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26 dicembre 2011 1 26 /12 /dicembre /2011 16:41

Silvana-Cantone.jpgAnche a Palermo il 25 dicembre mattina, si corre da molti anni ormai, nel pieno rispetto di una tradizione informale perpetuata dagli associati della ASD Palermo H13.30, una simpatica "Corsa di Natale": niente iscrizioni, niente pettorali, ma soltanto tanta voglia di stare assieme e di festeggiare in modo sportivo, un'occasione per farsi gli auugrui, di mangiare una fetta di panettone e di brindare al termine di una salutare sgambata turistica sino al centro città e ritorno, tutti immancabilmente vestiti di rosso, se non proprio da babbi natale.

Si può proprio dire che l'esercitarsi collettivamente nel proprio sport preferito (a Palermo c'è anche chi si dà appuntamento per un tuffo e nuotata a mare, oppure per una vogata in canoa) sia una versione moderna della pratica religiosa che porta i fedeli nelle Chiese e nei luoghi di culto, alla vigilia o nel giorno di Natale: una pratica religiosa nel senso più autentico del termine (dall'etimologia della parola: re-ligare=unire) per realizzare un momento di grande solidarietà e di afflato amicale che ha un alto valore e, per questo, diventa quasi irrinunciabile: ci si vede, infatti, con qualsiasi condizioni meteo che quest'anno, in particolare, non sono state certamente clementi tra pioggia e vento, mentre in altre circostanze il Natale palermitano è stato caratterizzato da un bel sole e da temperature tiepide, quasi primaverili.

La "Corsa di Natale" di Palermo, per quanto nata come manifestazione degli associati dell'ASD Palermo H13.30, è aperta a tutti coloro che vi vogliano partecipare che siano "liberi" o affiliati ad altre Associazioni podistiche della città.

Di seguito il racconto di Silvana Cantone, affiliata alla ASD Running Team di Palermo, che ha partecipato alla Corsa di Natale e che ci offre in un sol colpo una bella e profonda riflessione sul Natale e una cronaca sulla manifestazione podistica del Natale palermitano.

(Silvana Cantone, Riflessioni natalizie) In un modo o nell’altro è passato. Un Natale sotto tono, poche luci, poca gente per le strade, forse la crisi non è solo economica, ha toccato l’animo di tutti noi, di chi è preoccupato per il proprio futuro, ma ancora di più per quello dei propri figli, di chi si indigna più di altri per la condotta arrogante e immorale della nostra classe politica, di chi vive costantemente nella precarietà e nell’incertezza rimpiangendo “il buon tempo antico”.

A tutto ciò bisogna aggiungere la vita, che non fa mai sconti a nessuno, che non dimentica mai di presentare la sua parcella, in verità spesso troppo esosa.

E così quest’anno pochi regali sotto l’albero, solo quelli importanti, per chi ancora li attende con attesa e curiosità sincere.

A ciascuno il suo Natale, da vivere con discrezione, in disparte, in una solitudine ricercata e necessaria, oppure da condividere serenamente con i propri cari cercando di ricreare e di mantenere antiche e sane atmosfere che ancora trattengono il sapore delle cose semplici e autentiche. Poi ci sono , come sempre , le vie di mezzo.

Le grandi tavolate in cui riunire forzatamente parenti e amici, i regali obbligati, pretesi più che attesi, rigorosamente in linea con le tendenze e le mode del momento, scartati velocemente e altrettanto velocemente messi da parte, i soliti sorrisi e auguri di circostanza, a cui si finge di credere in modo più o meno convincente.

A ciascuno il suo Natale dicevo.

Per qualcuno un Natale di preghiera, di sentimenti cristiani da rinnovare, a cui richiamarsi  con devozione e fede sincere, a cui affidare speranze ed aspettative, a cui ancorarsi per non lasciarsi trascinare da venti di tempesta e da  violenti marosi.

Per chi non ha preghiere da rivolgere e la fede non rappresenta un porto sicuro un Natale raccolto, di riflessione, di bilanci, di propositi.

Almeno per me questo è stato il Natale appena trascorso, in buona parte vissuto lontano dalla folla, con il pensiero  rivolto ad assenze che ancora non posseggono la dolcezza del ricordo, nel tentativo necessario di rimettere ordine là dove prevalgono, ora più che mai, comprensibili ed inevitabili insicurezze ed instabilità. Un Natale di gesti composti e di parole estremamente semplici, pronunciate  a bassa voce, alcune sussurrate, altre semplicemente   concepite nel silenzio della mente. Si è rivelato altresì un Natale utile, che ha fornito risposte e dato conferme, qualora ce ne fosse stato bisogno.

Mi ha ricordato chi sono le persone su cui posso contare, il cui affetto non si riduce e non si esaurisce nel breve e comodo spazio di un affrettato ti voglio bene, ma si traduce in presenza, in attenzioni disinteressate, in un pensiero inaspettato.

Questo Natale mi ha anche portato qualche regalo inatteso e pertanto particolarmente gradito, regali non racchiusi in scatole colorate e abilmente infiocchettate  e proprio per questo più preziosi e duraturi.

Il regalo più bello o, come recita una nota canzone di Tiziano Ferro, “il regalo più grande, qualcosa di dolce, qualcosa di raro, non un comune regalo” ,  un messaggio nel cuore della notte per ringraziarmi di piccoli doni e per ricordarmi, soprattutto, che ci sono, nonostante la distanza e l’assenza.

E così, anche se quest’anno ho dimenticato di acquistare il panettone, non ho abbellito l’albero con nuovi costosi balocchi, ad eccezione di due stelle dorate comprate all’Expò della Firenze Marathon per una vendita di beneficenza, non ho sfoggiato il servizio “buono” sull’immancabile tovaglia rossa, è stato comunque Natale, un Natale inevitabilmente  diverso dai precedenti e forse per questo da conservare tra i ricordi importanti, quelli che insegnano e che, in un certo senso, ci aiutano a crescere, ci ammoniscono a non dare nulla per scontato, ci rammentano con più forza e convinzione quali sono le cose veramente importanti da custodire e da coltivare con cura.

Stavo per dimenticare che è stato anche un Natale all’insegna dello sport e della condivisione, grazie ad un gruppo nutrito di podisti che mi ha portato in giro per la mia città, per l’ormai tradizionale “Corsa di Natale”, organizzata dalla Società podistica “H.13,30”, ma aperta a tutti gli appassionati della corsa, al di là di appartenenze societarie e di valori atletici, tutti di corsa e rigorosamente in rosso, a correre per i viali e i quartieri più belli e caratteristici di Palermo, quali Viale Libertà, via Ruggero Settimo, via Maqueda, corso Vittorio Emanuele, la “Vucciria”, quasi un percorso turistico che ci ha condotto anche presso i monumenti simbolo del nostro patrimonio artistico, il Teatro Politeama, il Teatro Massimo e la Cattedrale.

Davanti agli sguardi ora attoniti, ora divertiti dei pochi palermitani a passeggio in una città ancora sonnecchiante dopo la lunga cena natalizia, abbiamo allegramente animato questa domenica grigia e piovosa, incuranti delle numerose e profonde pozzanghere e della pioggia che ci ha accompagnato per lunghi tratti non riuscendo per nulla a smorzare l’entusiasmo e la voglia di stare insieme, festeggiando attraverso lo sport che più amiamo e che ci accomuna non solo negli allenamenti e nelle gare, ma anche nella celebrazione di una festa importante come il Natale. Immancabili le foto di gruppo presso i monumenti più significativi e, in ultimo, ciliegina sulla torta, sono arrivate anche l’intervista e la ripresa televisiva di una seguita tv locale che ha voluto così testimoniare la singolare e divertente iniziativa.

Presente chiaramente la rappresentanza della ASD Trinacria Running Team con alcuni atleti e con l’infaticabile e onnipresente presidente in veste di fotografo. Momento conclusivo della mattinata il tradizionale brindisi accompagnato da pandoro e panettone allo Stadio delle Palme, punto di riferimento di gran parte del movimento podistico amatoriale palermitano, dove, dopo i rinnovati auguri, si è dispersa la “lieta brigata” di uomini e donne “in red” che infreddoliti, ma soddisfatti, hanno fatto ritorno nelle proprie case giusto in tempo per il tradizionale pranzo di Natale. 

 

Ecco il video



 
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20 dicembre 2011 2 20 /12 /dicembre /2011 00:55

Atleti-2-6744R.JPGS'è svolta l'11 dicembre 2011, la Maratonina della Città di Catania, con una discreta partecipazione di atleti (251 uomini e 135 donne per la gara competitiva), oltre a tanti atleti - anche delle categorie giovanili - per le manifestazioni sportive accessorie.

Elena Cifali (Monti Rossi Nicolosi) ha partecipato alla gara catanese, classificandosi 190^ con il crono di 1h51 circa.

190  CIFALI ELENA ASD MONTI ROSSI NICOLOSI     MF35   01:52:14   01:51:59 

Ed ecco il suo racconto, attento come sempre nell'illustrare il panorama esterno e quello performativo della corsa e, nello stesso tempo, l'avvicendarsi degli stati d'animo.

(Elena Cifali) Mancano solo due settimane a Natale, ma qui a Catania sembra primavera, il sole è caldo, il cielo limpido e la temperatura mite.E’ una splendida giornata di quelle fatte apposta per correre una maratona. Nella città, caotica già dalle prime ore del mattino, si respira la frenesia dell’aria di festa e vetrine vestite a festa invogliano agli acquisti. Trovare un parcheggio è un’impresa, ma con la collaborazione di un paio di vigili urbani compiacenti riusciamo a fare anche questo.
Elena Cifali mottoPiazza Università è stracolma di podisti pronti e carichi per correre questa maratonina organizzata in fretta e furia al posto della maratona che è stata annullata.
Incrociamo vecchi e nuovi amici: mi si riempie il cuore di gioia nel rivederli, tutti alle prese col riscaldamento, gli occhi brillanti e il sorriso sulle labbra. Inizio a salutare Tatiana Betta che ci ha raggiunti come spettatrice, Carmelo Pardu, Giuseppe Nicotra, tutti i componenti dell’Atletica Monti Rossi Nicolosi, Orazio Scicolone che correrà con noi per fare un’allenamento e non per ultimo Domenico Raciti.
Già, Domenico l’ho incontrato solo qualche volta in Pineta a Nicolosi durante gli allenamenti: è alla sua prima esperienza in fatto di gare e di maratonine, lo vedo emozionato e quasi smarrito, mi permetto di dargli un suggerimento: “Al via non metterti ad inseguire i tuoi compagni, fa il tuo passo ed arrivare non sarà poi così complicato”.

Il giorno successivo mi scriverà che il mio consiglio gli è stato utilissimo.
Tra una cosa e l’altra sono già le 11:00: tutti sulla linea di partenza, perchè tra poco si parte.
Ancora una volta sono “protetta” da due atleti che hanno stoffa e carattere da vendere: mi posiziono tra Orazio e Salvo e mi sento al centro del mondo. Sono felice e non potrebbe essere diversamente, perchè la corsa ha la capacità di unire le persone, di farle diventare più sicure e fiere, ma questi sono sentimenti che solo chi corre può comprendere.
Pronti, Via!!!!
Ecotrail-Cava-Croce-Santa-Rosolini 6490RFinalmente il momento che aspettavo è arrivato. Le gambe si muovono sciolte e senza dolori nonostante la fatica che ho fatto solo tre giorni prima nel partecipare alla gara dell'Ecotrail della Cava di Croce Santa, tanto che nell’arco di tre giorni di intervallo non ho avuto modo di fare un allenamento di defaticamento e questo mi preoccupa un pochino, ma per fortuna oggi mi sento bene, i dolori pos-trail sembrano già spariti.
Il passo è rotondo e, mentre iniziamo a fare il primo giro dentro la città, ci si affianca anche Salvuccio Pappalardo, un vigile del fuoco che conosco da un paio di anni e che, fin dai miei primi passi come podista, mi ha sempre consigliata e sostenuta. Ora mi sento orgogliosa e fiera di poter correre insieme a lui, perché solo dieci mesi fa questa circostanza mi sarebbe sembrata impossibile, ma - a mie spese - ho capito che nella vita nulla è veramente impossibile e che, col sacrificio e la costanza, tutto si può ottenere.
Sul finire del secondo giro dentro Catania mi sento ancora bene, il respiro regolare e non faccio alcuna fatica a parlare con i miei compagni di avventura.
Noto che Orazio è molto attento al cronometro e ci aggiorna costantemente sull’andatura e sul tempo creandomi qualche ansia che però riesco a gestire: lui è un runner con un’esperienza di molti anni ed un’infinità di km sulle gambe e può permettersi il confronto col cronometro.
Completati i due giri dentro Catania ci avviamo verso il porto: in lontananza vedo il faro e mi tornano in mente i giorni dell’università quando tra amici si andava spesso in riva al mare, di notte, in compagnia di un pezzo di pizza e di una chitarra, quando ancora nessuno di noi sapeva cosa sarebbe diventato da grande, quando la vita doveva ancora formarci.

Mi chiedo chi siamo diventati nell’arco di questi 20 anni trascorsi.

Quello fu un periodo molto bello della mia vita che spesso ricordo quando passo da li.
Io e Salvo siamo sempre fianco a fianco, parliamo, ridiamo, incoraggiamo quelli che, partiti troppo forte, adesso si fanno superare.

Raggiungiamo anche Nino, un ragazzotto pelato amico di Salvo che ha voluto correre nonostante un dolore al polpaccio che lo fa soffrire non poco; anche con lui ci facciamo compagnia e ridiamo spudoratamente in faccia ai poliziotti che ci hanno raggiunti con l’automobile, con loro scambiamo qualche parola e il mio chiamarli “colleghi” suscita riso e ilarità da parte di tutti, a dimostrazione del fatto che la corsa annulla le barriere tra gli essere umani, tutti siamo colleghi di tutti.
Il sole è alto, fa caldo. Il mio cappellino è inzuppato di sudore e mi tornano in mente i consigli dell’amica Tatiana: “Elena, bevi sempre, bevi anche se non hai sete, non saltare nessun ristoro”, così faccio e non salto neppure gli spugnaggi utili e necessari dal primo all’ultimo.
Orazio allunga il passo al 10° km, mentre io e Salvo continuiamo con costanza insieme a Nino. La strada scorre e i minuti passano veloci, ci rendiamo conto che stiamo tenendo lo stesso passo che avevamo durante la maratonina di Acate, nonostante la stanchezza accumulata dall’aver concluso quattro gare in 35 giorni.

Faccio qualche calcolo e mi ritengo soddisfatta dal bilancio del 2011, dopotutto l’anno scorso non sapevo neppure cosa significasse il termine "maratonina"!
Siamo al 15° km, quando ci accorgiamo che in lontananza qualcuno si è sentito male: c'è una donna accasciata con le spalle sull’asfalto che respira affannosamente. E’ Maria Rosa, fa parte della mia stessa società, l’avevo vista sfrecciare davanti a me qualche km prima e mi dispiace molto vederla in quello stato. Mi chiedo se veramente valga la pena andare oltre le proprie possibilità: la corsa, per come la vedo io, deve essere puro divertimento e stravolgerne la natura non porta a nulla di buono.
Siamo già al 19° km. Qui ci raggiunge e poi ci si affianca una giovane ragazza che inizia a tempestarci di domande. Essendo priva di GPS, ci chiede in maniera concitata a che km siamo, quanto tempo è trascorso, a quanto stiamo andando, è ossessionata, vuole finire a tutti i costi entro l’ora e cinquanta (poi mi accorgerò all’arrivo che non ce l’ha fatta).

La presenza di questa ragazza, ma soprattutto il suo fare concitato, mi fa prendere coscienza della mia stanchezza, mi stressa, inizio a desiderare che s'allontani il più velocemente possibile da noi, non sopporto l’ansia che mi trasmette, inizio a perdere il ritmo, sento le gambe pesanti, non riesco ad allungare la falcata, è come se lei avesse “disturbato” il mio stato di quiete psico-fisica e mi avesse proiettata in una dimensione di fatica percepita.

Salvo, attento come sempre, si accorge del mio malessere, mi incita ad allungare com’è giusto che sia negli ultimi km, ma io non rispondo. Anzi, sono le mie gambe a non rispondere più, l’ultimo km mi risulta faticosissimo, in leggera salita con gli automobilisti fermi nel traffico cittadino per “colpa” nostra che si permettono risa e pernacchie ed io che non posso fare a meno di provare una profonda pena per questi uomini senza dignità.
liotru_001.jpgMa il traguardo è vicino, anzi vicinissimo. Infatti, rientriamo nel centro di Catania attraversando la bellissima Piazza Duomo, salutiamo il Liotro (U Liotru, simbolo della città) e finalmente tagliamo il traguardo, all’arrivo a consolarmi della fatica trovo mio marito e mio figlio che, con la loro rassicurante presenza, mi rasserenano.
E’ finita! Ho concluso in 1:51:59 è stata una bella gara, ancora una volta volgo uno sguardo d’intesa a Salvo e lo ringrazio per essermi stato accanto anche durante questa meravigliosa avventura.

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6 dicembre 2011 2 06 /12 /dicembre /2011 00:33

24-ore-del-Sole 4497Sara Valdo (ASD Runners Bergamo) ha partecipato alla 24 ore del Sole, realizzando una buona prestazione nella 100 km, conquistando il titolo italiano 2011 IUTA 100 km su pista.  Nella seconda metà della gara, a causa di sopravvenuti malesseri ha molto rallentato il ritmo, ma dopo qualche ora di sosta ha ripreso a girare nelle ultime ore di gara.

Il podio femminile del Campionato Italiano IUTA 100 km è risultato composto oltre che da Sara Valdo (ASD Runners Bergamo, 1^ classificata), da Angela Gargano  (ASD Barletta Sportiva, 2^ classificata) e da Alessandra Ardau.

Ecco le sue impressioni sulla gara.

(Sara Valdo) E' passata una settimana dalla gara di Palermo ma le emozioni che questamanifestazione regala perdurano a lungo e non vengono affievolite dalritorno alla normalita'.
Molte sono le cose che sono scolpite nella mia mente:il tragitto serale dall'aeroporto a Sferracavallo: alla sinistra costeggio il mare e alla destra la montagna "illuminata" dalla luna nuova. L'Isola delle Femmine e, finalmente,Sferracavallo dove ho deciso di alloggiare quest anno. Le saline e i mulinivicino a Trapani e a farmi compagnia i fenicotteri.
Il mare calmo come pochevolte si vede di questa stagione a Palermo e tanti altri scorci cheriempiono la mente e il cuore.
24-ore-del-Sole 2905Bellissima e ben organizzata la gara: quest anno il ritiro pettorali e ilpacco gara (gestito dal bravissimo Luigi Stella) avviene nella zona salottodell Albergo Casena dei Colli.
Ottima location che permette agli atleti e amici di trascorrere dei bei momenti pre-gara e di organizzarsi per la cena.
La qualità degli atleti é notevole come pure la quantità: record diiscritti. Ad accompagnare la gara "solitaria" c'e' la 24x1 ora, la maratona a staffetta dei piccoli e uno spettacolo di musica country.
A dire il vero la misica non e' mai mancata cosi come il pubblico e per quanto riguarda me e miei compagni di squadra, l'assistenza di Giovanni Migneco che con molta professionalita' e affetto non ci ha fatto mancare nulla.
Personalmente lo devo ringraziare col cuore per avermi supportato e sopportato nella mia decisione di terminare la gara prima del previsto.
La scarsa preparazione e come succede a tutti un po' di "imprevisti" non mi hanno consentito di arrivare a Palermo "preparata" anche se in una gara come questa le insidie si presentano anche a ogni ora.
24-ore-del-Sole 2923Sono comunque contenta perche' ho saputo riflettere con serenita' e lucidita' e approffittarne di una occasione che mi e' stata quasi servita su un vassoio d'argento.
La 24 ore del Sole e' di per se' una festa in in contesto scenografico stupendo quale lo stadio delle Palme e il monte Pellegrino; agonismo e affetto si fondono come per incanto e ciascuno e' contento per se' stesso e per gli altri. Si lotta e  si suda per inseguire il proprio sogno, il proprio obiettivo, ma l'ambiente é talmente accogliente che, al termine la fatica, sembra sparire e ci si ritrova al tavolino di un bar a gustare un buonissimo cannolo siciliano.
Non mi dilungo molte cose sono gia' state scritte dai miei compagni di squadra.
Volevo rendervi partecipi della mia bella esperienza e questo racconto termina, avendo davanti ai miei occhi e scolpito nell'anima il bellissimo tramonto, visto dal finestrino dell aereo, su Punta Raisi.
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30 novembre 2011 3 30 /11 /novembre /2011 06:52

Elena Cifali-copia-1Elena Cifali (Monti Rossi Nicolosi) ha partecipato alla 1^ edizione della Maratonina Acate-Acate Marina, lo scorso 27 novembre. Si è trattato, per la verità di un ripiego, perchè Elena era proiettata verso la Maratona di Reggio Calabria che avrebbe rappresentato il suo battesimo del fuoco nei fatidici 42,195 km, ma cò non è stato possibile visto che per motivi indipendenti dagli organizzatori la maratona è stata soppressa.

La manifestazione nel Ragusano è stata favorita da condizioni meteo particolarmente buone, il percorso è stato piano scorrevole, con una minima pendenza in discesa: duecento metri circa slm nel punto di partenza, sino all'arrivo proprio sul mare. Un'ottantina circa i partecipanti.

Elena Cifali, con il suo crono di 1h49'20' (che migliora di circa 10' la sua precedente prestazione in mezza maratona), si è guadagnato il terzo gradino del podio di categoria F35.

67 

49

Cifali Elena (3^F35)

Asd “Movimento & Vita” Gela

 1h 49’20”19

 

Ecco di seguito il racconto di Elena Cifali a metà tra cronaca e nota diaristica personale.
(Elena Cifali) Tutto è ancora avvolto dalla notte quando suona la mia sveglia. “Oggi si corre...” penso tra me e me mentre cerco le pantofole.
A breve sorge il sole, si prospetta una splendida giornata, serena e calda: esulto, almeno stavolta non dovrò proteggermi da pioggia e vento !
In macchina la mia famiglia e quella di Salvo, la strada scorre veloce e di li a poco incontriamo Orazio [Scicolone] e Melchiorre [Bernardone], entrambi della cospicua compagine ASD Movimento&Vita Gela.
Acate non è poi così lontana come credevo. Si presenta come una cittadina ordinata e pulita, che ancora sonnecchia alle 8.00 del mattino quando tutti insieme facciamo irruzione in un bar del luogo.
Acate Il gruppo podistico di GelaCi raggiunge un bel gruppo di amici, a dire il vero non conosco nessuno di loro, se non di fama, ma l’atmosfera è calma e giocosa, già dopo le presentazioni ufficiali, ho come l’impressione di conoscerli tutti!
Si osserva un minuto di silenzio per il runner Pino Ferrigno, venuto a mancare solo pochi giorni fa: non è riuscito a correre lontano da quel male che lo ha spento nel giro di pochi mesi.
Animo ragazzi, il momento del VIA è vicino!
Tutti insieme dentro il “ventre del castello dei Biscari”… che bella emozione !
Ecco, ci siamo, dopo lo start al mio GPS mi concentro sul passo da tenere. Corro ed intanto osservo la moltitudine di persone che ci guarda dai bordi delle strade, di certo non abituati a questo genere di eventi rimangono come impietriti, timidi al nostro passaggio, “...che strani esseri questi runner tutti in calzoncini e canottiera”, chissà qual è il sentimento e l’emozione che trasmettiamo a chi la corsa non l’ha mai amata o praticata.
Elena Cifali SalvoCrudoI primi km scorrono piacevolmente, il mio passo è regolare e il respiro sembra meno affannato di quanto mi aspettassi. Accanto a me come un’ombra discreta il mio amico Salvo [Crudo].
Non ho mai corso nel ragusano: ed è un posto splendido fatto di campagne che si estendono a perdita d’occhio, tutto intorno a noi vigneti, uliveti e una distesa di serre, tantissimi terreni ricoperti da teli bianchi. A tratti, ho l’impressione che l’uomo innamorato della sua terra ci avesse steso sopra una coperta affinchè il suo tesoro rimanga custodito e mai violato dall’esuberanza del cielo.
Avvolta in questi gentili pensieri mi accorgo che davanti a noi si presenta una pozza di fango dalle notevoli dimensioni, attraversarla sarebbe inopportuno, non sappiamo quanto sia profonda ed inzupparsi le scarpe non è di certo ragionevole. Decidiamo di arrampicarci sul muretto che divide la strada dalla campagna, e un paio di volte rischio di scivolare rovinosamente da una parte o dall’altra, cammino, perdo il ritmo e riprenderlo mi costerà un paio di minuti di ritardo sulla tabella di marcia. Pazienza!
Riprendiamo la strada e siamo già al 10° km, con soddisfazione mi accorgo che non sono affatto stanca. Insieme a Salvo intoniamo una vecchia canzone, ma non ne ricordiamo le parole e così improvvisiamo suscitando il riso di un compagno che fino a quel momento aveva corso al nostro fianco.
Fa caldo, il sole è alto, sembra estate, la terra rossa mi ricorda che per una volta sto correndo lontana del mio amato ETNA. L’odore pungente e acre di pomodorini abbandonati a marcire sotto il sole mi riempie la mente di ricordi. Ero una bambina quando con i nonni andavamo nelle campagne gelesi a seminare e poi raccogliere quei frutti rossi e dolcissimi.
Di tanto in tanto qualche cane, disturbato dal nostro passaggio, ci insegue abbaiando come a volerci ricordare che quella è casa sua.
Mancano solo 4 km all’arrivo, inizio a sentire la stanchezza di un ritmo che non è il mio, inevitabilmente perdo qualche secondo al km, ma è un’inconveniente che avevo messo in conto. Incito Salvo ad andare avanti, a mollarmi, gli chiedo di far vedere quanto vale, ma lui da fedele compagno non ha la minima intenzione di lasciarmi indietro.
Siamo già al 20° km quando scorgiamo Melchiorre che senza la sua maglietta ci viene incontro, lui ha già finito brillantemente la sua gara ci spiega, ha migliorato il suo personale e con grandissimo spirito di amicizia ci fa compagnia incoraggiandomi laddove servisse. “Dopo questa curva siamo arrivati” mi dice, ma omette di dirmi che dopo la curva si apre ai nostri occhi uno spettacolo meraviglioso. Eccolo, enorme, maestoso, imponente, luminoso e quieto: IL MARE! Ne sento il profumo, ne osservo le onde che accompagnano al ritmo i miei ultimi passi, sono felice!
Al traguardo, nella cerimonia delle premiazioni, oltre alla piccola coppa per essermi aggiudicata un buon risultato, il bacio di mio figlio mi ripaga di tutta la fatica di questi ultimi 21 km.

 

Di seguito la classifica

 

Località:

Marina di Acate (RG) (27/11/2011)




Manifestazione:

1^Maratonina Acate/Marina di Acate (21,097 Km)

Partenza:

Castello dei Biscari di Acate (RG)





Arrivo:


Lungomare Macconi Marina di Acate (RG) 














Posizione

Numero

 

Concorrente

SOCIETA’ 

TEMPO

1

14

Veletti Giuseppe ( 1°M40)

Asd Green Sport Gela

1h 16’25”09

2

64

Portelli Angelo (1°Ass. M)

Asd Tre Colli Scicli

1h 19’49“37

3

79

Finielli Claudia (1^Ass.F)

Libera

1h 20’17“82

4

15

Cannì Carmelo (1°M45)

Asd Green Sport Gela

1h 20’21”34

13

Lo Iacono Giuseppe ( 2°M40)

Gs Valle dei Templi Agrigento

1h 20’25”46

Sanzone Lorenzo (1°M35)

Aspd “No al doping” Ragusa Ibla

1h 20’31”21

7

33

Cirino Lorenzo  (2°M45)

Libero

1h 21‘18“10

8

63

Carfì Gianluca  (1°TM)

Asd Padua Ragusa

1h 21‘32“89

9

26

Tina Venerando ( 3°M45)

Asd Atletica Palazzolo

1h 22’17”21

10

74

Rimmaudo Sergio ( 2°M35)

Asd Padua Ragusa

1h 22’24”71

11

36

Interlici Emanuele  (2°TM)

Asd “Movimento & Vita” Gela

1h 23’09”39

12

21

Sgammeglia Antonio (1°M50)

Asd Pro Sport Ravanusa

1h 24‘29“49

13

37

Pollicino Massimo ( 3°M35)

Asd “Movimento & Vita” Gela

1h 24’56”18

14 

68 

Scivoletto Giovanni ( 3°M40)

Asd Tre Colli Scicli

1h 26’12”87

15 

65

Parisi Assenza Alessandro (2°Ass.M)

Asd Tre Colli Scicli

1h 26’19”64

16

72

Ursino Carmelo (4°M35)

Gs Assemini- Cagliari

1h 26‘59“34

17

24

Spartà Vincenzo( 5°M35)

Asd Nuova Atletica Niscemi

1h 27’13”43

18

20

Curtopelle Angelo  (1°M55)

Asd Pro Sport Ravanusa

1h 27‘35“24

19 

16

Susino Irene (1^F40)

Asd Green Sport Gela

1h 28’05”49

20 

38

Bernardone Melchiorre  (6°M35)

Asd “Movimento & Vita” Gela

1h 28’55”11

21 

73

Gurrieri Peter  (7°M35)

Pol UISP S.Croce Camerina

1h 29’07”90

22 

66

Galesi Carmelo (3°Ass. M)

Asd Tre Colli Scicli

1h 29‘’23”19

23 

59

Barone Mario  ( 3°TM)

Pol UISP S.Croce Camerina

1h 29’52”34

24 

60 

La Terra Roberto  (2°M55)

Aspd “No al doping” Ragusa Ibla

1h 30’48”16 

25

61

Mirone Fernanda  (1^F45)

Asd Barocco Running Ragusa

1h 30’48”22

26

45

Infuso Rino ( 4°M45)

Asd “Movimento & Vita” Gela

1h 31’00”30

27

58

Tidona Antonio ( 2°M50)

Asd Il Castello Modica

 1h 31’11”53

28

67

Giliberto Corrado ( 4°Ass.M)

Asd Tre Colli Scicli

 1h 32’07”46

29 

12 

Floriddia Vincenzo ( 3°M55)

Asd Placeolum Palazzolo Acreide

 1h 33’25”37

30 

54

Burragato Vincenzo (1°Prom.M)

Libero

 1h 33’41”04

31

19

Buldrini Carmelo (8°M35)

Libero

 1h 34‘04“41

32

42

Rinzivillo Salvatore (CL)( 5°M45)

Asd “Movimento & Vita” Gela

 1h 34’36”17

33

30

Piccione Salvatore  (6°M45)

Asd Marathon Club Avola

 1h 35‘01“44

34 

46

Scicolone Orazio (4°M40)

Asd “Movimento & Vita” Gela

 1h 35’35”29

35

18

Rinzivillo Salvatore (RG)  (6°M45)

Asd Padua Ragusa

 1h 35’50”36

36

25

Reina Giovanni   (8°M35)

Asd Nuova Atletica Niscemi

 1h 35’53”90

37 

17

Giummarra  Carmelo (3°M50)

Asd Padua Ragusa

 1h 36’52”44

38 

69

Tidona Francesco (4°M50)

Asd Tre Colli Scicli

 1h 37’03”22

39 

53 

Vecchio Giuseppe  (8°M45)

Libero

 1h 37’24”74 

40

6

Mugnas Emanuele  (5°M50)

Aspd “No al doping”  Ragusa Ibla

 1h 39’23”03

41

39

Di Bona Antonio ( 9°M35)

Asd “Movimento & Vita” Gela

 1h 39’40”75

42

32

Baglieri Mario  ( 4°M55)

Asd Marathon Club Avola

 1h 39’43”02

43

2

Piccione Fabio ( 5°M40)

Aspd “No al doping” Ragusa Ibla

 1h 39’49”28

44 

5

Occhipinti Rosario ( 9°M45)

Aspd “No al doping” Ragusa Ibla

 1h 39’54”22

45 

4

Pinnizzotto Vito Mauro (6°M40)

Aspd “No al doping” Ragusa Ibla

 1h 40’00”34

46

3

Gianchino Salvatore (7°M40)

Aspd “No al doping” Ragusa Ibla

 1h 40‘26“38

47

62

Cacciamo Antonio( 6°M50)

Asd Padua Ragusa

 1h 40’33”59

48

55

Assenza Emanuele  (5°M55)

Asd Barocco Running Ragusa

 1h 40‘52“40

49 

47

Scicolone Tiziana  (1^F35)

Asd ‘’Movimento & Vita“ Gela

 1h 41’16”49

50 

11

Di Pasquale Vincenzo  (1°M60)

Aspd “No al doping” Ragusa Ibla

 1h 41’29”31

51 

51

Frasca Massimo  (8°M40)

Libero

 1h 41’59”29

52 

52

Catarrasi Salvatore (9°M40)

Libero

 1h 42’17”64

53 

22

Oliveri Stefano  ( 4°TM)

Asd Pro Sport Ravanusa

 1h 42’59”46

54 

34 

Caldarella Ferdinando (2°M55)

Asd Marathon Club Avola

 1h 44’02”49 

55

41

Rubino Francesco  (10°M35)

Asd “Movimento & Vita” Gela

 1h 45’10”32

 56

23

Sgammeglia Elide ( 1^TF)

Asd Pro Sport Ravanusa

 1h 45’26”94

57

75

Spadaro Gisella ( 2^ F35)

Asd Placeolum Palazzolo Acreide

 1h 46’01”87

58

70

Iacono Giuseppe (10°M45)

Asd Barocco Running Ragusa

 1h 47’21”45

59 

57 

Balestrieri Francesco (11°M40)

Asd “Movimento & Vita” Gela

 1h 48’05”47

60 

50

De Stradis Ignazio  (5°TM)

Asd „Movimento & Vita” Gela

 1h 48’37”90

61

43

Cagnes Francesco (11°M45)

Asd “Movimento & Vita” Gela

 1h 48‘38“05

62

27

Fusca Davide(12°M40)

Asd Marathon Club Avola

 1h 48’39”26

63

29

Bucello Luigi  (12°M45)

Asd Marathon Club Avola

 1h 48‘39“29

64 

28

Restuccia Salvatore (13°M40)

Asd Marathon Club Avola

 1h 48’39”33

65 

56

Chosinecki Krisztian  (6°TM)

Polonia- Libero

 1h 49’14”23

66 

44

Crudo Salvatore  14°M40)

Asd “Movimento & Vita” Gela

 1h 49’18”07

67 

49

Cifali Elena (3^F35)

Asd “Movimento & Vita” Gela

 1h 49’20”19

68

35

Castorino Giovanni  ( 2°M60)

Asd “Movimento & Vita” Gela

 1h 50’11”07

69 

10

Giavatto Giovanni  (3°M60)

Aspd “No al doping”/Csain

 1h 51’05”79 

70

40

Mordelli Salvatore  (11°M35)

Asd “Movimento & Vita” Gela

 1h 53’39”72

71

9

Causarano Guglielmo (13°M45)

Aspd “No al doping” Ragusa Ibla

 1h 53’42”03

72

31

Bonarrico Corrado ( 7°M50)

Asd Marathon Club Avola

 1h 55’29”30

73

71

Russo Paolo  ( 7°M55)

Asd Marathon Club Avola

 1h 56’12”54

74 

48 

Granvillano Iolanda ( 2^F40)

Asd ’’Movimento & Vita” Gela

 1h 56’46”48

RIT. 

7

Taranto Enzo (M40)

Aspd “No al doping” Rg Ibla

 N.C. (Ritirato)

 





      

 

           Classifica per Società
              Atleti  al traguardo





 

1


Asd “Movimento & Vita” Gela (CL)

16 Arrivati

 

2

 

Aspd “No al Doping” Ragusa Ibla (RG)

10 Arrivati

 


Asd Marathon Club Avola (SR)

8 Arrivati

 


Asd Tre Colli Scicli (RG)

6 Arrivati

 


Asd Padua Ragusa (RG)

5 Arrivati

 

 

Asd Pro Sport Ravanusa (AG)

4 Arrivati

 

7


Asd Green Sport Gela (CL)

3 Arrivati

 

8


Asd Barocco Running Ragusa (RG)

3 Arrivati

 

9


Asd Placeolum Palazzolo  Acreide

2 Arrivati

 

10

 

Asd Nuova Atletica Niscemi (CL)

2 Arrivati


11 

 

Pol. UISP S.Croce Camerina (RG)

2 Arrivati

 

12 

 

GS Valle dei Templi Agrigento (AG)

 1 Arrivato

 

13

 

Asd Atletica Palazzolo Acreide (SR)

1 Arrivato

 

14

 

G.S. Assemini- Cagliari  (CA)

1 Arrivato

 

15

 

Asd “Il Castello” Modica (RG)

1 Arrivati

 

NDR 

 

PODISTI LIBERI

9 Arrivati

 











Iscritti          82

 

Classificati 74

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28 novembre 2011 1 28 /11 /novembre /2011 23:54
24-ore-del-Sole-3564.JPG
Maria Ilaria Fossati (ASD Runners Bergamo) ha partecipato alla 24 ore del Sole (6^ edizione) tra il 26 e il 27 novembre 2011, in lizza per il Campionato Italiano IUTA 6 ore su pista.
Dopo essersi laureata Campionessa Italiana IUTA 2011 (2^ assoluta), ha continuato la sua gara, compiendo alla fine delle 24 ore 128,507 km.

2 106 FOSSATI MARIA ILARIA F35 RUNNERS BERGAMO ITA 162 369 69.067,00

La classifica del Campionato Italiano IUTA 6 ore su pista

28 106 FOSSATI MARIA ILARIA F35 RUNNERS BERGAMO ITA 303 166,3 128.507,30

La classifica generale della 24 ore

Di seguito le sue impressioni di gara.
24-ore-del-Sole-4082.JPG(Maria Ilaria Fossati) E' stata davvero 24 ore di fatica, ma soprattutto di festa...
Molto emozionante la gara maschile...se posso permettermi, mi ha commosso la grinta e la determinazione di Eugenio Cornolti, al rientro sulla 24 ore dopo ben 2 anni.
Nonostante fosse in svantaggio, sempre dietro a Stefano Montagner, sempre "secondo"...anche quando ormai aveva capito, alla 23^ ora che il distacco non si sarebbe mai colmato, non ha ha mai smesso di lottare!
Grande Eugenio! Avresti potuto camminare, mollare il colpo e, invece, hai lottato fino alla fine...
E grande Stefano! Mi ricordo l'anno scorso sempre a Palermo quanto eri stato male... E ora ti sei preso una bella soddisfazione...
Come sempre, tra le persone che rendono ricco e completo questo nostro "piccolo mondo" ultra, c'è Gianni Migneco (il nostro simpaticissimo "rivale" romano della ASD Villa De Sanctis Roma)
Instancabile, per tutta la notte ha fatto assistenza a chiunque ne avesse bisogno, senza distinzioni di società o maglietta, sempre in piedi, sempre pronto a dare conforto a tutti.

(Foto di Maurizio Crispi)

24-ore-del-Sole 3160  24-ore-del-Sole 3812

 
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8 novembre 2011 2 08 /11 /novembre /2011 00:30

Elena-Cifali-motto.jpgElena Cifali (Monti Rossi Nicolosi) ha partecipato alla Etna Valetudo Sky Race (alla sua 6^ edizione) che si è corsa domenica 6 novembre. Qui, di seguito, il suo racconto che riesce a trasmettere le emozioni e l'intensità di un'esperienza mai provata prima, ma capace anche di dare una paradigmatica esemplificazione sui modi in cui si fronteggia la crisi, quando arriva, e sui modi in cui si puntella e si potenzia la resistenza mentale, base fondamentale ed imprenscindibile della resistenza fisica allo sforzo prolungato.

Elena Cifali ha completato la gara in 2h51'56, 20^ nella classifica femminile, lasciandosi alle spalle alcuni uomini e donne: quindi, per essere una neofita delle Skyrace, ha anche dimostrato di possedere grinta e determinazione. Ma se le chiedessimo se è soddisfatta del riscontro cronometrico, Elena ci risponderebbe che per lei non è stato il crono ottenuto a contare veramente nel bilancio finale della sua esperienza, ma il fatto di essere riuscita ad arrivare sino in fondo lottando con se stessa e con un momentaneo affievolirsi delle sue motivazioni.

(Elena Cifali) Mi sveglio che non è ancora l’alba, fuori il vento soffia con raffiche furiose e sento la pioggia battere prepotente sulle finestre a tetto della mia mansarda. Che schifo di tempo!, penso, ma le sorprese non sono ancora finite: una fitta coltre di nebbia avvolge tutto e non vedo ad un palmo dal naso. Decido di darmi comunque una mossa, il tempo scorre e alle 7:00 devo passare a prendere Salvo per andare al rifugio Citelli.
Lungo il tragitto la nebbia è talmente fitta che, a tratti, non ci rendiamo neppure conto di dove siamo, arriviamo al Citelli e subito altri amici ci fanno l’incontro. Inizia la festa!
La partenza è ritardata di un’ora perché le condizioni meteo stanno migliorando, vale la pena aspettare, così tra riscaldamento, foto di gruppo e falsa partenza (per consentire alla RAI di riprenderci) l’ora passa in fretta.
Tre, due, uno, viaaaaaa, eccoci, ci siamo, è proprio arrivato il momento, non mi par vero, sono mesi che aspetto ed ora sono qui in compagnia di due amici (Salvatore C. e Orazio S.) . La nostra avventura è appena iniziata.
Partiamo senza esagerare, la giornata si è messa al meglio, decidiamo di mantenere un passo non troppo veloce, non sappiamo bene che tipo di tracciato ci aspetta, meglio non esagerare.
Inizio subito ad avvertire i primi bollori, quindi via i guanti, via anche la giacca antipioggia e per ultimo il cappellino che rischio di perdere in più occasioni a causa delle fortissimo vento.
A breve, iniziamo a capire che il percorso è tutt’altro che una passeggiata di salute,etnavaletudoskyrace2011_partenza_02.jpg al 7 km inizia a far capolino una salita molto impegnativa che ci porterà a 2.300 m slm, che … figata! penso.
Il paesaggio attorno a noi si tinge di colori stupendi che vanno dal giallo oro al rosso acceso delle foglie, mentre sopra di noi il cratere centrale ci saluta con sbuffate di fumo bianco, lì sopra è tutto imbiancato dalla neve.
Uno spettacolo della natura, sembra un film, non manca proprio nulla mi diverto, alzo le braccia al cielo e urlo la mia felicità, gli amici che mi accompagnano e le due atlete valdostane che sono appena dietro di noi avranno pensato che sono uscita di senno, invece è solo il mio modo per esprimere tutta la felicità che pervade il mio corpo.
Un piede avanti all’altro e piano piano inziamo a scalare Sua Maestà, il vento contrario ci rende i movimenti ancora più difficili, lenti, a volte mi sento al rallentatore, occhi bassi e piedi che sprofondano sul morbido tappeto di sabbia lavica, tantissime coccinelle rosse e gialle sembrano salutarci e indicarci la giusta rotta. A tratti il vento è così forte che quasi ci impedisce di proseguire, l’Etna mi attraversa i sensi, lo sento scorrere dentro me con tutta la sua prepotenza, è come se lottassimo.
Riusciamo comunque ad arrivare in cima, adesso ci aspetta una discesa divertentissima. Passano pochi minuti ed inizio ad accusare un forte dolore alla parte sinistra del petto, decido di non dire nulla ai miei compagni, non voglio farli preoccupare e tantomeno scoraggiare, la generosa discesa mi dà una mano (o sarebbe il caso di dire un piede) d’aiuto, piano piano il dolore passa ed io riprendo fiducia in me stessa.
etnavaletudoskyrace2011_arrivo_02.jpgSiamo già al secondo rifornimento, dove c’è anche il cancello orario, lo attraversiamo senza difficoltà, con la consapevolezza di non rischiare l’eliminazione per aver sforato col tempo.
Salite e discese si alternano a pietraie, uno scenario lunare e subito dopo un bosco, insomma un’alternanza di emozioni, di paesaggi mai visti prima mi colpiscono e mi fanno capire che devo ancora imparare molto dal gigante che ci sovrasta.
Inizio ad accusare stanchezza, le dita dei piedi mi fanno male, sono sicura che il mio allucione sinistro è ridiventato nero, lui è uno specialista in questo genere di cose, non ama passare inosservato, così tutte le volte che corro una gara impegnativa si tinge di prima di blu e poi di nero. Per fortuna l’estate è trascorsa e nessuno abbassando lo sguardo sulle mie unghia avrà un sussulto.
Al 16° km inizia una fase che posso definire senza ombra di dubbio di crisi profonda, inizio a sentire uno strano calore, mi da fastidio il sole che adesso fa capolino quando gli alberi del bosco si diradano, mi fermo, inizio a camminare, chiedo a Salvo di darmi un biscotto, lui mi incita a non mollare, mi incoraggia ad andare avanti senza fermarmi, accanto a me Orazio fa la stessa cosa. Decido: vado avanti, ma devo cercare dentro di me le motivazioni giuste per farlo. Inizio a pensare cosa mi spinge a questa fatica, cosa mi da la forza giorno dopo giorno di allenarmi, sotto il sole di agosto, con il gelo e la neve di dicembre. Le mie motivazioni vengono a galla una dopo l’altra ed intanto la distanza si accorcia.
etnavaletudoskyrace2011_arrivo_01.jpgMa le mie motivazioni non sono più sufficienti a reggermi le gambe, urge un pensiero positivo. Eccolo: mio figlio!
Sì, quale pensiero più bello per me se non lui? E’ lui che mi accompagna sino a quando una voce mi distrae, come se mi svegliasse: “Forza ragazzi, mancano gli ultimi 2 km”, è uno dei volontari che ci fa coraggio. Ok, penso, gli ultimi 2 km li faccio anche in ginocchio.
Ultimo tratto di bosco, il terreno è a tratti interamente ricoperto di foglie e a tratti coperto di un’insidiosa fanghiglia.
Eccoci, siamo arrivati, prendo per mano i miei due angeli custodi, coloro che mi hanno accompagnata con le gambe, con le parole, con la testa in questa meravigliosa esperienza.

Tagliamo il traguardo tutti e tre insieme come a dimostare che nella vita non si è mai veramente soli.

 

 

La classifica femminile

 



firstname lastname Classifica squadra
1 1 Emanuela Brizio 1.55.51 VALETUDO SKYRUNNING ITALIA
2 2 Debora Cardone 1.57.06 GIO 22 RIVERA
3 19 Cecilia Mora 2.02.40 Valetudo Skyrunning Italia
4 15 Montse Martinez Guerrero 2.06.35 DIEDRE/PETZL
5 8 Ana Isabel Estevez 2.09.13 La Pedriza del Manzanares
6 11 Delphine Gustafre Olive 2.12.30 PERICS
7 23 Maria Jose Zazo 2.13.26 LA PEDRIZA DEL MANZANARES
8 12 Monica Llorente Manzanares 2.14.17 LA PEDRIZA DEL MANZANARES
9 22 Carmela Vergura 2.14.40 Valetudo Skyrunning Rosa
10 16 Fernanda Mirone 2.19.15 Barocco Running Ragusa
11 14 Paloma Mallorqua 2.20.35 LA PEDRIZA DE MANZANARES
12 13 Roberta Lorenzi 2.24.26 G.S. Pasta Granarolo
13 24 Giovanna Zoccoli 2.24.26 G.S. Pasta Granarolo
14 7 Manuela Di Stefano 2.36.56
15 9 Marilisa Fiorino 2.37.07 Crall Art Trieste
16 17 Karine Monsagrati 2.41.02 Polisportiva S.Orso
17 4 Susanna Crisciani 2.42.00 ASD Courmayeur Trailer
18 10 Monica Gallizioli 2.44.07 Polisportiva S.Orso
19 21 Anna Maria Rosano 2.44.07
20 3 Elena Cifali 2.51.56 ASD Monti Rossi Nicolosi
21 5 David Cornelia 2.56.24 CSU Craiova/Ecomarathon
22 20 Michela Niada 2.58.27
23 18 Maria Montanini 3.13.04 S. DAMASO - MODENA
24 6 David Silvia Catalina 3.20.56 CSU Craiova/Ecomarathon

Credits © 2011 BGlstudio.it

 

Vedi anche:

Etna Valetudo Skyrace (6^ ed.). Vincitori della tappa e del circuito MNRIC il rumeno Zinca e l'italiana Brizio

 

Etna Valetudo Skyrace (6^ ed.). Briefing alla vigilia. Le impressioni di Elena Cifali, neofita della Sky Race

 

Etna Valetudo Skyrace (6^ ed.). Il 6 novembre, sarà valevole come ultima tappa del Mountain Running International Cup

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5 novembre 2011 6 05 /11 /novembre /2011 09:20

100-km-delle-Alpi-9793.JPGInge Hack (F55, ASD Modica Athletic Club), tedesca naturalizzata siciliana e appassionata sia di gare trail - competitive e non - sia più di recente di ultra, ha partecipato la primavera scorsa alla 100 km del Passatore e, più che contenta dell'esperienza, ha deciso di replicare con la 100 km delle Alpi che, alla sua 3^ edizione, si è svolta tra il 15 e il 16 novembre 2011. Ha completato la sua fatica classificandosi 86^ assoluta su 125 classificati (ultimo a tagliare il traguardo è stato Corrado Di Muro, 17h16'. vai alla classifica), con il crono di 12h45'06 e conquistando il secondo posto nella categoria di appartenenza.

Di seguito il suo racconto

(Inge Hack) Dopo la gara del Passatore, un amico mi ha mandato un grafico dove si vedeva l’altimetria della stessa paragonandola a quella della 100 km Delle Alpi. Ad un primo sguardo ho visto solo che il percorso era quasi tutto in salita (specialmente dopo i primi 50 km) e ciò mi ha fatto venire una gran voglia di accantonarla perché troppo pesante per me.

“Il Passatore”, essendo stata la mia prima esperienza di ultramaratona, mi è andata bene. Sono arrivata in 14h03'. Un record per le mie capacità. Chi l’avrebbe mai detto! Ho iniziato a 48 anni a correre e a 57 anni ho partecipato alla prima 100 km.

Tempo dopo mi e’ capitato di curiosare un po’ nel sito del “Giro d’Italia Run” e ho trovato la scheda della “100KM delle Alpi”.

A tal proposito,  mi ha piacevolmente colpito il messaggio di uno degli organizzatori, Enzo Caporaso. Gli organizzatori, infatti, chiedevano agli appassionati di corsa di dar loro fiducia, per il semplice motivo che prima di essere organizzatori, erano prima di tutto dei podisti ed ecco spiegato il segreto della loro ospitalità.

E' iniziata, quindi, una corrispondenza con Enzo Caporaso e Tiziana …fiducia accordata … iscrizione fatta.

Così, in men che non si dica, mi sono ritrovata ai nastri di partenza a Torino il 15 ottobre 2011.

Il clima era favorevole.

La nostra splendida avventura è iniziata con solo 10 minuti di ritardo. Il primo tratto di strada si trovava lungo un percorso molto trafficato, ma ci avevano preparato a questo. Anche da questo piccolo particolare si evince il primo segno tangibile di serietà fornitoci dagli organizzatori, i quali hanno così meritato la nostra piena fiducia.

La macchina del “Giro d’Italia Run” sfrecciava avanti e indietro salutandoci con un concerto di clacson ad ogni suo passaggio. Enzo, preoccupato come un padre per i propri figli, ci monitorava costantemente per essere presente ad ogni problema o difficoltà.

Dopo il paesino di Leinì, finalmente  il panorama cambiava: la superstrada molto trafficata e pericolosa, lasciava, infatti, il posto al verde dell’aperta campagna.

Ci siamo trovati così ad attraversare tanti piccoli centri abitati e la sensazione era quella di entrare in un libro di favole.

In particolare,  sembrava di stare in un paese che, in seguito ad un incantesimo, fosse caduto in un sonno lungo 100 anni.

Nei campi, c’erano pecore e mucche lasciate in libertà, non tenute in stalle industriali e vi erano persino alcune galline, che beccavano nei prati accanto al nostro percorso. Come se le stalle lager o i pollai industriali fossero solo una cattiva invenzione...

Chiese e borghi medievali, fiumi, ponti, insenature verdi. Ogni chilometro, una nuova favola da scoprire.

100-km-delle-Alpi---di-corsa--verso-il-70mo-.jpgI numerosi punti di ristoro erano ben forniti. Ho trovato addirittura in un punto torta fatta in casa e in un altro tavolo delle caldarroste.

La strada si snodava ora lungo una valle e vedevamo le colline ai lati e le montagne in lontananza. E’ stato possibile anche ammirare alcuni appassionati di deltaplaning, sopra le nostre teste, con i loro aquiloni coloratissimi.

E' scesa la sera e, purtroppo, si è rotto l’incanto. Ci siamo trovati di nuovo in mezzo al traffico.

 Pur equipaggiata di torcia e giacca con strisce catarifrangenti, non mi sentivo sufficientemente al sicuro. Non vedevo l’ora di arrivare.

Quasi ogni curva mi riservava un concerto di clacson, perché gli autisti delle macchine non si aspettavano di trovarsi faccia a faccia con un podista su quella strada trafficata, senza corsia di emergenza, al buio completo.

Eravamo in pochi e molto distanti l’uno dall’altro.

Ero sola, ma vedevo in lontananza un podista senza strisce catarifrangenti e senza lampadina illuminato dalle macchine di passaggio e un po’ prima di lui un furgone che, accompagnandoun altro podista, andava a passo d’uomo bloccando il traffico nelle curve. Una cosa pericolosissima! Le macchine sfrecciavano super-veloci accanto a me, per poi trovarsi alla curva successiva bloccate da quel furgone. Curva dopo curva lo stesso scenario ma fortunatamente non è accaduto nulla di grave.

Qui, mi sono resa conto dell’importanza vitale dell’avviso fatto agli accompagnatori di farsi trovare in punti ben precisi del percorso e non mettersi dietro le persone da accompagnare. Ciò, sia per evitare agli altri concorrenti di respirare le scariche di gas di queste macchine, sia per evitare un simile pericolo.

100-km-delle-Alpi-9161.JPGCon l’ultimo chilometro si entrava a St. Vincent, un bellissimo paesino ai piedi delle montagne. Ma solo il giorno dopo ne ho potuto scoprire la bellezza. Sono arrivata al traguardo in 12.45h, ben 1h15' in meno rispetto al tempo impiegato al “Passatore”.

Non ci potevo quasi credere!

All’arrivo la medaglia, una borsa per gli indumenti sporchi e una tuta personalizzata con la scritta “Io c'ero” che, in tanti, la notte hanno usato come pigiama.

Anche qui emerge la conoscenza del podista-organizzatore che si traduce in atenzioni appropriate e gradite riservate al podista-consumatore finale.

Ma soprattutto, dopo tanta fatica, abbiamo trovato ad aspettarci del cibo caldo, anche a notte inoltrata, una bella doccia calda e delle brande al coperto dove riposare le nostre membra stanche.

All’indomani, si è svolta la premiazione e, dopo, siamo stati gentilmente accompagnati in pullman a Torino.

Ovviamente questo servizio è stato offerto gratuitamente dagli organizzatori. L’autista, persona molto disponibile, ci ha lasciato, secondo le esigenze in diversi punti di Torino. Questo, per dire che ogni minimo particolare, dalla partenza all’arrivo è stato previsto e curato in dettaglio.

Il servizio continuava anche al nostro ritorno a casa. Nella pagina Facebook del Giro d’Italia Run potevamo scaricarci le foto e il diploma e sul sito di Maurizio Crispi ben tre album fotografici con centinaia e centinaia di foto delle nostre fatiche… Tutto gratis!

Esperienza molto positiva, da ripetere, ma con la consapevolezza che qualche tratto del percorso è pericoloso e necessita un comportamento adeguato da parte di podisti e accompagnatori, non trascurando di predisporsi ad essere illuminati come un albero di natale.

A questo punto il mio racconto dovrebbe finire,  ma questa gara mi ha lasciato un’immagine indelebile nel cuore. Durante ogni gara ci si avvicina agli altri, alle loro storie. Ognuno ne porta una con sé, ognuno corre per uno scopo diverso ed ha nel proprio cuore un bagaglio di esperienze sportive a affettive che lo distinguono dagli altri.

Stavolta sono stata colpita da un atleta che corricchiava in salita. Sembrava portare un immenso peso. Alla mia domanda chi fosse e che età avesse la ragazza accanto a me mi ha rivelato che un tempo quell’uomo era un atleta molto forte.

Adesso è affetto da leucemia, ma ha voluto correre ugualmente perché non vuole morire nel suo letto.

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25 ottobre 2011 2 25 /10 /ottobre /2011 18:32

Marco-Olmo-alla-Sardinia-Ultramarathon-2011.jpgIl tributo di Fabio Pansera (ASD Runners Bergamo) - in forma di lettera aperta  agli organizzatori -  alla Sardinia Ultramarathon che si è svolta nello scorso fine settimana dal 22 al 23 ottobre 2011.

(Fabio Pansera, RB) Non so da dove iniziare per ringraziarvi di questo bellissimo weekend che ho passato da voi.

Mi avete accolto , coccolato , viziato , mi avete dato tante e tante attenzioni che mai mi era accaduto.

Un plauso particolare a Norma e Paolo che insieme alle loro care figlie Giulia e Claudia mi hanno ospitato venerdì sera a casa loro.

Ho vissuto due giornate intense, vive in una familiarità non comune : tutti vi siete spremuti come limoni a dare il massimo perchè tutto funzionasse a meraviglia e così è stato... grazie !

Avevo bisogno di staccare la spina da tutto e farmi due giorni di vacanza. Mi avete dato davvero tanto molto più di quanto potete immaginarvi : tanta serenità e tranquillità di cui avevo bisogno.

Delle mie gare che dire? Sabato ho corso la 21 km con tranquillità godendomi i panorami, il bosco, i sentieri, la chiesetta in cima al monte Sant'Antonio, concludendo in 1h55' e tutto per tenermi le gambe per il giorno dopo; domenica, la gara che sentivo di più, la 60 km che ho corso con tanto timore, perchè non ero a sufficienza allenato sulla distanza e perchè, reduce da un infortunio che mi aveva costretto a due  mesi di fermo, avevo ripreso da un mese a correre, ci ho messo tanta testa e tanto cuore e, come ho detto a tanti amici, fatica sofferenza dolore e gioia sono diventati un tutt'uno sfociato in una gran commozione una volta tagliato il traguardo in 6h25'.

Spero proprio di essere di nuovo dei vostri il prossimo anno... e con qualche amico in più!

Vi abbraccio tutti, grazie

Fabio Pansera

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22 ottobre 2011 6 22 /10 /ottobre /2011 23:55

Daniele Baranzini ha partecipato alla 100 km delle Alpi da Torino a Saint Vincent, lo scorso 15 ottobre.

Quello di seguito è un videoclip con una parziale sintesi della sua performance, ma anche - pur se con pochissime parole - ha la stessa valenza di un lungo racconto.

E' la mia personale visione di ciò che ho vissuto... (...) Il clip è più importante - scrive Daniele - per quello che scrivo alla fine, che per le mie immagini... è un saluto a tuttti quelli che visto arrivare dietro di me.

 

 


 
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21 ottobre 2011 5 21 /10 /ottobre /2011 15:39

Andrea DinardoAndrea Dinardo (Runners Bergamo) ha partecipato, lo scorso 9 ottobre 2011, alla Bank of America Chicago Marathon (alla sua 34^ edizione) centrando il suo personale obiettivo (finire sotto le 4 ore). 

Di seguito, il suo racconto con le sue impressioni.

Il resoconto è stato pubblicato sul sito ufficiale Runners Bergamo, a cui si rimanda per una lettura integrale.

(Andrea Dinardo ) Partenza e arrivo a Grant Park, polmone verde della città che separa i grattacieli dal lago.
Ogni partecipante conosce già il settore, che qui chiamano Corral, dove dirigersi.
Si manda il tempo recente di una Maratona o di una Mezza, a me basta un crono di 1h33' alla Stramilano per essere inserito nel settore B, dove - promettono - si passa la linea di partenza al massimo in 1'58", difatti, con la massima calma, in un minuto e mezzo sono in gara. Pubblico strabocchevole, ben distribuito, calcolato in 1.7 milioni di unità, sempre rumoroso, molta musica live di tutti i generi.  Chicago è sempre stata storicamente una maratona fredda, temperatura attorno a zero  gradi, con brezze anche sostenute, tanto che la metropoli è soprannominata "the windy city", la città del vento, ma in tempi recenti, gli ultimi
4 anni su 5, temperature oltre i 25 gradi. Gli organizzatori prendono precauzioni: partenza ore 7.30, ristori con acqua e integratori ogni 2km., personale sanitario allertato [...]

 

Vedi anche:

Bank of America Chicago Marathon 2011 (34^ ed.). Runners Bergamo everywhere: prime impressioni, a caldo, di Andrea Dinardo, Chicago Marathon Finisher

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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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