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6 febbraio 2012 1 06 /02 /febbraio /2012 15:52

NicolaFenelli_firenze_marathon_R08154.jpg.pngQuella che segue è la risposta di Nicola Fenelli, organizzatore-patron della Mezza Maratona delle due Perle (alla sua 7^ edizione) a due runner che hanno mosso delle critiche per l'annullamento della manifestazione del 5 febbraio scorso, a causa delle avverse condizioni meteo e per il suo rinvio all'11 marzo prossimo.

 

La prima lettera

Gentile G****

condivido la riflessione, almeno in parte. Di manifestazioni ad oggi ne ho organizzate tante, ora ho 49 anni e quando promossi la prima ne avevo 23, quindi è 26 anni che organizzo. La prima è stata la Marcia Arcobaleno che, dopo una sospensione, ora è di nuovo attiva, poi ci fu la Rapallo- Montallegro, portata avanti per 10 edizioni, poi altre gare come la 5000 in pista e gare promozionali per bambini, per non parlare di 6 edizioni della Mezza Maratona delle due perle e di tre edizioni del Trail di Portofino. In nessuna delle tante gare, sinora organizzate, mi era mai capitato di annullare o rinviare per il maltempo: mi ero trovato a rischiare, sì, in una Rapallo-Montallegro a causa della neve e, in quell’occasione, per poterla fare egualmente avevamo ridotto il percorso (comunque anche allora erano piovute critiche per i tagli praticati al percorso di gara per metterlo in sicurezza…).

E' sempre la stessa storia: chi fa sbaglia, a chi non fa niente è più difficile sbagliare, detto questo sono d’accordo con lei, ora è tutto più difficile, più difficile anche per colpa nostra che siamo sempre più esigenti e non perdoniamo niente a nessuno. Se le cose vanno storte, si fa presto ad andare dall’avvocato e richiedere il pagamento dei danni!  Anche quando la colpa non è ascrivibile alla macchina organizzativa,  se poi ci scappa il morto, per un’organizzatore si tratta di una cosa veramente grave e bisogna entrare nel merito di una discussione legale e giudiziziaria su eventuali responsabilà.

Ricordo che in una precedente edizione del trail di Portofino un partecipante, a causa del terreno scivoloso per via della pioggia, si è rotto il femore (e meno male ero assicurato! Ma che critiche mi sono piovute addosso, ragazzi! …).

La Fidal è sempre più fiscale e anche su questo argomento ci sarebbe da parlare, insomma … Un forum offerto da queste e-mail è interessante, e, pur non potendo essere esaustivo, comunque può essere spunto di riflessioni.

Il curato della mia parrocchia, quando ero bambino aveva una 500 FIAT e, una volta, ci siamo stati in 14! Oggi, una cosa simile potrebbe essere possibile? 

Forse è meglio così, ma prima forse ci si divertiva di più… 

Credo che stia anche a noi …

Ritornando allo specifico, avremmo potuto annullare del tutto la manifestazione, ma abbiamo cercato di non perderla e di rimandarla: qualcuno l’11 marzo non potrà partecipare e ci dispiace, ma non perderà i suoi soldini in quanto potrà ripartecipare all’edizione 2013.

Gentile G****, speriamo in tempi migliori e vi ringrazio comunque per questa semplice e genuina chiacchierata che, comunque, fa trasparire una umanità che può essere da fermento per una società più giusta, ma sopratutto più solidale!

Nicola


La seconda lettera

 

FenelliGentile V****,

le devo confessare che un po’ di depressione è arrivata anche a me, ed in modo particolare la domenica mattina quando ho visto la magnifica giornata, quindi comprendo benissimo, e non posso far altro che darvi ragione. Ma, purtroppo, non è così semplice: la decisione andava presa giovedì e non più tardi. In questo caso, si trattava di una gara dove si sarebbero messe in moto 2500 persone provenienti da tutte le regioni italiane, comprese la Toscana e Emilia Romagna, (completamente bloccate).

In tutte le regioni Italiane sono state annullate e rinviate le gare, anche quelle indoor! Erano giorni in cui stavano arrivando accorate e-mail che chiedevano a gran voce di rimandare la competizione. A questo punto, la prefettura di Genova, il sindaco di Santa Margherita Ligure, ma soprattutto la FIDAL, ci hanno esortato a rimandare: e credo  che, alla fine, abbiamo preso la decisione più saggia in quel momento, in quanto abbiamo tutelato l’interesse della stragrande maggioranza dei partecipanti. Far quadrare l'interesse di tutti, in questi casi, è impossibile.

Rimango a vostra disposizione e se vorrà darmi il numero di telefono del suo presidente sarà mia cura telefonargli.

Cordialissimi saluti

Nicola Fenelli

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6 febbraio 2012 1 06 /02 /febbraio /2012 14:54

Lungomare_di_Santa_Margherita_Ligure.JPGLa Maratonina delle due Perle che, il 5 febbraio 2012, avrebbe dovuto avere luogo tra le "due perle" della Riviera di Levante in Liguria, cioè tra Santa Margherita Ligure e Portofino, come è noto, è stata annullata (e posticipata all'11 marzo 2012) per decisione dei pubblici aministratori - per motivi di pubblica sicurezza - soprattutto per evitare di mettere a repentaglio molti runner che sarebbero dovuti arrivare anche da lontano, superando i valichi appenninici. Molti runner che comunque avevano programmato un fine setimana fuori hanno deciso di andare comunque, per non compromettere un fine settimana già organizzato da tempo, come si evince dalla seguente testimonianza da parte di un gruppo podistico proveniente dalla Lombardia.

 

Nonostante l'annullamento della gara, il ns. gruppo (12 persone) aveva deciso comunque di trascorrere il fine settimana a S. Margherita; le previsioni meteo erano passabili ( 1/2 gradi, precipitazioni assenti, cielo variabile con schiarite), e in tutto il nord le strade erano normalmente percorribili. Non si capiva quali disagi e pericoli avessero invece previsto gli organizzatori. Dopodichè, sabato il cielo era nuvoloso, la temperatura sui 2 gradi con un po di vento, mentre domenica la giornata era luminosissima con un sole splendente e 4/5 gradi, insomma una gradevole giornata invernale. Sia sabato che domenica ovviamente ci siamo allenati. Questa mezza è sempre stata per me quella che ho corso più volentieri per gli incomparabili e suggestivi panorami che offre: quindi non ci va di fare polemica, ma certe decisioni meriterebbero più attenzione nell'interesse di tutti.


E' comprensibile il punto di vista sopra riportato.

Ma c'è da dire che, considerando la paralisi viaria che aveva già colpito mezza Italia, spofondata sotto neve e ghiaccio, la decisione presa è stata saggia comunque e, inubbiamente, è stata pensata nell'interesse di tutti e a tutela di eventuali addebiti di responsabilità.
Ricordiamoci che, a Santa Margherita, erano attese non poche decine di persone soltanto, ma 3000 atleti: cosa sarebbe successo se le cose non fossero andate per il verso giusto?

Si sarebbe verificata la classica situazione in cui si tenta di chiudere le porte della stalla dopo che tutti i buoi sono fuggiti, per dirla con un proverbio, e ci sarebbe trovati a piangere - con il senno di poi - sul latte versato, per dirla con un altro detto popolare.

Tante decisioni prese nell'interesse di tutti sono impopolari, perchè lasciano scontenti i più, ma cosa è più corretto fare tra le due possibilità date, cioè lasciar corrrere, ignorando il possibile pericolo oppure procedere nell'ottica della prevenzione, proprio per scongiurare potenziali pericoli e situazioni che, coinvolgendo migliaia di persone, rischierebbero di diventare ingestibili?

Mi pare ovvio quale debba essere la risposta che qualsiasi persona sensata si troverebbe a dover dare, a maggior ragione chi si trova a gestire la cosa pubblica.

 


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31 gennaio 2012 2 31 /01 /gennaio /2012 12:09
DSC08470  DSC08477.JPG

Nella Maratona di Siracusa (13^ edizione), che si è svolta lo scorso 29 gennaio 2012, la brianzola Monica Casiraghi (Team Cellood) e  la comasca Roberta Orsenigo (Milano Road Runners Club) si sono classificate rispettivamente prima e seconda nella gara femminile, dopo aver tenuto il comando della corsa rosa sin dalle battute iniziali: prima e seconda, ma praticamente giunte sulla linea del traguardo a pari merito, come risulta anche dal crono attribuito ad entrambe (3h04'15"), come si vede consultando la classifica la classifica elaborata da Timing Data Service.

Sono arrivate appaiate, così come erano partite e come avevano condotto tutta la distanza di maratona: una gara corsa all'insegna dell'amicizia tra le due, nata e consolidatasi nel corso del tempo, attraverso la condivisione della passione per corsa di lunga distanza e di gare fatte assieme, a far da catalizzatore.

Monica Casiraghi - come molti sanno - è un'ultramaratoneta con una ormai lunga esperienza. E' stata più volte campionessa italiana nelle maggiori specialità di ultramaratona (50 km, 100 km e 24 ore su strada); più volte convocata nelle Nazionali Italiane chiamate a partecipare ai Campionati del Mondo (ed europei) 100 km, 24 ore su strada (e su pista), ha raccolto un'imponente messe di medaglie.

Roberta Orsenigo, invece, è una campionessa emergente dell'ultramaratona: si è accostata di recente alla 100 km, con il prezioso supporto in termini di consigli, suggerimenti e supporto motivazionale da parte della più esperta Monica Casiraghi, sorprendendo tutti con la cospicua vittoria - proprio all'esordio in questa specialità di ultramaratona - ottenuta alla 100 km delle Alpi 2011, dove - oltre alla vittoria - ha avuto la grande soddisfazione di un 5° posto assoluto.  A coronamento di questo promettente esordio, Roberta è stata convocata a far parte della Nazionale italiana che parteciperà al Campionato del Mondo 100 km su strada 2012 che avrà luogo a Seregno, il prossimo 22 aprile.

Anche Monica Casiraghi, che si era distanziata momentaenamente dalla pratica della 100 km, è stata convocata per il prossimo Mondiale e ha accettato di partecipare, in larga parte per via delle positive esperienze che sono scaturrite dalla condivisione della corsa agonistica sulla distanza con Roberta Orsenigo, con la quale - inizialmente sua "allieva" - ha costruito velocemente un forte ed intenso rapporto di amicizia, come solo tra le donne può nascere ed alimentarsi.

E' questo il background esistenziale ed emozionale dietro la loro performance siracusana, corsa praticamente in tandem, per una scelta consapevole e condivisa.

Al loro arrivo - molti non hanno notato, ma il gesto è stato documentato fotograficamente -  Negli ultimi 200 metri, subito prima  il cartello del 42 km ad un certo punto la mano di Roberta e quella di Monica si sono sollevate e si sono sfiorate in un tocco lieve, ma significativo. Il gesto non è proseguito: avrebbe potuto essere il preludio del sollevare le mani congiunte in alto, per tagliare così il traguardo, ma così non è stato. 

Dopo quel tocco lieve, le mani si sono separate e le braccia si sono ricomposte nel gesto della corsa: e, così, hanno continuato a volare - sempre appaiate - verso il punto di arrivo.
Forse, a pochi metri dal traguardo hanno ricongiunto di nuovo le mani per sollevarle in alto  come si usa fare, quando si arriva assieme, ma questo - se c'è stato - è stato un gesto riservato al pubblico, quello "ufficiale".
Quel tocco lieve che solo alcuni - più arretrati rispetto alla linea di arrivo - hanno potuto cogliere, è stato un gesto intimo e privato che non aveva bisogno di pubblico: il gesto di due amiche che esprimono reciprocamente solidarietà, affetto e tutto un non detto di emozioni... e per questo non è necessario ostenzione ma solo un tocco veloce che consente una rapida condivisione di stati d'animo che non si possono esprimere a parole.

La corsa al femminile è sempre caratterizzata da forti emozioni ed affetti intensi e può tingersi di un forte senso di solidarietà reciproca che travalica la semplice condivisione della passione per la corsa, diventando il sostrato fertile di sentimenti amicali che rimarranno sempre, a prescindere dalla pratica del running.

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27 gennaio 2012 5 27 /01 /gennaio /2012 19:39

Mosca-e-San-Pietroburgo-15al22-9-2011-235R.jpgQuello che segue è un piccolo episodio che può stimolare una riflessione generale sul tema della solidarietà e dell'indifferenza tra podisti e, più in generale, tra esseri umani...
Un podista si lamenta del fatto che, al termine di una gara internazionale all'estero (alcuni mesi fa, nel settembre 2011), si è sentito male e che se ne stava accasciato sullo zaino, a terra, incapace di parlare e di muovere, mentre una compagna di squadra lì presente si limitava a fotografarlo anzichè attivarsi per prestargli soccorso.
Cosa che, invece, con molta buona volontà e spirito d'iniziativa, hanno fatto due runner stranieri pure presenti alla manifestazione podistica.
La nostra Società, in generale, è sempre più permeata di indifferenza, come dimostrano alcuni eclatanti fatti di cronaca: che ciò si tramuti in mancata omissione di soccorso ad un proprio compagno di squadra, al termine di una gara podistica, e in un atteggiamento inutilmente voyeuristico, con l'ausilio di una macchinetta fotografica è certamente disdicevole. A maggior ragione che chi corre, sa per esperienza diretta o di altri casi occorsi ai propri amici e conoscenti che 'è sempre la possibilità di un malessere al termine di una gara e che non si può rimanere indifferenti o inerti.

Occorre prodigarsi e, se non si è in condizione di prestare un primo soccorso, bisogna allertare immediatamente qualcuno in condizione di farlo.
E, in alcuni casi, ciò potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte.
Meno che mai fotografare qualcuno che sta male, a meno che non si sia in uno specifico ruolo professionale e comunque distanti fisicamente salla situazione (come può essere il caso di un fotografo professionista dotato di un potente teleobiettivo). In questi casi l'attività fotograficica sul malcapitato che sta male avrebbe quasi il sapore di una beffa che viene ad aggiungersi al danno del malessere.

Anche se, nel caso specifico, possiamo concedere il beneficio d'inventario alla compagna di squadra-fotografa, immaginando che magari non si fosse accorta del malessere dell'altre e che stesse semplicemente documentando gli atteggiamenti posturali del dopo-gara.

Vorrei ricordare qui che alcuni podisti di valore (e ricordo il caso di Ivan Cudin ad una edizione della Ecomaratona del Ventasso di alcuni anni fa) sono pronti a fermarsi (anche se conducono alla testa della gara) per prestare soccorso ad un altro podista infortunato oppure a qualcuno esterno alla corrsa palesemente infortunato.
Ecco il breve racconto del podista che lascio - per la privacy - nell'anonimato.


(C****) Qualche mese fa mi è successa una cosa brutta, se vogliamo metterla così.
Dopo una corsa, al traguardo, stavo male. Non riuscivo né parlare né a rispondere
Una mia compagna di squadra ha pensato di fotografarmi invece di prestarmi soccorso.
Invece, due stranieri - due Russi - lo hanno fatto e mi hanno portanto da un medico presente, mentre una signora mi ha portato lo zaino.
Non so se ad altri è mai capitata una cosa simile: essere fotografato anzxichè ricevere soccorsoi.
Ma questa persona la perdono.
Spero che la prossima volta, magari con un altro, si comporterà diversamente.

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15 gennaio 2012 7 15 /01 /gennaio /2012 09:58

scavone-large.jpgEcco di seguito una notizia che certamente non fa bene al Calcio, riproponendo ancora una volta la domanda legittimna se il Calcio sia ancora uno sport, e che di sicuro nuoce allo sport in generale e ai valori che dovrebbe convogliare.

Il fatto è accaduto a Potenza, dove un attaccante della squadra di Oppido Lucano ha colpito con un pugno in piena faccia un giornalista del locale 'Quotidiano della Basilicata'

(ANSA) Un calciatore dell'Angelo Cristofaro di Oppido Lucano (Serie D), ha colpito oggi con un pugno in pieno viso il collaboratore del ''Quotidiano della Basilicata'', irritato dal voto (4,5) che il giornalista gli ha assegnato in pagella. Il fatto è accaduto il 10 gennaio 2012,  subito dopo la prestazione di domenica 8 gennaio.
Il giornalista e' stato medicato nell'ospedale di Potenza.
Invece, il calciatore e' stato subito ''sospeso'' dalla societa': provvedimento auspicabile in attesa dei possibili risvolti penali, quando il giornalista picchiato presenterà denuncia e si attiverà il relativo procedimento giudiziario.
L'episodio e' stato condannato da organi di categoria dei giornalisti e dirigenti FIGC: èrovvedimenti assolutamente auspicati e tempestivi.
Il problema vero tuttavia sta nell'atteggiamento generale del pubblico dei tifosi (non quello generalista) nei confronti di simili episodi che dalle tifoserie (non parliamo poi dei gruppi ultrà) sono considerati esempi di sommaria, primitiva ed efficace giustizia sportiva e quindi guardati con acquiescenza e tolleranza.
Purtroppo è questo un certo mondo del calcio, nemmeno tanto sotterraneo.
Sarebbe ora di andare ad un punto di svolta e ad un severo giro di vite.
Questa che segue la cronaca del fatto più nel dettaglio.
(fonte: Panorama.it) Antonello Scavone, l'attaccante che ha aggredito il giornalista (Credits: Quodidiano di Basilicata)

“Sbaglia clamorosamente il gol del vantaggio a metà del primo tempo, centrando in pieno Donnici (ndr, il portiere della squadra avversaria). Sbaglia un semplice appoggio ad inizio ripresa, con la squadra tutta sbilanciata e dà il via all’azione del primo vantaggio campano. Inconsistente. Voto: 4,5”. Sono bastate queste righe pubblicate sulle pagine sportive del Quotidiano di Basilicata per scatenare la follia di Antonello Scavone, 20enne attaccante dell’Angelo Cristofaro (serie D, girone H), che ieri, nel corso della seduta di allenamento della sua squadra, ha aggredito il giornalista colpevole di aver redatto una pagella che evidentemente gli stava troppo stretta. Rocco De Rosa, 24enne collaboratore della testata lucana, è stato colpito al volto da un pugno che ha reso necessario il pronto ricovero all’ospedale per gli accertamenti del caso. Se la caverà con qualche ammaccatura, ma lo spavento è stato grande.

roccoderosaR.jpgTutto ha inizio domenica scorsa a Oppido Lucano, piccolo centro con meno di 4 mila anime in provincia di Potenza. La squadra di casa, l’Angelo Cristofaro, attualmente invischiata nella lotta per non retrocedere, ospita la Sarnese, che invece è tra le prime della classe del girone H della serie D. La gara è a senso unico. Finisce 3 a 0 per la Sarnese, che lascia nello sconforto l’Angelo Cristofaro. De Rosa è sugli spalti.

Da tre anni si occupa di cronaca sportiva per il Quotidiano di Basilicata. E’ un giornalista a tutti gli effetti. Il suo compito è scrivere un pezzo sulla partita. Con tanto di pagelle, che piacciono tanto ai lettori. I giudizi sui giocatori di casa sono quasi tutti sulla stessa linea, non si salva nessuno. Tra i peggiori c’è anche lui, Antonello Scavone.

Il giovane centravanti dell’Angelo Cristofaro non gradisce il commento sulla sua prestazione e posta sul suo profilo di Facebook un messaggio nel quale giura vendetta al cronista. “Ci vediamo al campo”, pare gli scriva. De Rosa legge e conferma l’incontro, non sospettando le reali intenzioni del giocatore. Che infatti, appena lo vede lo aggredisce con un pugno che lo mette KO.

Il giornalista sbatte violentemente la testa sui gradini degli spalti ed è costretto a farsi accompagnare di corsa al pronto soccorso.

“Ho due bernoccoli in testa, ho la spalla fasciata e non sento bene dall’orecchio sinistro – dice il cronista sportivo a panorama.it al ritorno dal pronto soccorso - Non ho capito nemmeno io cosa stava accadendo, sono stati due minuti di follia. Per fortuna che sono intervenuti gli altri giocatori a fermare Scavone, altrimenti poteva finire peggio”. Le ragioni dell’aggressione non sono ancora chiare.  

“Se l’è presa a morte, non so bene perché - continua De Rosa - anche i suoi compagni di squadra hanno ricevuto voti bassi, non so cosa l’abbia istigato ad aggredirmi in questo modo. Con gli altri ragazzi della squadra il rapporto è ottimo, fuori e dentro il campo. Il paese è piccolo, ci conosciamo tutti”.

Un attacco in piena regola, viene quasi da pensare che tra i due ci fossero conti in sospeso.

“No, niente di tutto questo. L’avevo intervistato ad inizio stagione, per parlare del suo passaggio dal Potenza all’Angelo Cristofaro. Aveva dichiarato che si sentiva come in una grande famiglia, perché vedeva che eravamo tutti molto legati. Ieri sera ho ricevuto la visita dei suoi genitori, che si sono scusati per conto di loro figlio. Ma di lui, nemmeno l’ombra”.

De Rosa racconta la sua versione dei fatti e chiarisce che non ha alcuna intenzione di giustificare l’accaduto. “Presenterò sicuramente una denuncia a suo carico, credo che sia il minimo che si debba fare in casi come questi, un atto dovuto”.

E ora il giocatore rischia grosso.

“Se il nostro collega deciderà di adire vie legali, credo che Scavone possa venire sanzionato con il Daspo (ndr, il provvedimento che vieta di accedere alle manifestazioni sportive). Non sarebbe la prima volta che viene applicato ad un calciatore”.

A parlare è Alfonso Pecoraro, capo delle pagine sportive del Quotidiano di Basilicata. Non è la prima volta che il suo giornale deve difendersi dalle minacce del giocatore della squadra di Oppido. “L’anno scorso giocava nel Potenza. E già alla prima giornata, successe il finimondo. Sbagliammo una cosa da nulla sul tabellino della partita e lui ci attaccò via Facebook. Gli rispondemmo dicendogli che non c’era trippa per gatti e che sarebbe stato meglio per tutti se lui avesse cambiato il suo atteggiamento nei nostri confronti”.

L’allarme rientrò. Poi, domenica, l’aggressione.

“Che non abbia la testa tanto a posto lo si capisce dal fatto che pur avendo grandissime potenzialità non è mai esploso. Due anni fa fece ritiro col Messina in serie D, poi se ne andò, non si sa bene perché”.

Pecoraro conosce da vicino la realtà del calcio regionale e i suoi protagonisti. Fatti come quelli di Oppido capitano abbastanza frequentemente nei campionati dilettanti che coinvolgono squadre pugliesi, campane, calabresi e, certo, pure lucane.

“Le trasferte sono sempre molto calde da queste parti. I campi spesso non hanno la pista d’atletica e le recinzioni sono molto vicine al terreno di gioco. Basta un nulla e scoppia il guaio. L’ultimo caso risale a domenica scorsa.Un nostro collega del Quotidiano di Calabria è stato aggredito dai tifosi che hanno scoperto che stava riprendendo con il telefonino l’invasione di campo. L’hanno picchiato e gli hanno rubato l’apparecchio, lasciandolo a terra dolorante e terrorizzato”.

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9 gennaio 2012 1 09 /01 /gennaio /2012 21:13

24ore-del-sole-atleti_2011.jpg

 

Lo spirito delle ultramaratone a tempo si vede in questa bella foto di gruppo di podisti in azione alla 24 ore del Sole 2011 (a Palermo, nell'ultimo fine settimana di novembre)... La foto è stata scattata nel corso della prima ora di gara: sono ancora tutti felici e sorridenti e soprattutto compatti...

Poi, sia nelle ultramaratone "a tempo" su strada (che si svolgono su circuiti che vanno dai 1000 ai 3000 metri di lunghezza) o su pista i runner, con il trascorrere delle ore, saranno sempre più sparpagliati, isolati o a coppie o in gruppetti di tre persone al massimo...

Ma questo è assolutamente normale.

Invece, la buona relazionalità, la disponibilità degli uni nei confronti degli altri, la solidarietà per la fatica condivisa si mantengono immutate nel corso di tutta la gara.
E questa è una delle caratteristiche "principe" - e anche la bellezza - delle ultramaratone a tempo scaturente forse dalla consapevolezza che, in questo tipo di gara, la durata della fatica é eguale per tutti e che dunque, anche se alla fine sono premiati quelli che nel tempo dato hanno percorso più chilometri.

In questo senso, le gare a tempo sono profondamente democratiche e uniscono gli atleti, più che dividerli e frazionarli in base al tempo cronometrico, con i più veloci in testa e i più lenti nella coda della corsa.

 

Foto di Maurizio Crispi


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31 dicembre 2011 6 31 /12 /dicembre /2011 11:35

YogaXRunners.jpgDa alcuni anni Tite Togni fa dei corsi di Yoga, applicato al running, con l'obiettivo di aiutare i runner a travasare nel loro apporoccio alla corsa la filosofia della pratica Yoga e aiutarli a stabilire le premesse per un maggiore equilibrio psico-fisico e per la realizzazione di unarmonia interiore.

Lo yoga che insegna Tite è strettamente legato alla filosofia ed al metodo Iyengar, con la piccola differenza che tutte le asana che vengono eseguite sono particolarmente indicate per rinforzare, sciogliere, scaldare, tutti quei muscoli e quelle articolazioni che i podisti utilizzano maggiormente per la corsa.
Correre fa miracoli, sul corpo e sulla mente, anche per gli altri sport.

Tuttavia è certo che non fa sentire più lunghi, flessibili o sciolti, specialmente dopo un carico di molti chilometri.

Poche, precise posizioni yoga offrono un grande rimedio e sono un vero investimento per prevenire i classici infortuni da sovraccarico.

Accrescendo il flusso di sangue ossigenato ai muscoli, tendini e e legamenti, lo yoga accresce la flessibilità, riduce la tensione e accelera il recupero.
(Francesca Bianco: una testimonianza) "Oramai da qualche anno seguo un'insegnante di yoga meravigliosa. Tite ha messo a punto un particolare modo di fare yoga molto utile ai podisti, per prepararsi alla corsa e 'curarsi' dopo la corsa. Da quando l'ho conosciuta cerco di seguirla nei suoi stage (purtroppo lei viene a Milano una sola volta alla settimana e la palestra dove insegna è dall'altra parte della città, per me scomodissima). Come per tutte le cose occorre costanza e coerenza, e purtroppo io non sempre riesco a seguire tutti i suoi consigli. A lei devo la mia ripresa fisica e non solo, dopo un infortunio post-maratona Amsterdam 2010".

 

Yoga X Runners: in un videoclip Tite Togni spiega il suo metodo

 

 


 



Tite Togni è anche su Facebook

web: www.tite.it/

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29 dicembre 2011 4 29 /12 /dicembre /2011 17:50

New_Marathon_2010_Cheaters_R.jpgPochi giorni fa è stato pubblicato su podisti.net un articolo di denuncia sui "presunti" tagliatori della Maratona di Reggio Emilia (dal titolo: Ami tagliare? Reggio Emilia ti premia ..).

L'articolo è accompagnato da una doviziosa documentazione fotogarafica degli "ignobili" tagliatori (anche se appaiono - bontà della redazione - con il volto oscurato ad arte, ma è poca cosa, perchè dal numero di pettorale in tutta evidenza, chiunque - compulsando le classifiche che sono pubbliche - può  agevolmente risalire all'identità dei malfattori).

Questa non è una novità.

Da sempre Podisti.net si arroga il diritto di denunciare pubblicamente i tagliatori, pur non essendo investito di alcun compito indagatorio da parte di chi amministra la giustizia sportiva.

La linea seguita dalla redazione - come si evince dal tenore di questo e di precedenti articoli - è quella secondo cui i tagliatori sono delle persone che indulgono ad un comportamento ignobile ed esecrabile e che, per questo motivo, devono pagare dazio (eventuale squalifica, grazie ai segugi di podisti.net e pubblico ludibrio: ieri c'era la gogna, oggi ci pensa internet).

Lo zelo di podisti.net, nel perseguire questa linea, è discutibile.

Innanzitutto, perchè nell'esporre in tal modo delle persone (per quanto tagliatori siano, sempre di persone si tratta) compie una grave scorrettezza perchè apre la via al disprezzo e al linciaggio morale. In secondo luogo, perchè questa linea non contribuisce minimamente a rendere meno pressante questo problema (che c'è, indubbiamente). In terzo luogo, strettamente legato al secondo, Podisti.net cavalca la cresta del facile consenso scandalistico, senza fornire il benchè contributo sociologico alla spiegazione del fenomeno, né suggerire delle strategie efficaci per arginarlo.

Dai commenti inseriti da alcuni dei diretti interessati (a discolpa, ovviamente), s'intuisce che ogni caso segnalato di "tagliatore", può avere una storia a se stante.
Annosa questione quella dei "sarti" delle maratone che, di fatto, mettono in atto una "frode" sportiva che, per alcuni versi è assimilabile al doping (ed è, tra l'altro, un comportamento che ingenera in chi lo adotta una specie di dipendenza mentale, tanto da spingere alla iterazione: chi l'ha fatto una volta, tenderà a ripetere il proprio delito) e altrettanto odiosa, agli occhi dei podisti "onesti".
Sono pienamente d'accordo che, di tale fenomeno, se ne discuta, ma certo non si risolve (né si risolverà mai) mettendo all'indice chi - con disinvoltura - persegue simili comportamenti.
Mettere all'indice equivale, dal punto di vista dell'informazione, ad alimentare forti pregiudizi, a stigmatizzare e ad invitare i lettori indignati ad adottare atteggiamenti e misure di linciaggio morale.
E il linciaggio morale, fomentato dal verbo del "Sbatti il mostro in prima pagina", non è mai una pratica civile e di cui essere fieri.

I tagliatori, i furbetti, in definitiva si puniscono da sé, mettendosi al di fuori dei podisti onesti e molti di loro come i "bugiardi patologici", lo fanno sospinti da una patologia intrinseca.

Bollarli con il marchio dell'infamia non serve a niente.

Perseguire la via della denuncia diffamatoria potrebbe anche avere delle conseguenze sull'equilibrio psichico degli individui messi all'indice: quindi, c'è anche in ballo una forte responsabilità morale di chi si mette nella posizione di giudicare.

E questo va tenuto nel debito conto e dovrebbe invitare coloro che gestiscono uno strumento d'infomazione ad attenersi ad una linea di maggiore prudenza.

E, inoltre, per concludere, ricordiamoci sempre dellla massima biblica che dice Chi è senza peccato scagli la prima pietra!

 

Vedi anche

Cose che succedono: il Britannico Sloan chiude 3° in maratona. Si fa fa premiare, ma ha preso l'autobus. Attualità d'una cattiva abitudine.

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28 dicembre 2011 3 28 /12 /dicembre /2011 00:05

sesso-e-sport.jpgSi accendono periodicamente le curiosità dei ricercatori sulle connessioni tra attività sessuale e sport. Svariati sono gli argomenti indagati.

Una volta viene presa in esame la caduta del desiderio sessuale in chi fa degli allenamenti particolarmente spinti; un'altra volta si tratta della questione se è bene che gli atleti limitino le loro performance sessuali alla vigilia di importanti appuntamenti agonistici e se piuttosto non debbano essere lasciati liberi di fare ciò che gli pare, da questo punto di vista. La questione viene dibattuta ad ondate, con tipici corsi e ricorsi e con le tipiche "amnesie" per il pregresso, tipica dell'odierna meccanica dll'informazione in rete, che spesso esclude la memoria storica e la verifica su precedenti analoghe notizie (cosa che sarebbe quanto mai utile per capire i trend sull'argomento ogni volta sbandierato come nuovo). Una delle precedenti ondate di interesse risale al 2008, quando la rete fu tempestata da una serie di articoli che illustravano i risultati di una ricerca statunitense (vai a questo articolo, a titolo di esempio: Sport e sesso, ora fa bene).

E' recentissimo - a rinverdire l'interesse su questa tematica - un articolo che mette in connessione sesso e running e che risponde alla questione spesso dibattuta se allenamenti quotidiani, a volte anche pesanti, non possano avere effetti peggiorativi sulle performace erotico-sessuali degli atleti, amatori e agonisti di punta: l'articolo fa riferimento ad alcune ricerche i cui risultati sono stati divulgati di recente, dalle quali risulterebbe che chi corre, lo fa meglio.  Secondo uno studio inglese, il 3% dei podisti ha addirittura due rapporti sessuali al giorno, mentr e tra chi non corre, il 25% fa sesso solo una volta al mese. Tali argomentazioni indurrebbero a concludere che non solo lo sport non nuoce, ma che addirittura genera un miglioramento delle performance sessuali nella coppia. Quindi, mogli e fidanzate possono stare tranquille: non devono troppo vessare i propri compagni se troppo indulgono nella loro attività sportiva preferita. Infatti, dalla pratica sportivi ritorneranno alle rispettive alcove ringalluzziti e pimpanti. Attenzione però: l'attività sportiva fa bene al sesso, se non è estrema. Allenamenti troppo pesanti, tali da ingenerare una sindrome da scarso adattamento allo stress, possono portare ad un deterioramento dei rapporti sessuali, sia per qualità che per frequenza.

Ma ecco il recente articolo su sesso e sport.

(Francesca Corrado su ActionMagazine, 27 dicembre 2011) Ci ha pensato l'organizzazione inglese Sue Ryder Care a dare i numeri. E i numeri dimostrano al di là di ogni possibile dubbio che chi pratica regolarmente il jogging ha una vita sessuale molto più intensa rispetto a chi conduce vita sedentaria.

Nel corso di un sondaggio, sono state interpellate 2000 persone; metà di queste erano podisti abituali. I risultati? Il 3% dei runner ha in media addirittura due rapporti sessuali al giorno. Il 10% ne ha almeno uno al giorno. E sempre il 10% ha ammesso di pensare al sesso durante la corsa. Tra chi non corre, invece, l'attività sessuale si rivela una specie di optional: uno su quattro “esercita” una volta al mese, se non meno.

Non solo. Chi corre fa più sesso, e lo fa meglio.

Un altro studio (questa volta condotto dall'Università di Harvard) ha scoperto che gli atleti amatori di età compresa tra i 40 e i 60 anni hanno le stesse performance dei ventenni che non praticano sport. Di più: gli uomini che corrono raggiungono in genere senza problemi l'erezione, e la mantengono più a lungo. E le donne? Non sono da meno: orgasmi più rapidi e più intensi.

Anche in California, dove l'abbinamento “sport & sesso” è uno degli argomenti di maggiore interesse, i ricercatori si sono sbizzarriti. Arrivando alle stesse conclusioni.

Oltrettutto, chi corre (e più in generale fa regolarmente attività fisica) si sente più attraente e desiderabile. Tina Penhollow, dell'Università dell'Arkansas, ha confermato la cosa dopo uno studio condotto su centinaia di studenti: chi fa sport almeno due volte alla settimana non solo ha un migliore concetto di sé, ma è anche considerato più attraente dagli altri.

Il running meglio del Viagra, allora? Sicuramente.

Ma a patto di non esagerare con la corsa. Quando si entra in sovrallenamento, infatti, il testosterone diminuisce.

E il desiderio cala. Qualche studioso ha anche provato a quantificare il “troppo”: oltre 100 km alla settimana. Ma ovviamente si tratta di una media: perchè ognuno ha il suo “livello di allarme”.

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23 dicembre 2011 5 23 /12 /dicembre /2011 09:12

Disabili-e-sport 8484

La parola "ranking" è oggi molto usata, sia per quanto riguarda il mondo dello sport, sia quando si parla di siti web.

Per il web, tanto per intenderci, e per esportare il concetto anche all'uso che della parola si fa nello sport, è un termine che sta ad indicare una complessa attività di valutazione (eseguita per mezzo di numerosi parametri) che consente di dare una valutazione dei diversi siti siti e di colloccarli in una sorta di graduatoria "bilanciata" tenendo conto di tutte le possibili variabili, somiglianze e difformità.

Detto questo, nel caso dello sport, il ranking è un'attivitvà classificatoria per merito comparativo: ossia, un' attività che per i diversi sport e le diverse discipline porta all'elaborazione di una graduatoria di valore che tiene conto non solo di dati omogenei e oggettivamente comparabili, come le prestazioni tecniche, ma anche di criteri come il “valore specifico” dei risultati, gli eventuali scontri diretti, la continuità e la consistenza agonistica, i piazzamenti nelle manifestazioni titolate. Entrano quindi in gioco anche elementi soggettivi e non statisticamente misurabili, come la capacità di saper interpretare una gara importante, l’affidabilità nelle manifestazioni che contano e una valutazione complessiva che non prenda in considerazione solo l’occasionalità di un risultato conseguito.

Nella decisione di invitare questo o quell'atleta ad appuntamenti competitivi di grande rilevanza mondiale o continentale bisogna tenere conto del loro "Ranking" e sen non rispondono a quei requisiti di ranking per accedere alle competizioni, si deve far ricorso (anche ai fini di eventuali rimborsi) alle cosiddette "Wild card" che consentono ad atleti di altra fascia di partecipare egualmente.

Ci sono alcuni Sport che utilizzano il ranking in maniera prioritaria e scientifica nella selezione delgi atleti che dovranno partecipare agli incontri internazionali, campionati del mondo, Giochi Olimpici (come il Golf, Il Tennis e tanti altri).

Per altre discipline (soprattutto in alcuni stati) si è restii a utilizzare gli strumenti del ranking e si preferisce far ricorso a criteri di valutazione più empirici e discrezionali.

Il ranking, spiegato in questi termini, potrebbe sembrare un esercizio semplice, ma non lo è affatto: soprattutto se, come noi oggi, cerchiamo di compilare un ranking che non si riferisce ad una specialità in particolare, ma rappresenti le gerarchie stagionali di un’intera categoria e non faccia neanche differenze tra settore maschile e femminile.

Nel condurre in modo coerente un'attività di ranking occorre essere degli statistici e per giunta specialisti in ranking, avendo la possibilità di usufruire di strumenti informatici aggiornati.

FidalLogo.jpgNel sito della FIDAL si legge, come premessa del ranking 2011 delle categorie Allievi e Juniores:

"Abbiamo cercato di tenere in conto tutti gli insegnamenti della “dottrina” statistica, in primo luogo quelli che costituirono le premesse del ranking più celebre della storia, istituito nel 1948 da “Track & Field News” (lo stesso foglio che si autodefinisce “The Bible of the Sport”, e questo dice tutto!): e ci conforta il fatto che tra i compilatori del celebre magazine specializzato americano ci fosse anche una firma italiana – quella di Roberto Quercetani – ossia uno dei “padri” della moderna statistica atletica. Niente di più facile che le nostre valutazioni vengano considerate opinabili: fa parte del gioco, ma tant’è. Ed ecco il risultato".

 

Vai all'articolo: Onda Giovane 2011. Giochiamo al Ranking stagionale con Allievi e Junior protagonisti del 2011 Azzurro

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

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Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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