e l'assessore alla Sicurezza per domandare:

  1. Secondo quali criteri l'appalto relativo all'organizzazione dell'evento maratona sia stato assegnato;
  2. Quale sia stato il corrispettivo dell'appaltatore, che a quanto consta ai sottoscritti consiglieri è la società Team Italia;
  3. Se l'Amministrazione, viste le gravi inefficienze verificatesi nell'organizzazione, abbia assunto ovvero intenda assumere iniziative nei confronti dell'appaltatore;
  4. Quali siano i motivi per cui al centralino della polizia locale abbia risposto per tutta la mattinata, nonostante il blocco, la voce registrata che dichiarava il blocco non presente;
  5. Se anche il centralino sia incluso nel progetto di riorganizzazione del Corpo della polizia locale in corso di attuazione;
  6. Se il problema verificatosi al centralino sia stato generato dalle inefficienze prodottesi nella fase di attuazione del piano di riorganizzazione;
  7. Se vi siano state inefficienze nella gestione del percorso ad opera delle forze dell'ordine e dei volontari coinvolti;
  8. Se sì, quali ne siano stati i motivi;
  9. Quanti siano stati gli agenti di polizia locale impegnati lungo il percorso;
  10. Se le verifiche promesse dal comandante della polizia locale siano in corso. Distinti saluti.

Sergio Gandi (PD)
Simone Paganoni (Lista Bruni)

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26 settembre 2011 1 26 /09 /settembre /2011 18:43

DSC00211.JPGFioccano critiche e lamentele nel post-Maratona di Bergamo che si è svolta il 25 settembre.Gli organizzatori ne stanno raccogliendo una mole impressionante, soprattutto da parte dei podisti medio-lenti e più lenti che risentono pienamente della cattiva governance logistica in corso di gare. Così, ce n'è per tuttii gusti: dal traffico automobilistico del tutto mal gestito, ai fumi di scarico, al traffico pedonale, sino alla carente segnalazione del percorso con la conseguenza di frequenti smarrimento e chilometri in più per emendare gli involontari errori. Le critiche si sono appuntate perfino sui marchiani errori nei comunicati stampa, per imprecisioni e refusi di vario genere.

Le critiche - si sa - sono sempre di parte, per quanto oggettive, e vanno, ovviamente prese cum grano salis e vagliate accuratamente, ma quando si tramutano in un coro omogeneo c'è da pensare che qualcosa di vero sotto sotto ci sia.

Diamo voce ad alcuni rappresentanti della compagine Runners Bergamo che si sono particolarmente intristiti, mortificati e adirati, perchè tutto ciò è avvenuto nella "loro" città, secondo un copione che, da alcuni anni, immancabilmente si ripete.

 

(Angelo) Quando sono arrivato in Borgo Palazzo e per l'esattezza in P.zza S.Anna mi è dispiaciuto molto vedere i corridori doversi fare spazio tra la gente che tranquillamente passeggiava indisturbata lungo il percorso.......ne abbiamo di "strada" da fare.....(non noi runners ovviamente)!

(Davide Cantù) Ho cominciato ad avere qualche sospetto sull’errore di percorso, quando mi sono ritrovato al casello dell’autostrada. Tutto sommato ho pensato fosse una fortuna in quanto mi sposto solo con il telepass montato e sono riuscito a guadagnare 10 secondi sui miei diretti avversari. All’altezza di Cologno Nord, appena iniziata la perenne coda dei pendolari giornalieri, ho pensato che forse eravamo un po’ fuori strada: allora io, insieme ad un gruppo di maratoneti, abbiamo chiesto indicazioni ad un ragazza/o brasiliana dell’organizzazione che, per la modica cifra di 50 €, ci ha mandato a quel paese: Sant. Omobono. Lì abbiamo incontrato Severino che ci ha riportato sulla retta via (per fortuna aveva con sé un PC collegato a wikipedia dove era indicata la deviazione verso l’arrivo).
Alla fine il mio garmin ha “miracolosamente” segnato 21.180 km ma credo di avere saltato il tappeto del km 178 in località Mazzo di Valtellina (inizio scalata del mortirolo). Mi chiedo se varrà per il Garb …

(Antonio Esposito) Non potendo correre, oggi, ero a Bergamo in bici per vedere un po di amici. Purtroppo spostandomi sul percorso ho visto situazioni particolari e di non lieve importanza. Dopo la partenza, mi porto in via Carducci e già prima del passaggio dei corridori agli incroci e alle rotonde vigili in agitazione, non solo per le macchine ,ma pure per i BUS ,che facevano girare intorno alle rotonde perchè nessuno li aveva avvisati che sul percorso non potevano transitare,e quindi si dovevano trovare la strada alternativa per andare un a Ponte e l'altro all'ospedale. La sorpresa quando dopo il passaggio dei primi,non arrivava più nessuno,dopo circa 5m è arrivato il gruppone ,prime notizie errore sul percorso. Mi sposto in zona triangolo e qui noto che, agli incroci, ci sono solo vigili che secondo la versione di una vigilessa "Non sono qui per indicare  il percorso ai corridori,ma per il servizio d'ordine",effettivamente aveva ragione ma allora dove erano gli addetti dell'organizzazione...?
Arrivo in piazza Pontida, per vedere il passaggio del grosso del gruppo, ma ci sono sul percorso più pedoni e bici che corridori,mi porto in zona arrivo, alla deviazione della 42 i corridori arrivano spaesati non sapendo dove andare e a questo punto si attivava un giudice di gara a indicare per la mezza e la maratona. Rosario, avevi ragione .....si però, vedere la gente sballottata a destra e a sinistra,con la fatica nelle gambe girano le b...
Anche perchè uno paga ,e non poco questo servizio.
Comunque vada... Buone corse a tutti!

(Bombi) Si, lo so, che il predicatore aveva scritto di non lamentarsi lunedì, sapendo già com'è l'organizzazione a Bergamo ma visto che oggi è domenica... Personalmente ho cominciato dopo neanche 2 km. ad avere qualche dubbio visto che al km. 1,700 c'era già un ristoro...(certo meglio che niente!!).Giunti poi all'altezza dei campi da tennis di Loreto ho incrociato i primi che ritornavano in Via Broseta.Ho fatto il tifo per Franco ma mi sono chiesto come mai passavano di lì. All'incrocio poi tra Via Polaresco e Via Brembilla nessuno che segnalava la direzione di marcia per cui ho pensato ci fosse stato una variazione di percorso all'ultimo momento.Lo stesso in Via Noli.Quello che però non mi torna è che alla fine ho comunque fatto 21 km.(anzi un centinaio di metri in più).Adesso smetto di scrivere altrimenti finisco domani e poi Rosario mi sgrida.

(Pirotta) E' vero, è un vero peccato che la nostra città non riesca ad avere una maratona organizzata in modo serio!!! ma è altrettanto un peccato che gli unici che potrebbero organizzare una maratona in modo serio (R.B.) rinuncino a farlo!!!
E' ora di  "strappare dalle mani" questa organizzazione che ha già fissato, incurante degli insuccessi, anche la data per il 2012. Comunque l'importante, buona organizzazione o non buona, è finirla.

(Marco Administrator) Ci sono stati dei disagi, è vero. Io però partivo con l'idea di fare un mio umile record personale alla seconda "Mezza" in carriera e ci sono riuscito, per cui mi "sono fatto andare bene tutto". L'unica cosa che mi ha fatto girare le palpebre è che era vietato l'I-POD, insomma la musica nelle orecchie.
Qualcuno può spiegarmene il motivo?

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15 settembre 2011 4 15 /09 /settembre /2011 07:18

Curinga 3245Su RunnerMania di Valerio fatatis è comparsa una bella riflessione sulla corsa di lunga distanza e sul suo significato esperienziale a partire dal significato ancestrale che la corsa ha avuto per l'uomo, piccolo ed indifeso bipede, nel suo adattamento all'ambiente circostante, ma con un'incursione estremamente interessante nell'ambito della metafisica e della ricerca di significati esistenziali. leggendo le riflessioni di valerio fatatis non si può non pensare a questo punto alla tradizione dei monaci giapponesi di Monte Hiei (anche conosciuti come "marathon Monks") che, in lungo apprendistato alla meditazione profonda, devono correre nell'arco rituale di dieci anni un numero enorme di chilometri (anche sino a 52 miglia al giorno). Su tali monaci  l'inglese John Stevens, grande esperto di filosofie orientali, ha scritto  il libro I Marathon Monks del Monte Hiei (non disponibile in traduzione italiana), che racconta la pratica di camminare per lunghe distanze (fino a 52 miglia) in un solo giorno per raggiungere l'illuminazione nella vita attuale del monaco.

I monaci del Monte Hiei erano conosciuti come i Kaihōgyō.

Ecco di seguito l'incipi dell'articolo di Valerio Fatatis. Per leggere tutto l'articolo cliccare sul link in basso che riporta al sito web originale.

(Valerio Fatatis, Runnermania) Il correre per lungo tempo.... o percorrere una grande distanza... per intenderci oltre le tre ore, superando i 42.195 passi (da un metro!) previsti nella "amatissima e famosissima" maratona, offre la "straordinaria" opportunità di compiere un "mirabile" viaggio alla riscoperta di se stessi!

Ebbene si, del nostro "IO"... nel vissuto "quotidiano" ce davvero poco! Nessuna colpa ovviamente... è una questione evolutiva..., si definita più precisamente "adattamento all'ambiente circostante", una propensione innata nel "ciclo evolutivo" delle tante specie animali e non solo...

Mi riferisco non tanto alla capacità di "vivere e svilupparsi" nei differenti continenti, dal clima "desertico" a quello "artico", dalle zone pianeggianti agli altopiani del Tibet, dalla "savana africana" alla lussureggiante "foresta tropicale", ma all'indispensabile necessità di "adattarsi/allinearsi/uniformarsi" agli "schemi" che "convenzionalmente" dalla tenera età, ci vengono puntualmente somministrati, in dosi sempre maggiori, al fine di "garantire" un perfetto "attecchimento" al concetto di "società", ai suoi "usi e costumi", ai suoi ritmi, ai suoi "diritti e doveri", all'idea del "giusto e dello sbagliato" e molto altro ancora... più o meno coscienti, più o meno consapevoli [ ...leggi tutto l'articolo]

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13 settembre 2011 2 13 /09 /settembre /2011 08:47

Campionato-del-mondo-100-km-2011-Winschoten-6241.JPGA caldo, una riflessione generale di Valerio Fatatis sui risultati conseguiti dalla delegazione azzurra al campionato del Mondo 100 km che si è svolto a Winschoten (NED), lo scorso 10 settembre.

Oggettivamente la gara di Winschoten è stata difficile per via delle condizioni atmosferiche: infatti, dopo le giornate piovose dei giorni precedenti, la temperatura s'è innalzata improvvisamente, giungendo presto attorno alle 12.00 ai 26°, con un conseguente alto tasso di umidità.

Ma, di per sè, il fatto metereologico non giustifica l'esiguità dei risultati dell'intera delegazione (ad eccezione della splendida prestazione del nostro fuoriclasse Calcaterra che, semmai, nel confronto, fa più acutamente avvertire la differenza rispetto a tutti gli altri).

Le difficili condizioni meteo ci sono state per tutti: ma le squadre vincenti (quelle che poi sono salite sul podio mondiale ed europeo) non ci sono salite per caso o per pura fortuna: hanno evidentemente mostrato di possedere quel "qualcosina" in più" in termini di grinta, di sopportazione del disagio, di abnegazione alla causa, di spirito di squadra, che poi alla fine fa la differenza.

Aggiungiamo qui che, osservando gli eventi dall'esterno, si può notare che soprattutto nei primi giri, le squadre  che poi sono emerse alla fine, hanno fatto nei primi giri pù gioco di squadra, tenendosi compatti in gruppetti  di tre-quattro atleti, in modo tale da creare in questo modo una forma di supporto e di controllo sulle reciproche andature.

Ed ecco di seguito l'interessante commento di Valerio Fatatis,.

ByMaurizioCrispi_Campionato-del-mondo-100-km-2011-Winschoten 6233(Valerio Fatatis) Come ogni 12 mesi, 52 settimane o 365 giorni che siano..., immancabile è l'appuntamento con la competizione "regina" fra tutte, il Campionato del Mondo di specialità, la 100 Km su strada!

L'Italia tra le tante nazioni partecipanti, inconfondibilmente si è sempre "contraddistinta" per i risultati ottenuti, questi sia a livello "individuale" che di "squadra", confermando inequivocabilmente il "talento" dei propri atleti e la "governance" dell'organizzazione, un connubio capace di "scagliare... letteralmente" la nazionale ai massimi vertici, facendo "brillare" d'intensa emozione, quelle "timide ed intime sensazioni..." che ogni ultramaratoneta "custodisce" nel suo cuore!

Quest'ultima edizione..., e non unica occasione, non è riuscita ad "armonizzare" la giusta melodia, qualcosa ha "stonato"!

Facile e scontato, col senno di poi, tranne conclusioni..., ma credo che riflettere, serva a comprendere!

ByMaurizioCrispi_Campionato-del-mondo-100-km-2011-Winschoten 6357Inutile soffermarsi sul "GIORGIO super star", il quale raggiungendo il più alto scalino del podio iridato, ha confermato il suo perfetto "e ben ritrovato" stato di forma, dopo una stagione volta al "recupero" dall'infortunio che lo ha bloccato per mesi..., raggiungendo quello "smalto" capace di farlo "sfrecciare" alla 39° edizione del Passatore come un treno... (passaggio al 50° km: 3h08'), inanellando la sua 6° vittoria consecutiva (un'altro dei suoi tanti primati!).

Credo che l'evento di cui trattiamo, meriti tutta la più "scrupolosa ed attenta" pianificazione in termini di:

  • Calendario delle gare di ultramaratona previste nel corso della stagione
  • Costanza nella partecipazione alle manifestazioni di Endurance
  • Polivalenza dell'atleta nel cimentarsi su diversi terreni (pista, strada e sterrato)
  • Verifica dell'esito in termni assoluti (partenza ed arrivo!) alle stesse
  • Puntuali momenti di verifica dello stato "psico-fisico" lungo l'intera stagione
  • Multi-disciplinarità (in ordine chilometrico: 50 km, 6 ore, 100 km, 12O ore, 24 ore), poichè ognuna di esse offrirà una sua "specifica metrica e relativi indici/valori", dove solo la "summa" può davvero con buona approssimazione..., tracciare lo "stato di forma" di un atleta!
  • Migliori tempi raggiunti nelle diverse discipline.

ByMaurizioCrispi_Campionato-del-mondo-100-km-2011-Winschoten 6321In ultimo, inserirei la "discrezionalità" sulle ipotetiche scelte..., ma solo laddove ci sia stata dapprima una "stagione attiva ed operosa" dell'atleta, una costanza che garantisca un forte stato "motivazionale" e allo stesso tempo una buona capacità di recupero, ovviamente poi dei "crono" compatibili, con le soglie di competitività rispetto agli avversari in campo!

Mi permetto poi di estendere quanto sopra, al circuito Gran Prix di ultramaratona, che dovrebbe a mio parere rappresentare "lo strumento per eccellenza!", capace di realizzare tutto ciò, configurandosi nel modo migliore per racchiudere in sè "la massima espressione" della competitività dell'ENDURANCE ITALIANA, punto di riferimento per tutto il movimento, dove riunire ed esaltare tutti gli ultramaratoneti che ne prederanno parte..., una "scuola sul campo", densa di tutti quegli aspetti che spesso si "disperdono al vento!".

In questo 2011, posso affermare con piena e totale convinzione, che Ivan Cudin sia stato il "simbolo" di quanto sopra esposto, presente, versatile e talentuoso, dagli ottimi risultati (considerando le specifiche attitudini di ognuno di noi!) partecipando puntualmente alle 100 Km, alle 6 ore, alla 9 Colli running (oltre 200 km tutti d'un fiato!)..., dalla grande "motivazione", oltremodo "testata a fondo..." da eventi personali "non felici", che non lo hanno sicuramente agevolato in questa stagione!

Questo per dire che: "SI PUO'", ed Ivan ne è la testimonianza!

Curinga 2921Se vogliamo che il nostro movimento cresca, dobbiamo approcciare in maniera "sistemica" a molti degli aspetti che regolano e confiugrano il sistema!

Cè molto da fare, ma a questo siamo pronti!

Buone corse a tutti

Valerio Fatatis

 

 

Vedi anche

Campionato del Mondo 100 km 2011 (+Europeo). A fronte della splendida vittoria di Calcaterra, un deludente bilancio finale complessivo per la delegazione Italia

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11 settembre 2011 7 11 /09 /settembre /2011 14:50

puff.png(Katia Figini per Percorsi) Quando si prepara una gara 40, 100, 300 km si ha a che fare con tanti fattori che influenzano non poco il nostro umore e il nostro corpo. La cosa più importante per non lasciar perdere è quello di volerlo veramente. L'altra è allenarsi capendo che anche il riposo fa parte dell'allenamento.

A volte, quando ci si trova alle 6 del mattino a correre, soprattutto d’inverno, quando le temperature sono polari, ci si chiede "ma perché lo sto facendo". E' una domanda che si fanno tutti, inutile nasconderlo, dai professionisti agli amatori. In genere questo "amaro in bocca" dura un quarto d'ora, poi le nostre endorfine ci fanno cambiare idea e ci fanno iniziare la giornata con il sorriso e la carica giusti. Quando si prepara una gara di endurance sono necessari allenamenti mirati in grado di raggiungere il proprio obiettivo senza portare il corpo a uno stress eccessivo. Non è facile. In molti pensano che, allenarsi per un lungo o una gara a tappe, voglia dire correre per chilometri e km. Non è proprio così.

E' sicuramente importante provare, nei mesi prima, a stare sulle gambe un po' di ore (7/8 ore) ma in 6 mesi di allenamento basta farlo una o due volte. La maggior parte degli allenamenti sono dei qualitativi in grado di far lavorare il corpo in modo intenso dai 30 ai 50 minuti senza portarlo ad un lavoro eccessivo. Fare qualitativi vuol dire anche evitare sovraccarichi a livello di tendini e legamenti sempre sollecitati con la corsa. Il lungo (ma parliamo di massimo 3, tre ore e mezzo) si può fare la domenica in "assetto gara" (con zainetto se si pensa di usarlo per la gara) a un passo medio lento rispetto al ritmo gara che si pensa di tenere. Tornando al discorso del "chi me lo fa fare" si delineano sostanzialmente due strade entrambe molto importanti: mente e corpo.

Ho una teoria personale che risale alla famosa regola dell'ottetto che studiai in chimica nei lieti giorni della mia adolescenza. Tale regola determina che "tutti gli elementi tendono ad avere una configurazione elettronica stabile, ovvero a divenire non reattivi o comunque poco reattivi". Questo può essere associato al fatto che il nostro corpo e la nostra mente tendono più a prediligere le "Ripetute sul divano" alle ripetute di corsa. A volte è davvero dura vincere la tentazione del divano. Altre volte però non si tratta di pigrizia, ma di necessità. Questo l'ho imparato sulla mia pelle quando ho avuto un principi di sovrallenamento durato per circa 6 mesi. Si inizia ad avere inappetenza, problemi mnemonici, non si riesce più a riposare bene, le prestazioni calano e così si pensa di essere meno allenati e, non contenti, si aumenta l'allenamento entrando in un circolo vizioso in grado di creare dei danni davvero gravi. E' molto difficile capire quando si tratta di pigrizia e quando invece di necessario riposo.

Non c'è, a parere mio, una regola universale per capire se si è più da una parte che dall'altra (a parte chiedere consiglio a un medico). L'unica cosa che si può fare autonomamente e subito è imparare ad ascoltarsi. La corsa non è solo "gambe forti", la corsa è un po' lo specchio della vita ed è necessario far correre anche la propria mente allenandola continuamente in modo che solo essa possa darci delle riposte obiettive e soprattutto chiare. Un metodo che uso personalmente, in questi dubbiosi momenti,  è quello di concentrarmi per alcuni minuti ad occhi chiusi e visualizzarmi nell'allenamento: se provo un senso di nausea è perché il mio corpo ha il "rigetto" della corsa e perché mi sta dicendo che ha bisogno di riposo. In questo caso, l'ora impiegata per correre la uso per fare stratching e/o un bel riposino. Nel caso, invece, avverto la bella sensazione della corsa, la libertà e il piacere, allora mi sforzo e vado a correre. Un'altra cosa che consiglio è quella di evitare le immense e stupide sfide con se stessi: se dopo un 20 minuti di attività le gambe non girano, non è giornata, cambiate l'obbiettivo e continuate a trotterellare per altri 20 minuti o fermatevi e andatevi a fare un po' di stratching SENZA inutili e malati sensi di colpa. Il corpo va rispettato altrimenti vi troverete a letto con una febbre o con  un tendine infiammato da lì a poco. Il corpo dà sempre delle avvisaglie, è saggio aiutarsi con la mente per capire cosa sta cercando di comunicarci. Spesso infatti siamo continuamente bombardati da eventi esterni che diventiamo sordi e non sentiamo quello che la nostra mente ci dice.

Un'altra cosa invece è l'allenamento mentale. Il mio progetto Run For Women è durato ben 11 mesi e l'impegno sia fisico che mentale è stato davvero molto alto. Ho lavorato con Luca Taverna che ha voluto accompagnarmi in questa avventura. Il mental coaching è fondamentale in questi casi. Potrei scrivere per ore in merito agli esercizi necessari da fare giorno per giorno (proprio come gli allenamenti fisici anche la mente va allenata) ma ogni persona è diversa ed è giusto che ognuno faccia il proprio percorso (non posso nemmeno avere la presunzione di diventare dottore, per questo chiedete direttamente a Luca) una cosa però che dà sicuramente la carica a tutti è quella di pensare intensamente (la mattina appena si aprono gli occhi e si è ancora nel letto) al proprio obiettivo, al momento esatto in cui si taglierà il traguardo, alla felicità e alla gratificazione personale avvertita a raggiungere l'obiettivo per cui si è combattuto tanto. Questo vi farà saltare su come una molla e vi farà venire la voglia e l'entusiasmo di infilarvi le scarpe e di correre. Buone corse allora!.

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31 agosto 2011 3 31 /08 /agosto /2011 09:34

First-Olympic.jpgAnche chi fa parte dovrebbe essere capace di assaporare la "lentezza" come qualità essenziale della vita, mettendo da parte la filosofia del Citius! Altius! Fortius! l'espressione latina che significa "Più veloce!, più in alto!, più forte!"  e che  costituisce il motto olimpico ufficiale (assieme ai cinque cerchi e alla fiamma, uno dei principali simboli olimpici).  Il motto fu adottato come motto del Comitato Olimpico Internazionale fin dalla sua fondazione nel 1894 (anche se fu usato per la prima volta in occasione delle Olimpiadi di Parigi del 1924), proposto da Pierre de Coubertin ma ideato da Henri Didon (1840/1900), un celebre predicatore domenicano, al quale le Poste vaticane dedicarono un aerogramma nel centenario della morte (ossia nel 2000) .

Anche se si tratta di una esortazione originariamente rivolta a ogni atleta perché tendesse sempre al superamento agonistico dei propri limiti personali, come sovente accade per ogni motto anche questo ha finito col definire una filosofia di vita, allineata alla frase che viene comunemente associata allo spirito olimpico — forse ancora più nota del motto ufficiale — e cioè "L'importante non è vincere, ma partecipare", attribuita allo stesso Barone De Coubertin.

Spesso il nostro approccio alla pratica dello sport (e quindi anche alle vicissitudini della vita) è condizionato - senza che noi ne abbiamo molta consapevolezza dall'esortazione contenuta nel famoso motto latino. E questo spesso ci fa diventare concitati, frettolosi in qualsiasi cosa facciamo: tutto ciò che è in qualche modo collegato con la lentezza ci sembra una perdita di tempo oppure qualcosa di futile.

Ma se andare sempre a mille o a duemila, da un lato, regala emozioni adrenaliniche, dall'altro lato finisce con il logorare. Ogni tanto bisogna saper "deporre le armi" e riposare (anche un riposo "attivo" va bene), fare altro e assaporare le gioie del "vivere con lentezza".

La "lentezza" arricchisce la nostra vita e il nostro spirito, ricordiamocelo...

Nel contesto del movimento a favore della lentezza come pratica di vita e di sviluppo sostenibile, si inseriscono diverse iniziative, come questa ad esempio.

 

Anche quest'anno L'Arte del Vivere con Lentezza Onlus vi invita a partecipare a Leggevamo Quattro Libri al Bar - Lettori Cercasi, festival diffuso della lettura a voce alta; un'occasione per raccontare e raccontarsi attraverso un libro, riassaporando la voglia di stare insieme nei bar (e non solo) delle nostre città, da sempre luoghi di incontro di uomini e culture.

Giunta alla sua quinta edizione stiamo ricevendo adesioni anche da ospedali, case di riposo, asili, scuole, case editrici, uffici, luoghi di lavoro... durante l'anno sono anche partite delle letture nelle case circondariali.
Ciascuno può mettere in campo la vostra creatività: dal 19 al 25 settembre 2011 organizzate nella vostra città uno o più incontri di lettura a voce alta, proponendo brani dei libri che vi hanno fatto pensare, sognare o che avete scritto, offrendo la possibilità alle persone di incontrarsi, di conoscersi e di svelarsi attraverso la letteratura. Riscopriremo così il valore sociale delle botteghe e dei luoghi di lavoro e il valore delle piccole azioni di aggregazione sociale che conducono a grandi cambiamenti!!!
La forza dell'iniziativa è nella Rete e nelle vostre idee: dalle 30 adesioni dell'edizione 2007, le proposte si sono moltiplicate, creando angoli di città affettuose perché basate sulla coesione sociale fatta di piccole cose, via libera dunque alla fantasia!!!

 

Tutte le iniziative correlate saranno riportate sul sito www.vivereconlentezza.it

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8 agosto 2011 1 08 /08 /agosto /2011 07:37

pesce_azzurro_01.jpgValerio Fatatis è in vacanza con la famiglia in quei di Recanati... Si sa come sono fatte le vacanze dei runner: un po' di riposo e relax che servono a de-comprimere il motore e la centrale dei comandi, ma anche "sgambatine" quotidiane giusto per ricordarsi del proprio hobby preferito.

Nella nota che segue Valerio Fatatis ci racconta delle sue giornate recanatesi e dell'incontro casuale con un pesce "azzurro" o "azzurrabile", incontro che ha stimolato in lui ulte riori riflessioni...

(Valerio Fatatis) A volte il destino ci riserva incredibili fatalità, come questa che con incredulità mi accingo a raccontarvi.

Entusiasta per il mio approdo sulle rive Adriatiche del nostro stivale, nei pressi della terra natale di un grande poeta, che a Silvia dedicò "anima e corpo...", il mio pensiero veloce corre ad immaginare il "menù" dei prossimi giorni... tutti volti all'insegna del "sapore di mare... in tutte le sue salse!" (proprio come magistralmente ritratto nell'omonimo film), quindi dalla spiaggia agli scogli, dal nuotare al tuffarsi, dalle riviste patinate di gossip estivo alle classiche partite a carte sotto l'ombrellone, al sollievo di un fresco gelato pomeridiano all'anguriata di gruppo del dopo cena.

Fra tutte, certo, immancabile è - alle prime luci del giorno per sfuggire ai dardi del solleone - la quotidiana "sgambata" tanto desiderata.

Un'intera settimana volta alla "rigenerazione" visto l'intensa stagione agonistica, come recitano i "tecnici", fase di scarico!

Il tutto avviene nel silenzio all'albeggiare, interrotto dai richiami dei tanti gabbiani che sorvolano la costa, il sodo lavorare del "bagnini" intenti nel ridar volume ai tanti ombrelloni distesi come filari di ulivi, dai tanti colori diversi, quasi a creare un arcobaleno "terreno"...

 Una brezza frizzante prova a sollevare la maglietta ancora asciutta, una piacevole sensazione di freschezza mista ad intensi profumi "marinari", che rievocano quei caratteristici piatti locali, come il famoso brodetto!

Il ritmo è morbido, senza forzare, rapito dall'intenso frangente, non di solitudine ma di contemplazione, che fortemente "incido nella memoria", per quei "tempi" futuri che non tarderanno ad arrivare...

Ad un certo punto, noto senza possibilità di errore visto il passo svelto e leggero, un gruppo di podisti in "formazione tattica", equamente distanziati, dove quelli nelle retrovie approfittano della scia, mentre i capofila "dettano il passo", supportati dal gps al polso che con regolare frequenza controllano!

Allungo il passo e mi unisco a loro, un motivo per accrescere ed appagare la mia sete di "amicizia".

Non crederete a ciò che stò per dirvi..., chi alimenta il gruppo? uno dei nostri "portacolori", un azzurro quindi..., protagonista se non ai prossimi mondiali della 100 km su strada, che si terranno il prossimo Settembre a "Winschoten - Olanda" a quelli del 2012, se dovesse riconfermare le promesse, Paolo Bravi; e "bravo" lo è davvero!

Concentrato ed attento, costantemente, inesorabilmente, dall'inizio alla fine..., nessuna distrazione con chi segue o lo insegue, con un poderoso "gruppo motore!", scivola agile e veloce sul caldo asfalto ben levigato dal pellegrinare di turisti "da e per" ogni dove...

L'allenamento volge al suo termine, si congeda per rientrare alla base, un veloce saluto in

corsa, con un "arrivederci"... (a chissà quando"...!).

Una diversa "dimostrazione" comportamentale sull'approccio all'allenamento rigoroso, che

nulla concede al gruppo, forse mezzo indispensabile al raggiungimento di ottimi risultati!

Cosa c'è oltre la siepe di "Giacomo", nell' "INFINITO" e cosa c'è oltre la siepe del nostroego?

Forse, ruminando km, forse riusciremo a scoprirlo...

 Una buona riflessione a tutti voi!

Buone corse a tutti...

 

 


Paolo-Bravi.jpgPaolo Bravi (Grottini Team Recanati, di cui è anche Presidente) ha esordito in ultramaratona 100 km con il Passatore 2011 (39^ edizione), ottenendo sin da subito un brillante risultato, tanto da essere inserito - come Alberico Di Cecco, piazzatosi 2° subito dietro a Giorgio Calcaterra, nella lista degli atleti di interesse nazionale di ultramaratona, specialità 100 km (vedi l'articolo)

Quello che segue è l'incipit di un articolo in cui si parla di lui, proprio alla vigilia della 100 km del Passatore (Paolo Bravi tenta il colpaccio nella maratona del Passatore) su CronacheMaceratesi (www.cronachemaceratesi.it))

Non è tra i favoriti al successo finale, ma senza ombra di dubbio rientra tra i possibili outsider alla 39esima edizione della 100 chilometri del Passatore in programma sabato con partenza a Firenze e arrivo a Faenza. Paolo Bravi, atleta e Presidente della Grottini Team Recanati, si confronta per la prima volta nella ultra maratona dopo aver oleato gli ingranaggi alla 50 chilometri di Seregno dove ha ottenuto un beneaugurante secondo posto. L’ingegniere recanatese, che tra le altre sue imprese vanta ben cinque partecipazioni alla maratona di New York e punta deciso ai mondiali di ultramaratona in programma nel 2012, sabato 28 maggio dovrà confrontarsi con i migliori della categoria a partire da Giorgio Calcaterra che ha vinto le ultime cinque edizioni.

[...... leggi il resto dell'articolo]

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3 agosto 2011 3 03 /08 /agosto /2011 00:15

Curinga-2921.JPGValerio Fatatis (M35, Road Runners Club Milano) è uno di quei podisti che si sono convertiti da subito al fascino delle ultramaratone, senza passare dalla trafila dell'upgrade dalle gare corte alla maratona, passando per l'esperienza delle maratone. Non che sia l'unico ad aver fatto questo tipo di scelta, poichè negli annali dell'ultramaratona italiana ed internazionale si registrano numerosi casi di podisti che si sono convertiti da subito al Verbo dell'Ultramaratona.

Quando ciò accade, è perchè sicuramente il runner sente nella corsa il richiamo di qualcosa d'altro che non sia la semplice prestazione cronometrica ol'aspetto meramente performativo. Invece, il runner che viene su dalla gavetta del fondo e del fondo prolungato nella sua crescita agonistica è indubbiamente pesantemente condizionato dalla performance cronometrica e da un'ansia di tecnicismo nella preparazione che lo portano a guardare con lo stesso metro - indubbiamente restrittivo - la propria prestazione in ultramaratona (che viene così pesantemente condizionata - ipotecata - dall'occhio al cronometro e ad altri supporti tecnologici come - ad esempio - è nell'uso costante del cardiofrequenimetro. La loro corsa in ultramaratona diviene così rigida ed inscatolata in una sorta di tecnicismo ad oltranza del corpo performante.

Spesso la scelta di correre, sin da subito, le ultramaratone, siano esse le 100 km su strada o su pista, o le 24 ore - solo per citare le due specialità "regine" tra le corse di endurance - è quella di andare oltre il limite della convenzione podistica (che è stata fortemente forgiata dall'essere divenuta la distanza di maratona disciplina olimpica), accettando il rischio di esporsi all'avventura e alla ricerca del limite, che non è solo esterno ma anche - e soprattutto - squisitamente interiore.

E' questo che si coglie nelle esperienze di Valerio Fatatis, che ha esordito in ultramaratona con la Strasimeno 2011, passando poi per la 100 di Seregno e per la 100 km del Passatore, con un'incursione nella 6 ore dei Templari e nella Pistoia-Abetone.

Valerio Fatatis ha dimostrato di possedere nell'approccio all'ultramaratona equilibrio e disponibilità a mettersi alla prova con coraggio, ma anche il giusto pizzico di agonismo che gli hanno consentito di realizzare - senza averlo particolarmente voluto e dunque con serenità e senza contratture interiori - dei buoni risultati, senza registrare defaillance o ritiri o infortuni.

In effetti, se la preferenza è per le ultramaratone, non ci potrà mai essere (o, almeno, si verificherà diffcilmente) la possibilità di esperire - in un'eventuale crisi - che la distanza da correre "è troppo grande" oppure che "il traguardo è troppo distante".

Il traguardo per Valerio - come per altri che hanno fatto la scelta di correre sin da subito le ultramaratone - è semplicemente quello e a quello si deve tendere, senza essere distolti dalla "cattiva abitudine" mentale di far riferimento a traguardi più lievi o meno onerosi.

Ma, ecco di seguito, una riflessione formulata dallo stesso Valerio Fatatis che è illuminante per illustrare per illustrare la sua filosofia di corsa, ma anche la "poetica" che inevitabilmente la pervade.

L'ultima "impresa" di Valerio Fatatis è stata la partecipazione alla 6 ore di Curinga 2011, lo scorso 30 luglio, in cui si è classificato 7° assoluto, con 70,320 km percorsi.

Curinga 3245(Valerio Fatatis) Come potrei correre seguendo una tabella di marcia che imponga e vincoli il come, quando e quanto praticare questo meraviglioso sport? Appunto, stiamo parlando di sport, quindi passione, divertimento... non lavoro!! Per quanto mi riguarda, correre, percorrere chilometri, sudare, sono modi per raggiungere naturalmente il mio "IO" più profondo, un mezzo, uno strumento, non il fine ultimo.
Ovviamente, esiste poi l'aspetto agonistico, prestativo, ma anche quello è la manifestazione "regina" che racchiude in sè la scommessa "principe" verso se stessi, che consiste nella misurazione precisa del rapporto di forza tra "mente" e "corpo", il prevalere dell'uno sull'altro, in simbiosi o in contrapposizione, in sinergia ed armonia, nella lotta dove l'istinto è... prevalere, prima su se stessi e solo secondariamente sugli altri!
In altre parole, ci si allena per velocizzare, rafforzare e potenziare la corsa e la relativa resistenza; al contempo, si istruisce la mente a governare questo nuovo "stato", denso di fatica, fame, sete, e qui ci sarebbe da "chiacchierare" per ore!
Quanto dedichiamo del nostro tempo a noi stessi? Per ascoltare, pesare ed assimilare ciò che ci accade? E non ciò che siamo costretti a "gestire" lungo l'intera giornata, costellata di micro- e macro-avvenimenti sempre legati a qualcosa di esterno, di tecnico, di meccanico, che si esaurisce nel giro di pochi minuti o al massimo di qualche ora, svanendo poi senza lasciare traccia, poichè inutile per la nostra anima...
Mille sono le sensazioni regalateci come doni... Quella della velocità, anche se mantenuta per soli dieci minuti, quella di leggerezza, quel muoversi come in una danza, una sorta di "ballo ritmato" che innesca alchemiche e vibranti emozioni, come serenità e spensieratezza...
Il mio personale ed opinabile obiettivo è quello di creare uno "strappo temporale" nella realtà quotidiana, nella routine, interrompendo il flusso di "dati" che inesorabilmente schematizza e predigerisce sempre allo stesso modo... <sveglia..., in bagno..., colazione..., vestizione..., mezzi pubblici.., ufficio...>, il tutto regolato inderogabilmente dal trascorrere del tempo, dove il 90% della giornata, ahimè è identica alla precedente e con ottime probabilità, sarà identica alla prossima!!
Buone corse a tutti e che esse possano regalarci sempre sensazioni uniche (e sempre lo saranno, sino a quando ci ricorderemo di ognuna di esse, perchè ognni singola corsa cui abbiamo partecipato è unica e speciale)!

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Archivi

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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