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26 maggio 2014 1 26 /05 /maggio /2014 19:42

100-km-del-Passatore-Elena-Cifali-in-partenza.jpg

 

Elena Cifali è stata per la seconda volta finisher della 100 km del Passatore (42^ edizione) che si è svolta tra il 24 e il 25 maggio 2014
Rispetto al suo esordio nel 2013, ha migliorato la sua prestazione di 55', concludendo in poco meno di 13 ore.

Questo è un suo primo commento, che pubblichiamo volentieri in attesa d'un suo resoconto più dettagliato che arriverà a tempo debito (ce l'ha promesso). 

(Elena Cifali) Ho aggiunto qualcosa alla mia splendida vita.
Ho aggiunto un'altra medaglia. Una medaglia che ha il sapore del sudore e della fatica, ma anche della gioia e della soddisfazione.
Ho aggiunto il piacere della condivisone e dell'amicizia.
Ho corso per 100 lunghissimi chilometri e nel frattempo ho rinsaldato vecchie amicizie come quella con Salvatore Crudo e Vincenzo Ferro e creato nuovi e sinceri legami come quelli con Gennaro NapoletanoMarilisa Fiorino e Giuseppe Freni.
Elena Cifali. La declinazione della corsa come gioia di vivere e volontà di vincere se stessaMentre correvo, con lo stomaco attanagliato da fortissimi crampi ho sentito forte la presenza di tanti di voi che mi avete sostenuta, incoraggiata ed aiutata da casa.
Ho dedicato il 99° km a Giovanna Barone che me lo aveva espressamente richiesto, ho pensato a divorare l'asfalto come mi aveva suggerito Francesco Castelli, ho tentato di essere leggera come una gazzella come mi aveva detto di essere Manfredi Salemme.
Una frase mi ha accompagnata sempre, sempre, dal primo all'ultimo metro, quella scritta dal mio grande amico e campione Rosario Catania: "Poni al traguardo quanto di più bello hai nella vita e raggiungilo"!

Bene.
Al traguardo ho messo l'amore smisurato che ho per mio marito e mio figlio, la stima per me stessa e la voglia di ridere e gioire delle miei imprese e conquiste, che non sono sono quelle sportive ma anche quelle di una vita vissuta sempre al massimo.

E' servito tanto coraggio per concludere questo viaggio, ma giuro che lo rifarei ancora ed ancora!

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23 maggio 2014 5 23 /05 /maggio /2014 22:45
Pensieri sparsi sulla 100 km del Passatore
Autore di questi pensieri sulla 100 km del Passatore è Rosario Fratus del sodalizio ASD "Runners Bergamo", altrimenti conosciuto tra i suoi coscritti come "Il Predicatore".
Il Passatore è, come la nutella
tutti gli anni ti ritenta, acciacchi permettendo....
Il Passatore è
Leggenda 
Realtà
Storie di vita
Adrenalina che sale nei giorni precedenti
Formiche nella pancia...
Afa alla partenza e freddo, poi...
Paura 
Gioia
Fatica
Ritrovare gli amici di tutta Italia
Traffico micidiale fino alla Colla
Smog
Buio
Lucciole (quelle vere...)
Sudore
Battere il cinque ai bimbi nei paesini
Birra e uovo sodo al ristoro del 65 km a Marradi
Chiedersi, ma chi me lo ha fatto fare?
Pensare al ritiro... e subito dopo "Neanche morto mi fermo"...
Dire "Dai! Mancano solo 10 km e non riuscire a muoversi...
Nausea
Dolori vari
L'ultimo rettilineo, di soli 2,5 km...
Cercare chi ti vuole bene al traguardo...
Mangiare subito un bel gelato... 

Ma soprattutto il Passatore
è una grande emozione che consiglio a tutti...
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23 maggio 2014 5 23 /05 /maggio /2014 00:15

100 km del Passatore 2014 (42^ ed.). Ancora un piccolo amarcord di Elena Cifali sul Passatore 2013

Ecco un altro amarcord di Elena Cifali, relativo alla sua partecipazione all'edizione 2013 della 100 km del Passatore, a tutti gli efetti dil suo battesimo in una Cento:nell'avvicinarsi del nuovo, fatidico, appuntamento, riemergono i ricordi.
Ancora una volta, ecco un'esemplicazione di quelle che nel linguaggio della psicologia vengono definite come "peak experiences": in questo caso, è paradigmatica l'esperienza della scissione della mente dal corpo e del suo porsi come osservatore disincarnato dal'alto.

"Stai bene?" - mi chiese uno mentre mi superava correndo. 
"Si" - risposi con un filo di voce, quasi sussurrando.
Mentivo!
Non stavo affatto bene.
Avevo dolori alle caviglie, alle piante dei piedi, ai reni e alle spalle.
Volevo che quel tormento finisse. 
100 km del Passatore 2014 (42^ ed.). Ancora un piccolo amarcord di Elena Cifali sul Passatore 2013Vidi un cartello che diceva: 80 km.
Mancava ancora una mezza maratona. 
Mi odiai perché non riuscivo a correre come volevo.
La pioggia batteva forte sul mio viso e si mescolava a lacrime di rimpianti e di rimorsi. 
Mi fermai di colpo, mi diedi uno scossone e ricominciai, come se avessi iniziato in quel momento. 
Resettai fatica e dolore, l'imperativo categorico era: Arrivare!
Sì, arrivare. 
E, mentre ricominciavo a correre, mi guardavo dall'alto, fiera, sicura, vigile, attenta...

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18 maggio 2014 7 18 /05 /maggio /2014 22:35

La corsa che ci insegna a vivere (Elena Cifali)

 

(Elena Cifali) La corsa ci insegna a vivere!
No, non è un'esagerazione o fanatismo atletico è semplicemente la verità!
La corsa intesa come stile di vita, oppure come filosofia di vita migliora gli essere umani che si avvicinano alla sue pratiche.  
E' come se la corsa ci desse un ritmo e non solo nella via da seguire durante gli allenamenti, ma anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni.
Nella mia vita cinque minuti non sono soltanto 5 minuti, ma sono diventati il tempo che impiego a percorrere un chilometro di asfalto.
Indossare una felpa arancione non serve solo a proteggermi dal freddo, ma è il modo di esibire il colore della maglia della mia società.
Amicizia, sincerità, lealtà non sono solo parole da ricercare sul vocabolario, sono sentimenti che uniscono tutti coloro che si trovano sotto un gonfiabile e stringendosi la mano si dicono: "in bocca al lupo".
Gli orizzonti si allargano, i volti si moltiplicano e le dimostrazioni di affetto si fanno sempre più numerose.
Io non sono nessuno, ma il mio cuore si riempie di gioia ogni domenica, quando posso dare un conforto, un consiglio, una stretta di mano, un abbraccio, un incoraggiamento a chi mi sta vicino.
Mi sento utile ed apprezzata da tutti coloro che, con fare garbato, si avvicinano per un saluto, per un gesto di cortesia.
La corsa unisce e mai divide!
E se talvolta avete l'impressione che divida, bene, non è causa della corsa ma dell'invidia e della gelosia.
Oggi, a Caltanissetta, su un percorso bellissimo e faticoso, insidioso a causa dei continui cambi di pendenza, ho avuto il privilegio e l'onore di presentare alla squadra il nuovo arrivato Marco Moscato, che si è inserito con l'educazione e la riservatezza di chi per la prima volta mette piede a casa di gente che ancora non conosce.
E poi, a completrae una gara perfetta c'è stato il mio arrivo mano nella mano con lo stimatissimo Francesco Cagnes, mio compagno di squadra, quando facevo parte della ASD "Movimento e vita di Gela".
Lo dico ancora una volta, nessuno osi dividere ciò che la corsa unisce!

 

(MC) Questo che avete letto è un bel manifesto sulla corsa e sul suo valore sociale, derivante da elementi di condivisione, di solidarietà, di amicizia e di rispetto reciproci.
La corsa come "religio" laica nel senso connesso all'etimologia del termine: re-ligare, cioè "legare",unire. 

 

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9 maggio 2014 5 09 /05 /maggio /2014 06:18

Maratonina di Terrasini 2014 (14^ ed.). Io e Lea e l'amore che ci lega alla corsa

Il 4 maggio 2014 si è svolta la 14^ edizione della Maratonina di Terrasini, valevole come prova del Grand Prix Siciliano di Maratonine. 
Una Maratonina in crescita e sicuramente la più partecipata della Sicilia, se si considera che in quest'edizione sono stati 1300 gli iscritti ed un migliaio circa i partenti effettivi.
Rimane sicuramente la Maratonina più partecipata della Sicilia ed è sicuramente ancora in crescita e ha raccolto la tradizione di una delle prime maratonine in terra di Sicilia che si sviluppava sempre nel territorio di Terrasini ma esclusivamente sulla strada statale in un percorso che partiva dalla Città del Mare e giungeva sin quasi a Cinisi.
La gara dei primordi era organizzata dalla ASD Amatori Palermo. 

L'attuale Maratonina di Terrasini si disputa su di un percorso che si snova tra le stradre dell'inland campagnolo ed in parte sulle scogliere del lungomare, con passaggi lungo le vie della ridente cittadini: la distanza di 21,097 km si completa in tre giri di poco più di 7 chilometri ciascuno.
Il percorso è duro, in virtù delle continue ondulzaione, ma il continuo transito tra gli scenari marini e quelli campagnoli è ineguagliabili.
All'edizone 2014 ha partecipato anche Elena Cifali che ci ha scritto il suo irrinunciabile racconto. 

 

(Elena Cifali) Anche stavolta tutto svanirà in meno di due ore.

Anzi, nel momento in cui afferro la delicata mano di Lea mi rendo conto che è già tutto finito.

Il mio viso infuocato dai generosi raggi di sole brilla di sudore, io e Lea passiamo sotto il gonfiabile urlando di gioia.

Prendiamo velocità in uno sprint finale e con quanto fiato ho in gola urlo forte il nome dello speacker: “Marcellino!”

Il nostro arrivo non può passare inosservato, vogliamo che tutti vedano quanta gioia si dipinge nei volti delle persone vere, autentiche, sincere e leali.

Siamo tutti ragazzi qui, non importa se abbiamo 19 o 81 anni, stamani chi è venuto a fare da spettatore non potrà non ammirare un lungo serpentone di ragazzi felici.

Siamo colorati!

Riflettiamo l’azzurro del cielo, il bianco delle nuvole, il blu del mare.

Maratonina di Terrasini 2014 (14^ ed.). Io e Lea e l'amore che ci lega alla corsaGridiamo la nostra felicità ad uno ad uno man mano che le nostre scarpe calpestano il tappeto rosso dell’arrivo.

Dentro la mia mano tengo stretta la mano di una donna incredibile, il suo fare gentile, il suo sorriso disarmante, i suoi occhi grandi e sinceri mi fanno stringere il cuore che pulsa più veloce che mai.

Sento l’odore del trionfo, l’odore di salsedine che si mescola a quel particolare profumo che noi tutti emaniamo lungo i 21,097 km che separano il passo della partenza da quello dell’arrivo.

Si dice che soltanto i bambini molto piccoli possano vedere gli angeli, eppure io oggi ne vedo oltre mille, è un’esplosione di stelle quella che vedo scorrere davanti ai miei occhi.

Siamo davvero in tanti, ragazzi e ragazze, giovani e meno giovani, uomini e donne che - come me - cercano di vivere un paio d’ore della loro vita come più gli piace. Ognuno di noi vuol essere migliore e si dà da fare.

La nostra corsa è lo scudo che usiamo per proteggere il cuore e la mente da tutto quanto di sbagliato c’è nel mondo.

Un passo dietro l’altro per quasi due ore, per ricordarci che sappiamo essere migliori di quanto non lo siamo nella vita di ogni giorno.

Fiere, orgogliose io e Lea avanziamo fianco a fianco, senza mai perderci di vista.

Di tanto in tanto mi giro per assicurarmi che mi stia accanto ed un’infinita dolcezza mi pervade quando mi porge una spugna imbevuta d’acqua. Mi rinfresco il viso e le mani. Fa molto caldo ed io non ci sono abituata.

Sono trascorse meno di 20 ore da quando con cappello, giacca e guanti correvo a Nicolosi: 56 chilometri tra freddo, pioggia e vento, per temprare il mio corpo e la mia mente a sopportare e superare condizioni di stanchezza fisica anche estreme.

Questo è quello che so fare, questo è quello che sappiamo fare oggi.

Il passo mio e di Lea è un passo tranquillo, affrontiamo i tre giri da sette chilometri ciascuno con la consapevolezza che al termine della nostra corsa la gioia che proveremo sarà più forte ed importante della nostra fatica.

Maratonina di Terrasini 2014 (14^ ed.). Io e Lea e l'amore che ci lega alla corsaQuesto è l’ultimo giro?” mi chiede Lea quando ormai mancano solo sette chilometri. “Si!”, da adesso in poi ogni passo in questo luogo sarà l’ultimo passo verso il traguardo.

E’ un amore profondo che ci lega alla corsa.

Un amore che non si può imporre né inventare. La corsa la si ama o la si odia. E’ talmente faticosa che non si può convincere nessuno a correre, però, se la si ama lo si fa con tutto il cuore.

Dalla corsa e per la corsa nascono storie vere, storie di amicizia e di stima tra uomini e donne, tra donne e donne, tra uomini e uomini.

Io questo lo chiamo miracolo.

Il miracolo è passare sotto il gonfiabile tenendo stretta stretta la mano delicata e sicura di Lea. Adesso anche noi due ci siamo legate indissolubilmente e, come i più grandi amori, sarà per sempre.

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11 aprile 2014 5 11 /04 /aprile /2014 09:47

emma.jpg

 

Elena Cifali dedica questo piccolo scritto alla bimba dei vicini di casa che ha appena 10 mesi di vita.
Il suo nome è Emma.



Che belli quei giorni che gratto via ad una vita da Super.

Quei giorni lontana da campi d’atletica e senza le scarpe da running ai piedi.

Giorni normali.

Quei giorni in cui abbandono il mio essere randagio per farmi coccolare dai primi raggi del sole, dal calore di un bacio, dalla stretta di un abbraccio.

Passeggiare, fare la spesa, chiacchierare senza necessariamente avere il fiatone.

E poi dedicarmi alla cucina. Preparare quel pesce che ha il gusto del mare e dei ricordi lontani.

Quei giorni in cui la frenesia dei chilometri, del cronometro svanisce come per magia.

Quei giorni ammorbiditi dal sorriso della bimba che ho visto nascere.

Mi faccio rapire dalla gioia delle sue prime note, tenendole la mano paffuta, stancandomi nel tenerla in braccio.

Quei giorni in cui guidare un passeggino diventa la priorità sulle ripetute da 1000 mt.

Che dolci questi giorni, sinonimo di normalità.

Il cuore di pietra si scioglie. I miei occhi incontrano gli occhi del futuro.

Il mio essere severa, inclemente, pignola col mondo esterno svanisce al cospetto di questo fagottino rosa.

Quel profumo di Bimba, quella pelle morbida, intatta, quel candore e quella purezza mi rapiscono.

A volte non servono legami di sangue per amare come figli dei figli che non sono i nostri.

L’amore, nelle sue infinite forme, nasce, si nutre, cresce.

L’amore, quello che non è imposto da niente e da nessuno, quello disinteressato e sincero, ha il nome dei bimbi.

Il nome della mia giornata da normale, senza Mizuno ai piedi, senza Garmin al polso, senza sudore ad imperlare la fronte è Emma.

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7 aprile 2014 1 07 /04 /aprile /2014 19:54

Maratona del Lamone 2014. Podisti fanatici e ignoranti affermano: Ti fai trainare dal cane (Alina Losurdo)(MF) Alina Losurdo è una runner di discreto livello che corre le maratone, talvolta anche le ultra, ma è anche appassionata di cani e, spesso e volentieri, specie negli ultimi anni la si può vedere che corre con il proprio cane (sino a due anni fa anche con due assieme). Io ho avuto modo di fotografarla all'arrivo della Maratona di Crevalcore 2013: e, per me che da sempre ho diviso la mia vita con gli amici quadrupedi, è stato uno spettacolo bello ed emozionante.  
Proprio di recente, in occasione della Maratona del Lamone (che si è disputata lo scorso 6 aprile), è incorsa in una serie di polemiche e di accuse che le hanno lasciato il sapore dell'amaro in bocca, perchè le è stato contestato proprio il fatto che correva la maratona, infrangendo una delle regole fondamentali: in quanto - come le è stato detto - il cane rappresentava nella sua corsa un aiuto esterno e lei si faceva trascinare (o "trainare") dal cane, strappando preziosi secondi alle avversarie.
Un'accusa grottesca e che denota quanto alcuni - oltre ad essere fanatici della corsa, nel senso peggiore del termine - siano anche ignoranti, perchè mai e poi mai un cane potrà trascinare in una corsa di lunga durata il proprio padrone, realizzandosi piuttosto il caso contrario, salvo che - nel corso del tempo - si sia costruita tra cene e padrone una perfetta sintonia/sincronia.
Ma stiamo scherzando? Qua non c'è più il senso delle cose, se una cosa che è in sé bella ed esclusiva espressione dello spirito di amicizia e di solidarietà che lega un uomo ad un cane innocuo, viene intesa come un mezzo subdolo per trarre un illecito vantaggio, siamo arrivati alla frutta - se non peggio - in una cattiva interpretazione dello spirito agonistico amatoriale, in cui ciò che deve avere il sopravvento è il benessere, è il buonumore, è l'armonia ed anche la capacità di interpretare il proprio personale di essere nella maratona che si potrebbe voler correre, al imite, anche portando in una gabbietta il proprio canarino preferito o il proprio gatto Silvestro.
Ottusi e meschini quanti non comprendono la gioia pura che vi può essere nel correre con il proprio cane e che, animati da uno spirito savonarelesco o da occhiuto inquisitore. vogliono applicare alla lettera regole e ingiunzioni: organizzatori, giudici di gara e atleti che vedono il loro correre soltanto come competizione spinta all'estremo, ma senza ombra di divertimento! 

 

(Alina Losurdo) in breve scrivo qui l'amarezza: copio e incollo quello che ho già scritto e quello che penso se siamo amatori o maratoneti di professione.
Mi chiedo: Siamo Amatori Maratoneti? o Maratoneti di professione? 
Conoscendo l'ottima organizzazione e sfruttando la vicinanza a Massa Lombarda, ho preferito correre la Maratona di Russi e non quella di Milano, correndo con la piccola Siria, la mia "maculata". 
Ma quella che per me ieri era un ritorno a correre la distanza ufficiale dei 42,195 km e un modo per fare un allenamento, si è trasformato in un piccolo dispiacere, di cui ho già scritto in Running forum...

Maratona del Lamone 2014. Podisti fanatici e ignoranti affermano: Ti fai trainare dal cane (Alina Losurdo)La mia corsa di ieri, quella che per Molti non amatori è stata solo una maratona "trainata" dal cane. Prendo questo post del forum, come momento di sfogo ma ho intenzione di scrivere anche altrove.
Premetto che ieri (il 6 aprile) per me era la 50^ volta che concludevo la distanza dei 42,195 km, non certo la prima... e aggiungo che non ho bisogno di "...usare - come qualcuno mi ha accusato di fare - la mia piccola vita maculata per raggiungere il traguardo della maratona".
Non farei mai nulla che mettesse in repentaglio la sua vita e il suo stato fisico. 

La mia piccola percorre con me tutte le settimane anche più di 100 km. 
Sono molto delusa - e forse anche arrabbiata - per la nuova scoperta che nel nostro mondo di "dietrovie", quello che in realtà dovrebbe essere intriso di gioia e passione, dove la posizione in classifica non ci dovrebbe interessare, dove è invece importante mettere un piede davanti all'altro cercando di arrivare al traguardo meglio possibile. Invece, ho scoperto che ci sono persone che hanno richiesto la squalifica mia e di chi, come me, ha corso il cane.
Al mio arrivo mi è stato detto almeno che avrei potuto lasciare il cane a qualcuno e arrivare senza di lei, "per non dare nell'occhio".
Ma no! Questo non farei mai.
Fare ciò sarenne un verace modo di prendere in giro, assimilimabile in tutto e per tutto a quello che fanno coloro che nelle ultramaratone - e non solo - salgono in macchina.

A chi sorpassandomi mi ha detto: "Ora le prendo il numero e dico al Giudice di squalificarla", con educazione ho risposto: "Ti dico io il numero, non affaticarti per sorpassarmi. comunica pure che è il 575". 
A chi mi ha detto: "Questa maratona non vale per te...", sempre con gentilezza ho risposto: "Pazienza a fine anno non la indicherò tra le gare portate a termine al mio Club". 
Perchè allora non squalifichiamo tutti quelli che si fanno accompagnare in bici lungo la 42,195 km? 
Non voglio aprire nessuna polemica in merito agli accompagnatori, in quanto non ci trovo nulla di male... La corsa per me è solo pura gioia e soddisfazione personale per i sacrifici che si fanno durante gli allenamenti. 
L'unica cosa che dico è a chi ha richiesto le nostre squalifiche: "Provate a correre con un quadrupede.... Solo così si potrà capire cosa significa ... e l'unico motivo che ci lega ancora a correre insieme non è legato al tempo (in quanto con lei ci impiego sempre di più) ma solo un amore sviscerato tra di noi". 
 

Correre con il proprio animale è paragonabile a quando mi lego i palloncini da pacer, e per di più quando lo faccio, sposto tutte le mie attenzioni su di lei dimenticandomi di me. E' lei quella da abbeverare, da bagnare, da guardare in ogni passo, in ogni cm e mm della mia corsa... 
E' lei da coccolare...

E' lei che sta giocando con me a correre ... 
Chi mi chiede perchè allora non l'ho fatta come "non competitiva" rispondo: "Perchè io pago i servizi che la maratona mi mette a disposizione e li userei mai gratuitamente per farmi un allenamento".

Ma alla fine mi chiedo se siamo Amatori o se la domenica corriamo per guadagnare.
Io preferisco essere una semplice Amatrice e, pena la squalific,a quando si potrà sarò sempre "quella che si fa trainare dal cane"...

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27 marzo 2014 4 27 /03 /marzo /2014 21:40

6 ore di San Giuseppe 2014 (3^ ed.). La mia festa di compleanno di corsa tra emozioni e affetti

 

Il 15 marzo 2014 si è svolta la 3^ edizione della 6 ore di San Giuseppe, a Putignano (Lecce). Elena Cifali che ne aveva fatto esperienza l'anno precedente, non ha mancato l'appuntamento ed è arrivata a Putignanocon una piccolo corpo di spedizioni di Siciliani.
E' stata per lei un'esperienza unica ed emozionante, anche perché ha disputato la gara esattamente nel giorno del suo compleanno: ed tutto è stato come una festa di buon compleanno di corsa.

Quella che segue è la sua cronaca, nello stile inconfondibile che, ormai aficionados e lettori di questo magazine hanno imparato a conoscere.

(Elena Cifali) Eccolo, sento l’ultimo sparo, adesso la gara è davvero finita.
Mi arresto, mi blocco e mi siedo per terra, su quel metro quadrato di asfalto che, per ultimo, accoglie le mie emozioni.
Guardo il pettorale che stringo forte in mano e leggo: “Buon Compleanno Elena Cifali!”. Ecco, questa sorpresa è davvero troppo anche per me. Le emozioni traboccano e con esse anche le lacrime che scendono a fiume dai miei occhi stanchi.
Piango, piango e piango ancora. Una bimba mi guarda dall’altro lato della transenna: “Mamma, perché piange?” “Perché è felice”, le risponde la donna che la tiene teneramente per mano. I miei occhi si incrociano con quelli della donna ed entrambe capiamo che ha ragione lei.
Piango di felicità. Oggi è il giorno del mio compleanno, 41 anni festeggiati nel migliore dei modi possibile: correndo.
Ho fatto della corsa il mio stile di vita, la mia passione.
Con la corsa - e attraverso la corsa - ho imparato a conoscere il mio corpo e la mia mente. Ho imparato a sopportare oltremodo il dolore e la fatica. La scelta di trascorrere il compleanno lontano dalla famiglia è stata sofferta, ma la comprensione e l’appoggio di chi mi vive accanto sono stati determinante.
Questo 15 marzo 2014 è stato una giornata di sole anche se il vento freddo non si è fatto desiderare.
Al nastro di partenza un nutrito gruppo di amici mi ha salutato e mi ha festeggiato tra applausi e strette di mano. Il mio umore è salito alle stelle e, sebbene la mia forma fisica non fosse eccellente, ho deciso di correre la 6 ore più bella della mia carriera podistica.
6 ore di San Giuseppe 2014 (3^ ed.). La mia festa di compleanno di corsa tra emozioni e affettiOggi, qui a Putignano, rischio tutto, mettendo in gioco anche le energie che non ho.
Guardo il tabellone che segna l’ora zero. Poi, lo sparo che dà il via alla gara mi riporta ai momenti magici vissuti proprio qui lo scorso anno, quando non ero sola e tanto doveva ancora accadere.
L’amico fidato Enzo [Vincenzo Ferro] ed io procediamo a passo tranquillo e sempre insieme per due ore, chiacchieriamo, ridiamo, ascoltiamo, osserviamo le tecniche degli altri compagni e già pensiamo alle prossime gare, alle prossime avventure.
Poi, con lo scorrere delle ore ognuno di noi farà il suo passo, perché abbiamo imparato che in gara c’è la sola certezza di partire insieme e mai quella di arrivare gomito a gomito.
Mi isolo un po’, mette le cuffiette con la mia solita musica, sempre quella da anni, ed inizio a pensare.
Dalla Sicilia ho portato tutto con me: buone gambe per correre, fiato per respirare, cuore per amare, testa per pensare, coraggio per osare, mani per toccare ed occhi per piangere.
Il giro è sempre lo stesso: 1.280 metri da correre, sempre quelli e tutte le volte che passo dal gonfiabile è come se uscissi da una stanza ed entrassi nella successiva.
In totale attraverserò bel 44 stanze ed ognuna di esse avrà una luce diversa.
Dopo la terza ora di corsa ininterrotta ho sentito forte la necessità di cambiarmi: ho tanto freddo e lo stomaco si è gelato. Il retto addominale, che lo scorso anno si sfilacciò a causa di un lavoro casalingo, mi fa molto male, rendendo difficoltosa la mia respirazione ed anche la mia corsa.
Mi raggiunge Michele, tocca il mio fianco per indicarmi che è vicino a me. Uno sguardo di intesa che vuol dire: “Seguimi, vienimi dietro”.
Mi accodo a lui e riprendo il ritmo che avevo perso dopo il cambio di abiti.
Poi lo vedo allontanarsi e ritorno ai miei antichi ricordi. Continuo ad entrare ed uscire dalle mie stanze e ad ogni passaggio incontro un viso amico.
Tutte le volte che doppio Rino lo prendo per mano. Corro mano nella mano con lui per un centinaio di metri, insieme, spesso senza neppure parlare.
Le nostre mani sudate suggellano la fatica e la voglia di imporre la nostra volontà sul corpo stanco.
6 ore di San Giuseppe 2014 (3^ ed.). La mia festa di compleanno di corsa tra emozioni e affettiTutte le volte Rino riafferra la mia mano, stringendola delicatamente, e tutte le volte lasciandomi andare mi sussurra “Continua, campionessa”.
Questo rituale consente a me di riposare durante quei cento metri un po’ più lenti e consente a lui di allungare il passo.
La quarta ora arriva in fretta e con essa la distanza della maratona. Torno a sentire mie le gambe, torno a regolarizzare il respiro e ritrovo il giusto ritmo.
Riecco che SuperElena torna ad essere la donna che sa essere nei momenti di crisi.
Cala l’oscurità, ma dentro di me torna la luce.
Alzo lo sguardo e vedo la luna che dall’alto mi osserva. Inizio a pensare a nonna Giuseppa e al suo modo unico di dirmi “Sei la numero uno”. Si, sono la numero uno e lo dimostrerò ancora una volta. Il dolore allo stomaco è costante, ma il sorriso mi illumina il volto tutte le volte che sento urlare il mio nome dallo speaker, da Alessandra e Giorgia, dai vecchietti a bordo campo che applaudono incessantemente.
Un turbinio di emozioni mi scuote ad ogni passaggio.
Manca davvero poco adesso, meno di 30 minuti ed anche questa avventura sarà finita.
Arriva consueto il momento in cui vorrei che la mia corsa si prolungasse senza fine: mi spiace abbandonare questo dolcissimo senso di fatica e stanchezza.
Ma il tempo che corre incessante è inclemente.
Allungo il passo, alzo le gambe, corro più velocemente che posso durante i cinque minuti che mi separano dalla fine.
Ed intanto stringo forte il mio pettorale alla mano.
Ancora prima della medaglia è lui il mio simbolo. Un simbolo di gioia e soddisfazione. Dentro me risuonano le voci dei miei cari, le voci degli amici che mi hanno dedicato un pensiero.
La voce di colui, che poco prima del via, mi ha chiamata dicendomi “Correremo insieme io e te Elena, non ti lascio sola oggi neppure per un minuto”.
Eccolo, sento l’ultimo sparo. Mi arresto, mi blocco e mi siedo per terra, su quel metro quadrato di asfalto che, per ultimo, accoglie le mie emozioni ed inizio a piangere lacrime di gioia che non sfuggono all’occhio ingenuo e tenero di una bimba bionda.
Mi sollevo da terra ed asciugandomi gli occhi le vado incontro, la mamma le lascia la mano ed io le do il cinque. “Sai, piango perché stasera ho vinto, sono stata ancora una volta la numero uno, un giorno mi capirai”, le dico, ma senza attardarmi troppo.
Vado a ritirare la mia medaglia e le dò un nome: Felicità.

 

 

Felice compleanno, Elena! Uno dei migliori compleanni che un podista possa desiderare!

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24 marzo 2014 1 24 /03 /marzo /2014 22:59

Acea Maratona di Roma (20^ ed.). Una raccolta di immagini (37 photos)

 

(Filippo Castiglia) Non è un caso che tanti podisti scelgano Roma per esordire in maratona. Gli italiani non lo fanno per via del fatto che si tratti della Capitale, corrono la maratona per lo stesso motivo per cui lo fanno gli stranieri: Roma è la Storia del mondo scolpita nella pietra.

Mentre vai a zonzo per Roma il giorno prima della maratona i podisti spuntano in ogni luogo come i funghi. Girano famelici di attraversare piazze fascinose, visitare mostre inedite, accedere a musei di ogni tipo, stupirsi delle opere custodite in chiese monumentali, osservare palazzi, e meditare mentre il Tevere continua a scorrere.

Li riconosci a prima vista i podisti, in molti hanno la sacca o gli zainetti griffati della gara, calzano scarpe da corsa, hanno i polsi cinti da orologi speciali, sono in ogni dove: evidentemente "Roma" ed il suo fascino supera ogni dictat di guru che impone il riposo quasi assoluto in vista dell'incipiente sforzo.

Ovviamente, la maggiore concentrazione di podisti è al Marathon Village (ma non si poteva chiamare villaggio maratona, o esposizione maratona) questa volta sono in tanti da creare un lungo serpentone in fila tra i palazzi del quartiere EUR. Miracolosamente nessuno cerca di infilarsi, la stessa cosa si ripeterà ai servizi igienici prima della gara file ordinate e pazienti, evidentemente l'alto tasso di stranieri ha avuto benefici effetti.

Il villaggio maratona è un ibrido tra fiera di paese ed esposizione tecnicissima degli ultimi ritrovati podistici, promozioni delle maratone prossime venture del globo terraqueo.

Acea Maratona di Roma (20^ ed.). Una raccolta di immagini (37 photos)La monumentalità recente dell'EUR l'indomani mattina è ormai dimenticata, una forza misteriosa ed invisibile attira podisti di ogni taglia, risma ed abbigliamento (per l'occasione erano presenti svariati fantasmi, superman, l'uomoragno, minnie e topolino, centurioni pronti all'agone, e svariati altri personaggi)  nei pressi del Colosseo dove la concentrazione è nuovamente massima.

Nuvole minacciose si avvicinano e, appena prima del via, lasciano cadere grosse gocce di pioggia, i podisti stretti come pinguini d'Antartide fingono tranquillità olimpica, ma al via partono ondeggiando sulle note del conto alla rovescia degli "Europe".

S'allungano sulla estensione del percorso, man mano riconoscendo luoghi: piazze, basiliche, piazze, cupole, architetture di epoche diverse che si aprono sorprendenti ad ogni curva del percorso, a volte accompagnate dalle note di bande muscolose di fiati e percussioni.
Ci pensa il Tevere a ricordare che tutto scorre, ma la pietra torna a chiedere attenzione con sampietrini infidi e viscidi per la pioggia fino a quando ai bordi delle strade gli spettatori da radi diventano numerosi e fitti, generosi di incitamenti. Lì la stanchezza sparisce, le gambe hanno nuove energie o ne trovano di nascoste alla vista del Colosseo.

Acea Maratona di Roma (20^ ed.). Una raccolta di immagini (37 photos)Gli arrivi si susseguono tra andature ora affaticate e scomposte, ora armoniche e leggere, smorfie di fatica e sorrisi soddisfatti. I podisti vengono accolti con la medaglia al collo ed un telo luccicante e termico sulle spalle, avanzano di passo fino al ritiro dei propri zaini, qualcuno mimetizza le lacrime dell'emozione con le gocce di pioggia che continuano a cadere.
Hanno invaso una città vivendola di corsa ed ora esausti ripensano a quello che hanno fatto, circondati dalle "pietre" che hanno la memoria della Storia dell'umanità.

 

Acea Maratona di Roma (20^ ed.). Una raccolta di immagini (37 photos)

 

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14 marzo 2014 5 14 /03 /marzo /2014 07:28

6-ore-di-San-Giuseppe 0895

 

Si svolgerà il 15 marzo 2014, a Putignano (Puglia) la 3^ edizione della 6 ore di San Giuseppe. Un manipolo di Siciliani eroici è in partenza per parteciparvi. Tra questi, anche la nostra Elena Cifali che, dopo l'esperienza dell'anno scorso, folgorata da ospitalità ed accoglienza dei Putignanesi, non è voluta mancare.

(Elena Cifali) Ci siamo quasi, poco meno di 36 ore e tornerò a cavalcare le strade della tanto amata Putignano.
Putignano col suo scenario fiabesco ospita la 6 ore podistica più bella a cui io abbia mai partecipato.
Gli organizzatori di questa gara non lasciano nulla al caso, organizzando ogni minimo particolare affinché la mia - e quella di tutti coloro i quali vi parteciperanno - sia un’avventura ed una sfida incredibilmente bella.
E' una gara che mi è rimasta nel cuore lo scorso anno quando la corsi per la prima volta.
Tante cose sono cambiate durante gli ultimi 12 mesi, alcune in meglio altre in peggio.
Tante scelte sono state affrontate con la consapevolezza che alcune volte non ottenere ciò che si desidera può risultare vantaggioso.
Tante persone sono entrate nella mia vita arricchendola, alcune altre ne sono uscite e con esse hanno portato via l’inquietudine.
Nel frattempo una donna importante “è andata via per restarmi accanto ad ogni momento”.
Dunque, dicevo, ci siamo quasi. Ho preparato tutto: le scarpe per il viaggio sono quelle del “Cammino”, la valigia è quella dei lunghi spostamenti, lo zaino è quello della maratona di Roma, il completino è quello dell’Etna Trail.
Gli occhi sono quelli che guardano il mondo come una bambina, il cuore è quello di una ragazza innamorata della vita, le gambe sono quelle robuste che mi hanno portato fino a Feanza, i piedi sono quelli martoriati da decine di migliaia di chilometri.
Ecco, è tutto pronto, anche le farfalle allo stomaco si sono presentate puntuali.
Arrivo Putignano, sii generosa anche quest’anno!

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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